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	<title>accise Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>accise Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Carburante: 880 milioni di euro di aggravio ad aprile senza taglio accise</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 18:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[taglio accise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il decreto del 3 aprile il Governo ha prorogato il taglio sul prezzo della benzina e gasolio. Una misura &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto del 3 aprile il Governo ha prorogato il taglio sul prezzo della benzina e gasolio. Una misura attesa da milioni di italiani e che, se non rinnovata, secondo le stime di <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> avrebbe potuto portare a un <strong>esborso, per il solo mese di aprile, quantificabile in circa 880 milioni in più </strong>rispetto a questo speso alla pompa a febbraio, prima che scoppiasse il conflitto.</p>
<p>Già a marzo<strong>, </strong>nonostante lo sconto da 24,4 centesimi attualmente in vigore, sempre secondo i calcoli di <strong>Facile.it</strong>, a causa degli aumenti del prezzo del carburante gli italiani hanno speso <strong>470 milioni di euro in più</strong> rispetto a febbraio. Nello specifico, il rincaro ha pesato per<strong> circa 97 milioni di euro</strong> sulla benzina e per circa <strong>372 milioni di euro sul diesel.</strong></p>
<p>L’analisi* è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a febbraio 2026 (pari a 655.000 tonnellate di benzina e 1,11 milioni di tonnellate di gasolio) e l’aumento del prezzo di diesel e benzina. Se a febbraio la spesa per rifornirsi è stata di circa 3,7 miliardi di euro, a marzo, per la stessa quantità di carburante, il conto ha quasi raggiunto i <strong>4,2 miliardi di euro (+12%).  </strong></p>
<p><strong>In assenza del rinnovo del taglio, ad aprile il conto finale sarebbe potuto arrivare a circa 4,6 miliardi di euro.</strong> Ma il salasso effettivo avrebbe potuto essere addirittura più alto se i prezzi avessero continuato a salire e se si considera che, con le <strong>vacanze pasquali</strong>, il consumo di carburante normalmente tende ad aumentare.</p>
<p><strong>Il prezzo del carburante</strong></p>
<p>Dallo scoppio del conflitto il prezzo del carburante, nonostante l’intervento del Governo, è aumentato notevolmente, in particolare quello del gasolio che da ormai tre settimane <strong>ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro.</strong></p>
<p>Nello specifico, analizzando il prezzo medio mensile della <strong>benzina </strong>alla pompa si scopre che il valore è passato da 1,65 euro/litro di febbraio a <strong>1,77 euro/litro</strong> di marzo. Per il <strong>diesel</strong>, invece, il prezzo medio mensile è salito a 1,70 euro/litro di febbraio a <strong>1,98 euro/litro di marzo</strong>.</p>
<p>In data 1 aprile, secondo le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio in modalità “self service” sulla rete stradale è arrivato a 1,754 euro/litro (+5% rispetto al valore pre-conflitto), mentre quello del <strong>diesel ha raggiunto i 2,076 euro</strong> (<strong>+21%</strong>).</p>
<p>Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio in modalità self è arrivato a 1,821 euro/litro per la benzina e a 2,142 euro/litro per il gasolio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica &#8211; DGFTA DIV II relativi a febbraio e con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante mensile è stato utilizzato: per febbraio 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica &#8211; Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per marzo 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-29 marzo 2026 dal Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica.</em></p>
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		<item>
		<title>Ridurre l’Rc auto e aumentare il carburante?</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106032/ridurre-il-costo-dellrc-auto-aumentando-il-prezzo-del-carburante-ecco-cosa-accadrebbe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 06:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per alleggerire il costo dell’assicurazione auto in Commissione Finanze della Camera si è discusso della possibilità di eliminare l’imposta provinciale &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per alleggerire il costo dell’assicurazione auto in Commissione Finanze della Camera si è discusso della possibilità di eliminare <strong>l’imposta provinciale che grava sull’Rc</strong>, che varia tra il 12,5% e il 16% del premio base, <strong>trasformandola in un’accisa sul carburante</strong>. Ma cosa cambierebbe nel concreto se la proposta venisse approvata? <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha fatto alcune simulazioni scoprendo che se in effetti un <strong>minimo di risparmio</strong> l’automobilista medio* lo avrebbe (trai i <strong>26</strong> e i <strong>33</strong> euro l’anno), di contro chi percorre molti chilometri, o chi guida veicoli con consumi elevati, potrebbe subire rincari non trascurabili. Ecco i dati.</p>
<p><strong>La simulazione</strong></p>
<p>Eliminare l’imposta provinciale dall’Rc auto significa <strong>alleggerire il premio base tra il 12,5% e il 16%</strong>; secondo l’osservatorio* Rc auto di Facile.it, lo scorso mese per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, <strong>526 euro</strong>, valore che, <strong>senza l’imposta al 16%</strong> (aliquota più diffusa in Italia), scenderebbe a <strong>459 euro</strong>, con un <strong>risparmio di circa 67 euro</strong>.</p>
<p>Ma quanto aumenterebbe il prezzo del carburante? Secondo gli ultimi dati, nel 2021 il gettito fiscale garantito dall’imposta provinciale sull’Rc auto è stato pari a circa <strong>2 miliardi di euro</strong>; per mantenere le stesse entrate <strong>bisognerebbe introdurre una nuova accisa sul carburante pari a circa 0,05 € </strong>al litro considerando che lo scorso anno, tra benzina e diesel destinati ai veicoli, in Italia si sono consumati circa <strong>39 miliardi di litri di carburante</strong>. Dati alla mano, quindi, prendendo il prezzo medio alla pompa rilevato nella settimana del 10/4/2023, l’aumento del costo del carburante sarebbe pari a circa il 3,5%; la benzina passerebbe da circa 1,88 a 1,94 €/litro, mentre il diesel da 1,77 a 1,83 €/litro.</p>
<p>I <strong>benefici</strong> <strong>finali</strong> per il singolo automobilista dipenderebbero quindi dai <strong>chilometri percorsi e dal consumo</strong> del veicolo guidato: con un’auto di classe media a benzina e una percorrenza di 10.000 km l’anno, ad esempio, <strong>l’aggravio sulla benzina sarebbe di circa 40 euro</strong>, ma il saldo finale sarebbe positivo, <strong>con un risparmio di circa 26 euro </strong>(che diventano 33 euro se l’auto è a diesel).</p>
<p><strong>All’aumentare dei chilometri</strong> percorsi, però, <strong>si ridurrebbero i benefici economici</strong>: con circa 16.500 chilometri l’anno, sempre con un’auto a benzina di classe media, ad esempio, non ci sarebbe alcun vantaggio economico (il risparmio sull’Rc sarebbe azzerato dall’aggravio sulla benzina), mentre superata questa soglia, il saldo diventerebbe negativo. A 20.000 chilometri, ad esempio, l’automobilista vedrebbe un aggravio complessivo di circa <strong>14 euro</strong>. Di contro, meno si usa l’auto, maggiore sarà il beneficio finale: per chi percorre 5.000 chilometri l’anno, ad esempio, il risparmio netto sarebbe pari a circa 46 euro.</p>
<p><em>«La proposta porterebbe ad alcuni benefici, alleggerendo il costo pagato al momento del rinnovo dell’assicurazione e ridistribuendo il carico dell’imposta provinciale anche su coloro che guidano senza copertura assicurativa o usano un veicolo con targa straniera. Di contro, rischia di gravare maggiormente su quelle categorie di guidatori che percorrono molti chilometri l’anno e pertanto potrebbero pagare di più rispetto all’attuale sistema</em><em>», </em><strong>spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it</strong>.<em> «Un’ulteriore riflessione andrebbe fatta in merito alla sostenibilità di questo sistema nel lungo periodo; con il diminuire dei veicoli a benzina e diesel in circolazione si ridurrebbe il parco auto soggetto a extra accisa e di conseguenza potrebbe calare il gettito raccolto.</em><em>».</em></p>
<p><strong>Le differenze provinciali</strong></p>
<p>La nuova proposta potrebbe avere dei <strong>risvolti positivi</strong> soprattutto per gli automobilisti che risiedono in quelle aree del Paese <strong>dove i premi medi Rc auto sono più elevati</strong>. Sempre prendendo i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che lo scorso mese, in provincia di <strong>Napoli</strong>, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano in media <strong>1.005 euro</strong>, valore che se depurato dall’imposta provinciale <strong>scenderebbe a 878 euro</strong>.</p>
<p>Considerando anche l’aggravio sul carburante, un automobilista medio napoletano, con un’auto alimentata a benzina e una percorrenza di 10.000 chilometri l’anno, avrebbe un risparmio complessivo netto di ben <strong>87 euro</strong> e manterrebbe un beneficio economico fino ad addirittura 31.000 chilometri; solo passata quella soglia il prezzo maggiorato del carburante sarebbe superiore rispetto al risparmio sul fronte dell’Rc auto.</p>
<p>Di contro, i <strong>benefici </strong>sarebbero <strong>meno evidenti</strong>, e la forbice chilometrica più corta, per gli automobilisti che già oggi <strong>pagano un premio basso</strong>. Ad esempio, in provincia di Milano, il premio medio rilevato da Facile.it lo scorso mese era pari a <strong>417 euro </strong>che, al netto dell’imposta provinciale, scenderebbe a <strong>364 euro</strong>. Considerando la nuova accisa sul carburante, per un automobilista milanese alla guida di un’auto di classe media a benzina, con 10.000 chilometri di percorrenza annuale il bilancio finale sarebbe pari ad appena <strong>12 euro di risparmio</strong>. Basterebbe superare i 13.000 chilometri l’anno per vedere invece un saldo negativo; con 20.000 chilometri, ad esempio, l’aggravio netto sarebbe di ben 28 euro.</p>
<p><em>«Il nuovo sistema contribuirebbe, almeno in parte, a ridurre le distanze territoriali in termini di premio medio Rc auto &#8211; </em>conclude Ghizzoni<em> – tenendo però in considerazione che a godere appieno dei benefici sarebbero gli automobilisti che oggi abitano in quelle aree del Paese dove l’assicurazione costa di più e che percorrono meno chilometri l’anno; per gli altri, invece, i benefici potrebbero essere bassi se non addirittura trasformarsi in aggravi.</em><em>».</em></p>
<p><em>* Automobilista medio: 10.000 km percorsi l’anno alla guida di un’auto di segmento medio (consumo medio per 100 km: 6,6 litri di benzina &#8211; 5,5 litri di diesel). </em></p>
<p><em>* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa analisi è basata su circa 13.326.776 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 marzo 2022 e il 31 marzo 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: <a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate">https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</a></em></p>
<p><em>Immagine © Pixavril</em></p>
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		<title>Caro carburante: nel 2023 l’Italia è diventato uno dei Paesi UE dove il pieno costa di più</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104642/caro-carburante-nel-2023-litalia-e-diventato-uno-dei-paesi-ue-dove-il-pieno-costa-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 05:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[caro carburante]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto costa fare il pieno in Italia e negli altri Paesi europei? In quali nazioni incidono maggiormente le tasse sul &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto costa fare il pieno in Italia e negli altri Paesi europei? In quali nazioni incidono maggiormente le tasse sul costo alla pompa? <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha analizzato il prezzo dei carburanti in 12 nazioni dell’UE* ed è emerso che se nel 2022, anche grazie ai tagli sulle accise, gli automobilisti italiani sono stati tra coloro che hanno <strong>speso di meno per il carburante</strong>, l’inizio del 2023 ci ha proiettato ai <strong>primi posti della classifica europea</strong> con un triste primato: siamo la nazione, tra quelle analizzate, dove oggi le <strong>accise e imposte pesano di più sul prezzo finale</strong>.</p>
<p><strong>La spesa nel 2022</strong></p>
<p>L’analisi, realizzata tenendo in considerazione il prezzo del carburante riportato dalla Commissione europea e ipotizzando il consumo di un’autovettura utilitaria con una percorrenza di 10.000 km l’anno, ha evidenziato come nel 2022 la <strong>spesa media sostenuta dall’automobilista italiano</strong> per la <strong>benzina</strong> sia stata pari a <strong>1.008 euro</strong>, valore che fa guadagnare al nostro Paese il <strong>settimo posto tra i dodici analizzati</strong> cioè, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.</p>
<p>Nello scorso anno, il prezzo del pieno <strong>è stato più salato in diverse nazioni</strong>; in Danimarca, ad esempio, gli automobilisti hanno speso il 15% in più rispetto a noi (1.160 euro), in Grecia il 13% (1.140 euro) e in Germania il 6% (1.069 euro).</p>
<p>Se la <strong>Francia</strong> ha fatto registrare valori molto simili a quelli dell’Italia (1.005 euro) sono stati decisamente più fortunati gli automobilisti austriaci, per i quali la spesa è stata inferiore del 5% rispetto a quella sostenuta dai nostri connazionali (960 euro) e soprattutto quelli della Slovenia (-18%; 830 euro); prezzi che spiegano come mai molti italiani varchino spesso i confini per fare rifornimento in questi Paesi.</p>
<p>Se si guarda al prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa sostenuta nel 2022 dall’automobilista italiano dell’esempio è stata pari a 1.009 euro, valore che fa guadagnare al nostro Paese la <strong>quart’ultima posizione nella classifica dei dodici</strong>. Fanno meglio di noi solo Portogallo (-1%, 998 euro), Spagna (-1%, 997 euro) e, ancora una volta, Slovenia (-10%, 909 euro).</p>
<p>Maglia nera dei costi per la Svezia, dove gli automobilisti nel 2022 hanno speso, per il diesel, 1.275 euro (+21% rispetto all’Italia); al secondo posto tra i Paesi più cari si posiziona la Danimarca (1.091 euro, vale a dire l’8% in più rispetto alla nostra nazione).</p>
<p>Prendendo in considerazione il prezzo dei carburanti rilevato nella prima settimana del 2023, la classifica cambia radicalmente e, purtroppo, <strong>in peggio per gli automobilisti italiani</strong>.</p>
<p>Considerando 2 settimane di uso dell’auto*, se si guarda al prezzo della <strong>benzina</strong>, l’automobilista italiano balza <strong>al quarto posto della classifica</strong>, con una spesa di 42 euro, vale a dire oltre il 40% in più rispetto a quello sloveno e il 15% in più rispetto a quello austriaco. Peggio di noi solo Danimarca (44 euro) e, parimerito, Grecia e Francia (43 euro).</p>
<p>Se si guarda al prezzo del <strong>diese</strong>l, invece, il conto pagato dall’automobilista italiano è addirittura il <strong>terzo più caro d’Europa</strong>; 43 euro, vale a dire il 24% in più rispetto alla Slovenia e il 17% in più sul Portogallo. Fa peggio solo la Svezia con 49 euro e la Francia con 44 euro.</p>
<p><strong>Il peso delle accise e imposte</strong></p>
<p>Analizzando i dati della Commissione europea aggiornati alla prima settimana del 2023 e relativi al valore percentuale di <strong>accise e imposte</strong> sul prezzo del carburante emerge che, tra le nazioni esaminate, <strong>l’Italia è quella dove queste voci pesano di più</strong>; per la benzina sono pari al <strong>58,2% del prezzo pagato alla pompa</strong>, mentre per il diesel sono pari al <strong>51,1%</strong>.</p>
<p>Solo un mese fa, nella prima settimana di dicembre 2022, invece, il nostro Paese era <strong>terzultimo in classifica</strong>; accise e imposte incidevano il <strong>46,4%</strong> sul prezzo della benzina e il <strong>38,9%</strong> su quello del diesel.</p>
<p>Tornando ai dati della prima settimana del 2023, per la <strong>benzina</strong>, al secondo posto della graduatoria, si posiziona la <strong>Grecia</strong> (57,9%) mentre al terzo la <strong>Germania</strong> (54,2%). Decisamente più fortunati gli automobilisti di Spagna e Slovenia dove le percentuali si fermano, rispettivamente, al 46,6% e al 47,9%.</p>
<p>Per il <strong>diesel</strong>, dopo l’Italia si posiziona la <strong>Francia</strong>, dove accise e imposte pesano il 48,7% del prezzo totale, e l’Austria, dove arrivano al 44,6%. In Germania il peso di queste voci è pari al 41,8%, mentre scende addirittura al 39,9% in Spagna.</p>
<p>Curioso il caso svedese: è il Paese, tra quelli analizzati, dove il peso percentuale delle tasse sul diesel è più basso (37,2%), ma nonostante questo il prezzo alla pompa è il più alto d’Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata da Facile.it ipotizzando una percorrenza annuale di 10.000 km e un consumo di 5,6 l/100km. Per il prezzo del carburante 2022 è stata considerata la media delle tariffe riportate nel bollettino settimanale della Commissione europea; per il prezzo del carburante 2023 sono state considerate le tariffe aggiornate al 9/1/2023 e una percorrenza di 416 km. Per il peso di imposte e accise sono stati considerati i valori riportati nel bollettino della Commissione europea aggiornato al 9/1/23 e al 5/12/22.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Caro benzina: 1 italiano su 2 usa meno l&#8217;auto</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599976/caro-benzina-1-italiano-su-2-usa-meno-lauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 05:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante il taglio delle accise, il prezzo del carburante continua a salire e il Governo valuta nuovi interventi. Gli automobilisti, &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il taglio delle accise, il <strong>prezzo del carburante</strong> continua a salire e il Governo valuta nuovi interventi. Gli <strong>automobilisti</strong>, nel frattempo,<strong> corrono ai ripari</strong>; secondo l’indagine commissionata da <strong>Facile.it</strong> a <em>mUp Research</em><em>*</em><em>, </em>negli ultimi tre mesi <strong>quasi</strong><strong> 1 italiano su 2 </strong><strong>(46%)</strong> ha <strong>ridotto l’uso dell’auto</strong>, specialmente nel tempo libero, pur di risparmiare.</p>
<p>Le strategie adottate – si legge nell’indagine condotta su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – sono diverse; il <strong>47%</strong> dei rispondenti, pari a circa 20 milioni di individui, ha dichiarato di prestare <strong>maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina, </strong><strong>mentre </strong> quasi <strong>1 </strong><strong>automobilista </strong><strong>su 3</strong> ha <strong>modificato il proprio stile di guida</strong> adottandone uno idoneo a ridurre i consumi di carburante.</p>
<p>Il prezzo del carburante è tornato a salire: secondo i dati ufficiali aggiornati al 31 maggio, nella modalità self il costo medio della <strong>benzina</strong> è arrivato a <strong>1,914</strong> euro al litro, mentre per il <strong>diesel</strong> a <strong>1,831</strong> euro al litro; tra le cause dei recenti rincari vi sono le <strong>quotazioni del greggio</strong>, in continua salita, e <strong>l’embargo al petrolio russo deciso dell’UE</strong>.</p>
<p><em>*Nota metodologica: Indagine mUp research &#8211; Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
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		<item>
		<title>Accise benzina: Italia seconda in Europa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86597851/accise-benzina-italia-seconda-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 04:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[accise carburanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La benzina ha superato i 2 euro al litro e, secondo i calcoli di Facile.it, nel 2022 arriveremo a spendere oltre 1.750 euro per fare &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La benzina ha superato <strong style="font-style: inherit;">i 2 euro al litro </strong>e, secondo i <strong style="font-style: inherit;">calcoli di </strong><a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a>, nel 2022 arriveremo a spendere oltre<strong style="font-style: inherit;"> 1.750 euro per fare il pieno</strong> ad un’auto a benzina. Fra le ipotesi di intervento proposte da numerosi Governi nel corso degli anni e caldeggiate da molti consumatori c’è<strong style="font-style: inherit;"> il taglio delle accise</strong>; ma <strong style="font-style: inherit;">quanto incidono in Italia e negli altri Paesi </strong>europei?</p>
<p>Se si escludono i Paesi Bassi dove le accise sono pari a 0,79 euro al litro, l<strong style="font-style: inherit;">&#8216;Italia </strong>ha le <strong style="font-style: inherit;">accise sulla benzina più alte d’Europa</strong>; si tratta di 0,73 euro per ogni litro di benzina. Contribuiscono di fatto a poco meno della metà del prezzo finale, ma se si aggiunge l’Iva, si arriva ad <strong style="font-style: inherit;">oltre la metà del costo che troviamo alle pompe.</strong></p>
<p>Seguono nella classifica <strong style="font-style: inherit;">Finlandia e Grecia</strong> (0,70 euro ogni litro); appena<strong style="font-style: inherit;"> fuori dalla top five</strong> delle accise sulla benzina più alte d’Europa, <strong style="font-style: inherit;">Francia</strong> (0,68 euro al litro) e <strong style="font-style: inherit;">Germania</strong> (0,65 euro).</p>
<p>Per quanto riguarda <strong style="font-style: inherit;">il diesel</strong>, invece, il <strong style="font-style: inherit;">nostro Paese</strong> è quello con le <strong style="font-style: inherit;">accise più alte</strong>; si parla di 0,62 euro per ogni litro fatto. Sul <strong style="font-style: inherit;">secondo e terzo gradino del podio</strong>, rispettivamente, <strong style="font-style: inherit;">Belgio</strong> (0,60 euro al litro) e <strong style="font-style: inherit;">Francia</strong> (0,59 euro).</p>
<p>Sia per la benzina che per il diesel, è la<strong style="font-style: inherit;"> Bulgaria </strong>a detenere il primato dello <strong style="font-style: inherit;">Stato con le accise più basse di Europa</strong>: rispettivamente 0,36 euro e 0,33 per ogni litro, circa la <strong style="font-style: inherit;">metà di quanto rilevato in Italia.</strong></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">Elaborazione di Facile.it su dati European Environment Energy</em></p>
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		<title>Accise: benefici di 11 euro con il taglio di 15 centesimi euro a litro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 06:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[rincaro carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[taglio accise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>11 euro al mese; è questo, secondo le stime di Facile.it, il risparmio medio per un automobilista italiano se il &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 euro al mese</strong>; è questo, secondo le stime di <strong>Facile.it</strong>, il risparmio medio per un automobilista italiano se il Governo ridurrà effettivamente <strong>il peso delle accise di 15 centesimi</strong> di euro a litro.</p>
<p>L’intervento porterebbe i prezzi alla pompa a circa 2 euro al litro nella modalità self. La spesa media mensile per fare rifornimento oggi è arrivata, rispettivamente, a <strong>167 euro per la benzina e 160 euro per il diesel</strong>; con l’intervento ipotizzato dal Governo <em>la spesa mensile scenderebbe a <strong>156 euro al mese</strong> per fare il pieno ad un’auto a benzina e </em><strong>149 euro</strong> per una a diesel.</p>
<p>Il taglio delle accise riuscirebbe solo parzialmente a contrastare gli aumenti record delle ultime settimane: con i prezzi calmierati, in un mese un automobilista spenderebbe, in benzina, circa <strong>36 euro in più (+30%) rispetto allo scorso anno; 44 euro in più (+42%) se si tratta di diesel</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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