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	<title>online Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>online Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Juriem, il video di Non mi va</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86598102/juriem-il-video-di-non-mi-va/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Micro961]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2022 08:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Juriem]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[videoclip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; online il videoclip del nuovo singolo della cantante italo-peruviana E&#8217; online il videoclip del nuovo singolo “Non mi va” dell’artista &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">E&#8217; online il videoclip del nuovo singolo della cantante italo-peruviana</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter" src="https://www.joyfreepress.com/wp-content/uploads/2022/03/Juriem-2.jpg" width="446" height="297" /></p>
<p>E&#8217; online il videoclip del nuovo singolo “Non mi va” dell’artista italo-peruviana Juriem, brano prodotto dal maestro Mario Zannini Quirini per Lead Records. Il video è stato realizzato nella splendida città di Venezia, dove l’artista ha ambientato la storia.<br />
Juriem è una cantante, compositrice/songwriter e ballerina nata a Lima ma cresciuta in Italia. La sua musica abbraccia più generi ed è il risultato di un mix di contaminazioni, influenze ed esperienze di vita maturate in diversi paesi come il Perù, l’Italia, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Significativo anche un periodo vissuto ai Caraibi, che la influenza musicalmente.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Juriem - Non mi va (Official Video)" width="735" height="413" src="https://www.youtube.com/embed/YBPfg6fo61E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Le tipiche sonorità ritmiche caraibiche e la musica di matrice latina ispirano i primi lavori, ma con il rientro in Italia, a Roma, Juriem sperimenta un nuovo approccio e si avvicina ad un sound più occidentale e commerciale, incrociando gli stili fusion / hip hop e pop dance come nel nuovo singolo “Non mi va”. Nel testo viene descritto un amore, nato a Venezia, che si rivela un’illusione perché provato soltanto dalla protagonista. Juriem nel video si muove in un ambiente interno tipico delle abitazioni nobili veneziane. E’ l’artista stessa a spiegarci meglio: &lt;&lt;”Nel video é stato bello giocare con le soffuse atmosfere veneziane, tra luci e ombre, che ci siamo divertiti a ricreare. Abbiamo puntato sull’intimità di un unico ambiente, una camera da letto, sfarzosa e inarrivabile, per dipingere scenari accattivanti. È qui che i ritmi energici del brano si sovrappongono ai colori morbidi e alle tonalità calde della scena. È qui che nasce la magia ed è lecito sognare”&gt;&gt;</p>
<p>Il ritornello “Non mi va” rappresenta però il rifiuto dell’inganno di un amore che non poteva essere reale, prendendo Venezia come metafora, perché simboleggia la città che in questo senso ha tradito questa ragazza. E l’artista dichiara ancora: &lt;&lt; “Venezia è un po’ la metafora della seduzione… ti inebria con la sua bellezza. Camminare la notte in mezzo alla stradine veneziane, è un’esperienza incredibile. Dietro ogni angolo un chiaroscuro, un riflesso di luna nascosto tra le pieghe dei canali. Ammaliante e sfuggente, complice degli amanti, questa è la Venezia che canto”&gt;&gt;.  Con la sua interpretazione Juriem sceglie di lasciare un messaggio finale importante che va nella direzione del “women empowerment”, della stima di sé come donna e di lasciarsi alle spalle ciò che fa star male ed è “tossico”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come scegliamo l’auto? Prezzo e consumi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86591918/come-scegliamo-lauto-prezzo-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 07:18:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[immatricolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’auto è una passione che accomuna molti italiani, ma quando dobbiamo acquistare un nuovo veicolo, a cosa facciamo attenzione? Facile.it &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86591918/come-scegliamo-lauto-prezzo-e-consumi/">Come scegliamo l’auto? Prezzo e consumi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’auto è una passione che accomuna molti italiani, ma quando dobbiamo acquistare un nuovo veicolo, a cosa facciamo attenzione? <strong>Facile.it</strong> e <strong>MiaCar</strong>, in occasione del lancio della nuova sezione del portale dedicata alla vendita di automobili (<a href="https://www.facile.it/auto/risultati.html">https://www.facile.it/auto/risultati.html</a>), hanno affidato un’indagine agli istituti di ricerca <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em> scoprendo che gli italiani scelgono il proprio veicolo guardando principalmente a due caratteristiche: il <strong>prezzo</strong> e i <strong>consumi</strong>.</p>
<p><strong>Come scegliamo l’auto</strong></p>
<p>Sogni e passioni, quando si deve scegliere l’auto da acquistare, lasciano il posto alla razionalità. Dall’indagine &#8211; realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta* &#8211; è emerso che la prima caratteristica a cui si fa attenzione è il <strong>prezzo d’acquisto</strong>; quasi <strong>1 automobilista su 2 ha detto di aver scelto l’auto in base al costo.</strong> Più attenti al budget sono risultate essere le <strong>donne</strong> (51,4% vs 48,4% del campione maschile) e gli <strong>over 65</strong> (56,4%), meno interessati i rispondenti nella fascia <strong>45-54 anni</strong> (41,8%) e i <strong>giovani under 24</strong> (44,4%).</p>
<p>Sempre con un occhio al portafogli, il secondo criterio con cui si sceglie l’auto è quello dei <strong>consumi di carburante</strong>; il <strong>37,2%</strong> dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli <strong>uomini</strong> (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli<strong> under 24</strong> (40,7%); a livello territoriale, invece, i residenti al <strong>Sud e nelle Isole</strong> (41,1%).</p>
<p><em>«Gli italiani sono da sempre attenti alle spese domestiche e l’indagine conferma che anche nel momento in cui devono cambiare auto lo fanno ponendo grande attenzione ai costi», </em>spiega <strong>Diego Palano</strong>, General Manager di Facile.it.<em> «Per questo motivo, in collaborazione con MiaCar, abbiamo lanciato su Facile.it una nuova sezione dedicata alla vendita di vetture nuove e a km zero; l’obiettivo è offrire agli utenti non solo la possibilità di risparmiare sull’acquisto di un veicolo, ma anche un servizio di assistenza completo, che parte dall’auto e arriva fino al finanziamento e all’assicurazione».</em></p>
<p>Al terzo posto tra gli elementi che guidano gli italiani nella scelta dell’auto troviamo la <strong>marca del veicolo</strong>; il <strong>32,7%</strong> ha comprato l’auto in base alla <strong>casa automobilistica</strong>, caratteristica che sembra interessare in modo particolare gli under 24, tra i quali la percentuale arriva addirittura al 40,7%.</p>
<p>L’<strong>estetica</strong> non è tra i primi criteri ma comunque 1 automobilista su 4 la ritiene importante; in questo caso sono più attenti all’aspetto del veicolo le <strong>donne</strong> (27,3%) e, ancora una volta, gli <strong>under 24</strong> (37%).</p>
<p>I costi di <strong>mantenimento di un’auto</strong>, oltre alla benzina, possono essere alti: su questo uomini e donne sembrano essere d’accordo tanto che il <strong>18%</strong> dei rispondenti ha detto di aver scelto l’auto valutando con attenzione questo aspetto. Diversa, invece, la sensibilità verso altre caratteristiche: gli <strong>uomini </strong>sono più interessati alle <strong>dotazioni tecnologiche</strong> di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla <strong>potenza del motore</strong> (16,1% vs 9,2%), mentre le <strong>donne</strong> prediligono veicoli di dimensioni ridotte (19,5% vs 11,1% del campione maschile).</p>
<p>Solo il 14,2% dei rispondenti ha indicato lo <strong>spazio dell’abitacolo</strong>              tra i criteri più importanti nella scelta dell’auto, mentre ancor meno, il 13,8%, guarda alle <strong>dimensioni del bagagliaio</strong>, percentuale che però sale a quasi il <strong>20%</strong> nella fascia di rispondenti con età compresa tra i <strong>35 e i 44 anni</strong><em>.</em></p>
<p><strong>Dove cerchiamo l’auto… e dove la compriamo</strong></p>
<p>L’indagine realizzata per Facile.it e MiaCar ha fatto un focus su dove gli italiani si informano prima di acquistare l’auto: al primo posto c’è <strong>internet</strong>, usato da più di 6 rispondenti su 10. In particolare, si consultano i <strong>siti delle case automobilistiche</strong> (38,5%), i siti di informazione (27,6%) e quelli di annunci (15,4%); solo il <strong>9%</strong>, invece, lo fa tramite <strong>social network</strong>.</p>
<p>Al secondo posto si trovano i <strong>concessionari e i rivenditori</strong>, luoghi dove il 57% degli automobilisti raccoglie le informazioni necessarie prima di acquistare un veicolo. Il 21% degli italiani chiede consiglio a <strong>parenti o amici</strong> mentre poco meno, il 17,3%, si documenta tramite <strong>riviste specializzate</strong>.</p>
<p>Una volta che si hanno le idee più chiare, dove si trova l’auto? Concessionari e rivenditori si confermano il luogo principale (<strong>66,5%</strong>), ma sono tanti, più di <strong>5 milioni</strong>, coloro che hanno identificato l’auto da acquistare grazie a un annuncio online (<strong>14,4%</strong>), mentre il 12,6% lo ha fatto tramite privati.</p>
<p>Ma attenzione perché <strong>non sempre si tratta di amore a prima</strong> vista. Anzi; prima di trovare il veicolo adatto alle proprie esigenze gli italiani impiegano, mediamente, <strong>più di 2 mesi</strong> e addirittura ad <strong>uno su cinque</strong> occorrono <strong>più di 3 mesi</strong>.</p>
<p>I più <strong>veloci</strong> nella scelta sono gli over 65 che, in media, impiegano circa 1 mese e mezzo, i più lenti, invece, sono gli under 24, ai quali, normalmente, non sono sufficienti nemmeno 3 mesi.</p>
<p>«<em>Comprare l’auto online può essere una strategia efficace non solo per risparmiare soldi, ma anche tempo», </em>spiega <strong>Lorenzo Sistino</strong>, Ceo di MiaCar<em>. «Secondo i dati dell’osservatorio Facile.it-MiaCar</em><em>*, i tempi decisionali di chi acquista sul web sono molto più brevi. Prezzi trasparenti e già scontati evitano lunghe trattative e, insieme all’ampia offerta di vetture, consentono agli utenti di trovare e acquistare il veicolo, mediamente, in 37 giorni, anche se per il 49% ne sono sufficienti solo 3.».</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*Nota metodologica: l’indagine di mUp Research e Norstat è stata svolta tra l’1 e il 4 luglio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.016 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.<br />
L’osservatorio Miacar-Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 3.000 vetture vendute online tramite MiaCar.it tra gennaio 2019 e maggio 2021.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aumento degli acquisti online: aumentano frode e furto di identità</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86584244/aumento-degli-acquisti-online-aumentano-frode-e-furto-di-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Shin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[black friday]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer Barometer Report]]></category>
		<category><![CDATA[cyber]]></category>
		<category><![CDATA[cyber Monday]]></category>
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		<category><![CDATA[OpSec]]></category>
		<category><![CDATA[phishing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la pandemia del Covid-19 le casistiche di phishing sono aumentate colpendo il 51% degli acquirenti Secondo la ricerca di &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Durante la pandemia del Covid-19 le casistiche di phishing sono aumentate colpendo il 51% degli acquirenti</em></p>



<p>Secondo la ricerca
di <a href="https://www.opsecsecurity.com/">OpSec Security</a>, nel 2020 l&#8217;86%
dei consumatori è stato vittima di furto d&#8217;identità, frode con carta di credito/debito
o violazione dei dati sensibili, registrando un aumento dell&#8217;80% rispetto allo
scorso anno.</p>



<p>Il barometro
sulle abitudini di consumo che OpSec rilascia ogni anno, <em>Consumer Barometer
Report</em>, che ha coinvolto 2.600 consumatori nel mondo, ha rivelato che
l&#8217;aumento dei cyberattacchi subito dagli acquirenti potrebbe avere un impatto negativo
sulla loro fiducia nell&#8217;effettuare i prossimi acquisti online. </p>



<p>Poiché sono alle
porte importanti appuntamenti come <strong>Black Friday e Cyber Monday</strong>, la
maggior parte dei consumatori ha espresso un <strong>senso di insicurezza</strong>
rispetto al livello di fiducia del 2019 nel fare acquisti via app (53% attuale rispetto
al precedente 60%), tramite pubblicità sui social media (dal 31% al 26%) o direttamente
sui marketplace online (dal 58% al 55%). </p>



<p>Queste
preoccupazioni sembrano essere duplici, mentre il 63% teme che gli hacker rubino
i loro dati personali durante il processo di acquisto online, il 58% è
maggiormente preoccupato della possibilità di subire un furto di denaro.</p>



<p>La pandemia di
COVID-19 ha naturalmente portato un significativo <strong>aumento nell&#8217;utilizzo di
Internet in tutto il mondo</strong>, contemporaneamente il 37% dei consumatori ha
dichiarato che <strong>la frequenza dei propri acquisti di generi alimentari online
ha seguito questo trend</strong>, e di questi il 14% in modo massivo. Questo
cambiamento delle abitudini quotidiane è stato utilizzato a favore dai
malintenzionati online, e come risultato, oltre la metà (51%) dei consumatori
ha notato un aumento dell&#8217;attività di phishing.</p>



<p>Bill Birnie, Senior Vice President e
General Manager della divisione Online di OpSec Security, ha dichiarato: &#8220;C&#8217;è un piccolo ma sensibile aumento del numero
di consumatori vittime degli attacchi informatici rispetto all&#8217;anno scorso, e
questo genera una minore fiducia da parte dei consumatori nell&#8217;effettuare
acquisti attraverso i canali digitali. Ciò evidenzia l&#8217;impatto che le
esperienze negative online possono avere sulla percezione del marchio, ora che
la gran parte della nostra vita quotidiana è online. I marchi devono fare il
possibile per alleviare queste preoccupazioni e rassicurare i consumatori
garantendo di avere in atto le misure di sicurezza necessarie per proteggerli dalle
minacce informatiche&#8221;.</p>



<p>Attualmente, nel
valutare la sicurezza dei siti di e-commerce, poco più della metà (54%) degli
acquirenti si assicura che il sito sul quale sta navigando sia affidabile,
mentre il 23% indaga cercando recensioni attraverso i social media. L&#8217;indagine
ha anche evidenziato che il 46% degli intervistati controlla che il sito
e-commerce abbia un certificato SSL, ovvero che sia presente il lucchetto nella
barra di ricerca del browser che permette connessioni sicure da un server web a
un browser. È quindi evidente che <strong>un consumatore su 10 (10%) non effettua
alcuna forma di valutazione</strong>.</p>



<p>Birnie, ha
aggiunto: &#8220;È chiaro che è necessaria una maggiore educazione dei
consumatori su come fare acquisti online in modo sicuro, e i brand, in questo
senso devono essere proattivi. Ad esempio, i criminali informatici possono
ancora semplicemente firmare un certificato SSL gratuito di 90 giorni per il
loro sito web per conferirgli una presunta legittimità, cosa di cui molti
consumatori probabilmente non sono consapevoli. Poiché è probabile che il
maggior utilizzo dei servizi online determini cambiamenti a lungo termine nel
consumismo, le aziende devono coinvolgere partner esperti per mettere in atto
misure di protezione al fine di ridurre i possibili attacchi ai loro clienti per
mantenerne la fiducia&#8221;.</p>



<p>Per approfondire i
risultati raccolti nella ricerca di OpSec e su come è possibile proteggere
meglio il marchio e i clienti, scaricare la copia del <a href="https://www.opsecsecurity.com/resource/whitepaper/consumer-barometer-report-2020">OpSec Barometer: Navigating the New Normal Online</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86584244/aumento-degli-acquisti-online-aumentano-frode-e-furto-di-identita/">Aumento degli acquisti online: aumentano frode e furto di identità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quasi la metà dei consumatori teme un data breach</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86583579/quasi-la-meta-dei-consumatori-teme-un-data-breach/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Shin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 07:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[data breach]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[OpSec]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=83579</guid>

					<description><![CDATA[<p>A seguito del COVID-19 i consumatori conducono gran parte della loro vita online, i Brand devono essere più proattivi con soluzioni che siano in grado di minimizzare i data breach.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86583579/quasi-la-meta-dei-consumatori-teme-un-data-breach/">Quasi la metà dei consumatori teme un data breach</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Il 55% dei consumatori è inoltre convinto che le aziende non facciano abbastanza per tutelare i loro dati online</em></p>



<p>Quasi la metà (48%) dei consumatori nel mondo
teme di essere esposta a una potenziale violazione dei dati sensibili, mentre
il 30% ne è già stata vittima. Secondo la nuova ricerca di <a href="https://www.opsecsecurity.com/">OpSec Security</a> nel 2020 si è
registrato un aumento del 7% delle violazioni di questo tipo rispetto al 2019.</p>



<p>L’annuale <em>Consumer Barometer Report</em> di
OpSec, che ha coinvolto 2.600 intervistati, ha rilevato inoltre che il 46%
delle vittime di violazioni dei dati sensibili (data breach) è stato contattato
dai Brand da due a cinque volte in merito alla compromissione dei propri dati,
mentre il 9% è stato contattato più di cinque volte. Questa situazione ha
portato oltre la metà (55%) dei consumatori a convincersi che le aziende non
stiano facendo abbastanza per proteggere i loro dati personali.</p>



<p>Bill Birnie, Senior Vice President e General
Manager della divisione Online di OpSec Security, ha commentato: &#8220;Molti
consumatori assistono con impotenza alla frequenza con cui si verificano
violazioni relative ai dati sensibili. La nostra ricerca rivela infatti che il
30% di coloro che sono stati vittime di data breach quando ne è venuto a
conoscenza non ne è rimasto sorpreso. Tuttavia, questa rassegnazione è spesso accompagnata
dall&#8217;aspettativa, da parte dei clienti, che i Brand dispongano degli strumenti necessari
per salvaguardare i dati personali e delle carte di credito dei propri clienti.
Inoltre, per far fronte ad eventuali perdite economiche derivanti da un data
breach, i consumatori si aspettano un rimborso da parte del Brand. Nonostante
ciò, le violazioni dei dati sensibili su larga scala continuano a danneggiare i
Brand, poiché il 64% delle vittime ha perso la fiducia nell&#8217;azienda o nel
marchio, ritenendoli responsabili di non aver protetto adeguatamente i loro dati.”</p>



<p>“A seguito dell&#8217;impatto del COVID-19 molti
consumatori conducono ormai gran parte della loro vita online, i Brand devono
essere più proattivi che mai in materia di sicurezza informatica e di
protezione dei consumatori, con soluzioni che siano in grado di minimizzare
questi rischi. Non farlo può essere estremamente costoso, non solo in termini
di conformità in merito alle normative sulla gestione dei dati, ma anche di
perdita dei clienti. Il 28% dei consumatori che ha perso la fiducia in un Brand
a causa di un data breach, dichiara che non effettuerà più acquisti da quel marchio&#8221;.</p>



<p>La ricerca di OpSec Security evidenzia inoltre
che del 40% dei consumatori che ha subito una violazione dei propri dati
personali, solo il 9% ha ricevuto un rimborso in denaro.</p>



<p>Poiché l&#8217;e-commerce è diventato il mezzo
preferito per acquistare beni e prodotti, ulteriormente spinto dalle
circostanze imposte dal COVID-19, è probabile che i consumatori siano maggiormente
preoccupati nell’usare i dati della propria carta di credito. Dalla ricerca è
emerso che quasi la metà (47%) dei consumatori ha molti timori nell’utilizzarla
per effettuare un acquisto online, esprimendo una seria preoccupazione sulla
possibilità che si verifichi un furto di dati da parte di hacker (62%), furto
di denaro da parte di truffatori (58%)
o un
furto di identità (57%). </p>



<p>Bill Birnie ha aggiunto: &#8220;Proteggere i
consumatori comprende una serie di azioni, che vanno dalla protezione dei dati personali
e della carta di credito, alla protezione da chi vende prodotti contraffatti. I
brand devono essere proattivi e prestare la massima attenzione alla sicurezza
dei consumatori, il modo migliore per raggiungere questo obiettivo è di
avvalersi della collaborazione di specialisti, come OpSec Security, per
garantire di poter disporre di strumenti e processi che consentano di
individuare rapidamente ogni possibile minaccia e di intraprendere le azioni
necessarie per prevenire eventuali attacchi&#8221;.</p>



<p>Per un approfondimento dei risultati della
ricerca di OpSec Security e su come è possibile proteggere meglio i Brand e i
clienti, il report completo è disponibile qui: “<a href="https://www.opsecsecurity.com/resource/whitepaper/consumer-barometer-report-2020">OpSec
Barometer: Navigating the New Normal Online</a>”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86583579/quasi-la-meta-dei-consumatori-teme-un-data-breach/">Quasi la metà dei consumatori teme un data breach</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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