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	<title>Indagine Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>Indagine Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Plastic e sugar tax: 6 italiani su 10 sono favorevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 08:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Indagine]]></category>
		<category><![CDATA[plastic tax]]></category>
		<category><![CDATA[sugar tax]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle proposte più discusse all’interno della Manovra fiscale è l’introduzione delle cosiddette plastic e sugar tax; ma cosa pensano &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una delle proposte più discusse all’interno della Manovra fiscale è
l’introduzione delle cosiddette <strong>plastic </strong>e
<strong>sugar tax</strong>; ma cosa pensano gli
italiani a riguardo? Secondo l’indagine commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> a <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>*, il
<strong>61,3% </strong>degli
intervistati, pari a circa <strong>26,9 milioni
di individui</strong>, è <strong>d’accordo con almeno una di esse. </strong></p>



<p>Nello specifico, il <strong>41,1%</strong> si
è dichiarato a favore dell’introduzione di <strong>entrambe le tasse</strong>, il <strong>13,6%</strong>
della sola <strong>plastic tax</strong>, il <strong>6,6%</strong> della sola <strong>sugar tax</strong>. </p>



<p>Di contro, il <strong>27,2%</strong> dei
rispondenti, pari a <strong>11,9 milioni di italiani</strong>, si è dichiarato <strong>contrario
ad entrambe le tasse</strong>.</p>



<p><strong>Le ragioni del sì e del no</strong></p>



<p>La maggior parte dei favorevoli (<strong>70,1%</strong>) ritiene sia giusto <strong>disincentivare con una tassa</strong> la
produzione e l&#8217;uso di prodotti potenzialmente dannosi per l&#8217;ambiente e la salute.
Questa motivazione è sostenuta maggiormente dalle <strong>donne</strong> (74,9% contro il 65,2% del campione maschile) e dai <strong>giovani</strong> (82,6% tra i rispondenti con
età compresa tra i 25 e i 34 anni). </p>



<p>Il
<strong>50,1%</strong> di chi si è pronunciato a
favore dei provvedimenti allo studio del Governo ritiene che le nuove tasse possano
davvero <strong>far cambiare il comportamento
dei cittadini</strong>; motivazione più sentita dagli uomini (55% versus 45,2%) e dai
rispondenti nella fascia 55-64 anni (56,2%). Per il <strong>39,4%</strong>, infine, la tassa potrebbe far <strong>cambiare il comportamento</strong> delle aziende che producono tali
prodotti.</p>



<p>Tra gli 11,9 milioni di italiani contrari, invece, il
<strong>58,9% ritiene sia solo un modo per fare cassa</strong>, mentre il <strong>34,6%</strong>, pur condividendo il principio di disincentivare la produzione e l&#8217;uso
di prodotti dannosi, non crede sia questo il modo corretto per raggiungere l’obiettivo.</p>



<p><strong>I rincari nel carrello
della spesa</strong></p>



<p>Come si comporteranno gli italiani
qualora le nuove tasse dovessero determinare un aumento del costo dei prodotti
finali? Complessivamente, secondo quanto emerso dall’indagine, sono <strong>circa 31 milioni i consumatori disposti a
modificare le proprie abitudini di acquisto</strong>.</p>



<p><em>«Sebbene si tratti di un’indagine
sulle intenzione future degli italiani, che pertanto non è detto
automaticamente si tradurranno in azioni, dai dati emersi è evidente come la
maggioranza degli intervistati abbia capito e condivida l’obiettivo delle due nuove
possibili tasse e sia comunque disposto a modificare le proprie abitudini di
acquisto a fronte di aumenti», </em>spiega <strong>Stefano Carlin</strong>, Managing Partner di mUp research<em>. «Da non sottovalutare quindi anche il
potenziale impatto di questa norma sui consumi e sull’intera filiera produttiva.».</em></p>



<p>Se guardiamo alla sola <strong>plastic tax</strong>, quasi 8 rispondenti su 10
hanno detto di essere intenzionati a ridurre, se non eliminare, l’acquisto dei
prodotti colpiti dai rincari (<strong>77,9%</strong>),
suddivisi tra coloro disposti a cambiare abitudini d’acquisto perché
consapevoli che si tratti di prodotti dannosi per l&#8217;ambiente (<strong>44,2%</strong>)e coloro che lo farebbero solo per <strong>risparmiare
</strong>(<strong>33,7</strong>%). Sono invece <strong>4,4 milioni </strong>gli italiani che dichiarano
di essere disposti a continuare ad acquistare tali prodotti anche in caso di
aumenti (<strong>10,2%</strong>). </p>



<p>Puntando l’attenzione sulla sola sugar
tax, il quadro complessivo non varia di molto; il <strong>47%</strong> dei
rispondenti ha affermato di essere
disposto a ridurre, o addirittura smettere di comprare i prodotti colpiti dai rincari
per <strong>ragioni di salute. </strong></p>



<p>La leva del <strong>risparmio sembra avere meno presa</strong>
dato che solo il <strong>24%</strong> ha detto di essere disposto a cambiare abitudini
per ragioni economiche. Non è invece disposto a rinunciare a tali prodotti l’<strong>11,7%
</strong>dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler modificare le proprie abitudini
anche se ci saranno rincari.<br><br></p>



<p><em>* Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI
con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni,
sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre
2019.</em></p>
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