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	<title>benzina Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>benzina Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Auto: gli italiani spendono fino a 4.486 euro l’anno per mantenerla</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123140/auto-gli-italiani-spendono-fino-a-4-486-euro-lanno-per-mantenerla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollo]]></category>
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		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tenendo conto delle sole voci di spesa principali che gravano sul veicolo, dal bollo all’assicurazione, dal carburante fino a manutenzione &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tenendo conto delle sole voci di spesa principali che gravano sul veicolo, dal bollo all’assicurazione, dal carburante fino a manutenzione e usura, <strong>per mantenere la propria automobile </strong>le famiglie italiane spendono fino a<strong> 4.486 euro</strong>; il dato arriva dall’analisi realizzata da <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, in collaborazione con <strong>Pratiche Auto Online,</strong> che ha preso in considerazione tre profili differenti di automobilisti e tre città campione (Milano, Roma, Napoli).</p>
<p>La spesa varia notevolmente a seconda della città analizzata. <strong>Napoli</strong> è risultata essere quella dove mantenere l’auto costa di più; nel capoluogo campano si spendono mediamente tra i 3.098 euro e i 4.486 euro, a seconda del profilo di automobilista. A <strong>Roma</strong>, a parità di condizioni, la spesa varia tra i 2.532 euro e i 3.694 euro, mentre <strong>Milano</strong> è risultata essere la città più economica con un valore annuo compreso tra i 2.329 euro e i 3.404 euro.</p>
<p>Lo studio è stato realizzato su 3 profili caratterizzati da classi di merito, età, chilometri percorsi e modelli d’auto diversi. Le voci di costo analizzate sono RC auto, bollo, carburante, costi di usura e manutenzione secondo tabelle ACI e il prezzo della revisione obbligatoria del mezzo*.</p>
<p><strong>Famiglia con figli (profilo 1)</strong></p>
<p>Per il primo profilo è stata presa in considerazione un’<strong>auto familiare </strong>alimentata a diesel e utilizzata sia dai genitori sia da figli con età inferiore a 25 anni. Per mantenere l’auto, in media, la famiglia spenderà <strong>3.556 euro l’anno</strong>.</p>
<p>Le voci più importanti sono risultate essere il diesel, circa 1.262 euro per 15.000 km annui, e i costi di manutenzione ordinaria/straordinaria che, insieme all’usura degli pneumatici, incidono per 1.347 euro l’anno.</p>
<p>Sebbene l’auto sia intestata ad uno dei due genitori (classe di merito 1), la presenza di guidatori con età inferiore ai 25 anni non permette di usufruire della formula “guida esperta”, che normalmente consente di abbattere il <strong>prezzo della copertura RC</strong> in modo significativo; ragione per cui il premio medio è pari a 546 euro. Questa è la voce che più varia a livello territoriale; a parità di profilo, ad esempio, la famiglia residente a <strong>Milano</strong> spende in RC auto 432 euro; a <strong>Roma</strong> l’importo sale a 693 euro mentre a <strong>Napoli</strong> arriva a 1.408 euro, più del doppio rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong> pesa, in media, 277 euro, ma anche in questo caso non mancano le differenze territoriali; si va dai 240 euro di Milano ai 345 euro di Napoli.</p>
<p>A completare la spesa c’è il costo di revisione, circa 88 euro ogni due anni e il cambio stagionale degli pneumatici, per una spesa prossima agli 80 euro l’anno.</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, la <strong>spesa totale varia dai 3.404 euro della famiglia milanese</strong>, ai <strong>3.694</strong> euro di quella <strong>romana</strong> e arriva a <strong>4.486 euro</strong> per quella residente a <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Coppia senza figli (profilo 2)</strong></p>
<p>Questo profilo è composto da una <strong>coppia over 40 senza figli</strong>, alla guida di un’<strong>auto di medie dimensioni </strong>alimentata a benzina. Per mantenere l’auto, in media, la <strong>coppia spende </strong><strong>2.441 euro l’anno</strong>.</p>
<p>La voce più pesante è rappresentata dalla<strong> benzina</strong>, che considerando 10.000 km di percorrenza, arriva a 1.005 euro. Per i costi di <strong>manutenzion</strong>e ordinaria e straordinaria e l’usura delle gomme, invece, la spesa annua è pari a 662 euro.</p>
<p>Decisamente più leggero, rispetto agli altri profili, il peso della <strong>RC auto</strong>: l’assenza di figli patentati nel nucleo familiare permette alla coppia (proprietario in classe di merito 1) di poter optare per la formula “guida esperta” che fa scendere il <strong>premio medio a </strong><strong>373 euro</strong>, vale a dire il 32% in meno rispetto alla famiglia con figli. Ancora una volta sono notevoli le differenze territoriali: a Milano il premio medio è pari a 298 euro, a Roma sale a 472 euro, mentre a Napoli arriva addirittura a 962 euro.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong>, il costo della <strong>revisione</strong> e del cambio stagionale degli pneumatici non variano rispetto alla famiglia con figli; queste voci, in media, pesano insieme poco più di 400 euro l’anno.</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, una coppia per mantenere l’auto spende in media <strong>2.329 euro a Milano</strong>, <strong>2.532 euro a Roma</strong> e <strong>3.098 euro a Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Neopatentato (profilo 3)</strong></p>
<p>Per questo profilo è stato considerato un giovane under 21 neopatentato (classe di merito 14) alla guida di un’utilitaria alimentata a benzina (mild hybrid)<strong>; il costo complessivo annuale per mantenere l’auto è pari a 3.226 euro.</strong></p>
<p>In questo caso la voce che più incide è quella dell’<strong>RC Auto</strong>; secondo l’analisi di Facile.it, considerando la classe di merito 14 e la giovane età dell’automobilista, il premio medio è pari a <strong>2.060 euro</strong>. Importanti le differenze territoriali: a Milano il valore medio scende a 1.545 euro, a Roma è pari a 2.155 euro mentre a Napoli arriva addirittura a 2.959 euro. Per risparmiare sul premio RC auto, se presenti le condizioni, il giovane assicurato potrebbe usufruire dell’<strong>RC familiare ereditando la migliore classe di merito all’interno del nucleo; ipotizzando una prima classe di merito,</strong> il premio medio passerebbe da 2.060 a 1.348 euro, ed anche nelle città campione il valore scenderebbe, a seconda dell’area, fino al 34%.</p>
<p>Più leggero il peso del <strong>carburante</strong>; considerando 7.000 km percorsi in un anno, la spesa per la benzina è pari a 483 euro. Per i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’usura delle gomme, invece, bisogna mettere a budget 413 euro l’anno.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong> incide, in media, per 146 euro, con lievi differenze territoriali: si va dai 136 euro di Milano ai 160 euro di Napoli. A Roma costa, in media, 145 euro. Completano il quadro i costi per la revisione e il cambio stagionale degli pneumatici (in totale 124 euro l’anno).</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, un neopatentato (classe di merito 14) per mantenere l’auto spende in media <strong>2.700 euro a Milano, </strong><strong>3.319 euro a Roma e </strong><strong>4.139 euro a Napoli</strong>.</p>
<p><em>«L’assicurazione è una delle spese che incide maggiormente sul mantenimento dell’auto e, in alcuni casi, può arrivare a rappresentare il 70% del costo totale. Fortunatamente, però, è una delle voci su cui è più semplice risparmiare», </em>spiegano gli esperti di Facile.it<em>. «Il consiglio, quando si è alle prese con la sottoscrizione dell’RC auto, è di confrontare l’offerta di più compagnie per identificare la copertura assicurativa più adatta alle proprie esigenze.».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Nota metodologica</p>
<p><em>I premi RC auto sono stati calcolati su un campione di oltre 18.000 preventivi realizzati da Facile.it nelle tre città campione (Milano, Roma, Napoli) nell’ultimo anno per i seguenti profili: Profilo 1): Golf 7ª serie, età proprietario 48-62 anni, classe di merito 1, età conducente più giovane del nucleo familiare &gt; 25 anni. Profilo 2) Golf 7ª serie, età patentato più giovane in famiglia 26 anni. Profilo 3) Panda 3°serie, età proprietario 18-21 anni, neopatentato, CU 14. Il valore del bollo è stato calcolato su un campione di oltre 1.000 pratiche di bollo gestite da Pratiche Auto online per i modelli d’auto Golf 7ª serie e Panda 3 ª serie nelle tre città analizzate. Per il carburante sono stati considerati questi valori medi in modalità self aggiornati ad aprile 2026: Benzina: 1,76 euro/litro, Diesel: 2,10 euro litro.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 10:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/">Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, carburante e mutui, oltre <strong>1,7 miliardi di euro in più</strong>. Il dato arriva dall’analisi di <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, che ha calcolato quanto sia effettivamente pesata sulle tasche dei consumatori la guerra ad oggi.</p>
<p><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p>Ormai tutti sappiamo che le <strong>bollette luce e gas</strong> sono salite a causa del conflitto in Iran, ma di quanto? Secondo le stime di Facile.it, per gli italiani con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero l’aumento si tradurrà in un <strong>aggravio di oltre 40 euro tra marzo e aprile</strong>.</p>
<p>Più nello specifico, a salire maggiormente saranno le bollette del gas; guardando ai consumi di una famiglia tipo (consumo pari a 1.100 smc), per le utenze di marzo e aprile la spesa media sarà di circa <strong>263 euro</strong>, vale a dire <strong>più o meno 36 euro in più (+16%) rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero aumentate.</strong></p>
<p>Minore l’impatto sulle bollette della luce; per una famiglia tipo (consumo pari a 2.000 kWh), le bollette di marzo e aprile arriveranno a <strong>110 euro, in aumento del 5%</strong> rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe fossero rimaste stabili.</p>
<p>È possibile stimare che gli aumenti di luce e gas di questi soli due mesi peseranno sulle tasche degli italiani con un contratto variabile, complessivamente, fino a <strong>500 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell&#8217;energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno <strong>2.165 euro</strong> tra luce e gas, vale a dire <strong>l’11% in più (217 euro) rispetto ai 1.948</strong> <strong>euro</strong> previsti prima che scoppiasse il conflitto.</p>
<p><strong>Mutui variabili</strong></p>
<p>Nonostante la <strong>BCE</strong> non sia ancora intervenuta sui tassi &#8211; gli esperti si aspettano il primo aumento a giugno &#8211; le rate dei mutui variabili hanno ripreso a crescere. La ragione è l’<strong>Euribor</strong>, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che da prima dello scoppio del conflitto ad oggi è salito di circa <strong>15 punti base, con picchi di +25 punti base</strong> (Euribor a 3 mesi). Questi movimenti si traducono <strong>in un aumento di circa 5 euro nella rata di aprile e di ulteriori 5 euro in quella di maggio</strong>, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile).</p>
<p>E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 23 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dagli attuali 620 euro ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 660 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata mensile del mutuo variabile standard <strong>salirebbe quindi di quasi 40 euro</strong>.</p>
<p>Soffermandoci su tassi offerti ai nuovi mutuatari, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni al 70%, oggi i migliori Tan disponibili partono dal <strong>2,99% per il fisso</strong> e dal <strong>2,35% per il variabile</strong>. Possibile immaginare che se la situazione di crisi continuerà, i valori cambieranno nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>Benzina e diesel</strong></p>
<p>La spesa che è cresciuta maggiormente, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, è quella per il <strong>carburante</strong>; secondo le stime elaborate a due mesi dallo scoppio del conflitto, per fare rifornimento di benzina e diesel nei mesi di marzo e aprile gli italiani hanno speso <strong>1,2 miliardi di euro in più rispetto</strong> a quanto avrebbero fatto se le tariffe fossero rimaste uguali a quelle pre-conflitto.</p>
<p>L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a marzo 2026 (pari a 744.000 tonnellate di benzina e 1,25 milioni di tonnellate di gasolio) e le variazioni settimanali del prezzo di diesel e benzina. A marzo 2026 per rifornirsi alla pompa gli italiani hanno pagato, in media, 4,7 miliardi di euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero cresciute a causa del conflitto. Ad aprile invece, a parità di consumi, il totale dovrebbe arrivare a sfiorare, se non addirittura superare, i 4,9 miliardi, circa il 17% in più rispetto a febbraio.</p>
<p>Nello specifico, il prezzo medio mensile della <strong>benzina </strong>alla pompa è passato da 1,65 euro/litro di febbraio intorno a 1,77 euro/litro di marzo e dovrebbe chiudere aprile a circa 1,76 euro/litro, rincaro che, nei due mesi, si tradurrebbe in un aggravio di circa 215 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è salito da 1,70 euro/litro di febbraio a 1,99 di marzo e potrebbe chiudere aprile a circa 2,1 euro/litro, valori che peserebbero sulle tasche degli italiani per oltre 1 miliardo di euro in costi extra.</p>
<p>Per un pieno di <strong>benzina</strong> (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a <strong>88 euro di marzo e aprile</strong>; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro di febbraio a <strong>99 euro</strong> di marzo raggiungendo, ad aprile, i 105 euro.</p>
<p>Secondo le stime di Facile.it, considerando il prezzo del carburante aggiornato al 26/4/2026 e una percorrenza di 10.000 km, un automobilista spende in <strong>benzina</strong>, in un anno, circa <strong>1.147 euro</strong>, vale a dire il 5% in più (+50 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026). Se si considera il prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa annua è di <strong>1.132 euro</strong>, in aumento del <strong>20%</strong> (+192 euro).</p>
<p>L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli <strong>autotrasporti</strong>: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende <strong>262 euro in più, vale a dire 1.544 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Nota metodologica:</em></p>
<p><em>&#8211; Carburante: Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica &#8211; DGFTA DIV II relativi a marzo con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante è stato utilizzato: per febbraio e marzo 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica &#8211; Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per aprile 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-19 aprile 2026 dal Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica e, per il periodo 20-26 aprile, le rilevazioni di Staffetta Quotidiana. Per le stime di spesa futura, il prezzo della benzina è 1,7380 €/l, per il diesel 2,059 €/litro. Consumi: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km</em></p>
<p><em>&#8211; Bollette: per le bollette luce e gas sono stati considerati consumi annui pari a 2.000 kWh e 1.100 smc riparametrati sulla base dei consumi percentuali di marzo e aprile come rilevati dall’Autorità. Per le tariffe, sono stati utilizzati i valori di PUN e PSV maggiorati da uno spread medio e tutte le altre voci che gravano in bolletta. L’impatto totale è stato stimato applicando l’aumento medio al numero di clienti che, secondo gli ultimi dati ufficiali, hanno un’offerta nel mercato libero a prezzo variabile. Le stime future sono state elaborate utilizzando le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate il 24 aprile, oneri e imposte attualmente in vigore.</em></p>
<p>&#8211; Mutui:<em> simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Simulazioni sui tassi realizzati da Facile.it il 27 aprile 2026.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spese irrinunciabili: la guerra in Iran potrebbe costare fino a 950 euro a famiglia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122746/spese-irrinunciabili-la-guerra-in-iran-potrebbe-costare-fino-a-950-euro-a-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122746</guid>

					<description><![CDATA[<p>La tregua tra Iran e USA vacilla e in attesa di vedere quali saranno gli sviluppi, continua l’altalena dei prezzi &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122746/spese-irrinunciabili-la-guerra-in-iran-potrebbe-costare-fino-a-950-euro-a-famiglia/">Spese irrinunciabili: la guerra in Iran potrebbe costare fino a 950 euro a famiglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">La tregua tra Iran e USA vacilla e in attesa di vedere quali saranno gli sviluppi, continua l’altalena dei prezzi delle materie prime. <a class="_12g1fnq9 _1qrxr0ds8 _1qrxr0dr _1qrxr0da _1k41be02 _19e1ott4" href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha fatto il punto sugli aumenti già avvenuti e previsti di bollette luce e gas, assicurazioni, mutui e carburante. Ecco cosa è emerso.</p>
<p id="bollette-luce-e-gas" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell&#8217;energia*, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno <strong>2.711</strong> euro tra luce e gas, vale a dire il <strong>12% in più</strong> (284 euro) rispetto ai <strong>2.427 euro previsti prima che scoppiasse il conflitto</strong>.</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nello specifico, a crescere maggiormente sarà la bolletta del gas, che potrebbe arrivare a 1.834 euro (rispetto ai 1.617 euro pre-conflitto), mentre quella della luce salirebbe a 877 € (erano 810 nelle previsioni antecedenti allo scoppio della guerra).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Il caldo anomalo della scorsa settimana ha acceso un riflettore su quella che potrebbe essere la prossima “emergenza”; il <strong>condizionatore</strong>. Stando alle previsioni sull’andamento del prezzo dell’energia, per raffrescare casa questa estate gli italiani potrebbero spendere il 19% in più rispetto all’estate 2025*, vale a dire 144 euro invece dei 121 spesi lo scorso anno.</p>
<p id="benzina-e-diesel" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Benzina e diesel</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nonostante il temporaneo taglio delle accise introdotto dal Governo, il prezzo del carburante alla pompa rimane elevato. Considerando una percorrenza di 10.000 km e i prezzi medi in modalità self aggiornati al 12 aprile 2026, secondo le stime* di Facile.it un automobilista spende in <strong>benzina</strong>, in un anno, circa <strong>1.177 euro</strong>, vale a dire il 7% in più (+81 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026).  Se si considera il prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa annua è di <strong>1.190 euro</strong>, in aumento del <strong>26%</strong> (+249 euro).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli <strong>autotrasporti</strong>: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende <strong>339 in più, vale a dire 1.622 euro.</strong></p>
<p id="mutui" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Mutui</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nonostante nella riunione di marzo la <strong>BCE</strong> abbia deciso di non intervenire sui tassi, le rate dei mutui variabili hanno ripreso ad aumentare. La ragione è l’<strong>Euribor</strong>, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che a marzo è salito di circa <strong>10 punti base</strong> (Euribor a 3 mesi) comportando un rincaro prossimo ai 6 euro già nella rata di aprile per un finanziamento variabile standard* sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 10 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dai 620 euro di aprile ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 662 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata del mutuo variabile standard <strong>salirebbe quindi di quasi 50 euro</strong>.</p>
<p id="rc-auto" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>RC Auto</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Sebbene sia ancora presto per fare previsioni o vedere possibili effetti del conflitto iraniano sul prezzo dell’RC auto, in contesti come quello attuale il rischio è che l&#8217;aumento del costo delle materie prime e dell’energia generi inflazione che, se protratta, inciderà anche sulle tariffe assicurative. È quanto accaduto, ad esempio, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina; quando nei 12 mesi successivi all’inizio del conflitto, come rilevato dall’osservatorio RC auto di Facile.it, i prezzi medi dei premi pagati dagli assicurati <strong>crebbero del 18%</strong>.</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Se all’epoca le tariffe di partenza erano basse e godevano ancora degli sconti legati alla pandemia, quindi il margine di aumento era più ampio, e prima di vedere un impatto sui premi RC auto passarono diversi mesi con inflazione e costi energetici alle stelle, per ciò che concerne l’attuale conflitto le ricadute sul prezzo delle materie prime saranno determinanti nell’eventuale aumento dei prezzi delle assicurazioni auto. A marzo 2026, secondo l’Osservatorio Facile.it, il premio medio RC auto era pari a <strong>643,97 euro</strong>; stimando un aumento del 15% si arriverebbe ad un rincaro medio di <strong>96 euro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Note metodologiche:</em></p>
<p><em>&#8211; Carburante: consumi medi considerati: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km</em></p>
<p><em>&#8211; Bollette luce e gas: le stime sono state elaborate dagli analisti di Facile.it prendendo in considerazione un contratto di fornitura indicizzato nel mercato libero, i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas), le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate l’11 aprile, oneri e imposte attualmente in vigore.</em></p>
<p><em>&#8211; Condizionatore: simulazione Facile.it per 500 ore di utilizzo di condizionatore monosplit Classe A, famiglia tipo consumi 2.700 kWh</em></p>
<p>&#8211; Mutui:<em> simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>&#8211; Rc auto: l’Osservatorio Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 13.123.254 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell&#8217;Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></p>
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		<title>Carburante: 880 milioni di euro di aggravio ad aprile senza taglio accise</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122497/carburante-880-milioni-di-euro-di-aggravio-ad-aprile-senza-taglio-accise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 18:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[taglio accise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il decreto del 3 aprile il Governo ha prorogato il taglio sul prezzo della benzina e gasolio. Una misura &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto del 3 aprile il Governo ha prorogato il taglio sul prezzo della benzina e gasolio. Una misura attesa da milioni di italiani e che, se non rinnovata, secondo le stime di <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> avrebbe potuto portare a un <strong>esborso, per il solo mese di aprile, quantificabile in circa 880 milioni in più </strong>rispetto a questo speso alla pompa a febbraio, prima che scoppiasse il conflitto.</p>
<p>Già a marzo<strong>, </strong>nonostante lo sconto da 24,4 centesimi attualmente in vigore, sempre secondo i calcoli di <strong>Facile.it</strong>, a causa degli aumenti del prezzo del carburante gli italiani hanno speso <strong>470 milioni di euro in più</strong> rispetto a febbraio. Nello specifico, il rincaro ha pesato per<strong> circa 97 milioni di euro</strong> sulla benzina e per circa <strong>372 milioni di euro sul diesel.</strong></p>
<p>L’analisi* è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a febbraio 2026 (pari a 655.000 tonnellate di benzina e 1,11 milioni di tonnellate di gasolio) e l’aumento del prezzo di diesel e benzina. Se a febbraio la spesa per rifornirsi è stata di circa 3,7 miliardi di euro, a marzo, per la stessa quantità di carburante, il conto ha quasi raggiunto i <strong>4,2 miliardi di euro (+12%).  </strong></p>
<p><strong>In assenza del rinnovo del taglio, ad aprile il conto finale sarebbe potuto arrivare a circa 4,6 miliardi di euro.</strong> Ma il salasso effettivo avrebbe potuto essere addirittura più alto se i prezzi avessero continuato a salire e se si considera che, con le <strong>vacanze pasquali</strong>, il consumo di carburante normalmente tende ad aumentare.</p>
<p><strong>Il prezzo del carburante</strong></p>
<p>Dallo scoppio del conflitto il prezzo del carburante, nonostante l’intervento del Governo, è aumentato notevolmente, in particolare quello del gasolio che da ormai tre settimane <strong>ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro.</strong></p>
<p>Nello specifico, analizzando il prezzo medio mensile della <strong>benzina </strong>alla pompa si scopre che il valore è passato da 1,65 euro/litro di febbraio a <strong>1,77 euro/litro</strong> di marzo. Per il <strong>diesel</strong>, invece, il prezzo medio mensile è salito a 1,70 euro/litro di febbraio a <strong>1,98 euro/litro di marzo</strong>.</p>
<p>In data 1 aprile, secondo le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio in modalità “self service” sulla rete stradale è arrivato a 1,754 euro/litro (+5% rispetto al valore pre-conflitto), mentre quello del <strong>diesel ha raggiunto i 2,076 euro</strong> (<strong>+21%</strong>).</p>
<p>Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio in modalità self è arrivato a 1,821 euro/litro per la benzina e a 2,142 euro/litro per il gasolio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica &#8211; DGFTA DIV II relativi a febbraio e con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante mensile è stato utilizzato: per febbraio 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica &#8211; Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per marzo 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-29 marzo 2026 dal Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica.</em></p>
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		<title>Benzina: agli italiani costa di più rispetto agli altri stati UE</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118740/benzina-agli-italiani-costa-di-piu-rispetto-agli-altri-stati-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 17:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati ufficiali della Commissione Europea* a luglio la benzina costava in media 1,729 euro a litro, il &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati ufficiali della Commissione Europea* a luglio la benzina costava in media 1,729 euro a litro, il diesel 1,663 €/l ovvero, rispettivamente, il <strong>2%</strong> ed il <strong>4%</strong> in più <strong>rispetto ad un mese</strong> <strong>fa</strong>; nonostante questo l’auto resta il <strong>mezzo preferito</strong> dagli italiani per <strong>andare in vacanza</strong>, ma quanto spenderanno per il carburante? Molto, e soprattutto decisamente più di quanto non faranno, per percorrere gli stessi chilometri, gli automobilisti del <strong>resto d’Europa</strong>. <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha calcolato che per <strong>un’auto familiare</strong> che percorre <strong>2.500 km</strong> (ad esempio Milano – Lecce andata e ritorno più qualche piccola escursione durante il soggiorno) occorrono <strong>285 euro</strong> di benzina, 216 euro se la vettura è diesel**.</p>
<p><strong>La classifica europea &#8211; benzina</strong></p>
<p>Come se la passano gli altri <strong>viaggiatori europei</strong>? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato il prezzo del carburante nei 27 Paesi UE scoprendo che <strong>l’Italia è uno dei paesi più cari del continente</strong>. Per la benzina, gli italiani spendono il <strong>6% in più</strong> rispetto alla media europea, addirittura <strong>il 7% in più</strong> per il diesel, valori che fanno guadagnare alla nostra nazione, rispettivamente, il quarto e quinto posto tra gli stati più costosi dell’Unione Europea.</p>
<p>Dati alla mano, ad esempio, per un viaggio da 2.500 km entro i confini nazionali, gli <strong>austriaci</strong> spendono 253 euro in benzina, l’11% in meno rispetto all’Italia, mentre agli <strong>spagnoli</strong>, per un tour on the road di pari lunghezza, sono sufficienti <strong>246 euro </strong>(<strong>-14%</strong>).</p>
<p>Il prezzo della benzina scende ulteriormente se ci si sposta verso est; in <strong>Romania</strong> e <strong>Polonia</strong>, ad esempio, per un viaggio in auto da 2.500 km si spendono circa 230 euro, il <strong>19% in meno</strong> rispetto al Bel Paese.</p>
<p>I più fortunati del continente sono risultati essere gli automobilisti <strong>bulgari</strong>; per percorrere 2.500 km in auto servono appena 203 euro di benzina, il <strong>30% in meno rispetto all’Italia</strong>.</p>
<p>Va peggio di noi solo a danesi, olandesi e greci: se per gli ellenici il conto è di poco superiore al nostro (+1%), per un viaggio in auto nel paese dei mulini a vento la cifra sale a <strong>314 euro</strong> (+10%) e arriva a sfiorare i <strong>320 euro in Danimarca</strong> (<strong>+12%</strong>).</p>
<p><strong>La classifica europea &#8211; diesel</strong></p>
<p>Lo scenario cambia di poco se si considerano i <strong>veicoli alimentati a diesel</strong>; l’Italia, come detto, è il quinto Paese più caro dell’Unione Europea e per un viaggio da 2.500 km occorrono <strong>216 euro</strong>. In <strong>Germania</strong>, si spendono 210 euro (il 3% in meno), in <strong>Svezia</strong> 196 euro (-9%), mentre in <strong>Spagna</strong> sono sufficienti appena 185 euro (-14%).</p>
<p>E se i più sfortunati continuano ad essere i <strong>danesi</strong>, che per un tragitto di pari lunghezza devono mettere a budget 231 euro (+7% rispetto agli automobilisti italiani), questa volta i più fortunati sono i <strong>maltesi</strong>, che per spendono appena 157 euro.</p>
<p><em>* Fonte: analisi Facile.it su prezzi medi carburanti diffusi dalla Commissione Europea aggiornati al 14 luglio 2025.</em></p>
<p><em>** Consumo medio considerato: 6,6 l/100km per le auto a benzina, 5,2 l/100 km quelle diesel.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caro carburante: nel 2023 l’Italia è diventato uno dei Paesi UE dove il pieno costa di più</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104642/caro-carburante-nel-2023-litalia-e-diventato-uno-dei-paesi-ue-dove-il-pieno-costa-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 05:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[caro carburante]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=104642</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto costa fare il pieno in Italia e negli altri Paesi europei? In quali nazioni incidono maggiormente le tasse sul &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto costa fare il pieno in Italia e negli altri Paesi europei? In quali nazioni incidono maggiormente le tasse sul costo alla pompa? <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha analizzato il prezzo dei carburanti in 12 nazioni dell’UE* ed è emerso che se nel 2022, anche grazie ai tagli sulle accise, gli automobilisti italiani sono stati tra coloro che hanno <strong>speso di meno per il carburante</strong>, l’inizio del 2023 ci ha proiettato ai <strong>primi posti della classifica europea</strong> con un triste primato: siamo la nazione, tra quelle analizzate, dove oggi le <strong>accise e imposte pesano di più sul prezzo finale</strong>.</p>
<p><strong>La spesa nel 2022</strong></p>
<p>L’analisi, realizzata tenendo in considerazione il prezzo del carburante riportato dalla Commissione europea e ipotizzando il consumo di un’autovettura utilitaria con una percorrenza di 10.000 km l’anno, ha evidenziato come nel 2022 la <strong>spesa media sostenuta dall’automobilista italiano</strong> per la <strong>benzina</strong> sia stata pari a <strong>1.008 euro</strong>, valore che fa guadagnare al nostro Paese il <strong>settimo posto tra i dodici analizzati</strong> cioè, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.</p>
<p>Nello scorso anno, il prezzo del pieno <strong>è stato più salato in diverse nazioni</strong>; in Danimarca, ad esempio, gli automobilisti hanno speso il 15% in più rispetto a noi (1.160 euro), in Grecia il 13% (1.140 euro) e in Germania il 6% (1.069 euro).</p>
<p>Se la <strong>Francia</strong> ha fatto registrare valori molto simili a quelli dell’Italia (1.005 euro) sono stati decisamente più fortunati gli automobilisti austriaci, per i quali la spesa è stata inferiore del 5% rispetto a quella sostenuta dai nostri connazionali (960 euro) e soprattutto quelli della Slovenia (-18%; 830 euro); prezzi che spiegano come mai molti italiani varchino spesso i confini per fare rifornimento in questi Paesi.</p>
<p>Se si guarda al prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa sostenuta nel 2022 dall’automobilista italiano dell’esempio è stata pari a 1.009 euro, valore che fa guadagnare al nostro Paese la <strong>quart’ultima posizione nella classifica dei dodici</strong>. Fanno meglio di noi solo Portogallo (-1%, 998 euro), Spagna (-1%, 997 euro) e, ancora una volta, Slovenia (-10%, 909 euro).</p>
<p>Maglia nera dei costi per la Svezia, dove gli automobilisti nel 2022 hanno speso, per il diesel, 1.275 euro (+21% rispetto all’Italia); al secondo posto tra i Paesi più cari si posiziona la Danimarca (1.091 euro, vale a dire l’8% in più rispetto alla nostra nazione).</p>
<p>Prendendo in considerazione il prezzo dei carburanti rilevato nella prima settimana del 2023, la classifica cambia radicalmente e, purtroppo, <strong>in peggio per gli automobilisti italiani</strong>.</p>
<p>Considerando 2 settimane di uso dell’auto*, se si guarda al prezzo della <strong>benzina</strong>, l’automobilista italiano balza <strong>al quarto posto della classifica</strong>, con una spesa di 42 euro, vale a dire oltre il 40% in più rispetto a quello sloveno e il 15% in più rispetto a quello austriaco. Peggio di noi solo Danimarca (44 euro) e, parimerito, Grecia e Francia (43 euro).</p>
<p>Se si guarda al prezzo del <strong>diese</strong>l, invece, il conto pagato dall’automobilista italiano è addirittura il <strong>terzo più caro d’Europa</strong>; 43 euro, vale a dire il 24% in più rispetto alla Slovenia e il 17% in più sul Portogallo. Fa peggio solo la Svezia con 49 euro e la Francia con 44 euro.</p>
<p><strong>Il peso delle accise e imposte</strong></p>
<p>Analizzando i dati della Commissione europea aggiornati alla prima settimana del 2023 e relativi al valore percentuale di <strong>accise e imposte</strong> sul prezzo del carburante emerge che, tra le nazioni esaminate, <strong>l’Italia è quella dove queste voci pesano di più</strong>; per la benzina sono pari al <strong>58,2% del prezzo pagato alla pompa</strong>, mentre per il diesel sono pari al <strong>51,1%</strong>.</p>
<p>Solo un mese fa, nella prima settimana di dicembre 2022, invece, il nostro Paese era <strong>terzultimo in classifica</strong>; accise e imposte incidevano il <strong>46,4%</strong> sul prezzo della benzina e il <strong>38,9%</strong> su quello del diesel.</p>
<p>Tornando ai dati della prima settimana del 2023, per la <strong>benzina</strong>, al secondo posto della graduatoria, si posiziona la <strong>Grecia</strong> (57,9%) mentre al terzo la <strong>Germania</strong> (54,2%). Decisamente più fortunati gli automobilisti di Spagna e Slovenia dove le percentuali si fermano, rispettivamente, al 46,6% e al 47,9%.</p>
<p>Per il <strong>diesel</strong>, dopo l’Italia si posiziona la <strong>Francia</strong>, dove accise e imposte pesano il 48,7% del prezzo totale, e l’Austria, dove arrivano al 44,6%. In Germania il peso di queste voci è pari al 41,8%, mentre scende addirittura al 39,9% in Spagna.</p>
<p>Curioso il caso svedese: è il Paese, tra quelli analizzati, dove il peso percentuale delle tasse sul diesel è più basso (37,2%), ma nonostante questo il prezzo alla pompa è il più alto d’Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata da Facile.it ipotizzando una percorrenza annuale di 10.000 km e un consumo di 5,6 l/100km. Per il prezzo del carburante 2022 è stata considerata la media delle tariffe riportate nel bollettino settimanale della Commissione europea; per il prezzo del carburante 2023 sono state considerate le tariffe aggiornate al 9/1/2023 e una percorrenza di 416 km. Per il peso di imposte e accise sono stati considerati i valori riportati nel bollettino della Commissione europea aggiornato al 9/1/23 e al 5/12/22.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865104642/caro-carburante-nel-2023-litalia-e-diventato-uno-dei-paesi-ue-dove-il-pieno-costa-di-piu/">Caro carburante: nel 2023 l’Italia è diventato uno dei Paesi UE dove il pieno costa di più</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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