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	<title>bollette Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2026 07:28:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>bollette Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Bollette: gli italiani perdono 660 milioni di euro per l’indecisione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123487/bollette-gli-italiani-perdono-660-milioni-di-euro-per-lindecisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 07:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° dicembre 2026 basteranno appena 24 ore per cambiare operatore di luce e gas, ma la novità rischia di &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° dicembre 2026 basteranno appena 24 ore per cambiare operatore di luce e gas, ma la novità rischia di scontrarsi con la <strong>proverbiale indecisione degli italiani</strong>. I dati della ricerca commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> a <em>mUp Research</em> parlano chiaro: dal momento in cui maturiamo l’idea di cambiare fornitore a quello in cui effettivamente firmiamo il nuovo contratto passano, in media, <strong>dai 52 ai 60 giorni</strong> cui vanno aggiunti i tempi tecnici necessari affinché la nuova fornitura sia attiva, che possono arrivare fino ad <strong>altri 60 giorni</strong>.</p>
<p>Un’indecisione che si traduce in <strong>un costo ben preciso</strong>: a furia di rimandare la scelta, nell’ultimo anno gli italiani hanno sprecato più di <strong>660 milioni di euro per le sole bollette luce e gas</strong>, ma se si allarga l’analisi anche ad altre spese domestiche come l’RC auto o moto, negli scorsi 12 mesi la strategia del <em>“poi ci penso” </em>è costata ai consumatori più di <strong>1,3 miliardi di euro.</strong></p>
<p>Tempi così lunghi sorprendono soprattutto alla luce del fatto che, come emerso dall’indagine, le bollette di luce e gas sono percepite come le spese che incidono maggiormente sul budget familiare (rispettivamente dal 62% e 53% dei rispondenti) e, di conseguenza, come le prime voci che i consumatori vorrebbero ridurre.</p>
<p><em>«Spesso sottovalutiamo quanti soldi perdiamo continuando a rimandare scelte di risparmio che possiamo prendere in sicurezza e in poco tempo. Oggi la tecnologia offre l’opportunità di confrontare velocemente le offerte, di ricevere consulenza specializzata qualora necessario e di firmare il contratto col nuovo fornitore in pochi minuti e in completa sicurezza</em>», spiegano gli esperti di Facile.it<em>.</em></p>
<p>Come mai impieghiamo così tanto tempo per attivarci e cambiare fornitore nonostante l’esigenza di risparmiare? Dall’indagine sono emersi dati che fanno riflettere: la ragione più diffusa è la <strong>difficoltà nel trovare il fornitore giusto</strong>, seguita dalla <strong>mancanza di tempo da dedicare alla ricerca</strong>, dalla <strong>paura di fare la scelta sbagliata</strong> e della <strong>poca conoscenza della materia</strong>.</p>
<p><strong>Per quali ragioni cambiamo o <em>non</em> cambiamo fornitore</strong></p>
<p>Nell’ultimo anno un italiano su quattro ha cambiato fornitore di energia elettrica (25%), uno su cinque quello del gas (20%).</p>
<p>Guardando alle motivazioni per cui si <strong>è cambiato venditore</strong> di energia emerge che quella più diffusa, senza sorpresa, è il <strong>prezzo ritenuto troppo elevato</strong>, ma si passa ad un nuovo fornitore anche per altre ragioni, ad esempio, <strong>l’assenza di trasparenza</strong> nelle comunicazioni. C’è anche chi cambia perché finisce <strong>vittima di una truffa</strong> e, spesso a sua insaputa, attiva un nuovo contratto.</p>
<p>Dati interessanti emergono analizzando anche le ragioni per cui, invece, <strong>si rimane fedeli al proprio venditore</strong> di energia: <strong>il prezzo</strong>, in questo caso ritenuto congruo, si conferma la <strong>prima motivazione di soddisfazione</strong> (43% per entrambe le forniture), mentre in tanti sono rimasti dove erano solo perché non hanno trovato offerte più adatte (39% in entrambi i casi); da non sottovalutare il peso di chi resta con il proprio fornitore non perché soddisfatto, ma per <strong>semplice inerzia</strong> (con percentuali prossime al 12%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*</em><em> Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research svolta tra il 28 febbraio ed il 4 marzo 2026 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 25 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
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		<item>
		<title>Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 10:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, carburante e mutui, oltre <strong>1,7 miliardi di euro in più</strong>. Il dato arriva dall’analisi di <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, che ha calcolato quanto sia effettivamente pesata sulle tasche dei consumatori la guerra ad oggi.</p>
<p><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p>Ormai tutti sappiamo che le <strong>bollette luce e gas</strong> sono salite a causa del conflitto in Iran, ma di quanto? Secondo le stime di Facile.it, per gli italiani con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero l’aumento si tradurrà in un <strong>aggravio di oltre 40 euro tra marzo e aprile</strong>.</p>
<p>Più nello specifico, a salire maggiormente saranno le bollette del gas; guardando ai consumi di una famiglia tipo (consumo pari a 1.100 smc), per le utenze di marzo e aprile la spesa media sarà di circa <strong>263 euro</strong>, vale a dire <strong>più o meno 36 euro in più (+16%) rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero aumentate.</strong></p>
<p>Minore l’impatto sulle bollette della luce; per una famiglia tipo (consumo pari a 2.000 kWh), le bollette di marzo e aprile arriveranno a <strong>110 euro, in aumento del 5%</strong> rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe fossero rimaste stabili.</p>
<p>È possibile stimare che gli aumenti di luce e gas di questi soli due mesi peseranno sulle tasche degli italiani con un contratto variabile, complessivamente, fino a <strong>500 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell&#8217;energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno <strong>2.165 euro</strong> tra luce e gas, vale a dire <strong>l’11% in più (217 euro) rispetto ai 1.948</strong> <strong>euro</strong> previsti prima che scoppiasse il conflitto.</p>
<p><strong>Mutui variabili</strong></p>
<p>Nonostante la <strong>BCE</strong> non sia ancora intervenuta sui tassi &#8211; gli esperti si aspettano il primo aumento a giugno &#8211; le rate dei mutui variabili hanno ripreso a crescere. La ragione è l’<strong>Euribor</strong>, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che da prima dello scoppio del conflitto ad oggi è salito di circa <strong>15 punti base, con picchi di +25 punti base</strong> (Euribor a 3 mesi). Questi movimenti si traducono <strong>in un aumento di circa 5 euro nella rata di aprile e di ulteriori 5 euro in quella di maggio</strong>, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile).</p>
<p>E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 23 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dagli attuali 620 euro ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 660 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata mensile del mutuo variabile standard <strong>salirebbe quindi di quasi 40 euro</strong>.</p>
<p>Soffermandoci su tassi offerti ai nuovi mutuatari, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni al 70%, oggi i migliori Tan disponibili partono dal <strong>2,99% per il fisso</strong> e dal <strong>2,35% per il variabile</strong>. Possibile immaginare che se la situazione di crisi continuerà, i valori cambieranno nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>Benzina e diesel</strong></p>
<p>La spesa che è cresciuta maggiormente, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, è quella per il <strong>carburante</strong>; secondo le stime elaborate a due mesi dallo scoppio del conflitto, per fare rifornimento di benzina e diesel nei mesi di marzo e aprile gli italiani hanno speso <strong>1,2 miliardi di euro in più rispetto</strong> a quanto avrebbero fatto se le tariffe fossero rimaste uguali a quelle pre-conflitto.</p>
<p>L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a marzo 2026 (pari a 744.000 tonnellate di benzina e 1,25 milioni di tonnellate di gasolio) e le variazioni settimanali del prezzo di diesel e benzina. A marzo 2026 per rifornirsi alla pompa gli italiani hanno pagato, in media, 4,7 miliardi di euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero cresciute a causa del conflitto. Ad aprile invece, a parità di consumi, il totale dovrebbe arrivare a sfiorare, se non addirittura superare, i 4,9 miliardi, circa il 17% in più rispetto a febbraio.</p>
<p>Nello specifico, il prezzo medio mensile della <strong>benzina </strong>alla pompa è passato da 1,65 euro/litro di febbraio intorno a 1,77 euro/litro di marzo e dovrebbe chiudere aprile a circa 1,76 euro/litro, rincaro che, nei due mesi, si tradurrebbe in un aggravio di circa 215 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è salito da 1,70 euro/litro di febbraio a 1,99 di marzo e potrebbe chiudere aprile a circa 2,1 euro/litro, valori che peserebbero sulle tasche degli italiani per oltre 1 miliardo di euro in costi extra.</p>
<p>Per un pieno di <strong>benzina</strong> (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a <strong>88 euro di marzo e aprile</strong>; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro di febbraio a <strong>99 euro</strong> di marzo raggiungendo, ad aprile, i 105 euro.</p>
<p>Secondo le stime di Facile.it, considerando il prezzo del carburante aggiornato al 26/4/2026 e una percorrenza di 10.000 km, un automobilista spende in <strong>benzina</strong>, in un anno, circa <strong>1.147 euro</strong>, vale a dire il 5% in più (+50 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026). Se si considera il prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa annua è di <strong>1.132 euro</strong>, in aumento del <strong>20%</strong> (+192 euro).</p>
<p>L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli <strong>autotrasporti</strong>: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende <strong>262 euro in più, vale a dire 1.544 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Nota metodologica:</em></p>
<p><em>&#8211; Carburante: Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica &#8211; DGFTA DIV II relativi a marzo con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante è stato utilizzato: per febbraio e marzo 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica &#8211; Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per aprile 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-19 aprile 2026 dal Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica e, per il periodo 20-26 aprile, le rilevazioni di Staffetta Quotidiana. Per le stime di spesa futura, il prezzo della benzina è 1,7380 €/l, per il diesel 2,059 €/litro. Consumi: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km</em></p>
<p><em>&#8211; Bollette: per le bollette luce e gas sono stati considerati consumi annui pari a 2.000 kWh e 1.100 smc riparametrati sulla base dei consumi percentuali di marzo e aprile come rilevati dall’Autorità. Per le tariffe, sono stati utilizzati i valori di PUN e PSV maggiorati da uno spread medio e tutte le altre voci che gravano in bolletta. L’impatto totale è stato stimato applicando l’aumento medio al numero di clienti che, secondo gli ultimi dati ufficiali, hanno un’offerta nel mercato libero a prezzo variabile. Le stime future sono state elaborate utilizzando le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate il 24 aprile, oneri e imposte attualmente in vigore.</em></p>
<p>&#8211; Mutui:<em> simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Simulazioni sui tassi realizzati da Facile.it il 27 aprile 2026.</em></p>
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		<item>
		<title>Iran, rincari fino a 540 euro a famiglia su bollette e carburanti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121992/iran-rincari-fino-a-540-euro-a-famiglia-su-bollette-e-carburanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 10:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a 540 euro in più a famiglia su bollette e carburante; è questo, secondo le stime di Facile.it, l’aggravio &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121992/iran-rincari-fino-a-540-euro-a-famiglia-su-bollette-e-carburanti/">Iran, rincari fino a 540 euro a famiglia su bollette e carburanti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fino a 540 euro in più a famiglia su bollette e carburante</strong>; è questo, secondo le stime di <strong>Facile.it</strong>, l’aggravio che gli italiani rischiano di dover sostenere nei prossimi 12 mesi per l’aumento del prezzo delle materie prime causato dal conflitto in Iran.</p>
<h5><strong>Bollette luce e gas</strong></h5>
<p>Secondo gli analisti di Facile.it, con il perdurare del conflitto salgono vertiginosamente gli aumenti previsti per i prossimi 12 mesi: <strong>304 euro per la bolletta del gas e 98 euro per quella dell&#8217;energia elettrica.</strong> E diventa sempre più difficile trovare sul mercato offerte a prezzo fisso.</p>
<p>Il calcolo, effettuato considerando le stime di PUN e PSV per i prossimi 12 mesi, porta quindi il conto complessivo a <strong>2.829 euro</strong> nell&#8217;anno, pari al <strong>17% in più</strong> rispetto ai <strong>2.427 euro previsti per il 2026 prima che scoppiasse il conflitto</strong>.</p>
<p>Per le stime gli analisti di Facile.it hanno preso in considerazione i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas) e le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi, mettendo a confronto i valori pre- e post-scoppio del conflitto.</p>
<h5><strong>Benzina e diesel</strong></h5>
<p>Il conflitto ha iniziato ad avere effetti importanti anche sul prezzo del carburante alla pompa; confrontando i valori con quelli pre-conflitto (23 febbraio) si scopre che il prezzo della benzina in modalità self è aumentato dell’1% dopo pochi giorni dall’attacco (2 marzo) per poi salire fino al +4% il 4 marzo e <strong>arrivare, l’8 marzo, al +7%</strong>.</p>
<p>Su base annua, considerando una percorrenza di 10.000 Km, secondo le stime* di Facile.it la differenza sul costo del pieno di un’automobile rispetto al 23 febbraio era di appena 8 euro il 2 marzo, è salita a 41 euro il 4 marzo ed è <strong>arrivata a 79 euro l’8 marzo</strong>.</p>
<p>Anche sul prezzo del diesel l’impatto è stato immediato e addirittura più elevato: il 2 marzo l’aumento del prezzo alla pompa in modalità self è stato dell’1% (rispetto al 23 febbraio), è salito al +6% il 4 marzo ed è <strong>arrivato al +15% l’8 marzo</strong>; considerando una percorrenza di 10.000 Km, rispetto ai valori pre-conflitto (23 febbraio), l’impatto sul costo del rifornimento è passato da +8 euro del 2 marzo a +58 euro del 4 marzo fino ad arrivare a <strong>+140 euro dell’8 marzo</strong>.</p>
<p>L’effetto, in valori assoluti, è più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: secondo le simulazioni di Facile.it, un camion per percorrere una tratta di 3.000 km il 2 marzo spendeva 14 euro di diesel in più rispetto alla settimana precedente, il 4 marzo l’aumento è salito a 79 euro, <strong>l’8 marzo è arrivato a 191 euro.</strong></p>
<p><em>* Consumi carburante medi considerati: auto a benzina 6,6 l/100 Km; auto diesel 5,5l/100 Km, camion 25l/100Km</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121992/iran-rincari-fino-a-540-euro-a-famiglia-su-bollette-e-carburanti/">Iran, rincari fino a 540 euro a famiglia su bollette e carburanti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bollette: spesi 2.055 euro a famiglia nel 2025</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121759/bollette-spesi-2-055-euro-a-famiglia-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bolletta gas]]></category>
		<category><![CDATA[bolletta luce]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=121759</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo decreto energia dovrebbe alleggerire le bollette 2026, ma quanto hanno pagato lo scorso anno le famiglie italiane per &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121759/bollette-spesi-2-055-euro-a-famiglia-nel-2025/">Bollette: spesi 2.055 euro a famiglia nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo decreto energia dovrebbe alleggerire le <strong>bollette </strong>2026, ma quanto hanno pagato lo scorso anno le <strong>famiglie italiane per luce e gas</strong>? Secondo l’analisi* di <strong><a href="https://www.facile.it/energia.html">Facile.it</a>, </strong>la spesa media 2025 per i clienti domestici con fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a <strong>2.055 euro</strong>, valore solo di poco inferiore al 2024, <strong>ma ben più alto rispetto, ad esempio, al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.200 euro</strong>.</p>
<p>Nello specifico, a pesare maggiormente sulle tasche degli italiani è stata la <strong>bolletta del gas</strong> che, in media, è arrivata a <strong>1.316 euro</strong>, mentre per quella <strong>elettrica</strong> i consumatori hanno dovuto mettere a budget appena meno di <strong>740 euro</strong>.</p>
<p><em>«Sebbene al momento non siano previsti aumenti nel costo dell’energia per i prossimi mesi, il consiglio è di non abbassare la guardia perché i prezzi sono volatili e, in caso di aumenti improvvisi, chi ha una tariffa variabile potrebbe veder salire le bollette in modo repentino»</em>, commentano<strong> gli esperti di Facile.it</strong>.<em> «Confrontare periodicamente la propria offerta con quelle presenti sul mercato per verificare che sia ancora vantaggiosa e, in caso contrario, cercare un nuovo fornitore è il modo migliore per difendersi dai rincari.».</em></p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta elettrica</strong></p>
<p>L’analisi – realizzata tenendo in considerazione i consumi dichiarati di oltre 1 milione di utenze – ha permesso di fotografare le differenze a livello territoriale; e allora, <strong>in quali regioni si è speso di più e in quali di meno</strong>?</p>
<p>Guardando alla sola <strong>bolletta elettrica,</strong> la <strong>Sardegna</strong> è la regione con il conto più salato; nell’Isola le famiglie hanno consumato, in media 2.751 KWh, spendendo <strong>826 euro</strong>, il 12% in più rispetto alla media nazionale. L’assenza di riscaldamento con gas di città in alcune aree della regione e l’uso di dispositivi elettrici per riscaldare le abitazioni può spiegare, almeno in parte, perché i consumi siano così elevati.</p>
<p>Continuando con la classifica, in seconda posizione c’è la <strong>Sicilia</strong>, dove lo scorso anno le famiglie hanno consumato in media 2.511 KWh spendendo circa 768 euro. Al terzo posto, staccato di un soffio, c’è il <strong>Veneto</strong>, con una bolletta media pari a 767 euro, (per 2.505 KWh annui consumati).</p>
<p>Guardando alle regioni dove <strong>le bollette della luce sono state più leggere</strong>, grazie a consumi più ridotti, al primo posto si trova la <strong>Basilicata</strong>, con una spesa media che si è fermata ad “appena” 611 euro (a fronte di consumi annui pari a 1.862 KWh), seguita dalla <strong>Liguria</strong> (635 euro per 1.960 KWh) e, al terzo posto, dell’<strong>Abruzzo</strong> (665 euro per 2.085 KWh annui).</p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta del gas</strong></p>
<p>Analizzando le bollette del gas 2025, la classifica cambia radicalmente. La regione con la bolletta più salata è il <strong>Trentino-Alto Adige </strong>(in media, <strong>1.548 euro</strong>, a fronte di consumi annui dichiarati pari a 1.261 Smc), seguita dal <strong>Veneto</strong> (<strong>1.529 euro</strong> con consumi pari a 1.215 Smc) e, sul gradino più basso del podio, <strong>l’Emilia-Romagna</strong>, con una bolletta media annuale pari a 1.525 euro (1.204 Smc). Quarto posto per la <strong>Lombardia</strong>, con una bolletta media 2025 pari a <strong>1.416 euro </strong>(1.146 Smc)<strong>.</strong></p>
<p>Le aree in cui, di contro, le bollette del gas sono state più leggere sono la <strong>Sicilia</strong>, (636 Smc con una bolletta annuale arrivata a <strong>942 euro</strong>), la <strong>Calabria</strong> (967 euro per 642 Smc) e il <strong>Lazio </strong>(979 euro per 665 Smc).</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati da un campione di oltre 1 milione di richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2025 (pari, a livello nazionale, a </em><em>2.387 kWh per l’energia elettrica e 1.005 Smc per la fornitura di gas). La spesa è stata calcolata tenendo conto delle variazioni mensili di PSV e PUN da gennaio 2024 a dicembre 2025 maggiorati da uno spread pari a: per il gas 0,12 €/smc (2024) e 0,08 €/smc (2025); per l’energia elettrica 0,03 €/kWh (2024) e 0,014 €/kWh (2025). Per le altre componenti della bolletta (es. oneri, imposte ecc.) sono state considerate le condizioni vigenti nel periodo analizzato.</em></p>
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		<title>Bollette: nel 2026 risparmieremo 200 euro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865120859/bollette-nel-2026-risparmieremo-200-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 08:25:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[mercato libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone notizie sul fronte del prezzo delle bollette; secondo le stime di Facile.it, nel 2026 il prezzo dell’energia calerà con &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie sul fronte del prezzo delle bollette; secondo le stime di <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, nel 2026 il prezzo dell’energia calerà con <strong>un beneficio</strong> che, per una famiglia tipo con fornitura nel mercato libero a tariffa variabile, potrebbe arrivare a <strong>212 euro tra luce e gas</strong>. La spesa complessiva dovrebbe fermarsi a 2.236 euro rispetto ai 2.450 euro del 2025, quindi in calo del 9%.</p>
<p>Tenendo conto dei consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’elettricità e 1.400 smc per il gas) Facile.it ha calcolato che <strong>la diminuzione più importante riguarderà la bolletta del gas</strong> che passerà dai 1.691 euro del 2025 ai 1.493 euro del 2026, in calo del 12%. La bolletta della luce, invece, scenderà a 743 euro, in calo del 2%.</p>
<p><em>«La riduzione attesa è senza dubbio una buona notizia per i consumatori, ma attenzione perché a godere in automatico del calo saranno solo i clienti con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato il quale si adeguerà automaticamente all’andamento degli indici PUN e PSV. Il consiglio, soprattutto per chi ha una tariffa a prezzo bloccato, quindi, è di confrontare periodicamente la propria offerta con quelle di altri fornitori così da poter cogliere tempestivamente eventuali opportunità di risparmio che si dovessero presentare nei prossimi mesi.»</em></p>
<p>L’analisi di Facile.it è stata realizzata prendendo in considerazione l’andamento degli indici PSV e PUN nel 2025 e le previsioni elaborate dall’<em>European Energy Exchange </em>(EEX) per i prossimi 12 mesi, a parità di consumi e altre condizioni economiche che gravano in bolletta. Nello specifico, il <strong>PUN</strong>, l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, secondo le previsioni calerà del 4% passando da un valore medio di 0,1158 €/kWh a 0,1107 €/kWh; più significativo il calo del <strong>PSV</strong>, il punto di riferimento per determinare il prezzo del gas naturale all&#8217;ingrosso in Italia, che diminuirà del 25% passando, in media, da 0,4119 €/smc a 0,3087 €/smc.</p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione le previsioni su PUN e PSV elaborate dall’European Energy Exchange e una tariffa a prezzo variabile indicizzata ai due indici + spread (0,0088 € per la luce, 0,08 € per il gas).</em></p>
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		<title>Bollette energia: Italia tra i Paesi più cari d’Europa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865120218/bollette-energia-italia-tra-i-paesi-piu-cari-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 08:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel primo semestre dell’anno le famiglie italiane hanno pagato le bollette elettriche tra le più care d’Europa; il dato emerge &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865120218/bollette-energia-italia-tra-i-paesi-piu-cari-deuropa/">Bollette energia: Italia tra i Paesi più cari d’Europa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo semestre dell’anno le famiglie italiane hanno pagato le <strong>bollette elettriche tra le più care d’Europa</strong>; il dato emerge dall’analisi di <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> che, esaminando i valori rilevati da Eurostat*, ha scoperto come la tariffa media applicata in Italia sia stata il <strong>15% più alta rispetto alla media europea</strong>. L’Italia è risultata essere al <strong>quarto posto</strong> nella classifica degli stati europei con i prezzi più elevati.</p>
<p>Va meglio, ma solo di poco, per quanto riguarda la <strong>bolletta del gas</strong>; in questo caso gli italiani hanno speso l’8% in più rispetto alla media europea e l’Italia è risultata essere il settimo Paese con le tariffe più care dell’UE.</p>
<p>A parità di consumi, tra bollette luce e gas, nel primo semestre dell’anno le famiglie italiane hanno speso, in media, <strong>1.372 euro</strong>, circa <strong>130 euro in più rispetto alla media europea</strong>.</p>
<p><strong>Bollette elettriche, oneri e tasse</strong></p>
<p>Più nel dettaglio, prendendo in considerazione i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh) e una tariffa media pari a 0,33 €/kWh, emerge che nei primi sei mesi dell’anno gli italiani hanno speso circa <strong>444 euro</strong> per l’energia elettrica.</p>
<p>A livello europeo va peggio solo in <strong>Germania</strong> dove, a parità di consumi, le bollette sono arrivate a 518 euro (+16% rispetto all’Italia), in <strong>Belgio</strong> (482 euro) e in <strong>Danimarca</strong> (470 euro).</p>
<p>Tutti gli altri Paesi europei fanno meglio di noi; in <strong>Austria</strong>, ad esempio, la spesa media è stata pari a           392 euro, in <strong>Francia</strong> i consumatori hanno speso il 19% in meno rispetto a quelli italiani (appena 360 euro), mentre in <strong>Grecia</strong> sono stati sufficienti poco più di 300 euro. Guardando in fondo alla classifica europea si scopre che in <strong>Norvegia</strong> le famiglie hanno speso, in sei mesi, meno di 250 euro, mentre in <strong>Ungheria</strong> il conto si è fermato ad appena 130 euro, il 71% in meno rispetto all’Italia.</p>
<p>A pesare sulla tariffa dell’energia elettrica vi sono <strong>tasse e oneri</strong>, ma se fino a qualche anno fa l’Italia era uno dei paesi d’Europa dove queste voci pesavano di più (rappresentavano il 38% della tariffa elettrica nel 2019), la situazione è migliorata, tanto è vero che nel primo semestre dell’anno <strong>hanno inciso per circa il 25%</strong> della tariffa, valore inferiore alla media europea (28%). Guardando al resto d’Europa si scopre che in Stati come la Polonia e la Danimarca il peso di queste voci supera addirittura il 40% del totale della bolletta. Di contro, in alcuni Paesi sono in vigore ancora oggi sussidi e indennità a sostegno delle famiglie che portano il peso di tasse e oneri in negativo (ad esempio, -14% nei Paesi Bassi e -7% in Irlanda).</p>
<p><strong>Bollette del gas, oneri e tasse</strong></p>
<p>Come detto, la situazione migliora leggermente se si analizzano le <strong>bollette del gas</strong>; secondo le elaborazioni di Facile.it su dati Eurostat, considerando i consumi annui di una famiglia tipo (1.400 smc), la spesa media in Italia nei primi sei mesi del 2025 è stata pari a <strong>928 euro</strong>, vale a dire <strong>l’8% in più rispetto alla media europea</strong>. L’Italia si posiziona al settimo posto tra gli Stati dell’Unione Europea.</p>
<p>Guardando al resto d’Europa, va decisamente peggio alle famiglie residenti in Danimarca (977 euro), nei Paesi Bassi (1.210 euro) e in Svezia dove, a parità di consumi, il conto ha sfiorato i 1.600 euro in appena sei mesi. Di contro, in tutti gli altri stati UE si spende mediamente meno rispetto a noi; se in Germania, ad esempio, il conto è stato pari a 910 euro, in Grecia e Spagna la bolletta del gas si è fermata al di sotto dei 650 euro, vale a dire circa il 30% in meno rispetto all’Italia.</p>
<p>Tra i Paesi europei con le tariffe del gas più competitive ci sono la <strong>Romania</strong> (418 euro) e, ancora una volta, l’<strong>Ungheria</strong> (appena 230 euro).</p>
<p>Sulla tariffa del gas il peso di tasse e oneri è ancor più elevato rispetto alle bollette della luce; a livello europeo, in media, incidono per il 31%, ma in <strong>Italia</strong> la percentuale si ferma al <strong>29%</strong>. In vetta alla classifica degli Stati UE si trovano i Paesi Bassi, dove queste voci pesano il 54% della bolletta totale e la Danimarca (48%). Va decisamente meglio in Grecia e Croazia, che sono tra gli Stati europei dove il carico di oneri e tasse è più basso e pari, rispettivamente, all’8% e al 5% del totale.</p>
<p><em>* Elaborazioni Facile.it su dati Eurostat aggiornati al primo semestre 2025. Le tariffe per l’energia elettrica fanno riferimento a consumatori privati con consumi compresi tra 2 500 kWh e 4 999 kWh. Per il calcolo delle bollette luce e gas sono stati presi in considerazione i consumi annui di una famiglia tipo: 2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas</em><em>.</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: il 68% ha pagato più di quanto avrebbe dovuto</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114857/bollette-il-68-ha-pagato-piu-di-quanto-avrebbe-dovuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[materia energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=114857</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 68% di chi ha cercato un nuovo fornitore luce e gas pagava, prima del cambio, tariffe energetiche più alte &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>68% </strong>di chi ha cercato un <strong>nuovo fornitore luce e gas pagava</strong>, prima del cambio, tariffe energetiche <strong>più alte della media</strong>, con un <strong>aggravio annuo</strong> pari a <strong>415 euro </strong>per le bollette dell’elettricità e addirittura <strong>490 euro</strong> per quelle del metano. Il dato arriva dall’analisi di <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> realizzata su un campione di oltre 28.000 utenze* di consumatori che hanno chiesto un cambio fornitura tra settembre 2023 ed agosto 2024.</p>
<p>Più nello specifico, analizzando la fornitura di <strong>energia elettrica</strong>, emerge che il <strong>76%</strong> dei titolari di contratto pagava una <strong>tariffa superiore alla media delle offerte disponibili</strong>; bollette alla mano significa che, a parità di consumi, hanno speso in un anno circa 1.380 euro, a fronte di una media pari a 965 euro.</p>
<p>Se si guarda alla fornitura di gas, invece, la percentuale di chi spendeva più del dovuto è stata pari al <strong>40%</strong>; per questi consumatori la bolletta annuale è arrivata a sfiorare i 2.100 euro, a fronte di una spesa media pari a poco meno di 1.600 euro.</p>
<p><em>«Sul mercato libero ci sono centinaia di operatori; orientarsi tra le offerte non è semplice e scegliere male può significare sprecare centinaia di euro ogni anno</em>», spiegano gli <strong>esperti di Facile.it</strong>. <em>«Per questo è fondamentale imparare a leggere le bollette, monitorare costantemente la propria tariffa e confrontarla con quella di altri operatori, così da identificare la soluzione più adatta alla proprie esigenze</em><em>»</em>.</p>
<p>Sempre secondo l’analisi di Facile.it, ci sono però molti utenti che, scegliendo in maniera corretta il fornitore a cui affidarsi, rispetto alla media hanno <strong>risparmiato</strong>; sempre a parità di consumi, <strong>fino a 180 euro</strong> l’anno sulla bolletta della luce e <strong>fino a quasi 400 euro</strong> l’anno su quella del gas.</p>
<p><strong>Come capire se stiamo pagando più del necessario</strong></p>
<p>Come capire se stiamo pagando più di ciò che dovremmo o potremmo? Innanzitutto, bisogna osservare all’interno della bolletta gli elementi da utilizzare per valutare la propria fornitura. Il primo da identificare è la “<em>spesa materia energia</em>” &#8211; parametro che si trova nel riquadro della bolletta dedicato ai consumi – che va diviso per la quantità di energia consumata (espressa in kWh per la luce e Smc per il gas). Il valore così ottenuto rappresenta il prezzo della <strong>materia energia</strong> ed è un buon parametro iniziale da utilizzare per capire se ciò che paghiamo è in linea con il mercato o se la nostra bolletta è troppo cara.</p>
<p>Per l’energia elettrica, le migliori proposte a prezzo fisso oggi disponibili sul mercato hanno un costo della <strong>materia energia </strong>che si aggira intorno a <strong>0,18 €/kWh</strong> per la fornitura di energia elettrica ed ai <strong>0,61 €/Smc</strong> per quella del gas. Se il valore emerso dall’analisi dalla vostra bolletta è superiore a questi parametri, significa che state spendendo più del dovuto e che sul mercato ci sono offerte più convenienti.</p>
<p><strong>Come confrontare le offerte</strong></p>
<p>Una volta stabilito che stiamo pagando troppo, è arrivato il momento di valutare le offerte sul mercato. Per farlo è necessario partire dalla propria fornitura, leggendo la “<em>bolletta di dettaglio</em>”, un documento che contiene, come suggerisce il nome stesso, tutti i dettagli della nostra offerta; se non lo ricevete, fatene richiesta al vostro fornitore.</p>
<p>In questo documento, alla voce “<em>spesa per la materia energia</em>”, compariranno due componenti; <strong>una quota fissa</strong>, vale a dire l’importo che indipendentemente dai consumi pagherete ogni mese, e una <strong>quota legata ai consumi</strong>, il cui peso dipenderà quindi da quanta energia elettrica o gas verranno utilizzati.</p>
<p><strong>Questi sono i valori da considerare per confrontare la vostra fornitura</strong> con quella proposta da altre società, facendo attenzione a richiedere in fase di offerta il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.</p>
<p>A questo punto basterà identificare la soluzione più adatta alle vostre esigenze e a tal fine sarà fondamentale considerare <strong>quanta energia consumate</strong> e quali siano le abitudini d’uso. Ad esempio, per le famiglie numerose che consumano molta energia, il consiglio è di fare particolare attenzione al costo della quota legata ai consumi e prediligere offerte che abbiano un prezzo più basso per questo elemento; se invece i consumi di energia sono contenuti, ad esempio nel caso di un single o di una seconda casa abitata per periodi limitati, è importante fare attenzione al <strong>prezzo della quota fissa</strong>, che potrebbe avere un impatto significativo sul costo totale.</p>
<p><em>«Non esiste in assoluto il fornitore migliore, la scelta va calibrata sulla base delle proprie esigenze</em><em>»</em>, spiegano ancora gli esperti di Facile.it. <em>«L’errore da evitare è non confrontare la propria tariffa con le offerte di altre società; per chi non ha confidenza con la materia, esiste la possibilità di rivolgersi a consulenti indipendenti che possono aiutare i consumatori ad orientarsi tra le offerte identificando quella più adatta</em><em>».</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em> * Consumi medi del campione analizzato: 2.896 kWh annui per l’energia elettrica, 1.002 Smc annuo per il gas. Per le tariffe medie sono stati utilizzati i dati di ACER (The European Union Agency for the Cooperation of Energy Regulators) considerando l&#8217;End-User price nel mercato luce e gas italiano, da settembre 2023 ad agosto 2024</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bollette: 4 italiani su 10 non hanno idea di quale sia la propria tariffa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114640/bollette-4-italiani-su-10-non-hanno-idea-di-quale-sia-la-propria-tariffa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 15:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[fornitura luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=114640</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggere le bollette energetiche e orientarsi tra le tariffe luce e gas non è sempre semplice, ma anche capire quanto &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114640/bollette-4-italiani-su-10-non-hanno-idea-di-quale-sia-la-propria-tariffa/">Bollette: 4 italiani su 10 non hanno idea di quale sia la propria tariffa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere le bollette energetiche e orientarsi tra le tariffe luce e gas non è sempre semplice, ma anche <strong>capire quanto stiamo pagando l’energia di casa può diventare un’impresa ardua</strong>, tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da <a href="https://www.facile.it/energia-luce-gas.html"><strong>Facile.it</strong></a> all’istituto di ricerca <em>Annalect</em>*<em>, </em>circa <strong>4 italiani su 10 non hanno la minima idea della tariffa</strong> applicata dal proprio fornitore luce e gas.</p>
<p>Nello specifico, la percentuale di chi non conosce la propria tariffa è pari al <strong>39%</strong> per quanto riguarda la <strong>fornitura di energia elettrica</strong>, mentre sale addirittura al <strong>43% per quella del gas.</strong></p>
<p>Ma non finisce qui; verificando le risposte di coloro che hanno dichiarato di conoscere la propria offerta, emerge un quadro in chiaroscuro. Per l’energia elettrica, appena il <strong>27%</strong> dei clienti ha dimostrato di <strong>conoscere realmente il prezzo della fornitura</strong>, il <strong>23%</strong> ha <strong>indicato una tariffa superiore</strong> rispetto a quella reale, <strong>l’11%</strong>, invece, era <strong>convinto di pagare di meno</strong> rispetto a quanto non fosse. Per la fornitura di gas, invece, solo il 26% dei rispendenti ha indicato il prezzo corretto, il 15% lo ha sovrastimato, il 15% lo ha sottostimato.</p>
<p><em>«Conoscere il prezzo della propria fornitura luce e gas è un elemento indispensabile per valutare se stiamo pagando più del dovuto e per capire se sul mercato esistono opportunità di risparmio»</em>, spiega <strong>Silvia Rossi, Direttore Commerciale Utilities di Facile.it. </strong><em>«Risparmiare è un diritto di tutti, ma per aiutare i consumatori a perseguire questo obiettivo è necessario rendere le informazioni in bolletta sempre più accessibili e chiare, a partire proprio dalle condizioni economiche applicate dal fornitore.»</em></p>
<p><strong>Bollette, che confusione!</strong></p>
<p>Tanti gli italiani insoddisfatti dalla chiarezza delle bollette, tanto è vero che <strong>appena il 7%</strong> degli intervistati ha dichiarato di <strong>conoscere il significato della maggior parte delle sigle contenute in bolletta</strong>.</p>
<p>Ma, bolletta alla mano, quali sono le sezioni ritenute più complesse dai consumatori? Il quadro che emerge dall’indagine fa riflettere: appena<strong> 2 rispondenti su 10 </strong>hanno dichiarato di riuscire a <strong>interpretare con sicurezza i consumi e le letture del contatore</strong> indicati in fattura, ancora meno quelli in grado di capire il <strong>riquadro dedicato ai consumi storici</strong> (15%) o quello contenente il <strong>dettaglio degli importi fatturati </strong>(14%). Per non parlare della sezione relativa al <strong>dettaglio delle imposte; solo il 13%</strong> dei rispondenti ha detto di riuscire a districarsi tra queste voci.</p>
<p><strong>Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit, </strong>avverte<strong>: </strong><em>«Saper leggere e comprendere la bolletta è essenziale, non solo per capire quanto spendiamo ma anche per tutelarci dalle truffe. Spesso riceviamo telefonate con promesse di sconti incredibili o tariffe super vantaggiose. È fondamentale avere una conoscenza di base per valutare queste offerte con attenzione ed evitare brutte sorprese. La scienza comportamentale dimostra che un consumatore disorientato e confuso è più incline a fare scelte casuali, con il rischio di finire per pagare di più.»</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Bollette luce e gas: 6 falsi miti da sfatare</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113784/bollette-luce-e-gas-6-falsi-miti-da-sfatare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 10:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[cambio fornitore]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=113784</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso anno circa 6 milioni di italiani hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso anno circa <strong>6 milioni di italiani </strong>hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo l’indagine* commissionata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> all’istituto di ricerca <em>Annalect </em>sono ancora tanti, circa <strong>6 milioni</strong>, coloro che hanno remore a farlo e, spesso, dietro questa scelta, si nascondono <strong>una o più paure infondate</strong>. Dal timore di dover pagare costi extra a quello di restare al buio, o peggio al freddo, ecco 6 falsi miti da sfatare.</p>
<p><strong><em>Cambiare operatore costa?</em></strong></p>
<p>La paura più comune, indicata dal <strong>14%</strong> tra chi non vuole cambiare contratto, è quella di dover <strong>pagare per passare al nuovo fornitore</strong>. Si tratta di un timore infondato poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, il passaggio è gratuito e non comporta spese aggiuntive. E sebbene la legge consenta alle società energetiche, solo ed esclusivamente in caso di contratto con prezzo bloccato e durata determinata, di inserire una clausola di recesso, nella realtà questa pratica è quasi del tutto assente e, in ogni caso, è sempre indicata nel contratto; il consiglio è di leggerlo con attenzione prima di siglarlo.</p>
<p><strong><em>Quanto tempo ci vuole per cambiare contratto?</em></strong></p>
<p>Il <strong>13%</strong> del campione ritiene invece che il cambio fornitore sia<em> “<strong>un’operazione troppo lunga e complicata</strong>”.</em> Anche in questo caso, si tratta di una paura infondata: per fare il passaggio è sufficiente scegliere la nuova società energetica e mandare ad essa (direttamente online o, se presente sul territorio, in negozio) i dati relativi alla propria fornitura (come, ad esempio, i codici POD e PDR recuperabili direttamente in bolletta) e dell’intestatario, operazione che, nella maggior parte dei casi, si risolve nel giro di pochi minuti. Ed anche la <strong>firma del contratto</strong>, che può essere fatta a distanza tramite strumenti digitali, richiede davvero pochi secondi. A quel punto, il gioco è fatto; il cliente dovrà aspettare che parta la nuova fornitura, sarà la società stessa ad avvisare il vecchio fornitore del cambio.</p>
<p><strong><em>Bisogna cambiare contatore?</em></strong></p>
<p>Altra paura ingiustificata è quella indicata dal <strong>10% dei rispondenti</strong>, che ha dichiarato di non voler cercare un nuovo fornitore perché “<strong><em>non vuole dover cambiare il contatore</em></strong>” In realtà il passaggio da un fornitore all’altro <strong>non implica la sostituzione</strong> del contatore; si tratta solo di un cambio contrattuale e non è necessario alcun tipo di intervento fisico sull’impianto elettrico o gas. L’unico caso in cui potrebbe essere necessaria (ma non sempre lo è) la sostituzione del contatore elettrico è quando, contestualmente al passaggio al nuovo fornitore, si sceglie di <strong>aumentare la potenza della fornitura elettrica</strong>; se il vecchio contatore non fosse idoneo, potrebbe servire l’intervento di un tecnico per sostituire l’apparecchiatura.</p>
<p><strong><em>Si rischia di rimanere al buio o al freddo?</em></strong></p>
<p>Il <strong>9%</strong> degli intervistati ha detto di non voler cambiare fornitore per <strong>paura di restare senza elettricità o gas</strong>. Si tratta, ancora una volta, di un falso mito in quanto il passaggio da un fornitore all’altro <strong>non implica mai, in alcun caso, l’interruzione della fornitura</strong>. Insomma, non si corre il rischio di restare al buio o, peggio, al freddo!</p>
<p><strong><em>Per il passaggio ad un nuovo fornitore servono tempi lunghissimi</em></strong></p>
<p><em>“Il passaggio ad un nuovo fornitore richiede tempistiche lunghe”;</em> è questa la ragione per cui <strong>il 6%</strong> degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a cercare un nuovo contratto. Da questo punto di vista, normalmente occorrono dai <strong>30 a 60 giorni</strong> per vedere attiva la nuova fornitura, attesa che varia a seconda del giorno in cui si firma il nuovo contratto, ma per velocizzare il passaggio il consumatore può <strong>rinunciare al periodo di ripensamento</strong> (14 giorni dalla firma) accorciando ulteriormente le tempistiche. Niente paura, però, perché durante l’attesa il cliente non deve fare nulla e, come detto, continuerà a ricevere energia elettrica e gas regolarmente.</p>
<p><strong><em>Esiste un numero massimo di cambi possibili?</em></strong></p>
<p>Tra le motivazioni più curiose emerse dall’indagine, c’è quella indicata dal <strong>2%</strong> dei rispondenti che ritiene di “<em>aver raggiunto il numero massimo di cambi effettuabili</em>”. Si tratta, ancora una volta, di un timore infondato, nel senso che <strong>non esiste un numero massimo di cambi</strong>. Va detto, però, che alcune società energetiche tendono a scoraggiare pratiche come quella del cosiddetto turismo energetico, pertanto, a fronte di un cliente che ha cambiato fornitore numerose volte nel giro di un breve periodo, potrebbe optare per un rifiuto alla richiesta di fornitura; niente paura, si tratta davvero di casi limite.</p>
<p><em>*Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Bollette elettriche: gli italiani hanno speso il 23% in più della media</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865112001/bollette-elettriche-gli-italiani-hanno-speso-il-23-in-piu-della-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 07:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bolletta luce]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe energia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2023 gli italiani hanno speso per la sola bolletta elettrica, in media, oltre 960 euro, vale a dire &#8211; &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2023 gli italiani hanno speso per la sola bolletta elettrica, in media, oltre <strong>960 euro</strong>, vale a dire &#8211; a parità di consumi &#8211; il <strong>23% in più rispetto alla media europea</strong>. Il dato è stato calcolato da <strong>Facile.it</strong> tenendo in considerazione i consumi di una famiglia-tipo italiana (2.700 kWh) e le tariffe dell’energia elettrica rilevate da Eurostat nei diversi Paesi dell’UE*.</p>
<p>In valori assoluti significa che, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle <strong>bollette della luce si alleggerirebbe di oltre 180 euro l’anno.</strong></p>
<p><strong>Le tariffe nel secondo semestre 2023 in Europa</strong></p>
<p>Guardando più da vicino <a href="https://www.facile.it/energia-luce-gas/tag/migliori-offerte-luce.html">le tariffe dell’energia elettrica</a> e limitando l’analisi al <strong>secondo semestre</strong> dello scorso anno, emerge che <strong>tra i 27 Stati UE</strong> l’Italia è stato il <strong>sesto paese più caro</strong>, con una <strong>tariffa media</strong> pari a <strong>0,3347 €/kWh </strong><strong>(</strong>incluse tasse ed oneri); <strong>il calo dei prezzi rilevato in Italia rispetto al primo semestre dello scorso anno (-12%) non è stato sufficiente per uscire dal gruppo di nazioni dove l’elettricità costa di più.</strong></p>
<p>Pochi gli stati dell’UE che <strong>hanno fatto peggio</strong>. Tra questi ci sono la <strong>Germania</strong>, dove per l’energia elettrica i consumatori privati hanno speso il 20% in più rispetto a noi; l’<strong>Irlanda</strong> e il <strong>Belgio</strong> (entrambi +13%) e la <strong>Danimarca</strong> (+6%).</p>
<p>Più lunga, invece, la lista dei Paesi con un <strong>prezzo dell’energia inferiore al nostro. </strong>Limitandosi ai principali, si scopre che, ad esempio, la tariffa media italiana è stata il <strong>29%</strong> più alta rispetto a quella rilevata in <strong>Francia</strong>, il <strong>43%</strong> rispetto alla <strong>Spagna</strong> e addirittura il <strong>53%</strong> rispetto alla <strong>Svezia</strong>. Per non parlare dell’Ungheria; le nostre tariffe, a confronto di quelle ungheresi, sono state più alte del <strong>196%</strong>.</p>
<p><strong>La spesa 2023</strong><strong> in Europa</strong></p>
<p>Considerando tutto il 2023, la performance italiana è <strong>la quinta peggiore d’Europa</strong>. Magra consolazione il pensiero che i circa 960 euro spesi nel nostro Paese diventano, a parità di consumi, 1.100 euro in Germania e Belgio, poco meno di 1.000 euro in Danimarca, quasi 970 a Cipro.</p>
<p>Va nettamente meglio agli altri Stati: in <strong>Francia</strong>, ad esempio, la spesa annua è stata inferiore ai 660 euro, con un risparmio di circa <strong>300 euro rispetto alla bolletta italiana</strong>. Ancor meno hanno speso le famiglie <strong>spagnole</strong> e <strong>svedesi</strong>, che hanno messo a budget circa 645 euro, mentre in <strong>Grecia </strong>la bolletta media si è fermata a <strong>627 </strong>euro.</p>
<p>I <strong>portoghesi</strong> se la sono cavata con meno di <strong>590 euro</strong>, mentre l’<strong>Ungheria</strong> si conferma come il paese UE più economico: lo scorso anno sono stati sufficienti circa <strong>310 euro</strong> per pagare le bollette dell’elettricità.</p>
<p><em>* Le tariffe medie rilevate da Eurostat fanno riferimento al 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.</em></p>
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		<title>Spese domestiche: ecco quali aumenteranno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110521/spese-domestiche-ecco-quali-aumenteranno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 10:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[Consumerismo No Profit]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[spese domestiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa ci attende nel 2024 sul fronte delle spese familiari e, anche, a conti fatti come è andato il 2023 &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci attende nel 2024 sul fronte delle <strong>spese familiari</strong> e, anche, a conti fatti come è andato il 2023 che si è da poco concluso? Per rispondere alla domanda, Facile.it e Consumerismo No Profit hanno pubblicato la nuova edizione del rapporto* <strong><em>Cara Italia</em></strong>. Dalle bollette ai mutui, dalla telefonia, all’ortofrutta ecco come sono cambiate e come potrebbero cambiare le principali voci di spesa domestica e, cosa ancora più importante, <strong>come accorgersi se stiamo spendendo troppo</strong>.</p>
<p><strong>Luce e gas</strong></p>
<p>Partiamo da una <strong>buona notizia</strong>: nel 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso tra luce e gas più di <strong>2.100 euro</strong>, valore che scende fino a 1.930 euro per chi ha scelto (bene) una fornitura indicizzata nel mercato libero; importi inferiori rispetto al 2022.</p>
<p><strong>Cosa aspettarsi per il 2024? </strong>Il nuovo anno è iniziato con il calo del prezzo delle materie prime, ma non è detto che questo si traduca in una diminuzione delle bollette. Anzi, a gennaio sulle bollette del gas sono tornati l’Iva all’aliquota ordinaria, gli oneri di sistema, è <strong>terminato il servizio di tutela per il gas</strong>, e solo questa voce ha comportato aggravi fino a 170 euro l’anno per chi non è passato al mercato libero.</p>
<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando alle migliori offerte a prezzo bloccato disponibili sul mercato, quest’anno la spesa per luce e gas potrebbe superare i <strong>2.600 euro</strong>; o 2.300 euro se si opta per una tariffa indicizzata. Tradotto in percentuale, un possibile <strong>aumento tra il 20% e il 38%</strong>.</p>
<p><strong>Come capire se si sta spendendo troppo?</strong> Tenendo in considerazione tutte le voci che gravano in bolletta, per una famiglia tipo che vuole optare per una <strong>tariffa indicizzata</strong>, le migliori offerte per l’energia elettrica disponibili oggi hanno un prezzo compreso tra 0,26 e 0,33 euro al kWh; per il gas tra 1,14 e 1,26 euro/smc.</p>
<p>Per chi invece vuole la certezza di una <strong>tariffa bloccata</strong>, le migliori offerte per l’energia elettrica hanno un prezzo compreso tra 0,32 e 0,36 euro al kWh; per il gas tra 1,29 e 1,44 euro al smc. Se attualmente paghiamo di più, il consiglio è di valutare l’offerta di altri fornitori.</p>
<p><strong>Crescono gli importi recuperati a seguito dei reclami.</strong> Nota a margine: gli italiani sono sempre più attenti alle spese domestiche e questo è confermato anche dai dati ARERA analizzati da Consumerismo No profit, da cui emerge che nel primo semestre del 2023, grazie ad un aumento dell’uso dello strumento della conciliazione (+43%), gli importi recuperati dai clienti a seguito di una contestazione sono arrivati a circa 8 milioni di euro.</p>
<p><strong>Mutui</strong></p>
<p>Il 2023 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi; secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo variabile medio sottoscritto a gennaio 2022 (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) alla fine dello scorso anno era salita di oltre il 60%.</p>
<p><strong>Cosa aspettarsi per il 2024? </strong>Ancora una volta ci sono <strong>buone notizie</strong>; la prima è che, salvo imprevisti, la situazione sul fronte dei <strong>tassi variabili</strong> dovrebbe continuare a migliorare. Chi ha questo tipo di finanziamento potrebbe vedere le prime riduzioni <strong>già all’inizio dell’anno</strong>; analizzando le aspettative di mercato, Facile.it ha stimato che la rata del mutuo medio sopra indicato potrebbe diminuire di circa 10 euro nel secondo trimestre, arrivando entro fine anno ad un <strong>calo di quasi 100 euro (-13%).</strong></p>
<p>Buone notizie anche per i <strong>tassi fissi</strong>; sul finire del 2023 gli indici sono tornati a scendere e questo ha rilanciato l’offerta dei mutui surroga da parte delle banche. Prendendo in esame il mutuo variabile sopra indicato, guardando alle migliori offerte di surroga presenti oggi sul mercato, il mutuatario potrebbe passare al tasso fisso <strong>riducendo la rata di oltre il 20%</strong>. Meglio approfittarne il prima possibile, perché non è detto che gli indici restino su questi livelli a lungo.</p>
<p><strong>Quale mutuo scegliere oggi?</strong> Per chi vuole sottoscrivere oggi un finanziamento per l’acquisto della casa, il <strong>tasso fisso rappresenta un ottimo punto di partenza</strong>: considerando il mutuo standard, i migliori tassi (TAN) vanno da <strong>3,10% a 3,30%</strong>, con una rata mensile intorno ai <strong>615 euro</strong>. Se la vostra banca vi propone valori più alti, potrebbe avere una politica di tassi poco conveniente; meglio verificare l’offerta di altri istituti di credito, tenendo sempre in considerazione che la durata del finanziamento richiesto e il rapporto mutuo/valore immobile possono incidere notevolmente sulle condizioni</p>
<p>I <strong>variabili</strong> oggi costano più dei fissi e i migliori tassi (TAN) variano <strong>tra il 4,66% e il 4,90%</strong>, con una rata di partenza vicina ai <strong>715 euro</strong>; scegliere questa opzione vorrebbe dire scommettere su un calo in futuro.</p>
<p><strong>Prestiti</strong></p>
<p>Anche il <strong>settore dei prestiti personali</strong> ha visto un lieve aumento dei tassi di interesse; secondo l’analisi di Facile.it, per un finanziamento standard da 10.000 euro in 5 anni, il tasso medio (TAN) offerto online a gennaio 2024 è arrivato all’<strong>8,51%</strong> (era 8,12% un anno fa), con una rata pari a <strong>209 euro</strong>.</p>
<p><strong>Cosa aspettarsi dal 2024? </strong>Difficile fare previsioni, ma di sicuro saranno determinanti le decisioni di politica monetaria della BCE. Se l’inflazione, e con essa i tassi della Banca Centrale Europea, dovessero tornare a scendere, non è da escludere che nel medio periodo anche le condizioni offerte dalle società di credito possano beneficiare del calo.</p>
<p><strong>Come orientarsi nella scelta?</strong> Le società di credito possono applicare condizioni più o meno favorevoli in base al <strong>profilo del richiedente</strong>; migliore sarà la valutazione, più basso potrebbe essere il tasso. Se avete tutte le carte in regola e cercate un prestito, tenete a mente che per un finanziamento standard (10.000 euro in 5 anni) se si cerca bene è possibile trovare offerte con un TAN vicino al 6%. <strong>Occhio sempre anche al TAEG</strong>, che rappresenta il costo complessivo del prestito; in questo caso, un buon tasso di riferimento varia tra 8% e 10%.</p>
<p><strong>Telefonia mobile e internet casa</strong></p>
<p>Sul fronte della telefonia mobile e fissa, le tariffe per chi vuole cambiare operatore sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno e non ci si aspetta che scendano ulteriormente nel 2024. Bisogna però bene fare attenzione ai cosiddetti <strong>adeguamenti automatici all’inflazione</strong>, una clausola che alcuni operatori hanno introdotto di recente nelle condizioni contrattuali della telefonia mobile e che potrebbe prevedere r<strong>incari fino al 10%</strong> già nel 2024.</p>
<p><strong>Come capire se si sta spendendo troppo?</strong> Secondo l’analisi di Facile.it, per una connessione internet casa con tecnologia fibra, considerando un arco temporale di 24 mesi, un buon canone si aggira, in media, intorno ai <strong>26 euro al mese</strong>, valore che include anche i costi accessori (come, ad esempio, l’una tantum per l’attivazione). È possibile <strong>risparmiare</strong> un po’ se si opta per un <strong>unico fornitore mobile-fisso</strong>; in questo caso il canone mensile può scendere sotto i 23 euro. Attenzione a quando si confrontano le offerte; in alcuni casi la tariffa viene scontata per i primi mesi di contratto, per poi aumentare, e questo va tenuto in considerazione nel calcolo complessivo della bolletta, così come tutte le voci extra eventualmente richieste.</p>
<p>Per la telefonia mobile, invece, per una nuova SIM si spendono, in media, <strong>7 euro al mese</strong>, con inclusi più di 120 GB, ma se si cerca bene e non serve un traffico dati così elevato è possibile trovare offerte che partono <strong>da 4 euro al mese</strong> (e 20 GB). Attenzione, quando si cambia operatore, al costo di attivazione della nuova SIM che, in alcuni casi, può arrivare anche a 10 euro.</p>
<p><strong>Conti correnti</strong></p>
<p>Come rilevato da Consumerismo No Profit guardando agli ultimi dati di Bankitalia, la <strong>spesa per la gestione</strong> di un conto corrente è aumentata del +<strong>31%</strong> in un arco di 5 anni, in contrasto con una sia pur inarrestabile inflazione del +11,6% nello stesso periodo.</p>
<p>Nel 2022, la spesa media annuale per il conto corrente è salita di 9,3 euro, raggiungendo <strong>un totale di 104 euro</strong>; nel 2017 la spesa di gestione di un conto si attestava a 79,4 euro. Ciò implica un aumento medio del 31% nei costi sostenuti dai correntisti nel corso di 5 anni, con una spesa complessiva cresciuta di 24,6 euro.</p>
<p>Le spese fisse sono passate da <strong>52,8 euro nel 2017 a 72,8 euro nel 2022</strong>, registrando un incremento del <strong>37,9%.</strong> Allo stesso modo, le spese variabili sono salite da una media di 26,6 euro cinque anni fa a 31 euro, segnando un aumento del 16,5%.</p>
<p>Questo incremento delle tariffe supera di gran lunga il tasso di inflazione registrato nello stesso periodo, che si ferma al +11,6%. L’orientamento migliore per risparmiare fino al 60% rispetto al conto e-banking tradizionale agganciato ad uno sportello fisico, sostiene ancora Consumerismo No Profit, è quello di aprire un conto on line o presso uno sportello postale.</p>
<p><strong>Assicurazioni auto e moto</strong></p>
<p>Il prezzo dell’Rc auto continua a crescere; secondo <strong>l’Osservatorio di Facile.it</strong>, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, <strong>618,55 euro, vale a dire il 35%</strong> in più rispetto allo scorso anno. Anche per le <strong>due ruote</strong> il prezzo medio dell’Rc è salito; a dicembre 2023 il valore medio quotato online era pari a 511,97 euro, in <strong>aumento del 37%</strong> su base annua.</p>
<p><strong>Cosa aspettarsi per il 2024?</strong> All’orizzonte non ci sono segnali di un possibile rallentamento e, con grande probabilità, i prezzi rimarranno alti per tutto il 2024. Di certo, però, c’è che dal 23 dicembre è scattato l&#8217;obbligo di assicurare anche i veicoli fermi e custoditi in aree private.</p>
<p><strong>Come capire se sto spendendo troppo?</strong> Il prezzo dell’Rc auto cambia per ciascun automobilista sulla base di alcune caratteristiche personali (la classe di merito, la sinistrosità, il modello di vettura, ecc.), territoriali (la città di residenza) e della polizza scelta, pertanto il <strong>premio medio può variare moltissimo</strong> tra le province d’Italia; a Udine è inferiore ai 400 euro, a Milano supera i 520 euro, a Roma i 650 euro e a Napoli i 1.000 euro.</p>
<p>Questi valori possono essere un punto di partenza per capire se spendiamo troppo, ma è bene farsi aiutare da un esperto.</p>
<p><strong>Carburanti</strong></p>
<p><strong>Buone notizie</strong> sul fronte dei carburanti: l’analisi di Consumerismo su dati del MIMIT, anche nelle prime settimane del 2024 conferma il <strong>forte trend ribassista</strong> partito dallo scorso settembre, nonostante i fatti internazionali (il conflitto mediorientale o quello nel mar Rosso) che avevano fatto ipotizzare il contrario.</p>
<p>A dicembre 2023 il prezzo del carburante ha raggiunto questi valori medi: Benzina &#8211; 1.773,26 €/1.000 litri (-2.66% su mese), Gasolio auto &#8211; 1.739,08 €/1.000 litri (-3.70% su mese), GPL &#8211; 722,71 €/1.000 litri (-0.43% mese).</p>
<p>Ciò vuol dire, per una vettura familiare media che percorre circa <strong>20.000 km all’anno,</strong> un risparmio considerevole, visto che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno &#8211; ad esempio &#8211; la medesima vettura diesel risparmierà oltre 10 centesimi a litro, che si trasformano in circa <strong>240 euro</strong> anno a vettura. Per una vettura a benzina, invece, il risparmio sale a circa <strong>270 euro l’anno</strong>.</p>
<p><strong>Ortofrutta</strong></p>
<p>Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Consumerismo, tra dicembre 2023 e gennaio 2024 i <strong>prezzi all’ingrosso</strong> sui mercati dell’ortofrutta hanno subito <strong>variazioni sostanziali</strong>, principalmente a causa di fenomeni atmosferici tali da aver determinato una forte oscillazione di alcuni prodotti essenziali per le tavole degli italiani.</p>
<p>Al momento la <strong>spesa media a famiglia</strong> (con composizione di 4 persone) per frutta e verdura si attesta intorno a <strong>130 euro mensili</strong> per un totale 1500 euro/anno circa. Un <strong>+14%</strong> rispetto allo stesso periodo rilevato lo scorso anno. La frutta incide per il 40% rispetto al totale sugli aumenti.</p>
<p>In base all’analisi di Consumerismo, aumenta la disponibilità di alcuni prodotti, e quindi la <strong>riduzione del</strong> <strong>prezzo</strong>, come ad esempio per le rape; le <strong>patate</strong> mantengono stabilità e un andamento positivo, con una forte richiesta per il prodotto del Fucino; i <strong>finocchi </strong>sono abbondanti sul mercato, offerti a prezzi convenienti. E ancora, i prezzi della <strong>cicoria</strong> ritornano alla normalità, mentre si osserva ancora un <strong>trend in aumento</strong> per i prezzi delle <strong>pere emiliane</strong>.</p>
<p>Il consiglio, considerato il rapporto qualità prezzi è quello di consumare: <strong>clementine, arance rosse, kiwi, mele, noci e mandarini</strong>. Mentre per gli ortaggi si consigliano<strong> cicoria, finocchi, cime di rapa, spinaci e carciofi.</strong><em>* Note metodologiche</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Mutui</em></strong><em>: </em><em>la stima sull’impatto della variazione delle rate variabili non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Le previsioni sull’andamento dei tassi variabili tengono in considerazione i Futures sugli Euribor aggiornati al 19/01/2024</em></p>
<p><strong><em>Energia</em></strong><em>: la famiglia tipo ha consumi pari a 2.700 kWh e 1.400 smc. La stima sulla spesa energetica 2024 tiene in considerazione le migliori tariffe mercato libero disponibili su Facile.it in data 17/01/2024 e, per le voci di costo definite dall’Autorità (es. oneri di sistema), gli ultimi valori disponibili. Per la tariffa indicizzata, inoltre, sono state usate le previsioni sull’andamento del prezzo delle materie prime fornite dall’European Energy Exchange (EEX) aggiornate al 17/01/2024</em></p>
<p><strong><em>Telefonia fissa e internet casa</em></strong><em>: analisi realizzata da Facile.it su un campione di circa 100 offerte tra telefonia mobile e fissa disponibili in data 1/01/2024</em></p>
<p><strong><em>Prestiti personali</em></strong><em>: analisi realizzata da Facile.it su un campione di oltre 2.000 richieste di prestito personale raccolte online</em></p>
<p><strong><em>Rc auto e moto</em></strong><em>: l’Osservatorio di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 13.390.525 preventivi RC auto e 3.361.643 preventivi Rc moto effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: </em><a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate"><em>https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></a></p>
<p><strong><em>Ortofrutta</em></strong><em>: analisi Consumerismo No profit su dati BMTI</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: nel 2023 -34% per l’elettricità e -27% per il gas</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110596/bollette-nel-2023-34-per-lelettricita-e-27-per-il-gas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[consumi energetici]]></category>
		<category><![CDATA[mercato tutelato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie italiane con un contratto di fornitura &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’analisi* di <strong>Facile.it </strong>– a parità di consumi – nel 2023 le famiglie italiane con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa <strong>770 euro</strong> per la <strong>bolletta della luce </strong>e <strong>863 euro</strong> per quella del <strong>gas</strong>; vale a dire, rispettivamente, il <strong>34% ed il 27%</strong> <strong>in meno </strong>rispetto all’anno precedente.</p>
<p><em>«Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno»</em><em>, </em><em>spiega <strong>Mario Rasimelli</strong>, <strong>Managing Director Utilities di Facile.it</strong></em><em><strong>.</strong></em> <em>«Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare». </em></p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta elettrica</strong></p>
<p><em>Tra <a href="https://www.facile.it/energia-luce-gas.html">luce e gas</a>, lo scorso anno gli italiani hanno pagato, mediamente, <strong>1.633 euro a famiglia</strong> (erano 2.349 nel 2022), ma <strong>in quali regioni si è speso di più</strong>? </em></p>
<p>Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come la <strong>Sardegna </strong>sia stata la zona d’Italia<strong> dove le bollette sono state più pesanti</strong>; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.835 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di <strong>914 euro</strong>, ovvero il <strong>18,7% in più rispetto alla media nazionale</strong>. È bene ricordare che in molte parti della regione non è attivo il riscaldamento con gas di città, situazione che spesso viene compensata utilizzando dispositivi elettrici con conseguenti forti impatti sui consumi.</p>
<p>Al secondo posto della graduatoria si posiziona la <strong>Sicilia</strong>, dove lo scorso anno sono stati messi a budget, mediamente, <strong>825 euro</strong> a famiglia con un consumo medio rilevato di 2.557 kWh. Chiude il podio il <strong>Veneto</strong>, area dove si sono spesi <strong>814 euro</strong> (2.525 kWh).</p>
<p>Guardando la classifica dal lato opposto, invece, emerge come le aree in cui &#8211; a fronte di <strong>consumi elettrici più contenuti</strong> &#8211;  le bollette sono state più leggere sono la <strong>Liguria</strong> (642 euro per un consumo di 1.991 kWh), la <strong>Basilicata</strong> (662 euro, 2.054 kWh) e il <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (675 euro, 2.093 kWh).</p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta del gas</strong></p>
<p>Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Se nel 2023 sul fronte dell’elettricità gli abitanti del <strong>Trentino-Alto Adige </strong>sono stati tra i più fortunati, la situazione cambia per la fornitura di gas dal momento che hanno pagato il conto più salato: mediamente, <strong>976</strong><strong> euro</strong> (a fronte di un consumo medio di 1.049 smc); dati alla mano, <strong>il 13% in più di quanto rilevato a livello nazionale</strong>.</p>
<p>Seguono sul podio, a breve distanza, la <strong>Lombardia </strong>(968 euro con un consumo medio di 1.040 smc) e l’<strong>Emilia-Romagna</strong> (958 euro, 1.030 smc).</p>
<p>Le aree in cui, di contro, nel 2023 le bollette del gas sono state più leggere sono la <strong>Sicilia </strong>(598 euro, 643 smc), la <strong>Campania</strong> (609 euro, 654 smc) e il <strong>Lazio</strong>, dove la spesa per il gas è stata di <strong>619 euro</strong> (665 smc).</p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati da un campione di oltre 800.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 (pari, a livello nazionale, a 2.388 kWh per l’energia elettrica e 927 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. </em></p>
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		<title>Condizionatore: salgono le temperature, ma calano i costi; -43% rispetto allo scorso anno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107235/condizionatore-salgono-le-temperature-ma-calano-i-costi-43-rispetto-allo-scorso-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 14:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[costo condizionatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni è previsto il primo grande caldo della stagione estiva e la buona notizia è che, se le &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni è previsto il <strong>primo grande caldo</strong> della stagione estiva e <strong>la buona notizia</strong> è che, se le temperature si alzano, per fortuna il costo del condizionatore in bolletta scende tanto che, secondo <strong>l’analisi</strong><strong>* </strong><strong>di <a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, quest’anno chi sceglierà di accendere l’aria per combattere il caldo dovrà mettere a budget &#8211; considerando le <a href="https://www.facile.it/energia-elettrica-luce.html">tariffe luce</a> attuali – circa <strong>124 euro</strong>, il <strong>43% in meno</strong> rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Un vero sollievo per gli oltre <strong>26 milioni di italiani</strong> che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different**, hanno un condizionatore in casa e, in particolare, per i <strong>2 milioni di proprietari che</strong>, scottati dalla bolletta dello scorso anno, hanno dichiarato di <strong>non volerlo accendere</strong>.</p>
<p>Se il prezzo dell’energia quest’anno sarà più clemente di quanto non sia stato lo scorso, è <strong>importante fare attenzione a come si usa l’apparecchio</strong> perché cattive abitudini potrebbero comunque avere un impatto negativo in bolletta. Per aiutare i consumatori, Facile.it ha realizzato un <strong>breve vademecum con alcuni consigli pratici</strong> per <strong>ridurre le spese</strong>, ma soprattutto gli sprechi, e risparmiare sul conto finale.</p>
<ol>
<li><strong>La classe energetica fa la differenza</strong>. Il primo elemento da tenere in considerazione se si vuole risparmiare è scegliere con attenzione la <strong>classe energetica del condizionatore</strong>; migliore è l’efficienza dell’apparecchio, minori saranno i consumi. Chi è alle prese con l’acquisto, quindi, farebbe bene ad optare per un <strong>modello di classe A o superiore</strong> in modo da ridurre notevolmente il peso in bolletta; numeri alla mano, passare da un condizionatore di classe B ad uno di classe A++ significa <strong>ridurre</strong> il costo di circa <strong>il 40% all’anno </strong>(all’incirca 50 euro). Occhio, però, alle etichette energetiche; se è vero che a partire dal 2021 è entrata in vigore la nuova classificazione per molti degli elettrodomestici che utilizziamo all’interno delle mura domestiche, è altrettanto vero che la novità non ha ancora interessato il mondo dei climatizzatori. Chi ha già un condizionatore datato, invece, può <strong style="font-size: 1rem;">sfruttare le detrazioni fiscali</strong><span style="font-size: 1rem;">: cambiando un vecchio impianto si può godere di bonus fino al 65%.</span></li>
</ol>
<ol start="2">
<li><strong>Freddo sì, ma non polare</strong>. Scegliere la <strong>temperatura corretta</strong> può sembrare una banalità ma non lo è: mantenere la temperatura troppo bassa non solo fa male alla salute, ma è anche uno spreco di denaro. <strong>Impostare 6-8 gradi in meno</strong> rispetto all’esterno è l’ideale e, se l’apparecchio ne è dotato, meglio ancora usare la <strong>funzione di deumidificazione</strong>; questa scelta permette di alleggerire la bolletta fino al <strong>13%</strong>.</li>
<li><strong>Condizionatore inverter</strong>. Un altro consiglio da tenere a mente è quello di valutare l’istallazione di un <strong>condizionatore inverter</strong>, apparecchio che &#8211; a differenza di quello tradizionale &#8211; una volta raggiunta la temperatura ideale, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e ripartire. Scegliere questa tipologia di climatizzatore permette un <strong>risparmio energetico del 30%</strong> rispetto ad uno standard.</li>
<li><strong>L’importanza della manutenzione. </strong>Sottovalutare la manutenzione dell’impianto e la pulizia dei filtri può costare caro alla salute e al nostro portafogli tanto che, utilizzando un <strong>apparecchio mal conservato</strong>, possiamo arrivare a <strong>spendere fino all’8% in più</strong>.</li>
<li><strong>Il buon senso non guasta mai. </strong>Tenere le finestre aperte quando l’aria condizionatore è in funzione è una noncuranza che può rivelarsi dannosa per il conto finale. Per <strong>evitare sprechi di corrente</strong> (e di denaro), quindi, quando accendiamo il climatizzatore è bene verificare che il <strong>fresco non venga disperso</strong>. Oltre a chiudere le finestre, è utile anche <strong>abbassare le tapparelle</strong> per non far entrare il calore delle ore più calde e fare attenzione alle <strong>porte delle altre stanze</strong>; lasciarle aperte quando non necessario, disperdendo così il fresco, può incidere sino al 6% sui consumi.</li>
<li><strong>Funzione sleep</strong>. Durante le ore notturne, in alternativa alla deumidificazione, è bene preferire la <strong>funzione apposita per la notte</strong> oppure programmare in maniera corretta e sensata la temperatura e l’eventuale spegnimento dell’apparecchio; in questo modo la riduzione degli sprechi arriva al 10%.</li>
</ol>
<p><em>* I valori sono stati calcolati ipotizzando un condizionatore in classe energetica B con un utilizzo di 500 ore e un consumo annuo di 521 kWh. I prezzi sono stati calcolati considerando la tariffa del servizio di tutelato aggiornata al II Trimestre 2022 e 2023 per un cliente tipo (2.700 kwh annui in fascia monoraria e potenza 3 kW).</em></p>
<p><em>** Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.085 interviste) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 7-13 giugno 2023.</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106646/bollette-5-milioni-dovranno-cambiare-occhio-alle-truffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 06:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono circa <strong>5 milioni gli italiani</strong> che dovranno <strong>passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024</strong> ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal <strong>Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi</strong> che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici <strong>non vulnerabili.</strong></p>
<p>Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.</p>
<p><em>«L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe</em>», spiegano gli esperti di Facile.it. «<em>Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone»</em>.</p>
<p>I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a <strong>Consumerismo No Profit</strong>, del progetto <strong>Stop alle Truffe</strong> (<a href="http://ses-sns-euc1.facile.it/CL0/http:%2F%2Fses-sns-euc1.facile.it%2FCL0%2Fhttp:%252F%252Fwww.stopalletruffe.it%2F1%2F0107018823cf216c-e1c59b8f-17ae-45f6-addd-c938efff79ea-000000%2FKcHwgQJAoq5RZvvpmVPDOMbUmX3Ng5ojzJ_VLNcuYws=102/1/010701883358b548-64e8c280-e9c8-4b6b-b63d-6eec879a0ad1-000000/zc9us2ke2E69ZFRQ862-t5W2MWSi1BphOtUXlqKeosA=103">www.stopalletruffe.it</a>), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.</p>
<p>«<em>La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola</em> &#8211; spiegano gli esperti di Facile.it &#8211; <em>per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104865/bollette-nel-2022-si-e-speso-il-108-in-piu-per-lelettricita-e-il-57-in-piu-per-il-gas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 10:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[caro energia]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=104865</guid>

					<description><![CDATA[<p>A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie italiane con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865104865/bollette-nel-2022-si-e-speso-il-108-in-piu-per-lelettricita-e-il-57-in-piu-per-il-gas/">Bollette: nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A parità di consumi, secondo l’analisi* di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, le famiglie italiane con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola <strong>bolletta elettrica</strong> <strong>1.434 euro</strong>, vale a dire il <strong>108% in più rispetto al 2021</strong>, e <strong>1.459 euro per i</strong>l <strong>gas</strong> (+<strong>57%</strong>), ma il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023 potrebbe far ben sperare.</p>
<p>«Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega <strong>Mario Rasimelli</strong>, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».</p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta elettrica</strong></p>
<p>Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli italiani hanno sborsato, mediamente, <strong>2.893 euro a famiglia</strong> (rispetto ai 1.616 euro del 2021), ma <strong>dove si è speso di più nello Stivale</strong>?</p>
<p>Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base regionale, emergono differenze significative. Al primo posto si posiziona la <strong>Sardegna, </strong>area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.672 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di <strong>1.789 euro</strong>, vale a dire il <strong>24,7% in più rispetto alla media nazionale</strong>. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di fornitura gas in molte parti dell’Isola, situazione che spesso viene compensata ricorrendo a dispositivi elettrici anche per il riscaldamento, con grossi impatti sulla bolletta.</p>
<p>Al secondo posto si posiziona la <strong>Sicilia</strong>, dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.627 euro per un consumo medio rilevato di 3.339 kWh. Ultimo gradino del podio per la <strong>Campania</strong>; in questa regione si sono spesi 1.519 euro (3.118 kWh).</p>
<p>Le aree dove, di contro, i consumi di <strong>elettricità sono stati più contenuti</strong>, e quindi le bollette più leggere, sono la <strong>Liguria</strong> (spesa media <strong>1.176 euro</strong> per un consumo di 2.414 kWh), il <strong>Piemonte</strong> (1.289 euro, 2.646 kWh) e il <strong>Trentino-Alto Adige</strong>; qui gli abitanti hanno pagato 1.314 euro (2.697 kWh).</p>
<p><strong>L’andamento regionale della bolletta gas</strong></p>
<p>Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità gli abitanti del <strong>Trentino-Alto Adige </strong>sono tra i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, <strong>1.729 euro, il 18,5% in più della media nazionale, </strong>a fronte di un consumo di 1.352 smc.</p>
<p>Seguono nella graduatoria l’<strong>Emilia-Romagna, </strong>dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.287 smc per un costo complessivo di <strong>1.646 euro</strong>, e la <strong>Lombardia</strong> (1.639 euro, 1.282 smc).</p>
<p>Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, troviamo la <strong>Campania</strong>, regione dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente <strong>1.009 euro </strong>(789 smc), il <strong>Lazio</strong>, dove il costo della bolletta del gas è stato di <strong>1.021 euro</strong> (799 smc) e la <strong>Sicilia </strong>(1.045 euro, 817 smc).</p>
<p><em>*L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a</em> l<em>ivello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. </em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865104865/bollette-nel-2022-si-e-speso-il-108-in-piu-per-lelettricita-e-il-57-in-piu-per-il-gas/">Bollette: nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104550/bollette-il-2022-si-chiude-con-aumenti-del-76/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 08:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=104550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 3.100 euro, vale a dire circa 1.340 euro in più rispetto al 2021 (+76%); è questa la spesa complessiva &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865104550/bollette-il-2022-si-chiude-con-aumenti-del-76/">Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <strong>3.100 euro</strong>, vale a dire circa <strong>1.340 euro in più rispetto al 2021</strong> <strong>(+76%)</strong>; è questa la spesa complessiva che, secondo l’analisi di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha dovuto sostenere lo scorso anno per pagare le <strong>bollette di luce e gas.</strong></p>
<p>Nello specifico, per <strong>l’energia elettrica</strong> nel 2022 gli italiani hanno messo a budget circa <strong>1.320 euro, il 109%</strong> in più rispetto al 2021, mentre per il <strong>gas</strong>  – considerando anche la tariffa di dicembre 2022 – l’aumento è stato di circa il 60%, con una bolletta che ha raggiunto i 1.790 euro.</p>
<p><em>«Nel 2022 le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con tariffe mai così care»</em> spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it «<em>e anche per il 2023</em> &#8211; <em>nonostante alcuni segnali positivi come ad esempio il calo del prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato per il primo trimestre dell’anno &#8211; i fattori di incertezza rimangono numerosi e le bollette elevate, pertanto  il consiglio è di non abbassare la guardia, continuare ad essere virtuosi in ambito domestico e monitorare le offerte del mercato libero così da cogliere eventuali opportunità di risparmio».</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865104550/bollette-il-2022-si-chiude-con-aumenti-del-76/">Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bollette gas: oltre 1.750 euro nel 2022, +54% sul 2021</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103812/bollette-gas-oltre-1-750-euro-nel-2022-54-sul-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 06:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la tregua di ottobre torna a crescere il prezzo del gas tanto è vero che a novembre, secondo le &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la tregua di ottobre torna a crescere il prezzo del gas tanto è vero che a novembre, secondo le simulazioni di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato dovrà mettere a budget ben 143 euro per la sola bolletta del gas, il 26% in più rispetto allo scorso anno. Il dato emerge dall’analisi realizzata dal comparatore tenendo in considerazione le nuove tariffe comunicate dall’Autorità relative al mese di novembre 2022.</p>
<p>Se i prezzi dovessero rimanere su questi livelli fino alla fine dell’anno – si legge nella nota di Facile.it – la spesa complessiva 2022 per il gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato sarà di superiore ai 1.750 euro, vale a dire il 54% in più rispetto allo scorso anno.</p>
<p>«Le condizioni eccezionali di ottobre hanno portato ad un calo del prezzo del gas, ma come previsto le tariffe sono tornate a crescere con un aumento che, a novembre, è stato del 13,7% andando di fatto ad annullare la diminuzione del mese precedente. Una brutta notizia per tutti coloro che si trovano ancora oggi nel mercato tutelato e che fa presagire ad un inverno complicato dal punto di vista delle bollette» spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Proprio per questo il consiglio non è solo quello di continuare a fare attenzione ai propri consumi, ma anche di guardare alle offerte presenti sul mercato libero perché il passaggio potrebbe essere una soluzione per contrastare, almeno in parte, i costi elevati».</p>
<p>Il 2022 sarà l’anno più costoso di sempre per quanto riguarda l’energia; sommando le bollette del gas a quelle elettriche, la spesa complessiva di una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato quest’anno potrebbe addirittura sfiorare i 3.100 euro, il 74% in più rispetto al 2021.</p>
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		<item>
		<title>Bollette: nel 2022 potrebbero costare l’80% in più</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86596510/bollette-nel-2022-potrebbero-costare-l80-in-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 16:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le stime di Facile.it, se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo le stime di <strong>Facile.it</strong>, se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani si troveranno a pagare una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3.000 euro, <strong>l’80% in più rispetto al 2021</strong>, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia.</p>
<p>Una stangata che arriverebbe dopo il salasso che già ha colpito gli italiani nel 2021 visto che, secondo l’osservatorio di Facile.it*, lo scorso anno le famiglie hanno dovuto fare i conti con una bolletta complessiva di <strong>oltre 1.630 euro</strong>, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020 (+32% su base annua).</p>
<p>A pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie è stata la bolletta del gas, che lo scorso anno ha superato i <strong>960 euro</strong>, in aumento del 31% rispetto al 2020. La spesa per la luce, invece, è stata di circa <strong>670 euro</strong> (+33% su base annua).</p>
<p><em>«Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che la situazione potrebbe restare critica almeno fino a metà anno, se non di più», spiega</em><em> <strong>Silvia Rossi</strong>, BU Director Gas &amp; Power di Facile.it. «</em><em>In questo senso, quindi, l’intervento del Governo rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<em>L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti nel 2021 considerando un consumo medio pari a 2.879 kWh per l’energia elettrica e 1.185 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.</em></p>
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		<item>
		<title>Bollette: aggravi di oltre 370 euro in un anno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86595987/bollette-aggravi-di-oltre-370-euro-in-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 06:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, se nel primo trimestre del 2022 il costo della materia energia aumenterà nella stessa misura &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, se nel primo trimestre del 2022 il costo della materia energia aumenterà nella stessa misura in cui è aumentato nell’ultimo trimestre 2021, tra luce e gas l’aggravio sulle bollette dei consumatori italiani sarà di oltre 216 euro rispetto al Q4 2021 e addirittura di oltre 370 euro rispetto al primo trimestre 2021.</p>
<p>«Sebbene in assenza di indicazioni precise su come verranno impiegati i fondi destinati a calmierare gli aumenti sia molto difficile formulare previsioni troppo precise» &#8211; affermano gli esperti del comparatore &#8211; «basandoci sul recente passato abbiamo potuto calcolare con buona approssimazione gli impatti sui costi che le famiglie italiane dovranno affrontare per pagare il conto di gas ed energia elettrica»</p>
<p>La simulazione, che ha preso come campione una famiglia tipo residente a Milano, con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc e, per l’energia elettrica, con consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW, è stata elaborata da Facile.it tenendo conto sia dell’ormai probabile intervento del Governo, sia dell’annunciato abbassamento al 5% dell’IVA sul gas, sia simulando l’azzeramento degli oneri di sistema di luce e gas che già erano stati introdotti qualche mese fa.</p>
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		<item>
		<title>Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587566/spese-di-casa-ecco-i-primi-aumenti-dopo-un-anno-di-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 06:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<category><![CDATA[spese di casa]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a>Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e </a><a>il profilassi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far<strong> aumentare o diminuire alcuni cost</strong>i</a>? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a> ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.&nbsp; Ecco cosa è emerso.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai mutui</strong></p>



<p>In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un <strong>calo dei tassi dei mutui</strong>; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente <strong>inferiori rispetto </strong>a quelli rilevatiprima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’<strong>1,58%</strong> di gennaio 2020 all’<strong>1,2</strong><strong>4%</strong> di febbraio 2021.</p>



<p>Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il<strong> tasso fisso è tornato a crescere</strong>; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’<strong>1,35%</strong>, vale a dire l’<strong>8,9% in più</strong> rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.</p>



<p>Più stabile, invece, l’andamento del <strong>tasso variabile</strong>, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’<strong>1,08%</strong> rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad <strong>allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili</strong>, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.</p>



<p><strong>Cosa è successo all’RC auto</strong></p>



<p>Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una <strong>contrazione delle tariffe assicurative</strong>; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a <strong>464,09</strong> euro, era inferiore del <strong>13,5% </strong>rispetto a quello di febbraio 2020.</p>



<p>Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle <strong>tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza</strong>, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: <strong>+1,44%</strong>.</p>



<p><strong>Cosa è successo alle bollette di luce e gas</strong></p>



<p>Analizzando l’andamento delle tariffe <strong>luce e gas</strong> <strong>del mercato libero </strong>emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.</p>



<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la <strong>corrente elettrica</strong> di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a <strong>47,59 euro</strong> al mese, valore in <strong>aumento</strong> del <strong>5%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2020.</p>



<p>Se si guarda alla bolletta del <strong>gas</strong>, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a <strong>87,62 euro al mese</strong>, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.</p>



<p>Anche guardando l’andamento dei prezzi nel <strong>mercato tutelato emerge</strong> un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai prestiti personali</strong></p>



<p>Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di <strong>maggior cautela</strong> da parte delle società di credito, che si è tradotto in un <strong>aumento dei tassi di interesse</strong> e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.</p>



<p>Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal <strong>6,25%</strong> di gennaio 2020 al <strong>6,63%</strong> di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici <strong>sono tornati a scendere </strong>arrivando, a marzo 2021, a <strong>6,44%</strong>.</p>



<p><strong>Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa</strong></p>



<p>Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della <strong>mobile</strong> non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l<strong>’importo medio è stabile a circa 13 euro</strong> al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).&nbsp; Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.</p>



<p>Guardando alle tariffe relative al servizio di <strong>internet casa</strong>, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un <strong>aumento dei prezzi</strong> offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un <strong>rincaro del 5,3%</strong>. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.</p>



<p><strong>Cosa è successo ai conti correnti</strong></p>



<p>Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it <strong>non sono stati rilevati cambiamenti </strong>significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.</p>



<p>Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti)&nbsp;e <strong>favorire i pagamenti con carta</strong> tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l&#8217;apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.</p>



<p>Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: <strong>pochi conti gratuiti</strong> con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.&nbsp; Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di d<strong>isincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità</strong>, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.</p>



<p><strong>Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi</strong></p>



<p><a>Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? </a>Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei <strong>mutui</strong>, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.</p>



<p>L’andamento delle tariffe <strong>RC auto</strong> è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.</p>



<p>Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di <strong>telefonia mobile e fissa </strong>offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.</p>



<p><em>* </em><em>&nbsp;RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></p>



<p><em>Mutui: media dei </em><em>Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021</em></p>



<p><em>Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.</em></p>



<p><em>Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.</em></p>



<p><em>Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.</em></p>



<p><em>Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86587566/spese-di-casa-ecco-i-primi-aumenti-dopo-un-anno-di-pandemia/">Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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