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	<title>Lombardia Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>Lombardia Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Prestiti cure mediche: in Lombardia chiesti in media 6.565 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 06:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti personali]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti spese mediche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>tempi di attesa sempre più lunghi</strong> della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in <strong>Lombardia</strong>, secondo l’analisi di <strong>Facile.it</strong> e <strong><a href="https://www.prestiti.it/">Prestiti.it</a></strong>, nel 2023, le richieste di <strong>prestiti personali per sostenere le spese mediche</strong> hanno rappresentato il<strong> 4,6% del totale</strong> dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, <strong>6.565 euro.</strong></p>
<p><em>«Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», </em><em>spiega <strong>Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it </strong></em><em>«</em><em>Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l&#8217;impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.». </em></p>
<p><strong>I</strong><strong>dentikit del richiedente lombardo</strong></p>
<p>Come detto, chi in <strong>Lombardia</strong>, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, <strong>6.565 euro </strong>da restituire in poco più di <strong>51 mesi</strong>.</p>
<p>Se si guarda al <strong>profilo dei richiedenti lombardi</strong> si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi <strong>46</strong> <strong>anni</strong>, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Lombardia (41 anni).</p>
<p>Andando più nello specifico, <strong>quasi 1 domanda su 4</strong> (24,8%) arriva da richiedenti lombardi con età compresa tra i <strong>45-54 anni</strong>, seguiti da coloro che hanno tra i <strong>35 e i 44 anni</strong> (20,4%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i <strong>25 e i 34</strong> <strong>anni</strong> (19,3%).</p>
<p>Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel <strong>44,4%</strong> dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una <strong>donna</strong>, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Lombardia, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 29,4%.</p>
<p>Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il <strong>tasso dei prestiti</strong> personali sia <strong>aumentato</strong> notevolmente: nel 2022 il <strong>Taeg medio</strong> riservato ai lombardi che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al <strong>9,3%</strong>, valore <strong>salito al 10,6%</strong> nel 2023, in <strong>aumento del 14%.</strong></p>
<p><em>* Analisi realizzata su un campione di oltre 79.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Lombardia.</em></p>
<p><em>** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research &#8211; svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Multe: a Milano, Pavia e Mantova i conducenti più multati della Lombardia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107969/multe-a-milano-pavia-e-mantova-i-conducenti-piu-multati-della-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 07:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[multe]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milanesi, pavesi e mantovani sono i guidatori più multati della Lombardia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.it – Assicurazione.it realizzata &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Milanesi</strong>, <strong>pavesi</strong> e <strong>mantovani</strong> sono i guidatori<strong> più multati della Lombardia</strong>; il dato emerge dall’analisi congiunta <strong>Facile.it</strong> – <a href="https://www.assicurazione.it/"><strong>Assicurazione.it</strong></a> realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia lombarde*.</p>
<p><strong>Milano</strong>, con 151 milioni di euro, non solo è risultato essere il comune lombardo che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all&#8217;accertamento delle violazioni al Codice della Strada, ma è anche primo a livello nazionale. Seguono nella graduatoria regionale <strong>Brescia</strong> (11 milioni) e <strong>Bergamo</strong> (7 milioni), mentre sul <strong>versante opposto della classifica</strong> troviamo <strong>Sondrio</strong>, con quasi 343mila euro, <strong>Lodi</strong> (369mila) e <strong>Cremona</strong> (quasi 1,2 milioni di euro).</p>
<p>Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i <strong>193 milioni e mezzo di euro, </strong>valore che fa guadagnare alla regione il<strong> primo posto nella classifica nazionale. </strong></p>
<p>Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli <em>iscritti nei registri della motorizzazione</em>**, la classifica lombarda cambia, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i <strong>guidatori milanesi</strong>; considerando che dai dati ufficiali ACI fanno capo a Milano oltre 870.000 veicoli tra auto e moto, nel 2022 la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di <strong>174 euro</strong>, importo che fa guadagnare ai guidatori meneghini anche un altro triste primato: sono <strong>i più multati</strong> <strong>d’Italia</strong>.</p>
<p>Seguono nella graduatoria regionale i conducenti <strong>pavesi</strong>, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a <strong>129 euro</strong> (quarti nella classifica nazionale), mentre al terzo posto si posizionano quelli <strong>mantovani</strong>, dove la “multa pro capite” è pari a <strong>92 euro</strong>.</p>
<p>Ai piedi del podio si trova <strong>Lecco </strong>(84 euro), seguita da <strong>Brescia</strong> (79 euro), <strong>Bergamo</strong> (78 euro), <strong>Varese</strong> (43 euro), <strong>Monza</strong> (42 euro) e <strong>Como</strong>, dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a 34 euro. Sanzioni al di sotto dei 30 euro per <strong>Sondrio</strong> (23 euro), <strong>Cremona</strong> (22 euro) e <strong>Lodi</strong>, provincia che con una “multa pro capite” di soli 12 euro chiude la classifica della Lombardia.</p>
<p><strong>Le contravvenzioni per eccesso di velocità</strong></p>
<p>Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo lombarde quella con i maggiori incassi è ancora una volta <strong>Milano</strong> (poco meno di 13 milioni di euro nel 2022). <strong>Secondo posto ancora per Brescia</strong> (quasi 2 milioni di euro), mentre al terzo si classifica <strong>Cremona</strong> (quasi 310mila euro).</p>
<p>Complessivamente, le città capoluogo di provincia lombarde hanno incassato, nel 2022, quasi <strong>15,5</strong> <strong>milioni di euro provenienti</strong> da violazioni dei limiti massimi di velocità.</p>
<p><em>«Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato»</em>, spiega <strong>Andrea Ghizzoni</strong>, Managing Director assicurazioni di Facile.it <em>«Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto»</em>.</p>
<p><em>* Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.</em></p>
<p><em>** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.</em></p>
<p><em>Immagine © Antonio Nardelli</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Rc Auto Lombardia: ad aprile +19,2% rispetto a 12 mesi fa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106782/rc-auto-lombardia-ad-aprile-192-rispetto-a-12-mesi-fa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 07:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora brutte notizie per gli automobilisti lombardi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora brutte notizie per gli <strong>automobilisti lombardi</strong>; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il <strong>rincaro dell’Rc auto</strong> iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’<strong><a href="https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lombardia.html">Osservatorio di Facile.it</a></strong>*, in appena 12 mesi, il <strong>premio medio pagato in Lombardia </strong>per assicurare un veicolo a quattro ruote è <strong>cresciuto del 19,2% </strong>arrivando, ad aprile 2023, a <strong>408,50 euro.</strong></p>
<p>Lo scorso mese la regione è risultata essere la <strong>terza</strong> <strong>area della Penisola con il premio medio più basso</strong>, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro) e il Trentino-Alto Adige (408,48 euro).</p>
<p>Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 2.400.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.</p>
<p><em>«Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», </em>spiega <strong>Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it</strong>.<em> «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 14% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all&#8217;inflazione, dall&#8217;altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».</em></p>
<p><strong>L’andamento provinciale</strong></p>
<p>Confrontando la tariffa media dell’<a href="https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html">assicurazione auto</a> di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come <strong>l’incremento </strong>sia stato registrato <strong>in tutte le province lombarde</strong>, seppur con valori differenti.</p>
<p>A segnare l’aumento più consistente sono, a pari merito, <strong>Varese </strong>e<strong> Bergamo</strong>, aree dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del <strong>20,6%</strong> rispetto ad aprile 2022, raggiungendo, rispettivamente, i 400,77 euro e 391,20 euro, seguite da <strong>Brescia</strong> (+20,4%, 407,60 euro) e <strong>Milano</strong> (+20,3%, 420,64 euro). Rincari inferiori alla media regionale per <strong>Monza e Brianza</strong>, che in 12 mesi ha vissuto un <strong>incremento del 18,6%</strong> (405,20 euro), <strong>Como</strong> (+18,2%, 405,54 euro), <strong>Pavia</strong> (+17,5%, 433,86 euro), <strong>Sondrio</strong> (+17,2%, 358,84 euro), <strong>Mantova</strong> (+15,7%, 392,60 euro) e <strong>Cremona</strong> (+15,6%, 401,61 euro).</p>
<p>Chiudono la graduatoria lombarda le province di <strong>Lodi </strong>(+12,2%, 405,37 euro) e<strong> Lecco</strong>, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’<strong>11,3%</strong>, arrivando a 353,93 euro.</p>
<p><strong>In valori assoluti</strong>, sempre ad aprile 2023, <strong>Pavia</strong> è risultata essere<strong> la provincia più cara </strong>della regione, <strong>Lecco la più economica</strong>.</p>
<p><strong>Garanzie accessorie</strong></p>
<p>Considerando le <strong>garanzie accessorie</strong> sottoscritte dagli automobilisti lombardi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’<strong>assistenza stradale, </strong>scelta dal <strong>34,4%</strong> dei guidatori. Seguono la <strong>tutela legale </strong>(20,8%), la garanzia <strong>infortuni conducente</strong> (17,7%), la copertura <strong>furto e incendio</strong> (11,6%) e i <strong>cristalli</strong> (10,3%).</p>
<p><em>* </em><em>L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 2.420.011 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il 18% dei mutuatari lombardi non rispetta più il rapporto rata/reddito</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105669/mutui-il-18-dei-mutuatari-lombardi-non-rispetta-piu-il-rapporto-rata-reddito-per-laumento-dei-tassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 06:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[mutui casa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto rata/reddito]]></category>
		<category><![CDATA[rialzo tassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’analisi di Facile.it, con i tassi attuali, il 18,1% dei mutuatari lombardi che lo scorso anno hanno chiesto un &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’analisi di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, con i tassi attuali, il <strong>18,1%</strong> dei <strong>mutuatari lombardi</strong> che lo scorso anno hanno chiesto un finanziamento per comprare casa <strong>oggi non avrebbe i requisiti per presentare domanda</strong>, vale a dire non rispetterebbe il rapporto rata/reddito (usato dalle banche come criterio di selezione per l’erogazione del finanziamento. Non solo; l’analisi del comparatore ha messo in luce come, a parità di rata, il <strong>potere di acquisto</strong> di un nuovo mutuatario sia <strong>calato del 22%</strong> in un anno e oggi, per comprare casa con mutuo, serva un <strong>reddito più alto del 27% rispetto a dodici mesi</strong> <strong>fa.</strong></p>
<p><strong>Rapporto rata/reddito</strong></p>
<p>Nella valutazione dell’aspirante mutuatario le banche si assicurano che l’importo della rata richiesta non superi, indicativamente, un terzo dello stipendio disponibile; oggi quindi, a causa dei tassi in aumento, gli aspiranti mutuatari devono fare i conti con <strong>rate più alte</strong> che, di fatto, <strong>complicano l’accesso al credito</strong>.</p>
<p>Il valore regionale di chi non rispetta più il rapporto rata reddito è sostanzialmente in linea con quello rilevato a livello nazionale, ma il dato cambia se si guarda alle <strong>singole province</strong>; la percentuale supera il 21% a <strong>Milano</strong> (21,4%) e <strong>Lecco</strong> (21,1%), mentre scende notevolmente a <strong>Sondrio</strong> (9,5%) e <strong>Varese</strong> (11,2%).</p>
<p>Guardando ai migliori tassi disponibili online, a febbraio 2022 la rata mensile di un mutuo standard a tasso fisso (126.000 euro al 70% da restituire in 25 anni) era pari a <strong>482 euro</strong>; questo significa che il richiedente, per ottenere il finanziamento, doveva avere un <strong>reddito netto mensile pari ad almeno 1.450 euro</strong>. Oggi, per lo stesso finanziamento, la miglior rata è pari a <strong>615 euro</strong> e il richiedente, per ottenere il mutuo, dovrebbe avere un reddito di <strong>almeno 1.845 euro</strong>. A parità di importo, quindi, per vedersi accettare la domanda occorre uno stipendio più alto del <strong>27% rispetto a quanto non fosse lo scorso anno.</strong></p>
<p>L’alternativa è quella di orientarsi su <strong>importi più contenuti</strong> tanto è vero che l’Osservatorio di Facile.it** ha messo in luce come<em> nel secondo semestre del 2022 <strong>l’importo medio richiesto in Lombardia</strong> per un mutuo prima casa sia <strong>sceso a 157.217 euro (-2,3%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2021). Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media <strong>calare ulteriormente e fermarsi a 150.348 euro.</strong></em></p>
<p><em>«La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse»,</em><em> spiegano gli <strong>esperti di Facile.it. </strong></em><em>«In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che, pur di non rinunciare all’acquisto, sceglie di orientarsi su un importo più contenuto per alleggerire la rata mensile, in altri è la banca che è costretta a ridimensionare la richiesta per preservare il rapporto rata/reddito. Rapporto che – ricorda Cresto – può variare da banca a banca e per questo il consiglio è di farsi aiutare da un consulente nella scelta dell’istituto a cui presentare domanda di finanziamento».</em></p>
<p>L’aumento dei tassi si è quindi tradotto in un <strong>calo del potere di acquisto</strong> dei mutuatari; se a febbraio 2022 con una rata mensile di circa 482 euro si poteva ottenere un mutuo fisso da 126.000 euro, oggi, con la stessa rata, si può puntare ad avere un mutuo di appena 98.695 euro, <strong>vale a dire il 22% in meno.</strong></p>
<p><em>«Per non ridurre l’importo richiesto gli aspiranti mutuatari possono scegliere di allungare la durata del finanziamento, sfruttando peraltro le condizioni particolarmente vantaggiose che oggi hanno i mutui a 35 o 40 anni», </em><em>conclude Cresto.</em><em> «Questo consentirebbe di alleggerire il peso delle rate mensili e di preservare il rapporto rata/reddito, senza rinunciare al capitale.».</em></p>
<p>Interessante anche notare come l’aumento dei tassi abbia spinto in alto le surroghe, le quali, <em>secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del </em>2023 hanno rappresentato il <strong>19% del totale domande di finanziamento</strong> raccolte in Lombardia, <strong>valore più che raddoppiato</strong> (+107%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.</p>
<p><strong>L’andamento provinciale</strong></p>
<p>L’Osservatorio di Facile.it ha analizzato non solo le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 a livello regionale, ma anche quelle su base provinciale, facendo emergere differenze significative.</p>
<p><em><strong>Milano</strong></em><em> è la provincia lombarda dove è stato richiesto <strong>l’importo medio più alto</strong> (</em>177.039 euro), seguita da <strong>Monza e Brianza</strong> (151.917 euro), <strong>Varese</strong> (147.228 euro), <strong>Como</strong> (146.854 euro), <strong>Lecco</strong> (144.567 euro) e, staccata di un soffio, <strong>Brescia</strong> (143.460 euro). Continuando a scorrere la graduatoria regionale, si trovano <strong>Sondrio</strong> (138.750 euro), <strong>Bergamo</strong> (137.052 euro), <strong>Mantova</strong> (128.866 euro) e <strong>Pavia</strong> (123.457 euro). Chiudono la classifica <strong>Cremona</strong> (117.332 euro) e <strong>Lodi</strong> (116.440 euro).</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>* Analisi realizzata su un campione di oltre 20.000 richieste di mutuo raccolta da Facile.it a febbraio 2022 e febbraio 2023.</em></p>
<p><em>** </em><em>L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 131.000 richieste di mutuo raccolte in Lombardia tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: in Lombardia nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105167/bollette-in-lombardia-nel-2022-si-e-speso-il-108-in-piu-per-lelettricita-e-il-57-in-piu-per-il-gas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 11:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Lombardia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A parità di consumi, secondo l’analisi* di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, le famiglie <strong>residenti in Lombardia</strong> con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola <strong>bolletta elettrica</strong> <strong>1.375 euro</strong>, vale a dire il <strong>108% in più rispetto al 2021,</strong> e<strong> 1.639 euro per il</strong> <strong>gas</strong> (+<strong>57%</strong>).</p>
<p>Quest’ultimo dato fa guadagnare alla regione il <strong>terzo posto</strong> nella classifica delle aree d’Italia dove, lo scorso anno, si è <strong>speso di più per la bolletta del gas</strong>, preceduta dal Trentino-Alto Adige e dall’Emilia-Romagna.</p>
<p>Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.</p>
<p><em>«Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas»</em><em>, </em><em>spiega <strong>Mario Rasimelli</strong>, Managing Director Utilities di Facile.it</em><em>. </em><em>«Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio». </em></p>
<p><strong>L’andamento provinciale della bolletta elettrica</strong></p>
<p>Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abitanti della Lombardia hanno sborsato, mediamente, <strong>3.014 euro a famiglia</strong> (rispetto ai  1.703 euro del 2021), ma in quali <strong>province si è speso di più</strong>?</p>
<p>Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona <strong>Mantova, </strong>area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.352 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di <strong>1.633 euro</strong>; seguono <strong>Cremona</strong> (1.543 euro, 3.166 kWh), <strong>Brescia</strong> (1.520 euro, 3.119 kWh) e <strong>Lodi</strong>, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, <strong>1.475 euro</strong> per un consumo medio rilevato di 3.028 kWh.</p>
<p>Continuando a scorrere la graduatoria lombarda troviamo <strong>Pavia</strong> (1.458 euro, 2.993 kWh), <strong>Como</strong> (1.438 euro, 2.952 kWh), <strong>Varese</strong> (1.433 euro, 2.942 kWh) e <strong>Bergamo</strong> (1.382 euro, 2.836 kWh). Valori inferiori alla media regionale per <strong>Monza e Brianza</strong>, dove il costo della bolletta elettrica è stato di <strong>1.362 euro</strong> (2.796 kWh), <strong>Lecco</strong> (1.344 euro, 2.759 kWh) e <strong>Sondrio</strong> (1.280 euro, 2.627 kWh)  Chiude la classifica <strong>Milano</strong>, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.598 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.266 euro).</p>
<p><strong>L’andamento provinciale della bolletta gas</strong></p>
<p>Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Lombardia si posiziona <strong>Como</strong>, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.510 smc per un costo complessivo di <strong>1.931 euro</strong>. Seguono <strong>Lecco</strong> (1.908 euro, 1.492 smc), <strong>Varese</strong> (1.900 euro, 1.486 smc) e <strong>Pavia</strong> (1.862 euro, 1.456 smc). Continuando a scorrere la classifica regionale troviamo <strong>Mantova</strong> (1.833 euro, 1.433 kWh), <strong>Cremona</strong> (1.719 euro, 1.344 kWh) e <strong>Lodi</strong> (1.661 euro, 1.299 kWh).</p>
<p>Valori inferiori alla media lombarda per <strong>Monza e Brianza</strong> (1.634 euro, 1.278 smc), <strong>Brescia </strong>(1.588 euro, 1.242 smc) e<strong> Sondrio</strong>, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente <strong>1.576 euro</strong> (1.232 smc). Chiudono la classifica <strong>Bergamo</strong> (1.549 euro, 1.211 smc) e, ancora una volta, <strong>Milano</strong>, dove sono stati messi a budget per il gas <strong>1.444 euro</strong> (1.129 smc). <em><br />
</em></p>
<p><em>*L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a </em><em>2.821 kWh e 1.282 smc</em><em>), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Auto: in Lombardia solo il 2,49% è elettrico o ibrido</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86595247/auto-in-lombardia-solo-il-249-e-elettrico-o-ibrido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ACI]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[auto green]]></category>
		<category><![CDATA[auto ibride]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Lombardia &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86595247/auto-in-lombardia-solo-il-249-e-elettrico-o-ibrido/">Auto: in Lombardia solo il 2,49% è elettrico o ibrido</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A inizio anno, secondo l’analisi di <strong>Facile.it</strong> e <strong><a href="https://www.miacar.it/">MiaCar.it</a></strong> su dati ACI, le automobili <strong>elettriche e ibride</strong> presenti in <strong>Lombardia</strong> erano <strong>155.299</strong>, vale a dire appena il <strong>2,49%</strong> del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il primo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate <strong>144.943</strong> autovetture ibride e <strong>10.356</strong> elettriche.</p>
<p>Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in <strong>Lombardia è più che raddoppiato</strong> (<strong>+</strong><strong>111</strong><strong>%</strong>) negli ultimi due anni (erano <strong>73.742</strong> a fine 2018).</p>
<p>Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia lombarda con la maggior penetrazione di vetture green è <strong>Milano</strong> dove le auto elettriche/ibride rappresentano il <strong>3,21% </strong>del parco auto circolante, percentuale che fa guadagnare al capoluogo meneghino il secondo posto nella classifica nazionale. Seguono le province di <strong>Varese</strong> (2,86%), <strong>Como</strong> (2,72%) e <strong>Monza e Brianza</strong> (2,64%).</p>
<p>Valori sotto la media regionale per le province di <strong>Lecco</strong> (2,33%), <strong>Bergamo</strong> (2,15%), <strong>Cremona</strong> (2,06%), <strong>Brescia</strong> (1,82%) e <strong>Pavia </strong>(1,73%) Chiudono la graduatoria la provincia di <strong>Sondrio</strong> (1,63%), quella di <strong>Lodi</strong> (1,60%) e, all’ultimo posto, quella di <strong>Mantova</strong> (1,49%).</p>
<p>In valori assoluti, la graduatoria lombarda vede al primo posto ancora una volta la provincia di <strong>Milano</strong> con 58.342 vetture elettriche/ibride (seconda in Italia dopo Roma), seguita questa volta da quella <strong>Varese </strong>(17.092), <strong>Monza e Brianza</strong> (14.947), <strong>Bergamo</strong> (14.904) e <strong>Brescia</strong> (14.833).</p>
<p>Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia <strong>Como</strong>, dove le auto green sono 10.985, seguita da quella di <strong>Pavia</strong> (6.151), <strong>Lecco</strong> (5.109) e <strong>Cremona</strong> (4.630). Le province lombarde con meno auto elettriche/ibride sono quelle di <strong>Mantova</strong> (4.120), <strong>Lodi</strong> (2.281) e <strong>Sondrio</strong> (1.905).</p>
<p>Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il <strong>38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021</strong> è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Lombardia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre <strong>230.000</strong>.</p>
<p>La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi <strong>7 automobilisti su 10</strong> <strong>comprerebbero </strong>un’auto elettrica o ibrida (<strong>67,7%</strong>); più nello specifico, il <strong>45,1%</strong> opterebbe per un’ibrida, mentre il <strong>22,6% per una elettrica.</strong></p>
<p><strong>Auto elettriche: ragioni pro e contro</strong></p>
<p>Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il <strong>74,8%</strong> lo farebbe per contribuire in prima persona alla <strong>riduzione dell’inquinamento</strong>.</p>
<p>Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per <strong>risparmiare sul carburante</strong>, mentre il <strong>19,8%</strong> per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.</p>
<p>Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la <strong>paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare</strong>.</p>
<p>Guardando invece alle risposte di chi si <strong>è dichiarato contrario o indeciso</strong>, il <strong>68% </strong>vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il <strong>43%</strong> nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il <strong>40%</strong> nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.</p>
<p><strong>Gli incentivi e il budget di spesa</strong></p>
<p>Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green <strong>indipendentemente dalla presenza dei contributi statali</strong>.</p>
<p>Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il <strong>69,8%</strong> degli intervistati ha risposto <strong>affermativamente</strong>.</p>
<p>Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il <strong>costo di questi veicoli</strong> se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a <strong>spendere</strong>, in media, <strong>17.969 euro</strong> e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.</p>
<p>Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em><em>* Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</em></p>
<p><em>**</em><em>Nota metodologica: Indagine mUp Research &#8211; Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale</em></p>
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		<item>
		<title>Regione Lombardia accoglie la richiesta di AIAV: istituito un fondo perduto per ADV e TO</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86584042/lombardia-accoglie-richiesta-aiav/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mcsmarketing]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 10:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[aiav]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cani]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=84042</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Regione Lombardia ha accolto il grido di aiuto lanciato da AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio -, che &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86584042/lombardia-accoglie-richiesta-aiav/">Regione Lombardia accoglie la richiesta di AIAV: istituito un fondo perduto per ADV e TO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Regione Lombardia ha accolto il grido di aiuto lanciato
da AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio -, che lo scorso 5 novembre,
all’indomani della decisione del Governo di dividere l’Italia in tre zone in
base al rischio di contagio, ha richiesto immediato sostegno in favore di
agenzie di viaggio e tour operator.</p>



<h2>Il fondo</h2>



<p>E’ stato infatti istituito un fondo, intitolato “Sì!
Lombardia – Sostegno Impresa Lombarda”, di 54,5 milioni di euro, così
suddiviso: 14 milioni andranno a favore dei lavoratori autonomi, mentre i
restanti 40,5 milioni alle microimprese. Nello specifico, ciascuna impresa
potrà ricevere un contributo, che deve essere considerato “una tantum”, pari a
2.000 euro.</p>



<p>Per usufruire del fondo, che sarà cumulabile con eventuali
ulteriori indennizzi percepiti, si dovrà presentare una richiesta online a
partire dalle ore 11:00 di mercoledì 25 novembre 2020.</p>



<h5>Le parole di Andrea Cani, delegato AIAV per la Regione
Lombardia</h5>



<p>“Desidero ringraziare la Regione Lombardia – ha dichiarato
Andrea Cani, delegato AIAV per la Regione Lombardia – che ha ascoltato e
accolto le richieste di chi, più di chiunque altro, ha patito e patisce tuttora
gli effetti provocati dalla pandemia”.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Lombardia solo l’1,20% delle auto è elettrico</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574523/in-lombardia-solo-l120-delle-auto-e-elettrico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 05:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ACI]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[auto green]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=74523</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da pochi giorni sono partiti gli incentivi della Regione Lombardia per chi sceglie di cambiare un vecchio veicolo inquinante con &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86574523/in-lombardia-solo-l120-delle-auto-e-elettrico/">In Lombardia solo l’1,20% delle auto è elettrico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da pochi giorni sono partiti gli incentivi della Regione Lombardia per chi sceglie di cambiare un vecchio veicolo inquinante con uno a basso impatto ambientale; ma quante sono le automobili elettriche e ibride presenti nella regione? Secondo l’analisi di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture <strong>elettriche e ibride</strong> in Lombardia erano poco più di <strong>73.740</strong>, vale a dire l’<strong>1,20% </strong>del parco auto circolante nella regione.La percentuale, seppur bassa, risulta essere superiore al <strong>valore nazionale </strong>(<strong>0,66%</strong>) e fa guadagnare alla Lombardia il <strong>primo posto nella classifica italiana. </strong></p>



<p>Va
detto che la diffusione di questa tipologia di mezzo è strettamente legata alla
disponibilità di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici; non
sorprende quindi vedere che, secondo gli ultimi dati disponibili*,
la regione, con un numero totale di prese di ricarica omologate pari ad oltre
1.630, sia in cima alla graduatoria nazionale.</p>



<p>Ma quali sono
le <strong>province lombarde</strong> con la maggior
concentrazione di auto elettriche/ibride e quali, invece, quelle in cui diesel
e benzina regnano ancora incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di
Facile.it.</p>



<p><strong>La mappa provinciale delle auto elettriche
e ibride</strong></p>



<p>In testa alla classifica delle province lombarde si trova <strong>Milano</strong>; qui, a dicembre 2018, le autovetture elettriche e ibride erano pari all’<strong>1,62% </strong>del totale auto circolanti, valore corrispondente a <strong>29.420 unità</strong>; la percentuale fa guadagnare al capoluogo anche il secondo posto nella graduatoria nazionale. Seguono sul podio lombardo la provincia di <strong>Varese</strong>, dove la percentuale di automobili elettriche/ibride è pari a <strong>1,33% </strong>(corrispondente a 7.840 unità), e quella di <strong>Como</strong>, con una percentuale pari a <strong>1,31%</strong>, vale a dire 5.210 vetture.</p>



<p>Al quarto posto si posiziona la provincia di <strong>Monza
e Brianza</strong>, dove l’<strong>1,29%</strong> dei veicoli è alimentato a elettricità/ibrido
(pari a 7.095 autovetture), seguita da <strong>Bergamo
</strong>(solo l’1,07% delle auto è elettrico/ibrido,
pari a 7.309 unità), <strong>Lecco </strong>(1,03%, pari a 2.242 unità)
e <strong>Cremona</strong> (0,91%, ovvero 2.014 auto).
</p>



<p>Percentuali ben al di sotto del valore
regionale per le province di <strong>Brescia</strong> (0,83%, pari a 6.633 unità), <strong>Pavia</strong>
(0,73%) e <strong>Mantova</strong> (0,69%). </p>



<p>Chiudono la
graduatoria lombarda la provincia di <strong>Lodi </strong>(0,67%) e, all’ultimo posto, quella
di <strong>Sondrio, </strong>dove le auto
elettriche e ibride sono solo 623, vale a dire lo0,54% del
totale auto in circolazione nella provincia.</p>



<p><em>«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono
norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che
hanno un veicolo elettrico o ibrido»,</em> spiega Diego Palano, responsabile
assicurazioni di Facile.it <em>«Nonostante questo, però, va evidenziato che
alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di
marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a
coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in
alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».</em></p>



<p><strong>Non solo elettriche…</strong></p>



<p>Il dato <strong>lombardo</strong>, secondo l’analisi di Facile.it, migliora ulteriormente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a <strong>Gpl</strong> e a <strong>metano</strong>. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a <strong>471.321 autovetture</strong>, ovvero il <strong>7,7% del totale parco auto circolante in Lombardia</strong>. La percentuale, però, non solo fa perdere alla regione il primato nazionale, ma risulta essere inferiore anche al dato nazionale, dove il peso delle auto green corrisponde al <strong>9,3% del totale.</strong></p>



<p>Da questo
punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che <strong>Brescia</strong>
è l’area lombarda più sensibile alle automobili green, che qui rappresentano il
<strong>10,6%</strong> dei veicoli circolanti. In seconda posizione si trova <strong>Mantova</strong>
(10,2%), mentre al terzo posto <strong>Bergamo</strong> (8,8%), seguita a breve distanza da<strong>
Lodi</strong>, dove le auto con
alimentazione diversa da diesel e benzina sono l’<strong>8,7%</strong> del totale.</p>



<p>Continuando a
scorrere la graduatoria lombarda si trovano la provincia di <strong>Cremona </strong>(8,4%
di veicoli green), quella di <strong>Milano</strong> e quella di <strong>Pavia</strong>, pari
merito con il <strong>7,9%</strong> di auto green sul totale vetture circolanti nelle due
aree.</p>



<p>Valori al di
sotto della percentuale regionale, invece, per le province di <strong>Monza e
Brianza</strong> (qui solo il 6,8% delle auto haun’alimentazione diversa dal
diesel e benzina)e <strong>Varese</strong>
(5,0%). Chiudono la graduatoria lombarda <strong>Lecco </strong>(4,9%),<strong> Como </strong>(4,2%)e, all’ultimo posto, <strong>Sondrio</strong>,
area dove i veicoli green rappresentano solo il <strong>2,1%</strong> del totale auto
circolanti; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche <strong>l’ultimo posto nella graduatoria nazionale.
</strong></p>



<p><em>* Elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019</em></p>
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