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	<title>FA Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Edoxaban: efficace e sicuro anche nei pazienti complessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pressm4h]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 06:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[CongressoESC]]></category>
		<category><![CDATA[diabete insulino-dipendente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Barcellona, 29 agosto 2022 – Nuovi dati provenienti dal Registro ETNA-AF-Europe, dopo due anni di follow up, confermano il profilo &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em><em>Barcellona, 29 agosto 2022 – </em>Nuovi dati provenienti dal Registro ETNA-AF-Europe, dopo due anni di follow up, confermano il profilo di efficacia e sicurezza di edoxaban nella pratica clinica quotidiana in sottopopolazioni di pazienti complessi con fibrillazione atriale (FA), compresi quelli fragili, con insufficienza cardiaca o diabete insulino-dipendente.</p>
<p>I risultati di queste sottoanalisi, presentati a Barcellona durante il Congresso della Società Europea di Cardiologia, si aggiungono al corposo numero di evidenze scientifiche sull’ efficacia e la sicurezza di edoxaban già ottenute nei precedenti studi clinici randomizzati in varie popolazioni di pazienti affetti da FA.<strong> </strong></p>
<p><strong>Risultati del registro ETNA-AF Europe</strong></p>
<p>I dati di un&#8217;analisi multivariata del registro ETNA-AF su pazienti con FA e <strong>diabete mellito</strong> trattati con edoxaban, dimostrano che i pazienti che assumevano insulina erano associati a un rischio maggiore di ictus ischemico, attacco ischemico transitorio o evento embolico sistemico. L&#8217;aumento del rischio non è invece emerso nei pazienti con diabete mellito non trattati con insulina. <sup>1</sup></p>
<p>I pazienti con FA insulino-dipendenti hanno avuto esiti peggiori, tra cui un rischio più elevato di ictus, attacco ischemico transitorio e evento embolico sistemico (HR [95%CI] aggiustato per HbA1c (2,13 [1,12-4,05], p=0,0205) e di morte per tutte le cause (1,83 [1,35-2,49], p=0,0001) rispetto a quelli con diabete non trattato con insulina. <sup>1</sup></p>
<p>La sottoanalisi ha valutato i risultati di sicurezza ed efficacia nei pazienti con FA (N=13.167) in trattamento con edoxaban per due anni, esplorando tre sottogruppi: 1) quelli con diabete trattato con insulina (n=605); 2) quelli con diabete non trattato con insulina (n=2.151); 3) quelli senza diabete concomitante (n=10.248). <sup>1</sup></p>
<p>Nei pazienti affetti da FA, <strong>l&#8217;insufficienza cardiaca</strong> è un altro fattore di rischio ben noto per l&#8217;ictus e l’evento embolico sistemico, ma non è stato stabilito se questo rischio varia in base alla frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF).<sup>2</sup> La LVEF può essere una misura della gravità dell&#8217;insufficienza cardiaca: una LVEF inferiore al 40% indica un&#8217;insufficienza cardiaca più grave.<sup>2</sup> Una sottoanalisi ha esaminato l&#8217;impatto della frazione di eiezione del ventricolo sinistro e dell&#8217;insufficienza cardiaca sui pazienti con FA in trattamento con edoxaban. Dei 13.133 pazienti, 1.854 (14,1%) avevano un&#8217;insufficienza cardiaca diagnosticata; il dato sulla LVEF era disponibile per 1.489 (80,3%), ed era &lt;40% in 671 (43,9%) e ≥40% in 857 (56,1%).<sup>2</sup> I pazienti con insufficienza cardiaca erano più spesso uomini e leggermente più anziani rispetto a quelli senza (54% maschi, 73,5 anni vs 74,6 anni, rispettivamente), e presentavano un maggior numero di comorbilità cardiovascolari.<sup>2</sup> Alla fine dei due anni di follow-up, i dati hanno mostrato che i pazienti affetti da insufficienza cardiaca mostravano tassi più elevati di ictus ischemico/evento ischemico transitorio, sanguinamento maggiore, emorragia intracranica, morte cardiovascolare e morte per tutte le cause, con gli esiti peggiori; con emorragia maggiore (HR 2,01, 95% CI [1,49-2,71] e morte per tutte le cause (HR 2,62 [2,28-3,02]) significativi. <sup>2</sup> Pertanto, <u>l&#8217;insufficienza cardiaca è un elemento predittore di un esito peggiore nella FA.</u><sup>2</sup> Questi risultati sono stati coerenti quando è stata presa in considerazione la frazione di eiezione del ventricolo sinistro. <sup>2</sup></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I <strong>pazienti fragili</strong> sono particolarmente vulnerabili all&#8217;ictus in presenza di fibrillazione atriale; tuttavia, sono spesso sotto-trattati a causa dell&#8217;aumento del rischio di sanguinamento.<sup>3</sup> Molti medici stimano la fragilità dei pazienti utilizzando la loro esperienza clinica piuttosto che punteggi validati.<sup>3</sup> In una sotto-analisi di pazienti con FA e stimata fragilità da parte degli Sperimentatori trattati con edoxaban, un follow-up di due anni degli esiti clinici ha rilevato che, per entrambi i sessi analizzati separatamente, il rischio di ictus o evento embolico sistemico (EES), di sanguinamento maggiore o di morte per tutte le cause era più alto nei pazienti fragili rispetto a quelli non fragili.<sup>3</sup>  La differenza di rischio di ictus o EES tra pazienti fragili e non fragili era maggiore per gli uomini (HR 3,77, 95% CI [2,25-6,31]) rispetto alle donne (HR 2,18, 95% CI [1,34-3,55]).<sup>3</sup> Questi dati, considerati insieme alla definizione rivista di fragilità dell&#8217;EHRA, evidenziano <u>l&#8217;importanza di utilizzare un sistema di punteggio validato nella pratica clinica per identificare e gestire i pazienti fragili, soprattutto perché la FA potrebbe peggiorare lo stato di fragilità di un paziente.</u> <u><sup>3</sup></u><strong><em><u><sup>,</sup></u></em></strong><a href="#_edn1" name="_ednref1"><strong><em><u>[i]</u></em></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 2021, la Guida pratica dell&#8217;EHRA sull&#8217;uso dei NOAC nei pazienti con fibrillazione FA, ne raccomanda l’uso  come trattamento di prima linea, e include indicazioni specifiche per il trattamento di popolazioni complesse di pazienti con FA, come quelli con diversi livelli di fragilità.<sup>5</sup> Le linee guida sulla FA considerano i NOAC come la scelta preferenziale di anticoagulanti, in quanto presentano un migliore rapporto efficacia/sicurezza e un effetto anticoagulante prevedibile rispetto al warfarin, senza la necessità di un monitoraggio quotidiano della coagulazione.<sup>5</sup></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati presentati questa settimana al Congresso ESC sottolineano ulteriormente le raccomandazioni della Guida Pratica per il trattamento con NOAC dei pazienti affetti da FA. <em>&#8220;Questi nuovi dati sulla popolazione affetta da fibrillazione atriale con diabete, insufficienza cardiaca o fragilità confermano la vulnerabilità di queste popolazioni a rischio</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Raffaele De Caterina,</strong> Professore Ordinario di Cardiologia presso l&#8217;Università di Pisa e Direttore della Divisione di Cardiologia Universitaria dell&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, <em>&#8220;Oggi più che mai dobbiamo considerare come i pazienti affetti da fibrillazione atriale con comorbilità possano essere meglio supportati nella loro cura e nel loro trattamento personalizzato. Gli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K sono un&#8217;opzione terapeutica consolidata per queste specifiche popolazioni di pazienti, ma è rassicurante disporre di questi ulteriori dati che possono guidare i medici nella scelta della terapia più opportuna.&#8221;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Risultati del registro globale ETNA-AF</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre ai dati della coorte europea di pazienti, i dati di tre abstract di sottoanalisi del programma globale ETNA-AF si aggiungono alla ricchezza dei dati di sicurezza ed efficacia di edoxaban. Questi includono:</p>
<p>&#8211; Risultati di efficacia e sicurezza a due anni in 27.333 pazienti trattati con edoxaban con e senza storia di sanguinamento maggiore.</p>
<p>&#8211; Efficacia e sicurezza nel mondo reale del trattamento con edoxaban in 27.333 pazienti con e senza storia di insufficienza cardiaca</p>
<p>&#8211; Efficacia e sicurezza di edoxaban in pazienti con e senza storia di ictus ischemico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;La ricchezza dei dati presentati all’ESC  riafferma il consolidato profilo di sicurezza ed efficacia di edoxaban e fornisce ulteriori indicazioni sulla gestione dei pazienti con comorbilità</em>&#8220;,  ha dichiarato il dottor <strong>Stefan Seyfried,</strong> Vicepresidente, Medical Affairs Specialty Medicines, Daiichi Sankyo Europa,   <em>&#8220;Gli approfondimenti di studi randomizzati e di studi di real life, come il registro ETNA-AF Europe e Global, ci aiutano a comprendere meglio le esigenze delle popolazioni di pazienti più a rischio di fibrillazione atriale, tra cui le persone fragili e quelle affette da diabete e insufficienza cardiaca. Siamo lieti di poter fornire ai medici ulteriori dati per supportarli nella pratica clinica e a gestire al meglio i pazienti con esigenze complesse&#8221;.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Contatti </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Daiichi Sankyo                                                                                                                                        </strong></p>
<p>Elisa Porchetti</p>
<p>Tel.+39 0685255-202</p>
<p><a href="mailto:elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it">elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a> Steffel, J., <em>et al</em>. 2021 European Heart Rhythm Association Practical Guide on the Use of Non-Vitamin K Antagonist Oral Anticoagulants in Patients with Atrial Fibrillation. <em>Europace</em>. 2021; 23: 1612–1676.</p>
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