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	<title>consumi Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>consumi Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Pulizie di casa: in bolletta ci costano oltre 230 euro l’anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 06:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bolletta luce]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[mercato tutelato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A breve cambieranno le tariffe dell’energia elettrica nel mercato tutelato; in attesa di sapere come varieranno le bollette, Facile.it ha &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A breve cambieranno le tariffe dell’energia elettrica nel mercato tutelato; in attesa di sapere come varieranno le bollette, <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici per la <strong>pulizia di casa</strong> scoprendo che solo per lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro, aspirapolvere e scopa a vapore, arriviamo a spendere <strong>oltre 230 euro all’anno</strong>.</p>
<p>E con le <strong>grandi pulizie di primavera ormai alle porte</strong>, è bene sapere quali sono gli elettrodomestici che consumano di più e come risparmiare; ecco l’analisi di Facile.it.</p>
<p><strong>Lavatrice</strong></p>
<p>Il primo elettrodomestico finito sotto la lente di Facile.it è la <strong>lavatrice</strong>. Per l’analisi il comparatore ha preso in considerazione la tariffa dell’energia elettrica del mercato tutelato (aggiornata al primo trimestre 2024) pari a 0,25 euro al kWh*. Quanto ci costa in elettricità una lavatrice? Considerando un nuovo modello da<strong> 9kg in classe energetica E </strong>(nuova etichetta energetica), ogni lavaggio ci costa circa <strong>22 centesimi di euro</strong> in energia; può sembrare poco, ma se facciamo una lavatrice ogni due giorni spenderemo circa <strong>40 euro l’anno</strong>, ma se le lavatrici sono una al giorno, o più, allora dobbiamo mettere in conto di superare gli <strong>80 euro</strong>.</p>
<p>Due <strong>consigli</strong> fondamentali per <strong>risparmiare</strong>: il primo è di fare lavatrici <strong>solo a pieno carico</strong>, così da ottimizzare la spesa e ridurre il numero di lavaggi, il secondo è di <strong>evitare lavaggi a temperatura troppo elevata</strong> se non strettamente necessario. Infine, se avete una <strong>tariffa energetica bioraria</strong>, ricordatevi di attivare l’elettrodomestico solo durante le ore serali o nel weekend, altrimenti pagherete una tariffa più alta.</p>
<p><strong>Asciugatrice</strong></p>
<p>Il secondo elettrodomestico analizzato non poteva che essere <strong>l’asciugatrice</strong>. Guardando l’etichetta energetica si scopre che un modello in classe A++ da 9 Kg consuma circa <strong>1,6 kWh per ogni ciclo di asciugatura</strong>, valore che in bolletta si traduce in una spesa di circa 40 centesimi di euro. Questo significa che per far andare l’asciugatrice una volta ogni due giorni spenderemo quasi <strong>75 euro all’anno</strong> di energia elettrica, ma che diventano oltre 150 se la facciamo una volta al giorno.</p>
<p>Il consumo è elevato, quindi è bene adottare alcune buone pratiche; la prima è quella di <strong>centrifugare bene i capi in lavatrice</strong> prima di passarli all’asciugatrice, questo ci consentirà di ridurre i tempi di asciugatura e, di conseguenza, i costi. La seconda è di usarla a <strong>pieno carico, ma senza esagerare</strong>; troppi panni potrebbero ridurne l’efficienza e far salire la spesa.</p>
<p><strong>Ferro da stiro</strong></p>
<p>Ultimo passaggio per i nostri panni, prima di riporli nell’armadio, è la <strong>stiratura</strong>. Ma quanto ci costa in bolletta il ferro da stiro? L’elettrodomestico, va detto, è molto energivoro e, normalmente i consumi variano tra i <strong>1,8 e i 2,6 kWh</strong>. Esistono molti tipi di ferro (compatto, con caldaia, con generatore di vapore, ecc), pertanto il primo suggerimento è di <strong>scegliere quello più adatto alle esigenze</strong> della nostra famiglia. Un ferro da stiro con consumo pari a <strong>2,2 kWh ci costa in bolletta circa 60 centesimi di euro all’ora</strong>. Ecco quindi che, se dedichiamo 2 ore a settimana a questa attività, la spesa annuale sarà di circa <strong>58 euro</strong>, ma in caso di famiglia numerosa e più ore trascorse a stirare, il conto può salire velocemente.</p>
<p>Per risparmiare, il primo suggerimento è di utilizzare il ferro quando si hanno <strong>più indumenti da stirare</strong>; riscaldare l’acqua costa, meglio consumarla tutta. E ancora, è sconsigliabile lasciare il ferro attaccato più del necessario, sarebbe solo uno spreco di energia. Infine, <strong>attenzione alla manutenzione</strong> e, in particolare, alla formazione del calcare, che non solo potrebbe far aumentare i consumi, ma anche ridurre la qualità del risultato.</p>
<p><strong>Aspirapolvere</strong></p>
<p>L’<strong>aspirapolvere</strong> è un indispensabile alleato quotidiano per le pulizie di casa, ma quanto ci costa in elettricità? I modelli sul mercato sono diversi, così anche i consumi; un aspirapolvere a filo può consumare <strong>1 kWh, </strong>questo significa che per ogni ora di utilizzo spendiamo circa <strong>25 centesimi di euro</strong>. Un paio d’ore a settimana, per tutto l’anno, ci costerebbero quindi circa <strong>26 euro in bolletta</strong>.</p>
<p>Per risparmiare, il primo consiglio è di ridurre il tempo di utilizzo eliminando i momenti in cui lo lasciamo accesso senza usarlo, ma attenzione anche al <strong>continuo alternarsi di spegnimento e riaccensione</strong>; insomma, meglio spostare i mobili prima di iniziare a passare l’elettrodomestico. La funzione Turbo va usata solo se e quando serve (ad esempio per i tappeti, ma non per il pavimento o il parquet) e, naturalmente, <strong>occhio al filtro</strong>; se pulito consente un gran risparmio.</p>
<p><strong>Scopa a vapore</strong></p>
<p>Dopo aver aspirato il pavimento, cosa c’è di meglio di una <strong>scopa a vapore</strong> per rimuovere lo sporco e igienizzarlo a dovere? Anche per questo elettrodomestico esistono diverse versioni – con caldaia, con filo, senza filo ecc. – ma se prendiamo in considerazione un modello da 1.500 watt dobbiamo sapere che, per ogni ora di utilizzo, ci costerà circa 40 centesimi di euro. Per un anno di lavaggi con scopa a vapore, un paio d’ore a settimana, spendiamo <strong>circa 40 euro in energia elettrica</strong>.</p>
<p>Funzionando ad acqua, il rischio principale per questo elettrodomestico è che la formazione di <strong>calcare </strong>possa ridurne l’efficienza e, di conseguenza, far salire i consumi; il consiglio principale è di fare <strong>manutenzione regolare</strong> all’elettrodomestico e di <strong>utilizzare l’acqua più adatta</strong> secondo quanto riportato nel libretto di istruzioni.</p>
<p><em>* Tariffa mercato tutelato per una famiglia tipo con consumo 2.700 kWh</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587566/spese-di-casa-ecco-i-primi-aumenti-dopo-un-anno-di-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 06:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<category><![CDATA[spese di casa]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><a>Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e </a><a>il profilassi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far<strong> aumentare o diminuire alcuni cost</strong>i</a>? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a> ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.&nbsp; Ecco cosa è emerso.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai mutui</strong></p>



<p>In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un <strong>calo dei tassi dei mutui</strong>; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente <strong>inferiori rispetto </strong>a quelli rilevatiprima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’<strong>1,58%</strong> di gennaio 2020 all’<strong>1,2</strong><strong>4%</strong> di febbraio 2021.</p>



<p>Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il<strong> tasso fisso è tornato a crescere</strong>; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’<strong>1,35%</strong>, vale a dire l’<strong>8,9% in più</strong> rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.</p>



<p>Più stabile, invece, l’andamento del <strong>tasso variabile</strong>, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’<strong>1,08%</strong> rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad <strong>allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili</strong>, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.</p>



<p><strong>Cosa è successo all’RC auto</strong></p>



<p>Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una <strong>contrazione delle tariffe assicurative</strong>; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a <strong>464,09</strong> euro, era inferiore del <strong>13,5% </strong>rispetto a quello di febbraio 2020.</p>



<p>Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle <strong>tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza</strong>, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: <strong>+1,44%</strong>.</p>



<p><strong>Cosa è successo alle bollette di luce e gas</strong></p>



<p>Analizzando l’andamento delle tariffe <strong>luce e gas</strong> <strong>del mercato libero </strong>emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.</p>



<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la <strong>corrente elettrica</strong> di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a <strong>47,59 euro</strong> al mese, valore in <strong>aumento</strong> del <strong>5%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2020.</p>



<p>Se si guarda alla bolletta del <strong>gas</strong>, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a <strong>87,62 euro al mese</strong>, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.</p>



<p>Anche guardando l’andamento dei prezzi nel <strong>mercato tutelato emerge</strong> un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai prestiti personali</strong></p>



<p>Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di <strong>maggior cautela</strong> da parte delle società di credito, che si è tradotto in un <strong>aumento dei tassi di interesse</strong> e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.</p>



<p>Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal <strong>6,25%</strong> di gennaio 2020 al <strong>6,63%</strong> di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici <strong>sono tornati a scendere </strong>arrivando, a marzo 2021, a <strong>6,44%</strong>.</p>



<p><strong>Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa</strong></p>



<p>Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della <strong>mobile</strong> non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l<strong>’importo medio è stabile a circa 13 euro</strong> al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).&nbsp; Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.</p>



<p>Guardando alle tariffe relative al servizio di <strong>internet casa</strong>, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un <strong>aumento dei prezzi</strong> offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un <strong>rincaro del 5,3%</strong>. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai conti correnti</strong></p>



<p>Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it <strong>non sono stati rilevati cambiamenti </strong>significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.</p>



<p>Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti)&nbsp;e <strong>favorire i pagamenti con carta</strong> tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l&#8217;apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.</p>



<p>Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: <strong>pochi conti gratuiti</strong> con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.&nbsp; Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di d<strong>isincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità</strong>, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.</p>



<p><strong>Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi</strong></p>



<p><a>Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? </a>Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei <strong>mutui</strong>, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.</p>



<p>L’andamento delle tariffe <strong>RC auto</strong> è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.</p>



<p>Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di <strong>telefonia mobile e fissa </strong>offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.</p>



<p><em>* </em><em>&nbsp;RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></p>



<p><em>Mutui: media dei </em><em>Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021</em></p>



<p><em>Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.</em></p>



<p><em>Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.</em></p>



<p><em>Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.</em></p>



<p><em>Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.</em></p>
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		<item>
		<title>Da marzo nuove classificazioni energetiche per gli elettrodomestici, ma 30 milioni di italiani non lo sanno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86586481/da-marzo-nuove-classificazioni-energetiche-per-gli-elettrodomestici-ma-30-milioni-di-italiani-non-lo-sanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 12:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[etichette energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale ormai siamo abituati sarà sostituita da una &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86586481/da-marzo-nuove-classificazioni-energetiche-per-gli-elettrodomestici-ma-30-milioni-di-italiani-non-lo-sanno/">Da marzo nuove classificazioni energetiche per gli elettrodomestici, ma 30 milioni di italiani non lo sanno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale ormai siamo abituati sarà sostituita da una nuova scala di valori ma, secondo quanto emerso da un’indagine* commissionata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> agli istituti di ricerca <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>, il <strong>69,4% degli italiani non lo sa</strong>.</p>



<p>La percentuale è già di per sé sorprendente, ma il quadro generale diventa ancora più cupo se si traducono quei valori in numeri assoluti visto che, così facendo, il bacino dei consumatori italiani che dichiarano di <strong>non essere a conoscenza della novità</strong> risulta pari a <strong>più di 30 milioni di individui</strong>.</p>



<p><strong>Cosa cambia</strong></p>



<p>Quali sono le ragioni di questo cambiamento e, anche, che cosa cambia nello specifico? Il vecchio sistema di etichette è giudicato <strong>non più adatto </strong>a rappresentare le differenze tra gli elettrodomestici; ormai quasi tutti concentrati nelle classi migliori con conseguente confusione per i consumatori.</p>



<p>Le nuove etichette si baseranno sempre su una scala di valori che va da A (classe più efficiente) a G (la meno efficiente), con la differenza che scomparirà il simbolo “+” e, soprattutto, si <strong>irrigidiranno i criteri </strong>con cui verranno assegnate le lettere. Ad esempio, un elettrodomestico oggi classificato in classe A+++, con le nuove etichette verrà reinserito con tutta probabilità nella classe B se non addirittura C (fonte: Label 2020).</p>



<p>Può sembrare confusionario, ma niente paura! A partire <strong>dal primo marzo e fino al trenta novembre</strong> 2021 le nuove etichette verranno<strong> affiancate a quelle vecchie</strong>, così i consumatori potranno gradualmente abituarsi al sistema di classificazione. Solo dal primo dicembre 2021 le vecchie etichette scompariranno del tutto.</p>



<p><strong>L’etichetta guida la scelta di acquisto</strong></p>



<p>Va detto che nel corso di questi 23 anni (l’obbligo di apporre l’etichetta su ogni apparecchio è entrato in vigore nel 1998) gli italiani hanno imparato a usare molto bene l’attuale <strong>sistema di classificazione </strong>dei consumi degli elettrodomestici per<strong> indirizzare i propri acquisti</strong>; tanto è vero che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, alla domanda <em>“Quando acquista un elettrodomestico, quanto incide la classe energetica sulla sua decisione?” </em><strong>ben il 95% dichiara che questa sia un’informazione importante</strong> ed è addirittura esplicitamente descritta come <em>molto</em> importante dal 55,9% del campione.</p>



<p><strong>P</strong><strong>erché sì e perché no</strong></p>



<p>L’indagine condotta per Facile.it ha approfondito anche le ragioni per le quali i consumatori valutano molto importante (o, al contrario, poco o per nulla utile) considerare la classe energetica dell’elettrodomestico prima di acquistarlo.</p>



<p>Fra chi dà grande importanza alla classificazione le ragioni principali sono risultate essere il <strong>risparmio</strong> &#8211; sia esso economico (63% del campione) o energetico (32%) &#8211; e la convinzione che basarsi sulla classificazione energetica per compiere l’acquisto sia in qualche modo utile a <strong>salvaguardare l’ambiente</strong> (25%).</p>



<p>Per gli oltre 1.100.000 italiani che <strong>non considerano utile la classificazione</strong>, invece, i motivi dichiarati sono la volontà di spendere meno per lo specifico acquisto o, anche, l’ammissione di non capire realmente fino in fondo quale sia il significato della classificazione riportata nell’etichetta.</p>



<p><strong>Quanto incidono gli elettrodomestici sulla bolletta</strong></p>



<p>L&#8217;attenzione degli italiani verso le etichette energetiche è comprensibile se si considera che il consumo degli elettrodomestici incide moltissimo sulla spesa elettrica; basti pensare che il frigorifero, da solo, <strong>arriva a pesare tra il 10-15% della bolletta totale</strong> annua di una famiglia media.</p>



<p><em>«Scegliere un elettrodomestico efficiente è un passo fondamentale per ridurre la bolletta energetica, ma se non si vuole vanificare il risparmio è bene fare attenzione ad altri due elementi»,</em><strong> spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, </strong><em>«in primis la scelta del fornitore in grado di offrirci la tariffa più adatta alle nostre esigenze e, in secondo luogo, l’uso corretto degli elettrodomestici stessi per ridurre al contempo consumi e sprechi».</em></p>



<p>Scegliere un elettrodomestico con bassi consumi è in effetti un ottimo modo per risparmiare e a volte, per alleggerire la bolletta è sufficiente cambiare i dispositivi più datati; conti alla mano, ad esempio, già oggi basta sostituire il vecchio condizionatore in classe B con uno nuovo in classe A+++ per risparmiare fino a 90 euro all’anno.</p>



<p><em>*Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
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		<title>Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Cagliari e cosa è cambiato rispetto al periodo pre-Covid</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86583295/facile-it-ecco-quanto-spendono-le-famiglie-a-cagliari-e-cosa-e-cambiato-rispetto-al-periodo-pre-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 07:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<category><![CDATA[Rc moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto costa vivere a Cagliari e provincia, quanto spendono le famiglie per i conti di casa e come sono cambiate &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanto costa vivere a Cagliari e provincia,
quanto spendono le famiglie per i conti di casa e <strong>come sono cambiate le
spese</strong> <strong>domestiche</strong> dopo i mesi di lock down causa <strong>Covid</strong>? In
occasione dell’apertura dellanuova sede nella città metropolitana di
Cagliari e del primo Facile.it Store in Sardegna, <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha analizzato nel
dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare
mutui, prestiti, RC auto e moto, internet casa ed energia elettrica. Ecco cosa
è emerso.</p>



<p><strong>Assicurazioni auto e moto</strong></p>



<p>I primi costi presi in considerazione dal
comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le <strong>coperture RC
auto e moto</strong>*. Guardando l’andamento delle tariffe delle assicurazioni auto
emerge che a partire da aprile, causa lock down, le tariffe sono crollate in
tutta Italia, e anche nell’Isola, per poi tornare a salire gradualmente da
maggio in poi. La buona notizia è che il trend di crescita, quantomeno a Cagliari,
non si è completato e oggi assicurare un’auto costa ancora meno rispetto allo
scorso anno: secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a settembre 2020 per
assicurare un veicolo a quattro ruote in <strong>provincia di Cagliari</strong> occorrevano,
in media, <strong>462,49 euro</strong>, vale a dire il <strong>4,67% in meno </strong>rispetto allo
stesso mese del 2019. Una doppia fortuna per i cagliaritani se si considera che
spendono l<strong>’8,5% in meno</strong> rispetto alla media nazionale.</p>



<p>Prendendo in considerazione le <strong>garanzie
accessorie</strong>, la più scelta nel mese di settembre dai cagliaritani è stata l’<strong>Assistenza
Stradale</strong>, richiesta dal&nbsp;<strong>43,2%</strong>&nbsp;degli utenti che hanno
aggiunto all’RC auto una copertura accessoria. La percentuale, superiore alla
media nazionale (41,6%), è legata anche alle caratteristiche dei veicoli in
circolazione nella provincia, che vantano un’anzianità media di&nbsp;<strong>10,80
anni</strong>, valore leggermente<strong> più alto rispetto a quello nazionale </strong>(10,61).Seguono tra le garanzie accessorie più scelte la <strong>Infortuni Conducente</strong>
(20,33%) e la <strong>Furto e Incendio</strong> (12,3%). </p>



<p>Notizie positive arrivano anche sul fronte
dell’<strong>RC moto</strong>: a settembre 2020, per assicurare una due ruote a <strong>Cagliari
e provincia</strong> servivano, in media, <strong>274,93 euro</strong>, valore in netto <strong>calo</strong>
rispetto allo stesso mese dello scorso anno (<strong>-35,84%</strong>) e di gran lunga inferiore
alla media nazionale (<strong>371,46 euro</strong>). </p>



<p><strong>Energia elettrica </strong></p>



<p>Tra le voci di spesa che incidono
maggiormente sulle tasche dei cagliaritani ci sono quelle legate all’energia
elettrica. Prendendo in considerazione il consumo medio annuo di una famiglia
residente in provincia di Cagliari, la spesa&nbsp;media mensile rilevata nei
primi 9 mesi del 2020, sotto regime tutelato, è stata pari a circa&nbsp;<strong>41,34&nbsp;euro</strong>,&nbsp;il<strong>
7%</strong> in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La diminuzione
dei costi è dovuta principalmente al calo del prezzo delle materie prime che,
durante i mesi di lock down, ha raggiunto livelli minimi. E niente paura se <strong>le
tariffe del mercato tutelato da ottobre 2020 sono salite addirittura del 15,6%:</strong>
il risparmio conseguito nei primi mesi dell’anno è sufficiente a compensare i
rincari e, a parità di consumi, il saldo finale, pari a <strong>497</strong> euro, sarà
comunque inferiore rispetto al 2019, con un <strong>risparmio complessivo di circa
40 euro a famiglia.</strong></p>



<p>Una buona notizia per le tasche dei cittadini,
soprattutto se si considera che <strong>i consumi </strong>(e le bollette della luce)<strong> dei&nbsp;cagliaritani
risultano essere tra i più alti del Paese</strong>; a parità di tariffa, una
famiglia residente a Cagliari e provincia spende il 15% in più rispetto alla
media italiana.</p>



<p><strong>Telefonia</strong></p>



<p>Guardando ai costi legati alla <strong>telefonia fissa</strong> (voce e ADSL) e <strong>mobile,
non ci sono grosse variazioni rispetto a quelli rilevati pre-Covid. </strong>Sul
fronte delle tariffe di <strong>Internet Casa</strong>, la spesa media mensile sostenuta
dalle famiglie cagliaritane che hanno attivato un contratto nel 2020 è stata
pari a <strong>28,60 euro</strong>, per un totale annuo pari a <strong>343 euro</strong>,
valore in linea con quello rilevato nel 2019. </p>



<p>Tariffe
stabili anche rispetto alla <strong>telefonia mobile; </strong>la spesa media mensile per
chi ha sottoscritto un contratto nel 2020 è pari a 13 euro, per un costo
complessivo di <strong>156 euro l’anno</strong>. Anche in questo caso, i prezzi sono
rimasti invariati rispetto a quelli rilevati prima della pandemia. </p>



<p><strong>Mutui
casa</strong></p>



<p>Analizzando le <strong>richieste di mutuo</strong>
presentate dai cagliaritani emerge che, nonostante lo stop di alcune settimane
durante il lock down, la voglia di acquistare casa non sia passata: da gennaio
a settembre gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di <strong>Cagliari </strong>hanno
chiesto, mediamente, <strong>122.674 euro</strong>, valore in linea rispetto
a quanto rilevato nel 2019.</p>



<p>Guardando all’identikit del richiedente cagliaritano
emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della
firma, <strong>44 anni</strong> e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari
al <strong>61% del valore dell’immobile</strong>,da restituire in <strong>22 anni</strong>.</p>



<p>Dati
interessanti emergono analizzando la <strong>tipologia di tasso</strong> scelto: il <strong>96%</strong> dei richiedenti residenti nella provincia di Cagliari ha optato per quello <strong>fisso</strong>,valore in aumento rispetto allo scorso anno (88%), mentre cala al <strong>4%</strong> la quota di chi ha chiesto un <strong>tasso variabile</strong>.</p>



<p>Buone notizie
arrivano dall’analisi dei <strong>tassi di interesse</strong>; gli indici sono scesi
durante i mesi del lock down ed oggi risultano essere addirittura più bassi
rispetto a quelli rilevati a inizio anno, prima dell’esplosione della pandemia.
Secondo le simulazioni di Facile.it, per un mutuo al 70% da 126.000 euro da
restituire in 25 anni, i migliori <strong>tassi fissi</strong> (TAEG) rilevati a
settembre 2020 variano nel range 0,93% &#8211; 1,06%, con una rata compresa tra 463 e
468 euro, mentre a gennaio 2020, per lo stesso finanziamento, i valori oscillavano
nel range 1,23% &#8211; 1,34%, con una rata tra i 479 e i 486 euro. Conti alla mano,
sottoscrivere oggi questa tipologia di mutuo costa circa <strong>6.000 euro in meno</strong>
rispetto a inizio anno. </p>



<p>Più stabile
la situazione legata ai <strong>tassi variabili</strong>, che sono rimasti sostanzialmente
fissi su livelli minimi; per un mutuo con le stesse caratteristiche, i migliori
variabili rilevati a settembre variano nel range 0,72% &#8211; 0,94%, con una rata
compresa tra 451 e 462 euro, in linea con inizio anno.</p>



<p>Il calo dei
tassi di interesse ha determinato <strong>l’aumento del peso percentuale delle
surroghe</strong>; tra gennaio e settembre, <strong>quasi 1 richiesta su 3</strong> (32%)
raccolta a Cagliari è stata destinata alla <strong>surroga</strong>, valore in netta crescita
rispetto allo scorso anno quando la percentuale era pari al 17%. </p>



<p><strong>Prestiti
personali </strong></p>



<p>Ultimo elemento monitorato nell’indagine è
stato il ricorso al <strong>credito al consumo</strong>. Esaminando le domande di <strong>prestito
personale</strong>* presentate tramite
Facile.it e Prestiti.it è emerso che, tra gennaio e agosto 2020, l’<strong>importo
medio richiesto </strong>in provincia di Cagliari è stato pari a <a><strong>12.305 euro</strong></a>, valore in linea con quanto rilevato
nello stesso periodo del 2019, da restituire in <strong>62</strong> rate (pari a poco più
di 5 anni). Stabile anche l’età media dei richiedenti (41 anni).</p>



<p>Se gli importi richiesti alle società di
credito pre e post Covid sono rimasti stabili, guardando alle domande di
finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emergono
differenze significative sulle <strong>ragioni per le quali i cagliaritani hanno
chiesto un prestito</strong>. Nel 2020 la prima motivazione che ha spinto i cagliaritani
a rivolgersi ad una società di credito è stata l’<strong>ottenimento di liquidità</strong>,
voce che è passata dal 21,7% del totale del 2019 al 25,7%; calano invece i
prestiti personali per <strong>l’acquisto di auto usate</strong> (dal 21,3% al 19,2%) e
quelli per la <strong>ristrutturazione della casa</strong> (dal 19,6% al 17,4%).</p>



<p>Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli <strong>uomini</strong>, con una percentuale pari al <strong>70,7%</strong>, contro il <strong>29,3%</strong> del <strong>campione femminile</strong>. </p>



<p>(*) </p>



<p>Per i premi RC: l’osservatorio
calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli
ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 87.700 preventivi RC
auto e oltre 8.000 preventivi moto effettuati a Cagliari e provincia
su Facile.it dai suoi utenti tra settembre 2019 e settembre 2020 e&nbsp;i
relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi
forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina:
<a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate">https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</a>.</p>



<p>Per i valori sui mutui,
è stato analizzato un campione di oltre 1.700 richieste di mutuo presentate nel
periodo gennaio-settembre 2019 e 2020 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da
utenti residenti in provincia di Cagliari.</p>



<p>Per i valori sul credito al consumo è
stato analizzato un campione di oltre 4.500 richieste di prestito personale presentate
nel periodo gennaio-agosto 2019 e 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it
da utenti residenti in provincia di Cagliari.</p>



<p>Per il calcolo della bolletta
elettrica è stata considerata una famiglia media residente a Cagliari con un
consumo annuo di 2.517 KWh, calcolato dall’analisi di 20.000 contratti di fornitura,
considerando una tariffa monoraria nel mercato tutelato, potenza 3kW. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consumi: 8,6 milioni di italiani hanno riscoperto i negozi sotto casa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579542/consumi-86-milioni-di-italiani-hanno-riscoperto-i-negozi-sotto-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 11:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=79542</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il lockdown ha costretto milioni di italiani a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86579542/consumi-86-milioni-di-italiani-hanno-riscoperto-i-negozi-sotto-casa/">Consumi: 8,6 milioni di italiani hanno riscoperto i negozi sotto casa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <em>lockdown</em> ha costretto milioni di italiani
a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non solo di
consumo ma anche di acquisto, tanto che sono più di <strong>8,6 milioni</strong> i nostri
connazionali che hanno <strong>riscoperto i piccoli negozi sotto casa</strong>; questa
una delle evidenza emerse dall’indagine che <a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a>
ha commissionato all’istituto di ricerca <em>mUp Research</em> in collaborazione
con <em>Norstat</em>*. Ecco l’analisi nel
dettaglio.</p>



<p><strong>Negozi di quartiere vs grandi
supermercati</strong></p>



<p>Come anticipato, il <strong>19,7%</strong>
degli italiani, corrispondenti a 8.655.000 individui, ha modificato le proprie abitudini
di acquisto, riscoprendo i <strong>piccoli negozi di quartiere</strong>, preferendoli alle
grandi catene; a scegliere i market sotto casa anziché spostarsi verso centri
commerciali o grandi supermercati sono stati soprattutto <strong>i residenti nei
grandi comuni</strong> (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti),
i rispondenti del <strong>Sud e delle Isole</strong> (<strong>24%</strong>) e quelli con età compresa
tra i 55 e i 64 anni (<strong>24,3%</strong>).</p>



<p>Nello specifico, quasi <strong>1
rispondente su 5</strong> (18,3%), pari a più di 8 milioni di individui, ha cercato <strong>di
sostenere i negozi del proprio quartiere attraverso le consegne a domicilio</strong>,
percentuale che sale al 24% fra i rispondenti con età superiore ai 54 anni,
cioè una fetta della popolazione corrispondente a poco meno di 3.150.000
individui.</p>



<p><strong>Boom di donazioni e
volontariato</strong></p>



<p><a>L’indagine
ha messo poi in evidenza come gli italiani si siano dedicati a sostenere chi era
in difficoltà e lo abbiano fatto in molti modi diversi. Tra le attività cui gli
italiani si sono dedicati maggiormente per aiutare le persone in difficoltà ci sono
proprio <strong>libere donazioni e volontariato</strong>; il <strong>17%</strong> dei nostri
connazionali (7.450.000 individui circa) ha <strong>contribuito economicamente a
raccolte fondi</strong> promosse da enti pubblici o soggetti privati. Ad averlo
fatto sono soprattutto i giovani appartenenti alla fascia d’età 18-24 anni (21,3%)
e le donne (18,8% vs 15% fra gli uomini). &nbsp;</a></p>



<p>Le donazioni, tuttavia, non
sono state solo economiche, ma anche di <strong>beni di prima necessità</strong> dati
direttamente a persone in difficoltà. Hanno scelto questa via il <strong>13,6%</strong>
degli intervistati, pari a 5.945.000 individui, percentuale che sale al 19,1%
fra i rispondenti con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, fino a raggiungere
il 20,2% nel Sud e nelle Isole.</p>



<p>Secondo l’indagine, poi, il <strong>14,8%</strong>
degli italiani (6.500.000 persone) si è offerto di <strong>fare personalmente la
spesa</strong> al posto di anziani, di chi si trovava in situazione di bisogno o,
anche, non poteva uscire di casa; ad averlo fatto sono state soprattutto le
donne (17,9% vs 11,6% fra gli uomini) e i rispondenti appartenenti alla fascia
di età 45-54 anni (18,3%).</p>



<p>Bello notare come l’emergenza
Coronavirus abbia dato nuova linfa anche al <strong>volontariato</strong>; sono quasi 1,4 milioni (3,2%) gli
italiani che hanno cominciato a farlo presso enti o associazioni impegnate
nell’emergenza, valore che raggiunge il <strong>5,2% </strong>fra i rispondenti con un’età
compresa tra i 45 e i 54 anni.</p>



<p>Altrettanto bello vedere
come ci sia, poi, un modo tutto nuovo di aiutare; il <strong>10,5%</strong> dei
rispondenti, dato equivalente a più di 4,6 milioni di individui, ha dichiarato
di aver contribuito a rendere più leggera la situazione <strong>mettendo
gratuitamente a disposizione</strong> del prossimo le <strong>proprie competenze
personali o professionali</strong>. In particolare, sono i <strong>liberi professionisti</strong>
ad essersi dati da fare: il <strong>16,4%</strong> di costoro ha offerto le proprie
competenze, anche se a distanza; c’è chi ha fatto ripetizioni via chat per
aiutare i ragazzi che si sono trovati a gestire da soli necessità scolastiche;
idraulici che hanno guidato via web persone che nemmeno avevano mai visto per
aiutarli a riparare rubinetti che gocciolavano o elettricisti che, attraverso
una videochiamata, sono riusciti a risolvere piccoli e grandi problemi che si
sono verificati nelle case di vicini o….lontani.</p>



<p><em>* Metodologia: n. 1.504 interviste CAWI ad un
campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni,
sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta ad Aprile 2020.</em></p>
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		<item>
		<title>Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Treviso</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86571773/facile-it-ecco-quanto-spendono-le-famiglie-a-treviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 06:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it store]]></category>
		<category><![CDATA[Store]]></category>
		<category><![CDATA[Treviso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=71773</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto costa vivere a Treviso e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86571773/facile-it-ecco-quanto-spendono-le-famiglie-a-treviso/">Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Treviso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanto costa vivere a Treviso e provincia e quanto spendono le
famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo <strong>Facile.it Store</strong> nella città di <strong>Treviso</strong> (<a href="https://www.facile.it/store/treviso.html">https://www.facile.it/store/treviso.html</a>)
<strong>la
web company</strong> ha analizzato
nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare
mutui, prestiti, RC auto e moto, luce e gas. Ecco cosa è emerso.</p>



<p><strong>Assicurazioni
auto e moto</strong></p>



<p>I primi costi
finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture
<strong>RC auto</strong> e <strong>moto*</strong>. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2019 il premio medio RC auto nella
<strong>città di Treviso</strong> era pari a <strong>521,00
euro</strong>, valore in <strong>calo del 4%</strong>
rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tariffe ancor più basse se si
prende in considerazione l’intera <strong>provincia
di Treviso</strong>; il premio medio rilevato ad agosto 2019, in questo caso, era
pari a <strong>460,11 euro</strong>, il<strong> 3,5%</strong> in meno rispetto a dodici mesi fa. Numeri
alla mano, per assicurare un veicolo nella provincia trevigiana occorre il <strong>18%
in meno rispetto alla media italiana</strong>.</p>



<p>Buone notizie arrivano anche dal fronte
dell’<strong>RC moto; </strong>negli ultimi dodici
mesi le tariffe sono calate e, ad agosto 2019, per assicurare una due ruote a Treviso
e provincia servivano, in media, <strong>333,16 euro</strong>, vale a dire il <strong>12,8% in meno rispetto allo stesso mese dello
scorso anno</strong>.</p>



<p><strong>Energia
e gas </strong></p>



<p>Tra le voci di spesa che incidono
maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla <strong>luce</strong>
e al <strong>gas</strong>. Per quanto riguarda i <strong>consumi energetici</strong>, prendendo in
considerazione il consumo medio annuo di una famiglia residente a Treviso e
provincia (2.134 kWh), la spesa mensile rilevata
nei primi 8 mesi del 2019 è stata pari a circa <strong>38,35 euro</strong>; se le
tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle
bollette energetiche risulterà pari a circa <strong>460,17</strong><strong> euro</strong>, valore in linea con quanto speso nel
2018.</p>



<p>Dall’analisi della bolletta del <strong>gas</strong>, considerando i consumi medi
annuali di una famiglia trevigiana (980 smc), emerge che la spesa media mensile nei primi 8 mesi dell’anno è stata pari a <strong>66,03 euro</strong>; in questo caso, in assenza
di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà
pari a <strong>792,41
euro</strong>, ovvero il <strong>5,78% in meno
rispetto allo scorso anno</strong>.</p>



<p><strong>Mutui
casa</strong></p>



<p>Altra voce di spesa finita sotto la lente
di Facile.it è quella relativa al <strong>mutuo</strong>.
Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite
Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 6 mesi del 2019, gli aspiranti
mutuatari residenti in provincia di Treviso hanno <strong>chiesto, mediamente, 122.054,56</strong> <strong>euro</strong>, importo in <strong>calo del
10%</strong> rispetto al primo semestre 2018, da restituire in poco meno di 22 anni.
</p>



<p>Analizzando l’identikit del richiedente
trevigiano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva,
all’atto della firma, circa <strong>40 anni</strong>
e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al <strong>69% del valore
dell’immobile da acquistare.</strong></p>



<p>Dati interessanti
emergono analizzando la tipologia di tasso scelto; <strong>l’82%</strong> dei richiedenti trevigiani ha optato per quello <strong>fisso </strong>mentre
solo il <strong>17%</strong> ha cercato di ottenere
il <strong>variabile</strong>. Limitando
l’analisi ai soli <strong>mutui per l’acquisto
della prima casa</strong>, l’importo medio richiesto sale a <strong>124.223,55 euro</strong> da restituire in <strong>23 anni e mezzo</strong>; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 38&nbsp;anni.</p>



<p><strong>Prestiti
personali </strong></p>



<p>Altro elementomonitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando
le domande di <strong>prestito personale</strong>* presentate
tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del primo semestre 2019,
<strong>l’importo medio richiesto </strong>in
provincia di Treviso è stato pari a <strong>13.170
euro</strong>, valore in linea con
quanto rilevato durante i primi sei mesi del 2018; sostanzialmente stabile
anche la lunghezza dei piani di ammortamento richiesti, passata da 64 a <strong>65</strong> rate (pari a poco più di 5 anni). </p>



<p>Guardando alle domande di finanziamento
per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima
ragione che ha spinto i trevigiani a rivolgersi ad una società di credito è
stata <strong>l’acquisto di un’auto usata</strong> (28% delle richieste), seguita dalla <strong>ristrutturazione
della casa</strong> (16%) e dal <strong>consolidamento debiti</strong> (16%).</p>



<p><strong>Facile.it
apre il suo primo store in Veneto</strong></p>



<p>Dopo il successo dei negozi aperti a
Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia,
Piacenza, Savona e Udine il comparatore leader nel confronto di prodotti di
finanza personale e utenze domestiche apre il suo <strong>primo store in Veneto</strong>,
nel <strong>cuore della città di Treviso</strong> (Corso
del Popolo, 33). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti
dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione
delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze
domestiche.</p>



<p><em>«Continua
il nostro percorso di espansione territoriale e, per l’apertura del primo store
in Veneto, abbiamo scelto la città di Treviso; i trevigiani sono molto attenti
al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre
le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese»,
</em>ha spiegato <strong>Mauro Giacobbe</strong>, Amministratore delegato
di Facile.it. <em>«Obiettivo dei Facile.it
Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di
risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di
comparazione online». </em><strong><br>
</strong></p>



<p>.</p>
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