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	<title>giovani Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>giovani Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Banche, la sfida del futuro è intercettare la Next Gen</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122480/banche-la-sfida-del-futuro-e-intercettare-la-next-gen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme Consob]]></category>
		<category><![CDATA[Private Banking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore del private banking in Italia sta attraversando una fase di trasformazione e maturazione. Gli istituti stanno accrescendo la &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore del <strong>private banking in Italia </strong>sta attraversando una fase di trasformazione e maturazione. Gli istituti stanno accrescendo la massa di patrimoni gestiti, eppure <strong>le nostre banche potrebbero fare molto di più, </strong>soprattutto se riuscissero a intercettare un pubblico più giovane.</p>
<h5>I giovani ancora sottovalutati dalle banche</h5>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/05/banca-630x330.jpg" alt="banche" />Se consideriamo i dati contenuti nell&#8217;<strong>ultimo rapporto annuale dell&#8217;Osservatorio Private Banking,</strong> si evince che la clientela della next generation, quelle successive cioè ai baby boomer, rappresenta <strong>soltanto il 21% del totale</strong>. Sebbene si tratti di una quota in progressiva espansione, è obiettivamente una percentuale ancora troppo bassa.</p>
<p>Se pensassimo che i giovani non hanno ancora maturato grande interesse verso i servizi di Private Banking commetteremo un grosso errore. Il report evidenzia infatti che <strong>c&#8217;è un interesse medio alto del pubblico giovane </strong>verso i servizi di consulenza evoluta. Tuttavia <strong>soltanto in pochi casi questo interesse si trasforma in un rapporto concreto</strong> con le banche. Moltissimi giovani, piuttosto che affidare le proprie risorse agli istituti, preferiscono impieghi fai da te e investimenti on-line. La cosa grave è che spesso lo fanno non utilizzando <a href="https://www.universoforex.it/news/896/lista_migliori_broker_e_siti_trading_autorizzati_consob.html" target="_blank" rel="noopener">piattaforme autorizzate Consob</a>, correndo quindi grossi rischi.</p>
<h2>Un punto di vista differente</h2>
<p>Bisogna considerare che <strong>finora il private banking in italiano è stato </strong>un vestito cucito addosso alle esigenze di <strong>individui di una certa età, un certo reddito e determinati bisogni</strong> da soddisfare. Se si vuole allargare la platea del pubblico più giovane, bisogna evidentemente intercettare i loro bisogni che sono diversi. Senza dimenticare la loro attenzione crescente verso il tema dell&#8217;<a href="https://blog.libero.it/wp/myeconomy/2025/11/11/economia-sostenibile-cose-perche-dobbiamo-realizzarla/" target="_blank" rel="noopener">economia sostenibile</a> e della transizione energetica.</p>
<p>Se le banche riusciranno a intercettare questa domanda latente, fornendo soluzioni soddisfacenti, allora potremmo assistere a una crescita significativa della clientela nei prossimi anni.</p>
<h2>Barriere all&#8217;ingresso troppo alte</h2>
<p>Se per le banche i giovani rappresentano una grossa opportunità da cogliere, al tempo stesso <strong>bisogna fare i conti con delle barriere all&#8217;ingresso che rimangono elevate</strong>.<br />
Tra i principali ostacoli che la next generation incontra c&#8217;è soprattutto la <strong>ridotta disponibilità di un patrimonio iniziale</strong> e la percezione dei <strong>costi di ingresso come elevati</strong>. Inoltre troppo spesso le banche e i giovani <strong>non parlano la stessa lingua,</strong> perché adottano scelte comunicative poco compatibili. I giovani chiedono un servizio personalizzato e adattabile allo stile di vita e agli obiettivi individuali, nonché strumenti sempre più digitali ma semplici e intuitivi.</p>
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		<title>Disagi psicologici: ne soffrono 2,7 MLN di ragazzi fra i 10 e i 20 anni</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114599/disagi-psicologici-ne-soffrono-27-mln-di-ragazzi-fra-i-10-e-i-20-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 08:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[disagi giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[disagi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Isolamento, difficoltà nel relazionarsi, apatia e attacchi di panico; questi sono solo alcuni dei disagi che, secondo l’indagine commissionata da &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Isolamento</strong>, difficoltà nel <strong>relazionarsi</strong>, <strong>apatia</strong> e <strong>attacchi di panico</strong>; questi sono solo alcuni dei disagi che, secondo l’indagine commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> a <em>mUp Research</em> e <em>Bilendi</em>, colpiscono oltre <strong>2,7 milioni di giovani</strong> con età compresa tra i <strong>10 e i 20 anni</strong>. Eppure, quasi una famiglia su due sceglie di <strong>non ricorrere</strong> a cure specialistiche adeguate, <strong>spesso anche per ragioni di natura economica</strong>.</p>
<p>L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha evidenziato come i disagi giovanili siano un fenomeno che colpisce ormai una fetta ampissima della popolazione: <strong>dalla pandemia ad oggi</strong> ben <strong>4 ragazzi su 10 </strong>con età compresa tra i 10 e i 20 anni hanno manifestato<strong> una o più problematiche di natura psicologica</strong>. Una vera e propria impennata di casi.</p>
<p>Analizzando più da vicino le fasce anagrafiche, emerge che sebbene i disagi si comincino a manifestare in maniera evidente sin dai 10 anni di età, i più colpiti da questi problemi sono i ragazzi con età compresa <strong>tra i 15 e i 17 anni</strong> (46,3%) e quelli nella fascia <strong>13-14 anni</strong> (44,6%).</p>
<p><strong>I disagi più diffusi</strong></p>
<p><strong>Isolamento nella propria stanza</strong> (20,3%, pari a più di 1,2 milioni di ragazzi), difficoltà nelle <strong>relazioni con i coetanei</strong> (17,1%) e diverse forme di <strong>apatia </strong>(11,7%), come detto, sono risultati essere i problemi psicologici più diffusi tra i giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni.</p>
<p>Ma la lista è purtroppo lunga. Continuando a leggere i dati dell’indagine si scopre che, ad esempio, il 9,4% dei ragazzi, pari a circa 588.000 individui, soffre di <strong>attacchi di panico</strong> (percentuale che cresce fino a sfiorare l’11% tra i 18-20enni), mentre sono quasi 530.000 (8,5%) quelli che manifestano <strong>disturbi alimentari</strong> (fenomeno particolarmente diffuso nella fascia 13-17 anni).</p>
<p>La <strong>depressione</strong> colpisce <strong>335.000 ragazzi</strong> (con un’incidenza che arriva addirittura al 7% tra i giovani con età 18-20 anni), mentre sono almeno 94.000 i giovani che fanno <strong>abuso di alcol</strong> o usano <strong>sostanze stupefacenti</strong>; sebbene si tratta di un comportamento diffuso maggiormente nella fascia 18-20 anni, preoccupa vedere come questo fenomeno inizi a manifestarsi già a partire dai 10-12 anni.</p>
<p>Colpisce, infine, vedere come si diventi <strong>bulli </strong>molto presto e, addirittura, circa <strong>40.000 bambini</strong> abbiano iniziato ad avere atteggiamenti di violenza verso altri prima ancora di aver compiuto i 12 anni.</p>
<p><strong>Famiglie, cure e costi</strong></p>
<p>Fa riflettere vedere che, a fronte di una situazione di disagio, <strong>quasi 1 famiglia su 2 </strong>(42%) abbia scelto di <strong>non fare ricorso ad un medico specializzato</strong> per affrontare la situazione.</p>
<p>Tra questi, il 70% dei genitori intervistati ha detto di aver preso la decisione perché “<em>riteneva non necessario l’intervento di un medico”</em>; il <strong>12,5%,</strong> invece, ha dichiarato di <strong>non poterselo permettere</strong> economicamente, dato equivalente a <strong>133mila ragazzi non curati per questa ragione.</strong></p>
<p>Ma nell’1,7% dei casi la famiglia ha preferito tenere la problematica confinata tra le mure domestiche perché <strong>non voleva si sapesse</strong> in giro del disagio vissuto dal figlio.</p>
<p>Rivolgersi ad uno specialista ha costi che non sempre è facile affrontare; tra gli intervistati che hanno fatto ricorso all’aiuto di un medico, il 33,4% ha optato per la <strong>sanità privata</strong>, con una <strong>spesa media pari a 1.826 euro</strong>. Cifre importanti che nell’80% dei casi sono state sostenute con risparmi personali, mentre il <strong>7,7%</strong> dei rispondenti ha detto di aver chiesto un <strong>prestito ad una società di credito</strong>. Marginale l’intervento delle <strong>assicurazioni private</strong>, usate solo dal <strong>4,4% delle famiglie</strong>.</p>
<p><em>«In generale, la copertura assicurativa per questo tipo di spese è ancora molto rara. Nella maggior parte dei casi il rimborso avviene solamente per sedute di psicoterapia a seguito di grave infortunio o invalidità»,</em> chiariscono gli esperti di<strong> Facile.it</strong> <em>«C&#8217;è sempre e comunque necessità di una prescrizione medica, che certifichi un disturbo (es. anoressia). Senza di questo, non è mai possibile farsi rimborsare. Va valutato caso per caso se la polizza, sia essa una sanitaria individuale o un fondo a cui contribuisce il proprio datore di lavoro, tuteli il sottoscrittore. Tutti, comunque, possono chiaramente ricorrere ad un prestito personale in maniera tale da non dover rinunciare per ragioni economiche ad un aiuto fondamentale per la serenità psicologica dei propri figli»</em>.</p>
<p><em>* Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research &#8211; svolta tra l’11 e il 16 Ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.2.302 interviste CAWI ad un campione di individui con figli in età compresa fra 10 e 20 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli italiani lasciano casa dei genitori a 26 anni compiuti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86597270/gli-italiani-lasciano-casa-dei-genitori-a-26-anni-compiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 16:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giovani italiani restano in casa coi genitori fino a 26 anni ma, sovente, è una scelta obbligata. È questa &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I giovani italiani restano <strong>in casa coi genitori fino a 26 anni</strong> ma, sovente, è una scelta obbligata. È questa una delle evidenze emerse dall’indagine &#8211; realizzata dagli istituti mUp Research e Norstat per <a href="https://www.facile.it/news/gli-italiani-lasciano-casa-dei-genitori-a-26-anni-compiuti.html"><strong>Facile.it</strong></a> – che se da un lato ha testimoniato come l’età media a cui i ragazzi <strong>lasciano il nido famigliare</strong> per andare a vivere in autonomia sia alta, soprattutto se confrontata con la maggior parte dei paesi del Nord Europa dove la media è inferiore ai 22 anni, dall’altro ha certificato come a costringerli a fare questa scelta sia <strong>l’impossibilità di pagare un mutuo o un affitto</strong> prima di raggiungere i 26 anni.</p>
<p>L’analisi – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta* – ha messo in evidenza come, considerando l’uscita di casa da parte dei giovani italiani, ci sia una <strong>differenza tra uomini e donne</strong>: i primi, mediamente, lasciano la casa di origine appena prima di compiere <strong>28 anni</strong>, le seconde, invece, poco dopo aver tagliato il traguardo del <strong>25 esimo compleanno</strong>.</p>
<p><strong>Chi ha lasciato il nido famigliare…</strong></p>
<p>Tra coloro che hanno lasciato la casa di origine, più di <strong>6 su 10</strong>, pari a oltre 19 milioni di persone, lo hanno fatto per andare a <strong>convivere con il proprio partner</strong>, percentuale che arriva al 69,7% se si considera il solo campione femminile.</p>
<p>Più di <strong>1 rispondente su 10</strong> (equivalenti ad oltre 3 milioni e mezzo di individui) ha lasciato il nucleo per <strong>lavorare fuori sede</strong>, mentre il 7,7% per studiare in una città differente da quella in cui viveva.</p>
<p>Dove vivono oggi coloro che sono usciti di casa? Quasi la metà (48,7%), vale a dire più di <strong>16 milioni di italiani</strong>, abita in una <strong>casa in affitto</strong>, percentuale che sale fino a raggiungere il 52,5% tra i rispondenti appartenenti alla fascia 25-34 anni. Sono <strong>8 milioni</strong> (25,2%), invece, quelli che vivono in <strong>una casa di loro proprietà</strong>, ma “solo” 3.300.000 (21,4%) sono donne.</p>
<p><strong>&#8230;e chi vive ancora con i genitori</strong></p>
<p>Tra chi non ha ancora abbandonato il nido famigliare, quasi <strong>1 su 4</strong> (vale a dire circa <strong>2 milioni e mezzo di individui</strong>) è costretto a questa scelta perché nonostante lavori <strong>non può permettersi di andare a vivere da solo</strong>. A vivere questa condizione sono soprattutto <strong>le donne</strong> &#8211; se si prende in esame solo questo sottogruppo la percentuale arriva <strong>al 26,1% </strong>&#8211; e chi ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni (28,4%).</p>
<p>Sebbene, come detto, l’età media di chi lascia la casa di origine sia di poco superiore ai 26 anni, sono <strong>decisamente tanti i 30-44enni</strong> che, invece, abitano ancora con i genitori: si parla di <strong>2,7 milioni</strong> di rispondenti.</p>
<p>C’è anche chi <strong>preferisce rimanere con mamma e papà</strong> nonostante abbia la possibilità economica di uscire da casa; si tratta del <strong>19,4% </strong>del campione totale, vale a dire più di <strong>2 milioni di rispondenti.</strong></p>
<p><strong>Quando si torna da mamma e papà</strong></p>
<p>Tanti, <strong>450mila </strong>(4,2%), anche coloro che sono <strong>tornati a vivere con i genitori dopo una separazione/divorzio</strong>; questa tendenza è diffusa soprattutto tra il campione maschile (6,6%) a dimostrazione di come, nei maggior parte dei casi, a seguito di una pratica di divorzio l’abitazione rimanga alla donna.</p>
<p><em>*</em><em>Nota metodologica: Indagine mUp Research &#8211; Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale. </em></p>
<p><em>Immagine © HighwayStarz</em></p>
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		<item>
		<title>Smartphone e giovani: ecco come lo usano</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86593233/smartphone-e-giovani-ecco-come-lo-usano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 06:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=93233</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere il primo cellulare, ma quanto e come usano lo smartphone i giovanissimi? E, anche, a che età, lo si riceve?</p>
<p>Come evidenziato dall’indagine realizzata per <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> da <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>, il <em><strong>37%</strong></em> degli italiani oggi adulti ha avuto il cellulare in età scolare e, tra questi, <strong>563.000 lo hanno avuto addirittura prima dei 10 anni</strong>.  Facile pensare come, oggi, l’età media del primo telefono sia molto ridotta.</p>
<p><strong>Dove lo usano</strong></p>
<p>Se si guarda al luogo dove chi ha ricevuto il cellulare in età scolare lo usa con più frequenza emerge che, al primo posto, c’è il letto; <strong>vanno a dormire con il cellulare più di 6 rispondenti su 10</strong>. Un dato che racconta non solo di una cattiva abitudine, che incide sulla qualità del sonno, ma anche del pericolo di isolamento dalla famiglia e dalla realtà circostante.</p>
<p>Al secondo posto si trova la sala, mentre al terzo c’è il <strong>bagno</strong>, area della casa dove più di un rispondente su 3 dichiara di usare regolarmente il cellulare.</p>
<p><strong>Come lo usano</strong></p>
<p>Cosa fanno più frequentemente i giovani con lo smartphone? Telefonare, ma soprattutto videochiamare e mandare messaggi, rimangono ancora le funzionalità più sfruttate (74,5%), mentre ha ormai quasi pari importanza l’uso dei <strong>social network</strong>; il 62% dei rispondenti ha dichiarato di usare per svago e in modo ricorrente app come Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok ecc.</p>
<p>Naturalmente imprescindibili per i social sono le <strong>foto</strong> e i <strong>video</strong>, tanto che il 47% dei rispondenti ha dichiarato che la fotocamera è una delle funzioni più usate dello smartphone. Poco meno, il 43%, ha invece detto di usare frequentemente il cellullare per <strong>ascoltare musica</strong>.</p>
<p>Curioso notare che alla domanda “qual è la tua paura più grande legata allo smartphone, le preoccupazioni più grandi sono quella di <strong>perderlo</strong> (47%), di romperlo (42%) o di perdere i dati (35%); ma a spaventare i giovani, più che il danno materiale, sembra essere l’idea di rimanere senza il dispositivo, “sconnessi” dal mondo.</p>
<hr />
<p><em>Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86593233/smartphone-e-giovani-ecco-come-lo-usano/">Smartphone e giovani: ecco come lo usano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mutui: gli under 36 possono risparmiare anche più di 20.000 euro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86592524/mutui-gli-under-36-possono-risparmiare-anche-piu-di-20-000-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 07:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui 100%]]></category>
		<category><![CDATA[mutui giovani]]></category>
		<category><![CDATA[under 36]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=92524</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mondo bancario punta sugli under 36 e sembra aver risposto alla chiamata del Governo in favore dei giovani che &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86592524/mutui-gli-under-36-possono-risparmiare-anche-piu-di-20-000-euro/">Mutui: gli under 36 possono risparmiare anche più di 20.000 euro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo bancario punta sugli under 36 e sembra aver risposto alla chiamata del Governo in favore dei giovani che vogliono comprare casa tanto che, secondo l’analisi di Facile.it, alcuni dei principali istituti di credito hanno lanciato mutui al 100%, destinati a chi ha meno di 36 anni, con tassi fissi che partono dall’1,10% (Taeg), valore più basso di sempre per un finanziamento di questo genere.<br />
Secondo le simulazioni* di Facile.it, grazie a queste condizioni i giovani possono risparmiare decine di migliaia di euro in interessi in virtù dei tassi ai minimi storici.</p>
<p>Ipotizzando un mutuo fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, il miglior Taeg disponibile online per un under 36 è pari a 1,10%, con una rata mensile di 477,72 euro. Un solo mese fa, per la stessa operazione, il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro; grazie a questi nuovi prodotti il risparmio per il giovane mutuatario è di quasi 900 euro l’anno, vale a circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.</p>
<p>«Gli incentivi introdotti dal Governo e l’impegno concreto da parte delle banche hanno reso possibile qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava impensabile: oggi un under 36 può davvero comprare casa senza alcun anticipo né l’intervento di garanti terzi», afferma Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «L’auspicio è che anche gli istituti di credito che oggi non consentono di sottoscrivere questi prodotti possano adeguare la propria offerta, garantendo maggiore scelta ai clienti.».</p>
<p>Come funzionano?</p>
<p>Se è vero che in alcuni casi i cosiddetti mutui under 36 sono destinati esclusivamente ad aspiranti mutuatari con reddito Isee inferiore ai 40.000 euro, dall’altro ci sono istituti di credito che pongono come unico limite quello dell’età del richiedente e dell’importo massimo erogabile, che normalmente arriva fino a 250.000 euro.</p>
<p>Oltre alle condizioni appena descritte, gli under 36 alle prese con l’acquisto della prima casa possono beneficiare delle novità introdotte dal Governo tra cui l’ampliamento sino all’80% della garanzia concessa dal Fondo Consap, fondamentale per agevolare l’accesso al credito da parte dei giovani, e le diverse esenzioni tra cui la cancellazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, l’eliminazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e, in caso di compravendita soggetta a Iva, il riconoscimento di un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Come recentemente evidenziato dall’osservatorio*congiunto Facile.it – Mutui.it, nel primo semestre 2021 gli under 36 rappresentavano il 34,3% di chi presentava domanda, valore in crescita del 12,3% rispetto al 2020.</p>
<p>Un dato che, secondo le previsioni di Facile.it è destinato a crescere nei prossimi mesi, non solo grazie agli incentivi introdotti dal Governo, ma anche in funzione della nuova offerta degli istituti di credito rivolta a questo target; nel solo mese di giugno, quando si è iniziato a parlare degli incentivi, la domanda di finanziamenti da parte degli under 36 è arrivata a quasi il 40% del totale richieste.</p>
<p>* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 250.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel primo semestre 2020-2021. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 26 luglio 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mutui: da under 35 una domanda su tre</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86588700/mutui-da-under-35-una-domanda-su-tre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 07:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui under 35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni di Draghi relative alle misure a sostegno dei giovani che vogliono acquistare casa, &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni di Draghi relative alle misure a sostegno dei giovani che vogliono acquistare casa, si è parlato molto di <strong>Under 35; </strong>ma quanto pesa oggi questa fascia di richiedenti sul <strong>mercato dei mutui</strong>? Per rispondere alla domanda <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a> e <strong>Mutui.it</strong> hanno analizzato un campione* di circa 120.000 domande di finanziamento scoprendo che, nel primo trimestre dell’anno, <strong>quasi 1 richiesta su 3</strong> (32%) è stata presentata da un aspirante mutuatario con <strong>meno di 35 anni</strong>.</p>
<p><strong>Mutui Under 35</strong></p>
<p>Analizzando nel dettaglio i dati dell’osservatorio emerge che dal 2019 a oggi il peso percentuale degli aspiranti mutuatari Under 35 è lievemente cresciuto, passando dal 31% del 2019 al 32% rilevato nel primo trimestre 2021.</p>
<p>In netto aumento, invece, l’importo medio richiesto da questa fascia di richiedenti: si è passati <strong>da 134.257 del 2019 ai 139.634 del primo trimestre 2021</strong>, con un incremento del <strong>4%</strong>. L’aumento, spiegano gli esperti di Facile.it, è strettamente legato al calo dei tassi che ha consentito ai richiedenti di puntare a cifre più alte rispetto al passato, mantenendo comunque una rata bassa.</p>
<p>Un altro dato interessante emerso dall’analisi è che i giovani con meno di <strong>35 anni chiedono importi superiori alla media nazionale</strong>. Nel primo trimestre 2021, ad esempio, la richiesta media under 35 è risultata <strong>superiore dell’1,6% rispetto a quella nazionale</strong>; la differenza, però, va letta anche alla luce del peso delle surroghe, prodotto più presente nella fascia over 35 e legato a richieste di finanziamento solitamente di importo più contenuto.</p>
<p><strong>Focus sui mutui prima casa</strong></p>
<p>Analizzando le sole richieste di <strong>mutuo per la prima casa</strong> emerge che il peso percentuale degli under 35 è ancora più elevato e <strong>più di 4 richieste su 10</strong> provengono proprio da questa fascia di aspiranti mutuatari.</p>
<p>Anche in questo caso la quota dei giovani è <strong>aumentata negli ultimi 2 anni</strong>: nel 2019 gli under 35 rappresentavano il 40% dei richiedenti mutuo per l’acquisto di una prima casa, mentre nel 2020 la percentuale è arrivata al <strong>43%</strong> del totale, con un <strong>aumento del 7,5%</strong>. Valore solo di poco inferiore quello rilevato nel primo trimestre 2021 (42%). L’importo medio richiesto dagli Under 35 è passato da 140.026 euro del 2019 a <strong>144.801</strong> euro nel primo trimestre del 2021, con un incremento del <strong>3,4%</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«Il problema principale cui spesso devono far fronte gli under 35 alle prese con l’acquisto della casa è di non poter contare su sufficienti risparmi per riuscire ad abbassare al di sotto dell’80% la quota di immobile da finanziare tramite mutuo, cosa che rende più complicato e costoso l’accesso al credito», </em>spiega <strong>Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. </strong></p>
<p>A conferma delle parole di Cresto, secondo i dati di Facile.it, nel primo trimestre del 2021 <strong>più di 2 aspiranti mutuatari su 3 </strong>con meno di 35 anni alle prese con l’acquisto della prima casa hanno chiesto un mutuo con <strong>LTV </strong>(Loan To Value)<strong> superiore all’80%</strong>.</p>
<p>Ad oggi, inoltre, sono poche le banche che offrono mutui con LTV superiore all’80% e, nella maggior parte dei casi, sono più difficili da ottenere e più costosi. La <strong>differenza </strong>in termini di rata può essere davvero importante; secondo la simulazione* di Facile.it per un mutuo fisso al 70% di importo pari a 180.000 euro, da restituire in 25 anni, il miglior Taeg rilevato online ad aprile è pari a <strong>1,04%</strong>, con una rata di 466 euro, mentre per lo stesso finanziamento ma con <strong>LTV pari al 100%</strong>, il TAEG sale a 2,29% e la rata a <strong>776 euro</strong>.</p>
<p><em>«Qualsiasi intervento volto a ridurre gli ostacoli che limitano l’accesso al credito da parte dei giovani è ben accetto – </em>conclude Cresto<em>. </em><em>Il Fondo garanzia prima casa ha già fatto tanto negli ultimi anni e un potenziamento di questo strumento potrebbe dare un ulteriore impulso all’erogazione di mutui ai giovani; ma</em><em> anche altri interventi, come l’aumento delle agevolazioni destinate a chi acquista la prima casa o l’introduzione di nuove, potrebbero aiutare ad abbassare l’età media dei richiedenti, con evidenti benefici anche dal punto di vista socio-demografico. Non dimentichiamo che l’acquisto dell’abitazione è, per molti, il primo passo per costruire una famiglia e fare dei figli».</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 120.000 richieste di mutuo provenienti da richiedenti con età uguale o inferiore a 35 anni raccolte tramite Facile.it e Mutui.it da gennaio 2019 a marzo 2021.</em></p>
<p><em>Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni rilevati il 28 aprile 2021.</em></p>
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		<item>
		<title>Assicurazioni vacanze studio: ricerche in aumento del 26% in 12 mesi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86570433/assicurazioni-vacanze-studio-ricerche-in-aumento-del-26-in-12-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 04:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazioni vacanze studio]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[stage]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che si tratti di un corso di lingua di poche settimane o di uno stage all’estero, sono sempre di più &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che si tratti
di un corso di lingua di poche settimane o di uno stage all’estero, sono sempre
di più i giovani italiani che trascorrono i mesi estivi lontani dai genitori i
quali, però, cercano di tutelarsi e tutelarli tanto che, secondo un’analisi di <a href="https://www.facile.it/assicurazioni-viaggi.html">Facile.it</a>, in appena
12 mesi sono <strong>aumentate del 25,9% le ricerche di coperture assicurative</strong>
dedicate alle vacanze studio. </p>



<p>Il
comparatore ha messo a confronto i dati del periodo maggio – luglio 2018 con
quelli dello stesso trimestre 2019, evidenziando come la domanda di
informazioni e la visualizzazione dei preventivi di questo tipo di polizze
abbiano avuto una vera e propria impennata. </p>



<p><em>«Oggi sul mercato si trovano molti prodotti
assicurativi specifici per i giovani che intendono trascorrere un periodo di
studio o lavoro all’estero.», </em>spiega <strong>Lodovico Agnoli, Responsabile New
Business di Facile.it</strong> <em>«Queste coperture
tutelano dagli imprevisti più comuni e i costi variano in funzione della
destinazione, della durata del soggiorno e delle garanzie scelte. Per un
pacchetto completo che include responsabilità civile, spese mediche e assistenza
viaggio, il <strong>costo per assicurare due settimane </strong>in Europa parte da <strong>35
euro</strong>, che diventano 55 se si viaggia fuori dal Vecchio Continente, 65 se si
scelgono Stati Uniti o Canada».</em></p>



<p><strong>Occhio
a età, durata, destinazione e motivazione del viaggio</strong></p>



<p>Prima di scegliere la compagnia assicurativa
è bene sapere che non tutte le polizze vacanze studio sono uguali. Innanzitutto
<strong>fate attenzione all’età di vostro figlio</strong>; se è vero che generalmente si
tratta di assicurazioni rivolte ad un target con età massima pari a 25 anni
(anche se determinate coperture sono <strong>attivabili già dai 6 anni</strong>), in
alcuni casi le compagnie accettano di assicurare ragazzi fino a 30 anni (limite
che sale a 35 anni per gli stage).</p>



<p>Importante tenere in considerazione anche
la <strong>motivazione del viaggio</strong>; le
coperture sono normalmente valide per le vacanze a scopo di studio, ma in
alcuni casi sono tutelati più genericamente anche gli stage e le esperienze
formative all’estero, purché non prevedano lo svolgimento di lavori pericolosi.
</p>



<p>Anche rispetto alla <strong>durata massima</strong>
della copertura le compagnie applicano politiche differenti, tanto che questo
elemento può variare notevolmente: da 60 giorni fino a 12 mesi.</p>



<p>Nel preventivo della compagnia, la
differenza è determinata anche dalla <strong>destinazione del soggiorno</strong>. Costi, franchigie
e massimali cambiano in base al Paese e, per alcuni, la copertura potrebbe non
essere valida; spesso questo accade in caso di viaggio studio in <strong>Italia</strong>. </p>



<p><strong>Spese mediche, malattie, infortuni</strong><strong>
e gli altri imprevisti coperti</strong></p>



<p>Il primo imprevisto che potrebbe
compromettere l’umore in viaggio è quello di <strong>perdere i bagagli</strong>. La
polizza vacanza studio tutela l’assicurato da questa evenienza, <strong>anche in
caso di furto</strong>, rimborsando il contenuto della valigia e, in alcuni casi,
anche le spese sostenute dal ragazzo per l’acquisto di beni di prima necessità.
</p>



<p>Come sempre, è
importante controllare
i&nbsp;massimali&nbsp;previsti; il
rimborso potrebbe essere forfettario ed è bene sapere che <strong>non sempre sono inclusi
tutti i beni</strong>; per coprire <strong>smartphone</strong>, <strong>macchine fotografiche</strong>, <strong>computer</strong>
e <strong>tablet</strong>, ad esempio, spesso viene richiesta una garanzia accessoria.</p>



<p>Un altro imprevisto piuttosto fastidioso è
rappresentato dall’<strong>ammalarsi all’estero</strong> che se è una situazione poco
piacevole e spesso complessa da gestire per gli adulti, figuriamoci quanto lo
sia per un giovane. Le difficoltà possono trasformarsi in veri e propri
ostacoli insuperabili, non solo pratici, ma anche linguistici ed economici; in
caso di malattia, la polizza vacanza studio interviene assistendo il giovane a
360°; una centrale operativa 24 ore su 24 è a disposizione dell’assicurato non
solo fornendo un <strong>primo consulto telefonico</strong>, ma anche, se necessario, indirizzando
il ragazzo da uno specialista in loco o, altrimenti, inviando un <strong>medico a
domicilio</strong>. </p>



<p>Se necessario, inoltre, la compagnia mette
a disposizione <strong>un interprete</strong> e, nei casi più gravi o di ricovero, copre
i costi del viaggio <strong>andata e ritorno di un familiare</strong>. </p>



<p>Sono a carico della compagnia, in forma
diretta o indiretta a seconda dei contratti, anche i costi sostenuti per il
trasporto presso la struttura medica e le cure ricevute. Se non disponibili nel
Paese ospitante, l’assicurazione provvede a <strong>inviare i medicinali urgenti</strong>.
In diversi casi, però, restano escluse patologie particolari e le cure
odontoiatriche se non è stata sottoscritta una specifica garanzia aggiuntiva.</p>



<p><strong>Alcool,
droghe, risse e tutti gli imprevisti non coperti</strong></p>



<p><strong>Attenzione sempre alle esclusioni</strong>, perché non tutte le casistiche sono
coperte; in caso di infortunio con invalidità permanente, a seconda della
gravità del danno, la compagnia riconosce un indennizzo; in questo caso, però,
sono spesso esclusi i <strong>danni derivanti dalla partecipazione a sport ad alto
rischio</strong>.</p>



<p>Non danno diritto a rimborso anche gli
infortuni derivanti dall’<strong>assunzione di alcool o droghe</strong>.</p>



<p>Se è vero che
le polizze vacanze studio tutelano
il giovane, e i suoi genitori, anche da eventuali richieste di risarcimento a seguito
di <strong>danni causati a terzi</strong>, come sempre bisogna fare attenzione ai
dettagli del contratto, perché ancora una volta non sempre la compagnia
rimborsa, ad esempio, i danni causati dagli studenti stessi per <strong>risse</strong> o <strong>diverbi
avvenuti tra loro</strong> o in caso di <strong>responsabilità diretta della famiglia
ospitante</strong> o&nbsp; danni arrecati a
proprietà di terzi affidati temporaneamente allo studente.</p>
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