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	<title>Euribor Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>Euribor Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Mutui e BCE: possibili aumenti già nelle rate di aprile</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122166/mutui-e-bce-possibili-aumenti-gia-nelle-rate-di-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Euribor]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La BCE nella riunione di oggi non è intervenuta sui tassi, nonostante questo, però, le rate dei mutui variabili potrebbero &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La BCE nella riunione di oggi non è intervenuta sui tassi, nonostante questo, però, le rate dei mutui variabili <strong>potrebbero comunque aumentare già da aprile</strong>. Analizzando l’andamento dell’Euribor, valore di riferimento per i mutui variabili, <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha rilevato che, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, <strong>gli indici sono saliti</strong>; dal 27 febbraio al 16 marzo, l’Euribor a 3 mesi è cresciuto di circa 15 punti base, un rincaro che potrebbe tradursi, <strong>già dalla rata di aprile</strong>, in un <strong>aumento di quasi 10 euro</strong> per un mutuo variabile standard*.</p>
<p><em>«L’incremento, seppur modesto, segna un cambio di rotta improvviso perché l’Euribor era fondamentalmente stabile da circa 9 mesi</em><em>»,</em> spiegano gli esperti di Facile.it. «<em>Questa variazione, che potrebbe trasmettersi su alcuni mutui variabili già nelle rate di aprile a seconda delle modalità di aggiornamento dei tassi di ciascun istituto di credito, è però importante soprattutto perché, come noto, l’Euribor tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale. Il rialzo potrebbe quindi essere il segnale che nei prossimi mesi la BCE interverrà sugli indici.</em><em>».</em></p>
<p>Analizzando l’andamento dei Futures sugli Euribor (aggiornati al 16 marzo), si scopre che il mercato prevede per il 2026 tassi in aumento con, potenzialmente, due interventi da parte della BCE, uno prima dell’estate, l’altro entro fine anno. Guardando le previsioni sull’Euribor a 3 mesi, a giugno 2026 questo è quotato vicino al 2,3%, mentre entro fine anno dovrebbe arrivare a sfiorare il 2,5%. <strong>Secondo Facile.it, gli aumenti porterebbero la rata del mutuo variabile standard a crescere complessivamente di circa 30 euro entro fine anno. </strong></p>
<p>Sul fronte dei <strong>tassi fissi</strong>, invece, gli indici sono stati toccati in misura minore dal conflitto; da inizio anno i l’IRS a 25 anni si sta muovendo tra il 3 e il 3,2% sulla scia dei rendimenti dei titoli di stato europei e non si sono registrate grosse variazioni a seguito dell’attacco all’Iran; oggi il tasso è pari a 3,1%.</p>
<p><strong>Cresce l’importo medio e la richiesta di tassi variabili </strong></p>
<p>Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio** Facile.it – Mutui.it, nei primi due mesi dell’anno l’importo medio richiesto è <strong>aumentato del</strong> <strong>4%</strong> rispetto a dodici mesi fa, arrivando a <strong>141.772 euro</strong>. In calo <strong>l’età media dei richiedenti</strong>, che passa dai 41 anni dei primi due mesi del 2025 ai 39 anni del 2026; se si limita il campione alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media è scesa da 38 a 37 anni. In calo anche il peso delle <strong>surroghe</strong>, passate in un solo anno <strong>dal 31% al 21%.</strong></p>
<p>Guardando alla tipologia di tasso richiesto, il <strong>fisso resta quello preferito dagli italiani</strong> ma sale significativamente la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, arrivando in dodici mesi a rappresentare il <strong>9% del totale.</strong></p>
<p>L’aumento della richiesta dei mutui variabili è legato <strong>all’andamento dei tassi</strong>; secondo le simulazioni** di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior <strong>tasso variabile</strong> (TAN) disponibile online è <strong>2,34%</strong> con una rata iniziale pari <strong>a 555 euro</strong>. I migliori tassi <strong>fissi</strong>, invece, partono da un tasso (TAN) del <strong>3,15%</strong> ed una <strong>rata di 607 euro</strong>, vale a dire circa 50 euro più alta rispetto a quella variabile.</p>
<p>«<em>Non esiste una scelta migliore in assoluto tra tasso fisso e variabile ed entrambe le offerte sono competitive, ma è importante scegliere con attenzione e sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il tasso variabile offre un’opportunità di risparmio iniziale, ma in contesti di grande incertezza come quello attuale caratterizzati da un’aspettativa di aumenti, è bene sapere che il beneficio potrebbe assottigliarsi se non sparire del tutto. Il consiglio è di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta</em><em>»</em>, spiegano da Facile.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>** L’Osservatorio Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 240.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio e febbraio 2025 e 2026. Le simulazioni sui tassi sono state effettuate su Facile.it in data 18/03/2026.</em></p>
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		<item>
		<title>Mutui e BCE: rate in calo di 50 euro nel 2025</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865115739/mutui-e-bce-rate-in-calo-di-50-euro-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 17:22:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Euribor]]></category>
		<category><![CDATA[IR]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[riunione BCE gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la riunione del prossimo 30 gennaio, per la prima volta quest’anno la BCE dovrebbe tagliare il costo del denaro; &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la riunione del prossimo 30 gennaio, per la prima volta quest’anno la <strong>BCE dovrebbe tagliare</strong> il costo del denaro; cosa devono aspettarsi gli italiani con un mutuo a tasso variabile? <strong>Facile.it </strong>e<strong> <a href="https://www.mutui.it/">Mutui.it</a></strong> hanno stimato che se l’Eurotower dovesse ridurre gli indici di <strong>25 punti base</strong> la rata di un finanziamento variabile standard* per l’acquisto della casa <strong>potrebbe scendere di circa 17 euro nei prossimi mesi</strong>, passando dagli attuali <strong>666 euro</strong> a <strong>649 euro</strong>.</p>
<p>Se confermato, quello di gennaio sarebbe il quinto taglio consecutivo, il primo di una serie di interventi previsti per l’anno in corso; analizzando i Futures sugli Euribor (aggiornati al 20 gennaio 2025) si scopre che, secondo le previsioni, gli indici dovrebbero continuare a <strong>scendere almeno per tutto il primo semestre</strong>, per poi rallentare la corsa al ribasso nella seconda parte dell’anno.</p>
<p>Dati alla mano, a giugno l’Euribor a 3 mesi dovrebbe arrivare al <strong>2,22%, </strong>scendendo sotto la soglia del 2,10% entro la fine del 2025; se queste previsioni fossero corrette, la rata del mutuo standard preso in esame calerebbe a <strong>629 euro</strong> entro il <strong>primo semestre 2025</strong>, arrivando a sfiorare i <strong>620 euro</strong> a dicembre 2025, con un risparmio complessivo annuale sulla rata prossimo ai <strong>50 euro rispetto ad oggi.</strong></p>
<p><strong>Il fisso batte il variabile, ma il gap si riduce</strong></p>
<p>Se i variabili continuano a calare, sul fronte dei <strong>tassi fissi</strong> le ultime settimane sono state caratterizzate da un <strong>aumento dell’IRS</strong>, l’indice di riferimento per questo tipo di offerta, che sta risentendo dell’aumento dei rendimenti dei titoli di stato europei, sulla scia di quelli <strong>americani</strong>.</p>
<p><strong>Effetto Trump</strong>?</p>
<p>Sebbene si sia insediato da pochi giorni, è evidente che i programmi politici ed economici del nuovo presidente degli Stati Uniti abbiano iniziato ad avere i loro effetti sui mercati americani ben prima dell’<em>Inauguration day</em>, con ricadute a cascata che iniziano a farsi sentire anche da noi arrivando, potenzialmente, fino a colpire i tassi dei mutui italiani.</p>
<p>La buona notizia, però, è che <strong>l’aumento dell’IRS si è trasmesso solo parzialmente sui tassi proposti alla clientela</strong>; molti istituti di credito hanno deciso di assorbire parte di questi rincari riducendo gli spread applicati ai mutui fissi e questo ha consentito di mantenere l’offerta su livelli competitivi.</p>
<p>Dati alla mano, quindi, nonostante questi movimenti, oggi i tassi fissi continuano a rimanere <strong>più convenienti rispetto ai variabili, anche se il gap si sta riducendo</strong>.</p>
<p>Secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it**, guardando alle migliori offerte a tasso fisso disponibili online per un mutuo standard, i TAN partono dal <strong>2,48%</strong>, con una rata di <strong>564 euro</strong>.</p>
<p>Per i variabili, invece, le migliori offerte partono da un TAN pari al <strong>3,45%</strong>, con una rata iniziale di <strong>620 euro</strong>.</p>
<p><em>«Nonostante l’andamento degli indici e la riduzione della distanza tra tassi variabili e fissi, questi ultimi rimangono ancora la soluzione più conveniente</em><em>»,</em> spiegano gli esperti di Facile.it «<em>I</em><em>l consiglio per chi oggi è alla ricerca di un mutuo, quindi, è di guardare in primis alle offerte a tasso fisso, ricordando che c’è sempre la possibilità di surrogare qualora, in futuro, le condizioni di mercato dovessero cambiare radicalmente</em><em>».</em></p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>** Simulazioni Facile.it in data 21/01/2025 su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865115739/mutui-e-bce-rate-in-calo-di-50-euro-nel-2025/">Mutui e BCE: rate in calo di 50 euro nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Mutui variabili: rata in aumento fino a 120 euro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865100155/mutui-variabili-rata-in-aumento-fino-a-120-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 14:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Euribor]]></category>
		<category><![CDATA[mutui variabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani si terrà la riunione di politica monetaria della BCE e, tra gli osservati speciali, c’è l’annuncio sui tassi. L’aumento &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865100155/mutui-variabili-rata-in-aumento-fino-a-120-euro/">Mutui variabili: rata in aumento fino a 120 euro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domani si terrà la riunione di <strong>politica monetaria della BCE</strong> e, tra gli osservati speciali, c’è l’<strong>annuncio sui tassi</strong>. L’aumento – previsto per luglio e settembre &#8211; avrà un impatto sull’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, e questo comporterà un <strong>aumento delle rate dei mutui italiani</strong>, ma di quanto? <strong><a href="https://www.facile.it" data-cke-saved-href="https://www.facile.it">Facile.it</a> </strong>ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio potrebbero <strong>salire di circa 120 euro rispetto ad oggi</strong>.</p>
<p>Per l’analisi Facile.it ha preso come riferimento un finanziamento da 120.000 euro da restituire in 20 anni e simulato i possibili cambiamenti tenendo in considerazione i cosiddetti futures sull’Euribor, che rappresentano l’aspettativa che gli operatori hanno sull’andamento dell’indice nei prossimi 5 anni.</p>
<p>Oggi un tasso variabile medio (T.A.N) disponibile online* per l’operazione simulata è pari a <strong>0,85%</strong>, con una rata mensile di <strong>544 euro</strong>. Secondo i futures sull’Euribor, entro fine anno l’indice Euribor a 3 mesi sfiorerà l’1% (oggi si trova a -0,30%) e questo farà salire il tasso variabile a circa 2,20%, con una r<strong>ata mensile più pesante di circa 75 euro</strong>. Tra dodici mesi (a <strong>giugno 2023</strong>), l’indice potrebbe arrivare a circa 1,75%; questo farebbe salire il tasso variabile a 2,95% e <strong>la rata del muto a 663 euro, vale a dire quasi 120 euro in più rispetto a oggi</strong>. A dicembre 2027, le previsioni danno l’Euribor intorno al 2,10%; in questo caso il tasso salirebbe a 3,30% e la rata mensile a 684 euro, vale  a dire 140 euro in più rispetto ad oggi.</p>
<p><em>«Sebbene in periodi di grande incertezza come quello attuale sia difficile fare previsioni, è importante non sottovalutare i messaggi che arrivano dal mercato»</em>; spiega <strong>Ivano Cresto</strong>, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «<em>Oggi più che mai, quindi, la scelta del mutuo va affrontata con grande attenzione; il consiglio è di affidarsi ad un consulente esperto in grado di identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell&#8217;aspirante mutuatario.».</em></p>
<p><em>* Simulazione Facile.it in data 8 giugno 2022</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865100155/mutui-variabili-rata-in-aumento-fino-a-120-euro/">Mutui variabili: rata in aumento fino a 120 euro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riforma Euribor? Sì, ma solo dal 2022</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574140/riforma-euribor-si-ma-solo-dal-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 05:48:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[Euribor]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=74140</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come riportato dai media da diversi mesi, l’Euribor, il parametro usato nei contratti di mutuo a tasso variabile per indicizzare &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86574140/riforma-euribor-si-ma-solo-dal-2022/">Riforma Euribor? Sì, ma solo dal 2022</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come
riportato dai media da diversi mesi, l’Euribor, il parametro usato nei
contratti di mutuo a tasso variabile per indicizzare il tasso del
finanziamento, si appresta a cambiare volto. </p>



<p><strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>
e <strong>Mutui.it</strong> hanno svolto un’analisi,
insieme alla giornalista economica Rosaria Barrile, per chiarire alcuni punti.
Il primo e più importante è che il nuovo Euribor non entrerà in vigore nel
2020, come è stato indicato da alcuni, bensì dal 2022 e, anche, non avrà un
impatto elevato sui mutui già sottoscritti né sui costi delle banche. </p>



<p><strong>L’attuale metodo di calcolo</strong></p>



<p>In questo momento il sistema utilizzato per determinare l’Euribor si
basa sulle dichiarazioni di una ventina di banche europee circa il valore dei
tassi a cui si scambiano il denaro fra loro. Questo metodo, che in passato
aveva portato ad alcuni episodi di manipolazione, verrà sostituito da un
calcolo definito <em>ibrido</em> e basato su un mix di metodi che comprendono
anche gli scambi effettivi avvenuti tra le banche.</p>



<p><strong>Il rinvio al 2022 del nuovo
Euribor</strong></p>



<p>La transizione al nuovo parametro si è presentata fin da subito
complessa a livello tecnico tanto che a febbraio 2019 il Parlamento e il
Consiglio UE hanno deciso di accordare una proroga a chi deve fornire
informazioni su parametri ritenuti critici, dando loro tempo fino al 31
dicembre 2021. Il nuovo sistema di calcolo dovrebbe garantire valori
corrispondenti all’andamento reale dell’Euribor, come spiega <strong>Anna Vizzari di Altroconsumo</strong>. <em>«È previsto che vengano presi in
considerazione solo i tassi delle banche che hanno registrato nella giornata o
nei quattro giorni precedenti una transazione. Quindi si metteranno in ordine i
tassi registrati, dal più basso al più alto, si prenderanno i quattro valori
centrali della lista e su questi verrà calcolata una media semplice. Poi
saranno applicati dei meccanismi correttivi, basati sui dati rilevati per le
medesime scadenze nei giorni antecedenti, al fine di limitare la volatilità
dell’indicatore e, infine, saranno presi in esame anche i tassi interbancari
registrati sugli altri mercati</em><em>».</em></p>



<p>Il panel di banche che dovrà fornire tali valori viene individuato
dall’EMMI (società che cura la piattaforma dell’Euribor): sarà formato dagli
istituti che hanno una partecipazione attiva sul mercato monetario dell’euro e
saranno provenienti da almeno tre Paesi diversi. <em>«Si tratta comunque di una definizione limitata visto che
sarebbero appena una cinquantina di banche</em><em>»</em>, <strong>puntualizza Vizzari</strong>. <em>«Un numero davvero piccolo se paragonato al totale degli
istituti di credito europei, solo in Italia ce ne sono più di 700. Vista
l’attuale situazione del mercato interbancario, dove gli scambi sono molto
ridotti, la riforma rischia di non portare grossi cambiamenti rispetto al
sistema attuale</em><em>»</em>. </p>



<p><strong>L’impatto sulla rata del mutuo </strong></p>



<p>Formalmente per chi ha un contratto in corso non cambierà nulla e i finanziamenti
a tasso variabile continueranno ad essere agganciati al nuovo Euribor<em>;</em> la
forbice tra i valori del vecchio e del nuovo parametro potrebbe attestarsi tra
1 e 5 punti base, variazione sostanzialmente impercettibile sulle rate mensili
del finanziamento.</p>



<p>A fornire una conferma in questo senso è <strong>Lea Zicchino, partner della società di consulenza Prometeia</strong>: <em>«Per chi ha un mutuo in corso non
cambierà nulla perché fino al 2022 verrà utilizzato l’attuale sistema di
calcolo. La fase di transizione al nuovo Euribor riguarda esclusivamente gli
addetti ai lavori che dovranno capire come far funzionare nel concreto in modo
efficiente il nuovo metodo. </em><em>È
bene precisare che in questo momento gli scambi tra le banche sul mercato sono fatti
in numero contenuto proprio perché la Bce ha già garantito abbondanza di
liquidità. Nel momento in cui gli scambi di liquidità tra banche dovessero
essere più frequenti, il valore del nuovo Euribor potrebbe cambiare</em><em>».</em> </p>



<p>Anche se ciò dovesse accadere, difficilmente la nuova metodologia
potrebbe avere però un impatto repentino sulla rata del mutuo, come spiega
Zicchino: <em>«Qualora
l’Euribor dovesse aumentare in misura importante per effetto del nuovo metodo, la
banca stessa potrebbe accollarsi il costo rinunciando a una parte dello spread
applicato o, in caso contrario, esiste sempre la possibilità per il cliente di
rinegoziare il mutuo</em><em>»</em>.&nbsp; </p>



<p><strong>Cosa cambia per chi ha un mutuo
in corso?</strong></p>



<p>Secondo il Presidente di <strong>Adusbef,
Antonio Tanza</strong>: <em>«Il
cambiamento varrà per i nuovi mutui, ma già attualmente, sulla scorta di una
direttiva europea, le banche dovrebbero indicare nei contratti anche il
sostituto dell’Euribor. Per quanto attiene ai rapporti preesistenti cambierà la
metodologia attraverso la quale il nuovo parametro verrà determinato, ma non la
natura dello stesso: circostanza che probabilmente non obbligherà le banche a
rivedere e aggiornare tutti i contratti attualmente in vigore</em><em>».</em> </p>



<p><strong>Abi: nessun impatto sulle banche
e sui costi dei mutui</strong></p>



<p>Secondo uno studio condotto a livello europeo dalla società di
consulenza Boston Consulting Group (Bcg), la riforma potrebbe cogliere
impreparate molte banche che ancora non hanno messo bene a fuoco la questione.
In sintesi, secondo un calcolo effettuato a fine agosto dalla società, il
passaggio al nuovo Euribor e al tasso Estr (che sostituisce l’Eonia) rischierebbe
di presentare al sistema finanziario italiano un conto da 1,5 fino a 2 miliardi
di euro. </p>



<p>Ma tale ipotesi è stata <strong>del tutto smentita da Abi</strong> che ha escluso
non solo che vi possano essere costi esorbitanti dovuti a tale adeguamento, ma
anche che vi sia la necessità di rinegoziare i mutui e che possa verificarsi un
aumento dei loro costi come diretta conseguenza dell’adeguamento al Regolamento
europeo sugli indici. Ad affermarlo è <strong>Pierfrancesco
Gaggi</strong>, Responsabile <strong>Abi</strong> del
Servizio rapporti con le associazioni europee e attività internazionali:&nbsp; <em>«Abbiamo
avuto modo di confrontarci con Boston Consulting Group e non ci siamo ritrovati
con le loro stime sui costi che le banche dovrebbero sostenere per introdurre
le modifiche metodologiche determinate dal Regolamento Benchmark del 2016:
anche loro hanno convenuto che le stime riguardavano un campione di banche
europee che probabilmente non riflette la realtà delle banche italiane. Per
quanto riguarda l’Euribor, a parte le due banche italiane che fanno parte del
panel che fornisce i dati sulla cui base viene calcolato il benchmark, tutte le
altre continueranno a ricevere i dati giornalieri come prima del cambio di
metodologia. Non vediamo quindi quali sarebbero i costi che le banche
dovrebbero sostenere per l’utilizzo dei due indici riformati nel rispetto del
Regolamento. Se qualche costo si può intravedere, esso riguarda l’introduzione,
resa obbligatoria dallo stesso Regolamento sugli indici, nei contratti esistenti
di una nuova clausola (oltre che in quelli nuovi) che indichi un indice di
riserva da utilizzare nel caso in cui quello principale utilizzato nel
contratto non possa più essere calcolato per una qualsiasi ragione. Ma questi
indici di riserva devono ancora essere individuati dal Gruppo di lavoro degli
esperti che, sotto la guida della Bce, lavora al progetto. E non pensiamo
davvero che una comunicazione per integrare i contratti esistenti con una
clausola aggiuntiva possa avere costi così elevati. Non prevediamo dunque
nessuna rinegoziazione dei mutui, né aumenti dei loro costi dovuti
all’adeguamento al Regolamento europeo sugli indici</em><em>».</em></p>
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