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	<title>carte elettroniche Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>carte elettroniche Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Carte elettroniche: oltre 2,9 milioni di italiani vittime di truffa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 07:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[carta di credito]]></category>
		<category><![CDATA[carte elettroniche]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal doppio passaggio della carta sul POS, all’email di phishing che cerca di sottrarre informazioni sensibili di bancomat e carte &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal doppio passaggio della carta sul POS, all’email di phishing che cerca di sottrarre informazioni sensibili di bancomat e carte di credito; queste sono solo alcune delle <strong>truffe più comuni quando si utilizzano gli strumenti di pagamento elettronici</strong>. Il fenomeno delle frodi in questo ambito è così ampio che, nel corso dello scorso anno, sono stati oltre <strong>2,9 milioni gli italiani vittime di truffa</strong> per un <strong>danno economico totale</strong> stimato in più di <strong>880 milioni di euro</strong>; sono alcuni dei dati emersi dall’indagine* commissionata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> a <em>mUp Research</em> e <em>Norstat.</em></p>
<p>Ma quali sono gli <strong>strumenti più utilizzati</strong> dai malfattori? Quali le <strong>fasce di popolazione più colpite</strong>? E <strong>cosa fanno i truffati </strong>dopo essere caduti in trappola?</p>
<p><strong>Truffe carte elettroniche: i canali più utilizzati</strong></p>
<p>Secondo l’indagine, tra i canali più usati al primo posto ci sono le <strong>false email </strong>(38,1% dei casi) e, al secondo, gli <strong>SMS</strong> (28,4%). In quasi <strong>1 caso su 5</strong> (19,4%) come cavallo di Troia è stato utilizzato un <strong>finto sito web</strong>, mentre nel 18,7% dei casi un <strong>finto call center</strong>.</p>
<p>Non mancano però i metodi di comunicazione più moderni; si va dalle <strong>app di messaggistica istantanea</strong> (14,9%) fino ai <strong>social network</strong> (13,4%).</p>
<p><strong>Identikit dei truffati</strong></p>
<p>Chi sono le <strong>vittime predilette dai malfattori</strong>? Dall’indagine è emerso, contrariamente a quanto si possa pensare, come a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode nell’ambito delle carte elettroniche non siano gli anziani, bensì i <strong>consumatori più giovani</strong>. A fronte di una media nazionale del 6,8%, la percentuale raggiunge l’<strong>8,5%</strong> nella fascia <strong>25 &#8211; 34</strong> anni e arriva addirittura al <strong>14,1% tra i 18-24enni</strong>.</p>
<p>Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode; i più colpiti sono risultati essere i rispondenti con un <strong>titolo di studio universitario</strong>, con un’incidenza pari a più del doppio rispetto alle media.</p>
<p>Suddividendo il campione su base geografica, infine, si scopre che l’area più colpita da truffe o tentativi di frode ai danni dei consumatori è il <strong>Nord Est</strong> (7,9%).</p>
<p><strong>Più di 1 su 4 non denuncia</strong></p>
<p>Come si comportano le vittime dopo essere state adescate dai truffatori? <strong>Più di 1 su 4</strong> (26,1%), purtroppo, sceglie di <strong>non denunciare l’accaduto</strong>. Le ragioni dietro questo comportamento sono in alcuni casi <strong>economiche</strong>, in altri <strong>psicologiche</strong>.</p>
<p>Il <strong>34,3%</strong> delle vittime ha dichiarato di aver scelto di non sporgere denuncia alle autorità poiché <em>il danno economico era basso</em>, mentre il <strong>22,9%</strong> perché era certo che <em>non avrebbe recuperato quanto perso</em>.</p>
<p>Il <strong>20%</strong>, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché <em>si sentiva ingenuo ad essere caduto nella trappola</em>, il <strong>14,3%</strong> perché <em>non voleva che i familiari venissero a conoscenza dell’accaduto</em>.</p>
<p><em>* Indagine mUp Research &#8211; Norstat svolta tra il 18 dicembre 2024 ed il 3 gennaio 2025 attraverso la somministrazione di n.1.878 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.</em></p>
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		<title>Covid e banconote: 9 milioni non le useranno più per paura del contagio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86583436/covid-e-banconote-9-milioni-non-le-useranno-piu-per-paura-del-contagio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 07:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banconote]]></category>
		<category><![CDATA[carte elettroniche]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[contanti]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che, intervistati per Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Acqua, hanno dichiarato che non &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che,
intervistati per <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>
dall’istituto di ricerca <strong>EMG Acqua</strong>, hanno dichiarato che <strong>non
useranno più monete e banconote</strong> per <strong>paura </strong>che
queste possano trasmettere il virus del Covid. </p>



<p>Il dato arriva da un’indagine condotta, a metà
ottobre 2020, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta
con età pari o superiore a 18 anni.</p>



<p>Se, a livello nazionale, la percentuale di chi
ha dichiarato di abbandonare il contante per paura del contagio è pari al <strong>19%</strong>, guardando
più da vicino i dati emerge che ad essere più propensi a questa scelta sono gli
<strong>uomini</strong> (21% rispetto al 17% rilevato nel campione femminile) e i residenti
nelle aree <strong>Nord-Ovest
</strong>(24%).</p>



<p><strong>Gli italiani e il contante</strong></p>



<p>Scorrendo i dati emersi dall’analisi, che si è
concentrata anche sul come gli italiani si rapportino alle piccole spese
quotidiane, si scopre che ad oggi, per questo genere di pagamenti, il 64% dei nostri
connazionali <strong>usa in via
esclusiva o preferenziale il denaro contante</strong>,
ma alla luce di alcuni provvedimenti del Governo, primi fra tutti cashback e
lotteria degli scontrini, qualcosa sembra pronto a cambiare.</p>



<p>Il 59,4% del campione intervistato ha dichiarato
che, visti questi incentivi, da ora in avanti userà maggiormente <strong>carte di credito</strong>, <strong>bancomat</strong> e <strong>prepagate</strong>. A far loro da contraltare, però, un 20,4% di rispondenti (addirittura
26,1% nei centri abitati con oltre 100.000 residenti) che non ha alcuna intenzione
di rinunciare a monete e banconote se la spesa è di piccolo taglio.</p>



<p><strong>Zero commissioni, la parola ai
clienti</strong></p>



<p>Un altro provvedimento sul quale l’indagine condotta per Facile.it da
EMG Acqua ha voluto indagare è l’opinione che i consumatori italiani hanno <strong>sull’abolizione delle commissioni a carico degli
esercenti</strong> per importi inferiori a 5 euro pagati con
moneta elettronica.</p>



<p>Se come prevedibile la stragrande maggioranza degli intervistati (89,6%
del campione) è favorevole all’eliminazione, quello che colpisce sono le <strong>motivazioni</strong>
per cui danno questa risposta.</p>



<p>Quasi 1 su 3 (31,3%) afferma di essere favorevole perché ritiene questo
possa fare emergere una buona parte di <strong>evasione fiscale</strong>. Appena meno (29,6%)
sono quelli che si dicono favorevoli perché, sostengono, questo provvedimento
avrebbe come effetto quello che gli esercenti non avrebbero <strong>più scuse per non accettare pagamenti con
carte elettroniche</strong> anche per piccoli
importi.</p>



<p>Addirittura più di un rispondente su quattro (26,2%, pari a 12.492.268
individui) ha invece dichiarato che è favorevole al provvedimento perché ciò
consentirebbe di limitare l’uso del denaro contante e, così, potrebbe aiutare a
<strong>contenere la diffusione del Covid</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>



<p>Ci sono poi piccoli gruppi contrari al provvedimento (6,6% del campione),
che non hanno un’opinione specifica in merito (3,8%) o che sono favorevoli, ma per
ragioni diverse (2,5%).</p>



<p><strong>Siamo davvero pronti per dire addio al
contante?</strong></p>



<p>Siamo quindi un popolo finalmente pronto a
fare il <strong>passaggio definitivo verso
la moneta elettronica</strong>? In realtà non sembra. Se
come detto, ad oggi, sempre secondo le dichiarazioni rilasciate nel corso dell’indagine,
per le piccole spese il 64% degli italiani usa in via esclusiva o preferenziale
il contante, nello specifico più di un italiano su quattro (27,1% degli intervistati)
oggi usa <strong>solo ed esclusivamente
denaro</strong> contante, mentre Il 36,9% preferisce usare il
contante e ricorre alla carta unicamente se si trova a non avere in tasca
monete o banconote.</p>



<p>C’è poi quella che potremmo definire l’altra metà
del cielo dei pagamenti, ovvero chi usa <strong>prevalentemente la carta elettronica</strong>
e ricorre al denaro contante solo se il commerciante non accetta pagamenti
elettronici (29,4%) e chi, addirittura, usa esclusivamente la carta elettronica
e se il commerciante non accetta bancomat o carte di credito <strong>prende la porta e cambia negozio </strong>(6,6% del campione intervistato).</p>



<p><strong>Perché non vogliamo dire addio al
contante</strong></p>



<p>Quali sono le ragioni per le quali, nonostante
incentivi e provvedimenti che si sono succeduti negli anni, molti non vogliono
ancora dire addio al contante? Fra gli <strong>oltre 16 milioni</strong> che, in toto o in
parte, <strong>non sono disposti a rinunciare
a monete e banconote</strong>, le ragioni più frequenti
di questa scelta sono il fatto che il contante sia percepito come <strong>più comodo</strong>
rispetto alle carte elettroniche (18%), la <strong>difficoltà a controllare le proprie spese</strong> personali (17,2%) o la <strong>paura di
furti e clonazioni</strong> (16,8%).</p>



<p>Da evidenziare anche che il 4% dei rispondenti
(circa 675.000 individui) non vuole dire addio al contante per <strong>paura di essere controllato</strong>; da banche, governo o chissà chi altro.<br><strong><em><br>
</em></strong><br></p>



<p><em>*Nota metodologica: indagine </em><em>condotta da </em><em>EMG Acqua</em><em> su un campione (1000 rispondenti) rappresentativo
della popolazione italiana con età pari o maggiore a 18 anni e rappresentativa per
sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta
delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il
sondaggio: ottobre 2020.</em></p>
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