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	<title>finanziamenti Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>finanziamenti Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Prestiti: erogato oltre 1 miliardo di euro per pagare le cure mediche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 09:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA["Sanità"]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti cure mediche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 1 miliardo di euro; è questo, secondo le stime di Facile.it, il valore dei prestiti personali erogati agli italiani &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <strong>1 miliardo di euro</strong>; è questo, secondo le stime di <strong>Facile.it</strong>, <strong>il valore dei prestiti personali</strong> erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle <strong>spese mediche</strong>. La salute ha un costo e chiedere un finanziamento per sostenere le spese sanitarie è pratica sempre più diffusa tanto che, lo scorso anno, il <strong>peso percentuale</strong> di questi prestiti è <strong>aumentato del 6,6%</strong> rispetto al 2022.</p>
<p><em>«Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata»</em><em>, </em><em>spiega <strong>Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it </strong></em><em>«</em><em>Servirsi de</em><em>l credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l&#8217;impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.». </em></p>
<p><strong>Identikit del richiedente</strong></p>
<p>Dall’analisi, realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Prestiti.it*, emerge una doppia tendenza; se, come detto, il peso percentuale delle domande di <a href="https://www.facile.it/prestiti.html">prestiti</a> destinati alla sanità è aumentato del 6,6%, dall’altro <strong>l’importo medio richiesto</strong> è <strong>calato leggermente (-4%)</strong>, arrivando, in media, a circa <strong>6.152 euro. </strong></p>
<p>Visti i <strong>tempi di attesa sempre più lunghi</strong> della sanità pubblica, che secondo un’indagine commissionata da Facile.it**, a settembre 2023 erano pari a circa 77 giorni, la <strong>diminuzione dell’importo richiesto</strong> può essere letto sia in relazione col fatto che ci si rivolga alla sanità privata anche per <strong>visite o esami mediamente meno costosi</strong>, sia in relazione <strong>all’incremento dei tassi di interesse</strong> che hanno reso i finanziamenti più cari; nel 2022 il <strong>Taeg medio</strong> riservato a chi ha sottoscritto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,41%, valore salito al <strong>10,86%</strong> nel 2023, in <strong>aumento del 15,4%.</strong></p>
<p><strong>Diminuisce</strong>, di contro, la <strong>durata media del finanziamento</strong>, passata da 56 mesi a <strong>50 mesi</strong>, vale a dire poco più di 4 anni.</p>
<p>Se si guarda al profilo del richiedente si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente <strong>46 anni e mezzo</strong>, età più alta se confrontata con quella di chi richiede finanziamenti per scopi diversi e che supera di oltre 4 anni l’età media di chi si rivolge, in generale, ad un istituto di credito (42 anni).</p>
<p>Quasi <strong>1 domanda su 4 (24,9%)</strong> arriva da richiedenti della <strong>fascia anagrafica 45-54 anni</strong>; seguono coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (20,9%), mentre al terzo posto si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (18,6%).</p>
<p>Altro dato interessante emerge analizzando il <strong>sesso dei richiedenti</strong>; nel <strong>42,8%</strong> dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una <strong>donna</strong>, percentuale molto più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 28,2%.</p>
<p>Guardando, infine, alle differenze geografiche emerge come, se a livello nazionale l’incidenza dei finanziamenti destinati alle cure mediche è pari al 4,70% del totale delle richieste di prestiti, le <strong>regioni</strong> dove il <strong>peso percentuale è maggiore</strong> sono la <strong>Sardegna</strong> (5,33%), le <strong>Marche</strong> (5,14%) e la <strong>Liguria</strong> (5,12%).</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>* Analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it e Prestit.it nel 2022 e 2023.</em></p>
<p><em>** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research &#8211; svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
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		<title>Mutui variabili: in un anno rate aumentate del 36%</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104525/mutui-variabili-in-un-anno-rate-aumentate-del-36/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 08:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui variabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultimo anno, secondo l’analisi di Facile.it, le rate di un mutuo medio* a tasso variabile sono aumentate del 36%, passando &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ultimo anno, secondo l’analisi di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, le rate di un mutuo medio* a tasso variabile sono <strong>aumentate del 36%</strong>, passando da <strong>456 euro a 619 euro al mese. </strong>P<em>er l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni, sottoscritto a gennaio 2022, scoprendo che, </em>a distanza di soli 12 mesi, il mutuatario paga oggi una rata di <strong>oltre 160 euro in più rispetto a quella di partenza</strong>, con un tasso di interesse (TAN) che è passato da <strong>0,67% a 3,33%</strong>.</p>
<p>La corsa dei tassi variabili non sembra essere terminata e, anzi, la BCE ha già annunciato che nel 2023 continuerà ad aumentare gli indici, con inevitabili conseguenze anche sulle rate dei mutuatari. Se guardiamo alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che entro <strong>giugno 2023</strong> l’Euribor a 3 mesi cresca ancora di quasi 1 punto e mezzo. Se queste previsioni si avvereranno, la rata mensile del mutuatario preso in esame arriverebbe addirittura a <strong>718 euro</strong>, oltre 260 euro in più rispetto a quella sottoscritta a gennaio 2022.</p>
<p>Anche sul fronte dei <strong>tassi fissi</strong> sono stati rilevati aumenti significativi nel 2022; se per chi ha un mutuo in corso non è cambiato nulla, chi sceglie oggi di sottoscrivere questo tipo di finanziamento trova sul mercato indici più alti rispetto al passato. Guardando alle migliori offerte disponibili online, emerge che oggi per un mutuo fisso (126.000 euro in 25 anni per un immobile da 180.000 euro) i tassi di interesse (TAN) partono da <strong>3,26%</strong> (con una rata iniziale di circa 614 euro); dodici mesi fa, invece, le migliori offerte partivano da <strong>1,05%,</strong> con una rata di circa 477 euro. Dati alla mano, quindi, questo finanziamento oggi costa circa 137 euro in più al mese, vale a dire <strong>oltre 40.000 euro in più di interessi</strong> se si considera l’intera durata del prestito.</p>
<p><em>«Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento generalizzato degli indici dei mutui, un trend che potrebbe continuare anche nel 2023, soprattutto per quanto riguarda i tassi variabili», </em>spiegano gli esperti di Facile.it. <em>«In un contesto di grande cambiamento e dinamicità come quello attuale, dove la distanza tra tasso fisso e variabile si è ridotta, non sempre è semplice orientarsi: basti pensare, ad esempio, che oggi ci sono sul mercato mutui variabili con indici più alti rispetto a quelli fissi. Il consiglio, quindi, è di confrontare le offerte di più banche ed affidarsi a consulenti esperti per individuare il prodotto più adatto».</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>*Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%. Per il mutuo variabile è stato preso in considerazione un tasso Tan iniziale pari a 0,67% (Euribor3m+1,25%) e sua evoluzione nel corso del 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate variabili non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Per i tassi fissi, invece, è stato rilevato il miglior tasso disponibile online su Facile.it nei giorni 21/1/2022 e 4/1/2023</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Prestiti arredamento: +5,5% rispetto al 2019</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599938/prestiti-arredamento-55-rispetto-al-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 05:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti arredamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dall’inizio del Salone del Mobile, che quest’anno celebra i suoi sessant’anni, Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato lo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86599938/prestiti-arredamento-55-rispetto-al-2019/">Prestiti arredamento: +5,5% rispetto al 2019</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dall’inizio del Salone del Mobile, che quest’anno celebra i suoi sessant’anni, <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a><strong> e Prestiti.it</strong> hanno analizzato lo stato di salute del settore dei prestiti legati proprio all’arredamento, evidenziando come, nel <strong>primo trimestre del 2022, i finanziamenti </strong>legati a questa finalità non solo siano tornati ai livelli pre-Covid, ma abbiano <strong>segnato addirittura una crescita rispetto al periodo prepandemia</strong> (+5,5% su Q1 2019).</p>
<p><em>«Il ritorno ai numeri registrati nel periodo pre-pandemia è un dato positivo per il settore delle richieste di prestiti personali per la casa, segno di come gli italiani continuino ad investire nella propria abitazione, diventata, negli ultimi due anni, sempre più importante», </em>spiega <strong>Aligi Scotti</strong>, <strong>BU Director prestiti di Facile.it</strong>.</p>
<p><strong>Identikit del richiedente</strong></p>
<p>Considerando le domande di finanziamento raccolte nei primi tre mesi del 2022 per le quali è stata specificata la finalità, emerge come le richieste di prestiti personali per <strong>l’acquisto di arredamento rappresentino il 5,7% del totale</strong> con una media importo di <strong>8.416 euro</strong>, in <strong>aumento dell’1,5%</strong> rispetto al primo trimestre 2019. Il piano di ammortamento, invece, è leggermente diminuito passato da poco più di 60 rate nel 2019 a 59 (quasi 5 anni) nel 2022.</p>
<p>Chi ha chiesto un prestito personale per l’arredamento nel corso del primo trimestre 2022 aveva, in media, <strong>40 anni</strong> (era 42 nello stesso periodo del 2019). Interessante notare come <strong>il 42% delle richieste provenga da un under 36</strong>, dato su cui hanno sicuramente influito le agevolazioni sui mutui dedicate ai giovani.</p>
<p><em>*</em><em>Analisi realizzata su un campione di oltre 123.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it e Prestiti.it nel corso del primo trimestre 2019 e del primo trimestre 2022.</em></p>
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