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	<title>cambio fornitore Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>cambio fornitore Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Bollette: quali i vantaggi economici dello switch in 24 ore?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 05:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[cambio fornitore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro la fine del 2026 il cambio fornitore luce e gas dovrà avvenire in 24 ore; l’Autorità sta lavorando alla &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Entro la fine del 2026 il <strong>cambio fornitore</strong> luce e gas dovrà avvenire in <strong>24 ore</strong>; l’Autorità sta lavorando alla nuova norma e, al netto di rinvii, dal prossimo anno il settore energetico recepirà una novità che potrebbe </em>rivoluzionare le abitudini di consumo e le dinamiche competitive del mercato. <em>Quale il possibile <strong>impatto sulle bollette italiane</strong>? Sebbene sia difficile fare previsioni, <strong><a href="http://www.facile.it/">Facile.it</a> </strong>ha formulato alcune ipotesi partendo da ciò che è successo nel mercato della telefonia mobile quando, nel 2012, a seguito dell’introduzione dello switch in 24 ore, </em>il prezzo €/chiamata è <strong>crollato del 35% <em>in soli dodici mesi</em></strong><em>. </em></p>
<p><em>«</em><em>Difficile immaginare un beneficio analogo</em><em>»</em><em>, spiegano gli esperti di Facile.it </em><em>«</em><em>il mercato dell’energia ha caratteristiche completamente diverse da quello della telefonia e l’impatto sulle bollette sarà sicuramente inferiore e potrebbe attestarsi, nella migliore delle ipotesi, ad una riduzione delle bollette compresa tra il 10% e il 15%.</em><em>».</em></p>
<p>Se così fosse, si tratterebbe di un beneficio comunque non trascurabile e quantificabile in un <strong>risparmio</strong> che, per una famiglia tipo*, potrebbe arrivare fino a <strong>230 euro l’anno tra bollette luce e gas</strong>.</p>
<p><em>«Di contro»</em> – continuano gli esperti della tech company – <em>«</em><em>non bisogna sottovalutare la portata di questa novità che, paradossalmente, potrebbe portare ad un aumento dei costi a carico delle società di vendita e, di conseguenza, ad un incremento delle tariffe</em><em>»</em><em>.</em></p>
<p>Le aziende energetiche saranno chiamate a rivedere radicalmente i propri sistemi informativi, flussi e processi di gestione per adeguarsi alle nuove tempistiche. Le operazioni connesse al cambio operatore sono numerose e non banali (ad es. la verifica del cliente, del suo merito creditizio, la presenza di bollette arretrate e insoluti ecc.) e il processo che oggi viene gestito, mediamente, in 45 giorni, dal 2026 dovrà essere compresso in poche ore, senza però incidere sulla qualità delle verifiche, fondamentali anche per contenere fenomeni come quello del <strong>turismo energetico</strong> e delle <strong>frodi ai danni</strong> delle compagnie che, con la nuova norma, potrebbero essere agevolati.</p>
<p>Senza considerare che, ragionevolmente, con le nuove regole il <strong>tasso di cambio fornitore aumenterà</strong>, fenomeno avvenuto ad esempio nel mercato della telefonia mobile quando, a seguito dell’introduzione dello switch rapido, si passò dal <strong>14% al 35%</strong> in soli due anni.</p>
<p>Dal punto di vista delle aziende, questo nuovo scenario potrebbe quindi essere accompagnato da una significativa riduzione dei ricavi: si stima che fino a <strong>7 miliardi di euro </strong>di fatturato potrebbero spostarsi tra operatori o essere messi a rischio a causa della maggiore mobilità e competizione indotta dallo switch rapido (fonte: EconomyMagazine). Rimane da capire come si potranno muovere i fornitori per non perdere quote di mercato evitando il rischio che la perdita di competitività si traduca in un aumento dei prezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Stima Facile.it effettuata su una famiglia tipo con consumi elettrici pari a 2.700 kWh, potenza 3 kW, e di gas pari a 1.400 smc tenendo in considerazione una tariffa a prezzo bloccato pari a </em><em>0,2939 €/kWh euro kWh 0,6028 €/Smc.</em></p>
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		<title>Bollette luce e gas: 6 falsi miti da sfatare</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113784/bollette-luce-e-gas-6-falsi-miti-da-sfatare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 10:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[cambio fornitore]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso anno circa 6 milioni di italiani hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865113784/bollette-luce-e-gas-6-falsi-miti-da-sfatare/">Bollette luce e gas: 6 falsi miti da sfatare</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso anno circa <strong>6 milioni di italiani </strong>hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo l’indagine* commissionata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> all’istituto di ricerca <em>Annalect </em>sono ancora tanti, circa <strong>6 milioni</strong>, coloro che hanno remore a farlo e, spesso, dietro questa scelta, si nascondono <strong>una o più paure infondate</strong>. Dal timore di dover pagare costi extra a quello di restare al buio, o peggio al freddo, ecco 6 falsi miti da sfatare.</p>
<p><strong><em>Cambiare operatore costa?</em></strong></p>
<p>La paura più comune, indicata dal <strong>14%</strong> tra chi non vuole cambiare contratto, è quella di dover <strong>pagare per passare al nuovo fornitore</strong>. Si tratta di un timore infondato poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, il passaggio è gratuito e non comporta spese aggiuntive. E sebbene la legge consenta alle società energetiche, solo ed esclusivamente in caso di contratto con prezzo bloccato e durata determinata, di inserire una clausola di recesso, nella realtà questa pratica è quasi del tutto assente e, in ogni caso, è sempre indicata nel contratto; il consiglio è di leggerlo con attenzione prima di siglarlo.</p>
<p><strong><em>Quanto tempo ci vuole per cambiare contratto?</em></strong></p>
<p>Il <strong>13%</strong> del campione ritiene invece che il cambio fornitore sia<em> “<strong>un’operazione troppo lunga e complicata</strong>”.</em> Anche in questo caso, si tratta di una paura infondata: per fare il passaggio è sufficiente scegliere la nuova società energetica e mandare ad essa (direttamente online o, se presente sul territorio, in negozio) i dati relativi alla propria fornitura (come, ad esempio, i codici POD e PDR recuperabili direttamente in bolletta) e dell’intestatario, operazione che, nella maggior parte dei casi, si risolve nel giro di pochi minuti. Ed anche la <strong>firma del contratto</strong>, che può essere fatta a distanza tramite strumenti digitali, richiede davvero pochi secondi. A quel punto, il gioco è fatto; il cliente dovrà aspettare che parta la nuova fornitura, sarà la società stessa ad avvisare il vecchio fornitore del cambio.</p>
<p><strong><em>Bisogna cambiare contatore?</em></strong></p>
<p>Altra paura ingiustificata è quella indicata dal <strong>10% dei rispondenti</strong>, che ha dichiarato di non voler cercare un nuovo fornitore perché “<strong><em>non vuole dover cambiare il contatore</em></strong>” In realtà il passaggio da un fornitore all’altro <strong>non implica la sostituzione</strong> del contatore; si tratta solo di un cambio contrattuale e non è necessario alcun tipo di intervento fisico sull’impianto elettrico o gas. L’unico caso in cui potrebbe essere necessaria (ma non sempre lo è) la sostituzione del contatore elettrico è quando, contestualmente al passaggio al nuovo fornitore, si sceglie di <strong>aumentare la potenza della fornitura elettrica</strong>; se il vecchio contatore non fosse idoneo, potrebbe servire l’intervento di un tecnico per sostituire l’apparecchiatura.</p>
<p><strong><em>Si rischia di rimanere al buio o al freddo?</em></strong></p>
<p>Il <strong>9%</strong> degli intervistati ha detto di non voler cambiare fornitore per <strong>paura di restare senza elettricità o gas</strong>. Si tratta, ancora una volta, di un falso mito in quanto il passaggio da un fornitore all’altro <strong>non implica mai, in alcun caso, l’interruzione della fornitura</strong>. Insomma, non si corre il rischio di restare al buio o, peggio, al freddo!</p>
<p><strong><em>Per il passaggio ad un nuovo fornitore servono tempi lunghissimi</em></strong></p>
<p><em>“Il passaggio ad un nuovo fornitore richiede tempistiche lunghe”;</em> è questa la ragione per cui <strong>il 6%</strong> degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a cercare un nuovo contratto. Da questo punto di vista, normalmente occorrono dai <strong>30 a 60 giorni</strong> per vedere attiva la nuova fornitura, attesa che varia a seconda del giorno in cui si firma il nuovo contratto, ma per velocizzare il passaggio il consumatore può <strong>rinunciare al periodo di ripensamento</strong> (14 giorni dalla firma) accorciando ulteriormente le tempistiche. Niente paura, però, perché durante l’attesa il cliente non deve fare nulla e, come detto, continuerà a ricevere energia elettrica e gas regolarmente.</p>
<p><strong><em>Esiste un numero massimo di cambi possibili?</em></strong></p>
<p>Tra le motivazioni più curiose emerse dall’indagine, c’è quella indicata dal <strong>2%</strong> dei rispondenti che ritiene di “<em>aver raggiunto il numero massimo di cambi effettuabili</em>”. Si tratta, ancora una volta, di un timore infondato, nel senso che <strong>non esiste un numero massimo di cambi</strong>. Va detto, però, che alcune società energetiche tendono a scoraggiare pratiche come quella del cosiddetto turismo energetico, pertanto, a fronte di un cliente che ha cambiato fornitore numerose volte nel giro di un breve periodo, potrebbe optare per un rifiuto alla richiesta di fornitura; niente paura, si tratta davvero di casi limite.</p>
<p><em>*Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.</em></p>
<p><em> </em></p>
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