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	<title>intervista Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>intervista Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Intervista a Daniela Rebuzzi di Spoleto Arte: l’arte, un viaggio spirituale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega Daniela Rebuzzi alle sue opere. Viandante &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega <strong>Daniela Rebuzzi</strong> alle sue opere. Viandante tra spiritualità e colore, l’artista della rosa di <strong>Spoleto Arte</strong> crea lavori che accendono nell’osservatore il desiderio di perdersi al loro interno. Perdersi sì, ma per poi ritrovarsi. Daniela mette nelle sue opere tutta la sua esperienza e ricerca per trarne la parte migliore. Come una guida, ci conduce per mano in un sentiero che si apre su risonanze positive. Ecco perché osservando le sue creazioni si prova il segreto piacere di stare in pace con se stessi. Dal 23 aprile è possibile sperimentare la sensazione di essere tutt’uno con questo mondo anche sulla piattaforma <em>Arte in quarantena</em> del <strong>Tgcom24</strong> (<a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/2020/video/arte-in-quarantena-daniela-rebuzzi-valcarlo-drensi-e-ulla-wobst-srv_17561172.shtml">video</a>). E proprio dopo un contributo a lei dedicato, abbiamo voluto farle qualche domanda.</p>



<h5><strong><em>Le piace l’iniziativa del
Tgcom24 di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante
l’isolamento?</em></strong></h5>



<p>Quando me ne
hanno parlato, mi è sembrata un’ottima iniziativa. L’espressione artistica riesce
a raggiungere lo spettatore, anche se non direttamente, avendo la possibilità di
espandersi e dimostrare la propria forza. Sono fermamente convinta che ogni
espressione d’arte è una “medicina invisibile” a portata dell’uomo e che,
specialmente in questo periodo, ne abbiamo urgentemente bisogno.</p>



<h5><strong><em>Secondo lei per fare vera arte
occorre viaggiare oppure l’arte è un viaggio che cominciamo in noi stessi?</em></strong></h5>



<p>Per quanto
mi riguarda, entrambe le cose. Il viaggio della mia vita, specialmente il mio
cammino spirituale, influenza molto la mia pittura. D’altro canto il mio
universo personale viene ampliato grazie alla mia passione per i viaggi che
sono un vero percorso interiore, tracciato spesso in solitaria, al fine di
entrare in comunione con i luoghi e le culture incontrate. Una sorta di studio
che successivamente, dai miei taccuini, si traduce in arte.</p>



<h5><strong><em>Nelle sue opere c’è
effettivamente una forte componente spirituale e cromatica. Come comunicano
queste due realtà nei suoi lavori?</em></strong></h5>



<p>La realtà
spirituale e quella cromatica coesistono nelle mia creatività e si fondono per
esaltare il concetto che desidero esprimere attraverso un’opera d’arte. La
sperimentazione della componente cromatica e l’energia dei colori delineano e
rafforzano i concetti spirituali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.barinewstv.it/wp-content/uploads/2020/04/Daniela-Rebuzzi-900x601-1.jpg" alt="Daniela Rebuzzi"/><figcaption>Daniela Rebuzzi</figcaption></figure>



<h5><strong><em>Che
funzione ha la parola nelle sue creazioni?</em></strong></h5>



<p>Il gesto e
la materia sono uno dei punti chiave da cui si dirama la mia arte dove
confluisce spesso anche la parola, in foggia di scrittura o di poesia, sulla
scia del desiderio di far emergere il concetto delle mie creazioni.</p>



<h5><strong><em>C’è
un’opera a cui è affezionata?</em></strong></h5>



<p>L’opera a
cui sono molto affezionata è senza dubbio <em>Grandmother</em>.
Si tratta di un dipinto eseguito con tela dipinta ad olio lavorata a maglia. È
stata un’opera che mi ha portato molto successo e visibilità, apprezzata
inoltre dal critico Vittorio Sgarbi. Un dipinto che ho dedicato a mia nonna, la
quale mi ha tramandato la passione per la manualità e insegnato il sapere dei
lavori artigianali di un tempo. </p>



<h5><strong><em>Come
ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?</em></strong></h5>



<p>Durante le
selezioni della Biennale Milano 2017. In quell’occasione ho conosciuto il suo presidente
Salvo Nugnes, grazie al quale nel corso degli anni ho partecipato a diverse
esposizioni collettive.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista alla pittrice Rosanna Cecchet</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578600/spoleto-arte-intervista-alla-pittrice-rosanna-cecchet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 09:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Rosanna Cecchet]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta e &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte
queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta
e resiste, continua imperterrito a raffigurare questa realtà sfaccettata. Un po’
come fa <strong>Rosanna Cecchet</strong>, rinomata
artista bellunese. Da poco protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>, la pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> non perde tempo. Anzi, lo sfrutta per raccontare il presente.</p>



<ul><li><strong><em>Cosa ne
pensa dell’iniziativa di </em></strong><strong>Arte in
Quarantena<em>?</em></strong></li></ul>



<p>Quella istituita dal direttore Paolo Liguori per Tgcom24 è una bella
opportunità tanto per gli spettatori che per gli artisti contemporanei, dal
momento che non possiamo uscire di casa a causa dell’epidemia. </p>



<ul><li><strong><em>Oltre a
opere che riguardano il suo vissuto o la natura, ce ne sono diverse che
raffigurano episodi di cronaca che hanno fatto il giro del mondo e sono entrati
a far parte della Storia. Anche questo periodo diventerà il soggetto di uno dei
suoi futuri quadri?</em></strong></li></ul>



<p>Sì, tant’è vero che ne ho già iniziato uno. Il
tempo in questo momento non mi manca&#8230; Ma per il momento è troppo presto per
dare maggiori dettagli. </p>



<ul><li><strong><em>Speriamo di
vederlo presto allora, anche perché la sua arte affascina per la minuzia con
cui rende i particolari e per la dimensione dello spazio. Aperto e chiuso che
significato assumono all’interno delle sue composizioni?</em></strong></li></ul>



<p>La minuzia è una delle mie caratteristiche
distintive e una tela deve quasi sempre essere grande perché io possa
esprimermi al meglio. Tutti noi viviamo “dentro e fuori”: mi piace pensare che
chiunque osservi le mie opere possa interpretarle a modo proprio, ciascuno in
base alla sua vita vissuta.</p>



<ul><li><strong><em>Spesso si ha
l’idea di osservare una visione, un sogno ricco di simboli che diventa dipinto:
il surrealismo quanto può nascondere o enfatizzare la realtà?</em></strong></li></ul>



<p>Nei miei dipinti non nascondo niente, dipingo
quella che è una mia pura realtà. Ma, come dicevo poco fa, lascio il pensiero a
chi li osserva.</p>



<ul><li><strong><em>Il colore è
un altro grande protagonista dei suoi lavori. Che cosa vuole trasmettere con
quest’ultimo?</em></strong></li></ul>



<p>La psicologia ha numerosi trattati sul significato
del colore e del suo uso per trasmettere emozioni; io non sono esente dal
coinvolgimento che questo effetto fisico genera. Principalmente trasmetto la
gioia e il dolore che si associano a determinate scene.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.gobelluno.it/wp-content/uploads/2020/04/Rosanna-Cecchet-Silvana-Giacobini-Salvo-Nugnes-326x245.jpg" alt="Rosanna Cecchet"/><figcaption>Rosanna Cecchet, Silvana Giacobini e Salvo Nugnes</figcaption></figure></div>



<ul><li><strong><em>Il critico
d’arte Vittorio Sgarbi e il noto sociologo Francesco Alberoni hanno scritto commenti
molto positivi sulle sue opere. Come li ha conosciuti?</em></strong></li></ul>



<p>Sono lusingata dai loro apprezzamenti. Ho
avuto l’opportunità di incontrarli partecipando alle mostre collettive
organizzate da Spoleto Arte di Salvo Nugnes, quali la Pro Biennale di Venezia,
la Biennale Milano, l’esposizione Spoleto Arte e le numerose manifestazioni cui
ho partecipato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista all’artista Anna Actis Caporale di Spoleto Arte</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578495/intervista-allartista-anna-actis-caporale-di-spoleto-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 07:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Anna actis caporale]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggi e miraggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più che di un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. Anna Actis Caporale è un’artista che &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più che di
un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. <strong>Anna Actis Caporale</strong> è un’artista che racconta il mondo vedendolo
con gli occhi di chi ne conosce l’incanto. Tra i suoi dipinti spiccano i gialli
e gli azzurri del paesaggio orientale e, con il recente servizio di <strong>Tgcom24</strong>, inserito sulla piattaforma
Mediaset Play sabato scorso, possiamo finalmente ricominciare a viaggiare anche
noi. E chi meglio di Anna Actis Caporale, artista di <strong>Spoleto Arte</strong>, può farci da guida?</p>



<p><em>D: Sabato 28 marzo al Tgcom24 il servizio sul suo percorso
artistico: cosa pensa di quest’iniziativa che porta l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</em></p>



<p>R: È un’ottima
iniziativa. <strong>C’è bisogno di arte, di
bellezza e di luce</strong> in questo periodo cupo che ci vede confinati nelle
nostre abitazioni. Spero che in questo modo si possa portare un momento di
serenità nelle nostre vite.</p>



<p><em>D: Oltre a essere pittrice, è anche fotografa. I suoi scatti
raccolgono quanto ha esperito nei suoi viaggi. Cosa l’ha spinta nelle regioni
della Cina e del Marocco?</em></p>



<p>R: La <strong>curiosità</strong> innanzitutto. La voglia di
conoscere culture diverse. </p>



<p>Ho visitato
molti paesi e, per quanto riguarda la <strong>Cina</strong>,
fin da piccola ero affascinata da questa cultura millenaria e misteriosa, per
noi. Ascoltavo rapita i racconti di un prozio, vissuto in Cina e a Taiwan per
quasi cinquant’anni e, appena ho potuto, ci sono andata. Era una Cina che <strong>si apriva solo allora al turismo e per
questo era ancora più interessante</strong>. </p>



<p>Il <strong>Marocco</strong> mi affascina per la <strong>diversità del paesaggio</strong>. Dalle città
imperiali brulicanti di vita, in cui la cultura araba si mischia alla berbera,
ai monti dell’Atlante dove i berberi si erano rifugiati per sfuggire agli
invasori arabi, dove le stratificazioni delle rocce, messe a nudo, parlano
delle ere geologiche che si sono susseguite fin da quando il luogo era un
fondale marino… e infine il deserto, il regno dei nomadi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.bonculture.it/wp-content/uploads/2020/03/Anna-Actis-Caporale-nel-suo-studio.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Cosa la lega a queste culture?</em></p>



<p>R: Sono
sempre stata attratta dalla cultura orientale. Mi sono formata in un periodo in
cui il richiamo delle filosofie orientali era molto sentito. Il “viaggio in
India” era un mito per molti miei coetanei. Io <strong>ho preferito interessarmi di filosofie-religioni</strong> quali il
Confucianesimo, il Taoismo e lo Zen giapponese, <strong>perché ho sempre creduto che questo sia il modo migliore per capire un
popolo</strong>. Ma io sono e rimarrò sempre un’occidentale con un background diverso.</p>



<p>Per quanto
riguarda la cultura araba devo dire che <strong>mi
sono avvicinata con il desiderio di conoscere e poi sono stata attratta dalla
gente</strong>. I mercati ed i suk , brulicanti di gente, i suoni, i colori, l’odore
delle spezie… Tutto ciò compare spesso nei miei quadri.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.orizzonteitalia.com/media/partners/CAPORALE_lautunno-colora-le-sponde-del-fiume-60-x-60-2015.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Ecco, infatti nelle sue opere si ritrovano reminiscenze,
emozioni di luoghi lontani. Qual è la scintilla all’origine dei suoi lavori?</em></p>



<p>R: La voglia
di <strong>approfondire e di trasmettere ciò che
ho vissuto</strong>. Quando dipingo mi calo nella tela, come un attore nella sua
parte, e non è tanto il semplice paesaggio quanto un insieme di percezioni,
emozioni, sentimenti che voglio trasmettere.</p>



<p><em>D: Viaggi e miraggi: ai tempi del Coronavirus l’unica soluzione
possibile è viaggiare con la fantasia?</em></p>



<p>R: Si,
indubbiamente la fantasia ci può aiutare. Possiamo ricorrere alle arti visive,
alla musica…</p>



<p><em>D: L’arte in un suo miraggio: come la dipingerebbe?</em></p>



<p>R: Da bambina sognavo di far volare gli aquiloni, di volare su di una mongolfiera&#8230; sogni mai realizzati. Ora, di tanto in tanto, li trasporto sulla tela ed è quanto di più vicino ad un miraggio io possa intendere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://tse4.mm.bing.net/th?id=OIP.kNVluSZittHxBJ_eeAUymQHaFj&amp;pid=Api" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Come ha conosciuto Spoleto Arte?</em></p>



<p>R: Rispondendo
ad un vostro invito ad una mostra collettiva.</p>



<p><em>D: Nelle sue opere spazio e tempo hanno un peso importante. Proiettandoci
dunque nel futuro, ha in serbo qualche progetto ancora da realizzare?</em></p>



<p>R: Ho ancora
molte “storie” da raccontare… vedremo dove mi porteranno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 04:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/">Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È tempo di
restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più
ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. <strong>Katiuscia Papaleo</strong>, artista di <strong>Spoleto Arte</strong> e Maestro d’arte di
Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di
uno dei prossimi servizi del <strong>Tgcom24</strong>
dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea
contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere
determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche
domanda.</p>



<p><em>D: A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del
Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?</em></p>



<p>R: È
un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che
stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni
movimento, si ha la possibilità di <strong>comunicare
in qualche modo arte e cultura</strong>, che è sempre <strong>un’ottima medicina</strong> per la mente e per l’anima.</p>



<p><em>D: Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in
cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto
“impara l’arte e mettila da parte&#8221; o ci vuole costanza, soprattutto in
questo campo?</em></p>



<p>R: In questo
campo avere un dono è un conto, ma <strong>non
curarlo sarebbe un “dono sprecato”</strong>. Ci vuole molta costanza e studio, per
fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.</p>



<p><em>D: Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede
dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera
dal punto di vista cromatico?</em></p>



<p>R: Di solito
parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori
l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento
pittorico con cui affronto un lavoro.</p>



<p><em>D: E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è
particolarmente legata?</em></p>



<p>R: In realtà
no, perché <strong>alla forma io antepongo
sempre il colore</strong>. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in
genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso
istante. </p>



<p><em>D: L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da
cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno
di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È
così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?</em></p>



<p>R: In questo
periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se <strong>non è facile tenere alta la voglia di
dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto</strong>, la paura. </p>



<p>Io ho
dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus
da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e
il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di
cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è
bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari,
diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a
disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente
fruttifero. </p>



<p><em>D: Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e
internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo
presidente, Salvo Nugnes?</em></p>



<p>R: Ho
conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate
da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità
che non sempre da soli si riesce ad avere.</p>



<p><em>D: Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?</em></p>



<p>R: Mi
piacerebbe lavorare <strong>sulla ripresa, sulla
solidarietà</strong> che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e
collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare
presto.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/">Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578059/spoleto-arte-intervista-a-margherita-casadei-la-pittrice-delle-donne-alla-finestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 12:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È arrivato
il momento per<strong> Margherita Casadei</strong>,
pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare
un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua
produzione artistica per il <strong>Tgcom24</strong>
abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.</p>



<p><strong><em>D: Sabato è
uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si
sente?</em></strong></p>



<p>R: Sono felicissima,
trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati
a contrastare il Coronavirus, mi auguro che <strong>parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e
possa offrire un attimo di fuga</strong> dalle preoccupazioni. Credo che possa
portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi,
che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.</p>



<p><strong><em>D: Un’evasione
nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile,
quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue
protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce
del tramonto?</em></strong></p>



<p>R: Nella <strong>cura dell’interiorità</strong> e della vita,
l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati
che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una
comunicazione e a una “comunità artistica”.</p>



<p>L’idea di
mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata
sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro:
traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto
di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata
di spalle, <strong>facilita il fruitore nell’immedesimazione</strong>.
<strong>Invita a guardare verso un oltre, verso
un mondo migliore</strong>. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il
cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita
materialità. <strong>Filtra la musica del mondo,
della vita e la trasmette</strong>. Il segno pittorico diventa così il mezzo per
risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le
parole non risolvono.</p>



<p><strong><em>D: Perché alcune
delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?</em></strong></p>



<p>R: Inconsciamente
voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.</p>



<p><strong><em>D: Lei vive
e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?</em></strong></p>



<p>R: Di sicuro
ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con
particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una
tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che <strong>l’arte è un meraviglioso processo in grado
di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico</strong> e
ricco di significato.</p>



<p><strong><em>D: Animali e
gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione
tra loro e la figura femminile?</em></strong></p>



<p>R: Parto dai
gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile
selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian
piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello
applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni.
Si dice appunto cheun gioiello è
per un’occasione… In questo caso <strong>ribadisce
la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite
l’arte</strong>. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una
raffinatezza interiore.</p>



<p>Gli <strong>animali</strong> nei miei quadri rappresentano
un <strong>affetto quotidiano</strong>, come i gatti
ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti
tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio
notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci
compagnia e a guidarci, così <strong>il gatto
rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un
animale che sa vedere bene anche al buio</strong> oltre a essere fin dall’antichità
portatore di positività e di una sensibilità particolari.</p>



<p>In alcuni
miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci
ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli <strong>uccelli sono i messaggeri di un mistero</strong> poiché, potendo volare,
fungono da <strong>ponte tra il cielo e la terra</strong>.</p>



<p><strong><em>D: La
delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto
questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica
dei suoi lavori?</em></strong></p>



<p>R: La delicatezza
del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso
sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad
accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.
</p>



<p><strong><em>D: Cosa
cerca di trasmettere nella sua più recente produzione? </em></strong></p>



<p>R: Di
quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente
la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed
emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di
una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad
aprire la “propria finestra” sul mondo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://i1.wp.com/www.galleryart-ilcollezionista.it/wp-content/uploads/2019/05/Colbacco-bianco-2018-acrilico-e-applicazioni-su-tela-50x40.jpeg?fit=961%2C1207&amp;ssl=1" alt="Margherita Casadei"/><figcaption>Dipinto di Margherita Casadei</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>D: Qual è
stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano
per la prima volta pennello e tavolozza?</em></strong></p>



<p>R: In più di
vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio
della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato
poesie.</p>



<p>Tutto
è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere
problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto
raffigurando i <strong>musicanti di strada</strong>,
le <strong>ballerine</strong>. La ballerina nella
chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di
danza e di armonia. Dipingo anche <strong>donne
con un gatto accanto</strong> e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a
dipingere le <strong>maternità</strong>, uno
spunto fortissimo anche per riflettere sulla <strong>donna creatrice,</strong> soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi
è la volta della<strong> donna alla finestra</strong>
che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa
per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri. </p>



<p>A
distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far
arte è la <strong>musica</strong> e la cura dell’<strong>interiorità</strong>, chissà andando avanti…</p>



<p><strong><em>D: Tra i
suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di
Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?</em></strong></p>



<p>R: Ho conosciuto
il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere
selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff
per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e
seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e
la salvaguardia dell’arte. </p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 02:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[micro]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Villa]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Nugnes]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il vernissage della <strong>mostra Dario Fo e l’arte contemporanea</strong>,
tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a <strong>Roma</strong>
ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco,
Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la
mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi
per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il
ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama
internazionale <strong>Roberto Villa</strong>,
semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.</p>



<p>Dopo una tournée iniziata al Comune di
Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro
Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di
Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso
l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale
Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!</p>



<p><strong><em>Finalmente a Roma con la mostra
dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una
serie di mostre sul Giullare Nobel?</em></strong></p>



<p>1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.</p>



<p>Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo
sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse
forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso
nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.</p>



<p>Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti”
grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia
preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.</p>



<p>Il punto forte comune era operare per i <em>minus sapiens</em>, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere
fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la
fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare
poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche
fotografia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/proxy/0hCNUBG9bTet5tQKRhcos35yBCKJArm5XUE_w8zJLPCIWHOqG0qLL_87hoAy4ZlGhUjF0ikRBDsltfb9yfSbBrwMeGQHBimxSDq0sTD9mu0RI5ME6JV2ETM9lK0ddbcvoNKi25HgKKgf1-_vw5E" alt="Roberto Villa"/><figcaption>L&#8217;intervento di Roberto Villa al vernissage</figcaption></figure></div>



<p>Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un
muro e basta, ma sono una <em>overture</em> che
mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni
anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario
linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo
in tutte le arti.</p>



<p><strong><em>Come si è comportato il pubblico di
questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di
appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?</em></strong></p>



<p>Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo
che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano
le immagini.</p>



<p>Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi
nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la
differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura
orientale per cui, con ogni risposta,&nbsp; faccio
un mini corso di semantica dell’immagine.</p>



<p>In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il
nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.</p>



<p><strong><em>C’è uno scatto a cui è legato o un
ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?</em></strong></p>



<p>Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del
palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”:
quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico
ma dinamico.</p>



<p>Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico,
Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un
certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre
sperimentazioni con un “<em>Sembrate due
pirla!”</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.mitomorrow.it/wp-content/uploads/2019/04/dario-fo.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>foto di Roberto Villa</figcaption></figure>



<p><strong><em>Lavorando a stretto contatto con
grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene
influenzati dal loro carisma? In che modo?</em></strong></p>



<p>È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma
destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto
complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.</p>



<p>In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e
non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.</p>



<p><strong><em>Nelle sue rassegne c’è una forte
interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla
scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe
stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va
affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?</em></strong></p>



<p>È presente, a nostra difesa, la
percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho
scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione
agli <em>Stati Generali della Fotografia</em>
voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra
la cultura con la fotografia?”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ezrome.it/images/eventi-roma/Nugnes-Franco-Di_Pietro_-_Di_Vizia_-_Dal%C3%AC_-_Villa_-_Grifoni_-_Sagnelli.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>inaugurazione con Salvo Nugnes, Pippo Franco, Carmen Di Pietro, Antonietta Di Vizia, José Dalì, Roberto Villa, Caterina Grifoni e Flavia Sagnelli</figcaption></figure>



<p>Viceversa, chi fa pittura o scultura è
convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti,
proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono
sempre la <em>loro</em> cultura che,
raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta
digitale (non elettronica, ma da <em>digitus</em>),
del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del
pubblico ludibrio.</p>



<p>Dario Fo è stato uno studioso, uno
storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte
categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla
pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo
studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la
libertà altrui.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/">L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista – L&#8217;importanza del colore nell&#8217;arte di Graziano Ciacchini</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86565874/intervista-limportanza-del-colore-nellarte-di-graziano-ciacchini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elenagolliniartblogger]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 07:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[art blog]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
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		<category><![CDATA[Elena Gollini]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano ciacchini]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=65874</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;altra intervista con il pittore-poeta Graziano Ciacchini. Definito dalla Dott.ssa Elena Gollini, curatrice e critica d&#8217;arte, come &#8220;un incantatore di &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86565874/intervista-limportanza-del-colore-nellarte-di-graziano-ciacchini/">Intervista – L&#8217;importanza del colore nell&#8217;arte di Graziano Ciacchini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un&#8217;altra intervista con il pittore-poeta Graziano Ciacchini. Definito dalla Dott.ssa Elena Gollini, curatrice e critica d&#8217;arte, come &#8220;un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici&#8221; il poliedrico artista parlerà del ruolo del colore nelle sue opere.</p>



<p><strong>D: Perché scegli di utilizzare in prevalenza il colore blu-azzurro con tutte le varie sfumature di gamma tonale?<br></strong> R: Ho cominciato a dipingere “in blu” fin dall&#8217;inizio, tranne sporadiche eccezioni. Lavorare quel colore, in tutte le sue sfumature, mi trasmette un senso di serenità  ed anche di sicurezza, se vogliamo, vista l’esperienza maturata nel lavorarlo. </p>



<p><strong>D: Quanto influisce nella costruzione della trama narrativa la componente cromatica?<br></strong> R: Spesso i miei lavori sono la trasposizione su tela, o su carta, di immagini che si presentano alla mente già ben definite. Raramente c’è una integrazione o correzione compositiva a posteriori ed ancor più raramente costruisco “a tavolino” la composizione. Le immagini, quasi sempre, arrivano “in blu” ed io non faccio altro che riprodurle. A volte provo ad integrare con altri colori, ma, quasi sempre, desisto. Sono in attesa di un periodo policromo!</p>



<p><strong>D: Se dovessi fare un elenco dei tuoi 3 colori preferiti quali sceglieresti e perché?<br></strong> R: Il blu perché mi infonde serenità; il giallo perché è luce, il bianco perché comprende tutti gli altri colori.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86565874/intervista-limportanza-del-colore-nellarte-di-graziano-ciacchini/">Intervista – L&#8217;importanza del colore nell&#8217;arte di Graziano Ciacchini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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