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	<title>Corrado Monaca Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Corrado Monaca Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Corrado Monaca: il Liberty risorsa ambientale inespressa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Corrado Monaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ragusa &#8211; &#8220;Implementare la rete Unesco del Liberty di Ernesto Basile e del Sud-Est della Sicilia&#8221;. È il titolo del &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865110101/corrado-monaca-il-liberty-risorsa-ambientale-inespressa/">Corrado Monaca: il Liberty risorsa ambientale inespressa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhKnyb-hHTQ-tUTGmfDEuFVQqik_aaSZZjiHD33P7C6gUtYZVcSYfeX-Ubtc4m6f90p60Ihn7PAa8a03Ggz4jAJk6TmCHejxKj6ijU_kjrNWyJcVjq_YXdn9booKaiwhqhYHjpue8hqsqOEQyQHU4MUFBwpJ81QYwZDP8aCSFre762LFWQjqDS80NcxIKOP" alt="" width="361" height="453" />Ragusa &#8211; &#8220;Implementare la rete Unesco del Liberty di Ernesto Basile e del Sud-Est della Sicilia&#8221;. È il titolo del nuovo libro di Corrado Monaca, appena pubblicato da <a href="https://www.nemapress.com/p/corrado-monaca-implementare-la-rete-unesco-del-liberty-di-ernesto-basile-e-del-sud-est-della-sicilia/">Nemapress Edizioni</a>, con la prefazione dell&#8217;architetto e urbanista romano Walter Macchi e il patrocinio del Libero Consorzio comunale di Ragusa e dei dodici comuni iblei.</p>
<div dir="ltr">
<p>L&#8217;autore, ispicese, professionista e imprenditore con una lunga esperienza alle spalle nel campo della pianificazione strategica e territoriale (è il &#8220;papà&#8221; delle Bandiere blu nelle località balneari della provincia ragusana), affida al suo libro la proposta di un ambizioso quanto importante progetto:<a name="more"></a> inserire gli edifici, le ville, i palazzi e le architetture in stile Liberty della Sicilia sud orientale nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO al fine di promuoverne la valorizzazione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future. Un progetto, il suo, che le istituzioni del territorio, i Sindaci dei dodici Comuni iblei e l&#8217;Amministrazione provinciale, hanno condiviso con entusiasmo e intendono portare avanti.</p>
<p>L&#8217;autore parte dal presupposto che nel nostro territorio esistono giacimenti di risorse ambientali, artistiche e storico-culturali inespresse. Risorse, cioè, che non riescono a sprigionare il loro potenziale economico perché non adeguatamente valorizzate. Una di queste è la rete diffusa del Liberty che abbraccia numerosi edifici, diversi per tipologia e funzione, collocati sia all&#8217;interno del tessuto urbano, sia &#8220;nascosti&#8221; nella vasta campagna iblea. La documentata presenza nell&#8217;area iblea dell&#8217;architetto Ernesto Basile (1857-1932), padre del Liberty, con la progettazione e la realizzazione di Palazzo Bruno di Belmonte a Ispica e di alcuni villini e residenze estive nel Modicano, lascia un&#8217;impronta indelebile nella Sicilia Sud orientale, contribuendo alla creazione di numerosi edifici dove è evidente l&#8217;influenza del suo linguaggio architettonico. Nel trattato &#8220;Architettura, dei suoi principi e del suo rinnovamento&#8221; (1881), Basile rivoluziona il concetto di progettazione degli edifici abitativi, includendo non solo gli spazi interni ed esterni, ma anche le luci, gli arredi e la decorazione delle pareti, insieme all&#8217;integrazione del paesaggio circostante con l&#8217;ambiente umano. Da qui l&#8217;unicità e la peculiarità delle opere realizzate, che dialogano con la natura e la cultura del territorio.</p>
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<div id="aswift_3_host" title="Advertisement" aria-label="Advertisement"><span style="background-color: white; font-size: 1rem;">Il progetto di Monaca potrebbe avviare una nuova fase di sviluppo culturale e di crescita economica dell&#8217;area iblea. Esso, infatti, parte da una fase istruttoria e di studio interdisciplinare, consistente nella elaborazione di una mappa dettagliata, un catalogo storico-architettonico degli edifici Liberty, con il coinvolgimento di diverse professionalità (architetti, storici dell&#8217;arte, archivisti, studiosi, informatici, fotografi, documentaristi, ecc.). Su questa base di conoscenza poggia la successiva proposta di candidatura all&#8217;Unesco per l&#8217;inserimento del Liberty di Basile e del Sud Est della Sicilia orientale nella World Heritage List. Ciò comporterebbe l&#8217;apertura e la fruizione pubblica di edifici e luoghi di grande fascino e di richiamo artistico, culturale e paesaggistico, nonché la loro trasformazione in attrattori turistici e moltiplicatori delle attività economiche, con l&#8217;incremento di guide turistiche, servizi, logistica e trasporti, ricettività, ristorazione, restauratori, imprese edili specializzate nel restauro conservativo, ecc.</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Non solo. In tal modo, si otterrebbe anche la tutela, il restauro e la salvaguardia dì palazzi, ville e villini del primo Novecento, che purtroppo in questi anni sono scomparsi silenziosamente dalle periferie delle nostre città per lasciare il posto ad anonimi e grigi palazzoni.</span></p>
</div>
<p>Una proposta, quella avanzata da Monaca, certamente ambiziosa ma assolutamente alla portata del territorio ibleo, che non necessita di risorse economiche aggiuntive e possiede già tutti i requisiti per essere attuata. «Auspichiamo – dichiara Monaca – che gli enti locali e gli attori coinvolti operino all&#8217;unisono, come è avvenuto finora, per formulare la proposta di candidatura, e che gli scettici e i dubbiosi comprendano l&#8217;importanza e il valore di una battaglia condotta &#8220;per&#8221; il territorio, mettano da parte critiche sterili, strumentali e non costruttive e cooperino invece alla creazione di nuove opportunità per la nostra Provincia».</p>
<div></div>
</div>
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		<title>Betontest, il progetto ISMERS tra le “Storie di successo” del Mediocredito Centrale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[inpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 06:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Betontest]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Monaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mediocredito centrale]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Ismers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ispica (RG) &#8211; È stato pubblicato ieri sul sito web del Mediocredito Centrale S.p.A. &#8211; l&#8217;istituto bancario di Invitalia – &#8230; </p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://4.bp.blogspot.com/-N0VN_Tm1jSs/YGW0ia__ZYI/AAAAAAAA9kk/BlGR9XIb4-s49zHsXVLKG6jArue6xtraACK4BGAYYCw/s320/da%2Bsx%2Bgeom.%2Bmelchiorre%2Bmonaca%252C%2Bil%2Bresp.%2Bcomunale%2Bdel%2Bteatro%252C%2Bi%2Bproff.%2BCorrado%2BMonaca%2Be%2BGiovanni%2BBerti-788687.jpg" alt=""/><figcaption>Intervento al teatro V. Colonna (da sx Melchiorre<br>Monaca, Corrado Monaca, Giovanni Berti).</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Ispica (RG) &#8211; È stato pubblicato ieri sul sito web del Mediocredito Centrale S.p.A. &#8211; l&#8217;istituto bancario di Invitalia – un lungo articolo dal titolo &#8220;Betontest, nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili&#8221; (<a href="https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/">https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/</a>). L&#8217;articolo è apparso nella sezione &#8220;Storie di successo&#8221; e in evidenza nella home page del sito. <br><br>L&#8217;istituto bancario, infatti, ha valutato come eccellenti i risultati ottenuti dalla Betontest di Ispica con il progetto ISMERS (Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico). Il progetto, realizzato tra il 2018 e il 2021 in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Innovazione dell&#8217;Università del Salento e la XRD -Tools srl, impresa nata come spin-off dell&#8217;Università di Pisa, è stato supportato da Mediocredito Centrale a valere sul programma Horizon 2020 – Pon 2014/2020 del Ministro dello Sviluppo Economico.<br>Ai fini del progetto, è stato effettuato un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa individuati di concerto con le amministrazioni locali, al fine di rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell&#8217;elevato rischio sismico della zona.<br><br>Nel corso delle attività di ricerca è stata sviluppata una nuova metodologia d&#8217;indagine che fornisce una mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione. Per interpretarli e renderli confrontabili è stato elaborato un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale a Rete Neurale.<br><br>«Prevenire è meglio che curare – si legge nel testo &#8211; Questo principio non vale solo per la salute delle persone, ma si può estendere anche a quella delle opere pubbliche e più in generale dei manufatti edilizi. Se, per esempio, consideriamo l&#8217;età media di infrastrutture come i ponti, oltre 50 anni, o la forte sismicità di molte aree del nostro Paese ci rendiamo conto quanto sono importanti strumenti di monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente con l&#8217;adeguata manutenzione. Strumenti come quelli sviluppati dal programma di ricerca di Betontest SRL».<br><br>Metodologie e strumenti innovativi e di rilevante importanza, dunque, che consentono di analizzare lo stato di salute delle opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Le sue applicazioni spaziano, pertanto, dai settori dell&#8217;edilizia e del rischio sismico al rilevamento di criticità nei viadotti stradali e autostradali e nei manufatti in cemento armato.<br><br>«Il successo del progetto ISMERS &#8211; spiega il prof. Giovanni Berti, consulente scientifico del progetto e fondatore della XRD -Tools srl &#8211; ha aperto un tunnel nella conoscenza dei materiali impiegati in edilizia e nella diagnostica degli stessi, quando sono in esercizio; le ricadute si evidenzieranno per alcuni anni. Tra gli elementi di successo citiamo: la trascrizione del linguaggio &#8220;diffrattometrico a raggi x&#8221; in linguaggio più vicino all&#8217;ingegneria strutturista. Questa trascrizione si è qui limitata alla resistenza meccanica a compressione, con un&#8217;affidabilità indicata al 62%. È necessario uno sforzo di convergenza tra scienza e ingegneria per osservare la migrazione di effetti dalla scala nano-microscopica a quella macroscopica. Con ISMERS, previa elaborazione, calibrazione, correlazione, confronto con riferimenti, è stato possibile osservare da dati in loco le variazioni dell&#8217;assetto reticolare direzionale in materiali simili ma sottoposti a carichi strutturali differenti con una sensibilità superiore ai dati tradizionali. Se sono stati osservati significa che potranno essere misurati e monitorati nel tempo. Prevenire è più economico che curare; ne segue che anche altri soggetti sono chiamati ad uno sforzo di convergenza per introdurre aspetti davvero innovativi a beneficio della società civile».<br><br>«I risultati del progetto ISMERS &#8211; spiega Francesco Micelli, docente di Tecnica delle costruzioni (Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università del Salento) &#8211; permettono di ampliare il panorama tecnologico nel campo della diagnostica strutturale delle costruzioni storiche, civili, infrastrutturali. Il campo della diagnostica strutturale costituisce una delle sfide più interessanti nel mondo delle costruzioni, proprio perché esso richiede l’impegno di forze multidisciplinari, in un settore che tradizionalmente si basa su approcci di tipo quasi artigianale. L’impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di degrado in opera, e della loro condizione meccanica di servizio, costituisce una reale innovazione nei processi di conoscenza e monitoraggio delle strutture, mediante tecniche di tipo non distruttivo. L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento in situ costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. A questo punto, l’auspicio è quello di continuare con la ricerca in laboratorio, e nello stesso tempo iniziare a mettere in pratica, su importanti casi reali, le conoscenze maturate ad oggi. Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è dunque pronto ad operare.  Tanto maggiore sarà il numero di informazioni che si riusciranno ad acquisire, tanto più accurati saranno i processi di correlazione che la rete neurale saprà implementare. Dunque man mano che crescerà l’esperienza sul campo, la tecnica non potrà che divenire sempre più affidabile e versatile».</td></tr></tbody></table></figure>
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