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	<title>Cibo Cucina &amp; Bevande Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Cibo Cucina &amp; Bevande Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>L&#8217;Ossobuco: un Capolavoro della Cucina Tradizionale Italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ossobuco è uno dei piatti più iconici della cucina italiana, simbolo della tradizione lombarda e, in particolare, della gastronomia milanese. &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ossobuco è uno dei piatti più iconici della cucina italiana, simbolo della tradizione lombarda e, in particolare, della gastronomia milanese. Questo piatto, noto per il suo gusto ricco e la consistenza vellutata, è un inno alla semplicità e alla valorizzazione degli ingredienti.</p>
<p><strong>Origini e Tradizione</strong></p>
<p>Il termine &#8220;ossobuco&#8221; deriva dall&#8217;italiano e significa letteralmente &#8220;osso con buco&#8221;, riferendosi alla fetta di stinco di vitello che rappresenta l&#8217;ingrediente principale. Al centro del pezzo di carne si trova un osso cavo che contiene il midollo, elemento distintivo che dona al piatto una cremosità unica. Le prime tracce di questa ricetta risalgono al XIX secolo, quando divenne una specialità nelle trattorie di Milano.</p>
<p>L&#8217;ossobuco alla milanese è tradizionalmente accompagnato dal <strong>risotto allo zafferano</strong>, una combinazione che incarna il meglio della tradizione lombarda. La salsa gremolata – un trito di aglio, prezzemolo e scorza di limone – è il tocco finale che conferisce freschezza e aromaticità.</p>
<p><strong>Gli Ingredienti</strong></p>
<p>Gli ingredienti per un ossobuco autentico sono pochi ma essenziali:</p>
<ul>
<li><strong>Stinco di vitello</strong>: tagliato in fette di circa 3-4 cm, con l’osso centrale.</li>
<li><strong>Verdure aromatiche</strong>: carota, cipolla e sedano, tritate finemente per il soffritto.</li>
<li><strong>Brodo</strong>: generalmente di carne, per una cottura lenta e uniforme.</li>
<li><strong>Pomodoro</strong>: sotto forma di passata o concentrato, a seconda delle varianti.</li>
<li><strong>Vino bianco</strong>: per sfumare la carne e arricchirne il sapore.</li>
<li><strong>Gremolata</strong>: preparata all’ultimo minuto per sprigionare i suoi profumi freschi.</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>La preparazione dell&#8217;ossobuco richiede pazienza, ma il risultato finale ripaga ogni attesa.</p>
<ol>
<li><strong>Preparazione della carne</strong>: Gli ossibuchi vengono infarinati leggermente per favorire la doratura e creare una crosticina che aiuta a sigillare i succhi.</li>
<li><strong>Soffritto</strong>: Le verdure vengono rosolate in abbondante burro o olio, a seconda della tradizione familiare.</li>
<li><strong>Cottura della carne</strong>: Gli ossibuchi vengono aggiunti al soffritto e sfumati con vino bianco, quindi coperti con brodo caldo e pomodoro. La cottura lenta, che può durare fino a due ore, permette alla carne di diventare morbida e succulenta.</li>
<li><strong>Aromatizzazione finale</strong>: Poco prima di servire, si aggiunge la gremolata per esaltare il sapore.</li>
</ol>
<p><strong>Varianti Regionali e Internazionali</strong></p>
<p>Sebbene l&#8217;ossobuco alla milanese sia la versione più celebre, altre regioni italiane e paesi hanno reinterpretato questa ricetta. In alcune varianti, il pomodoro viene eliminato per lasciare spazio a una preparazione &#8220;in bianco&#8221;. Fuori dall&#8217;Italia, l&#8217;ossobuco è diventato popolare anche in Francia e negli Stati Uniti, dove spesso viene accompagnato con purè di patate o polenta.</p>
<p><strong>Un Piatto da Scoprire e Amare</strong></p>
<p>L&#8217;ossobuco non è solo un piatto, ma una testimonianza della capacità della cucina italiana di trasformare ingredienti semplici in esperienze gastronomiche indimenticabili. Ogni boccone racconta una storia di tradizione, famiglia e amore per la cucina. Perfetto per cene speciali o pranzi della domenica, l&#8217;ossobuco conquista per la sua profondità di sapori e la sua autenticità senza tempo.</p>
<p>Se non l&#8217;hai mai provato, non c&#8217;è momento migliore per cimentarti nella preparazione di questa pietanza. Scoprirai un mondo di sapori che non potrai dimenticare!</p>
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		<item>
		<title>Botter S.p.A.: Gruppo Argea, 449 milioni di ricavi e vino italiano per i mercati globali</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114870/botter-s-p-a-gruppo-argea-449-milioni-di-ricavi-e-vino-italiano-per-i-mercati-globali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[bottwebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 19:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Botter S.p.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Botter S.p.A., leader della viticoltura sostenibile, fa parte di Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini: il Gruppo ha l’obiettivo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114870/botter-s-p-a-gruppo-argea-449-milioni-di-ricavi-e-vino-italiano-per-i-mercati-globali/">Botter S.p.A.: Gruppo Argea, 449 milioni di ricavi e vino italiano per i mercati globali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Botter S.p.A. nel Gruppo Argea: il settore vitivinicolo italiano" href="https://fai.informazione.it/9B0C3023-7E75-4636-9F45-1B076FC08200/Botter-S-p-A-Mondodelvino-e-Cantina-Zaccagnini-nel-Gruppo-Argea-Leader-italiano-nel-settore-del-vino">Botter S.p.A.</a>, leader della viticoltura sostenibile, fa parte di Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini: il Gruppo ha l’obiettivo di espandersi su scala globale, puntando sulle eccellenze di vino nazionale e sulla sostenibilità ambientale. Nello scorso anno, ha ricavato 449 milioni di euro.</strong></em></p>
<p><a title="Botter S.p.A. nel Gruppo Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini" href="https://fai.informazione.it/9B0C3023-7E75-4636-9F45-1B076FC08200/Botter-S-p-A-Mondodelvino-e-Cantina-Zaccagnini-nel-Gruppo-Argea-Leader-italiano-nel-settore-del-vino"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://p8.informazione.it/fimg/2024/09/b0675dc2-1a7e-4b72-ae8f-25dd53e1bf7d.jpg" alt="Botter S.p.A." width="267" height="150" /></a></p>
<h5>Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini nel Gruppo Argea</h5>
<p><strong><a title="Settore vitivinicolo: focus su Botter S.p.A. e Gruppo Argea" href="https://fai.informazione.it/9B0C3023-7E75-4636-9F45-1B076FC08200/Botter-S-p-A-Mondodelvino-e-Cantina-Zaccagnini-nel-Gruppo-Argea-Leader-italiano-nel-settore-del-vino">Botter S.p.A.</a></strong> fa parte di Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini. Il Gruppo è il più grande in Italia nel settore vitivinicolo, con ricavi per 449 milioni di euro nel 2023. È riuscito a diventare una realtà importante anche a livello internazionale, esportando in 85 Paesi, tra cui USA, UK, Germania, ma anche Cina e Corea del Sud.</p>
<p>Il Gruppo ha deciso di puntare sulle diverse tipologie di vino nazionale, producendo Barbera, Nebbiolo, Prosecco e Nero d’Avola e acquisendo sei siti produttivi in tutta Italia. Argea ha impostato la sua strategia di crescita su acquisizioni, sviluppo internazionale e su un’accurata attenzione alla sostenibilità.</p>
<h5>Botter S.p.A.: prossimi obiettivi del Gruppo Argea</h5>
<p>I grossi ricavi del Gruppo hanno permesso di investire risorse su una viticoltura sostenibile e compatibile con l’ambiente, settore del quale <strong>Botter S.p.A.</strong> era già pioniere.</p>
<p>L’AD di Argea, Massimo Romani, sostiene che l’unione di queste società di valore rappresenti una svolta nel settore vinicolo italiano, perché “<em>con questo progetto, unendo risorse tra le migliori del settore, Argea intende rappresentare una grande opportunità per il vino italiano e per l&#8217;intero comparto enologico sui mercati mondiali</em>”. Difatti, per perseguire l’obiettivo di crescita su scala mondiale, è stata acquisita anche Cantina Zaccagnini.</p>
<p><em>“Tramite il nostro Piano Industriale ambiamo a uno sviluppo etico e sostenibile che coinvolga i nostri collaboratori, le comunità e l&#8217;ambiente in cui operiamo. Un percorso ambizioso, caratterizzato da ingenti investimenti che permetteranno ad Argea di allargare sempre di più i propri orizzonti, con crescite importanti sia all&#8217;estero che in Italia</em>”, ha evidenziato Massimo Romani.</p>
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		<item>
		<title>3 bicchieri 2025 del Gambero Rosso a tre aziende vinicole umbre della Strada dei Vini Etrusco Romana</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114171/3-bicchieri-2025-del-gambero-rosso-a-tre-aziende-vinicole-umbre-della-strada-dei-vini-etrusco-romana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[bertucci1952]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 16:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[argillae]]></category>
		<category><![CDATA[castellodellasala]]></category>
		<category><![CDATA[decugnanodeibarbi]]></category>
		<category><![CDATA[degustazionevini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata a Roma il 13 ottobre 2024,  in uno dei palazzi più prestigiosi ed eleganti dedicato ai grandi eventi, Palazzo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114171/3-bicchieri-2025-del-gambero-rosso-a-tre-aziende-vinicole-umbre-della-strada-dei-vini-etrusco-romana/">3 bicchieri 2025 del Gambero Rosso a tre aziende vinicole umbre della Strada dei Vini Etrusco Romana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentata a Roma il 13 ottobre 2024,</em>  in uno dei palazzi più prestigiosi ed eleganti dedicato ai grandi eventi, <strong>Palazzo Brancaccio,</strong>  la <strong>Guida dei Vini 2025 del Gambero Rosso</strong> che premia con <strong>“Tre bicchieri</strong>” le Aziende vinicole più meritevoli.</p>
<p>L’<strong>Umbria</strong>, ben che non goda di un vasto territorio, ma ha una notevole produzione di vini bianchi e rossi, molto diversi tra loro, che spaziano tra il <em>Sagrantino, il Montefalco Rosso e Bianco</em>, il <em>Trasimeno Gamay ed il famoso Ciliegiolo di Narni</em>, per poi passare al <em>Torgiano Bianco</em> e per finire con i <em>Bianchi di Orvieto</em>, che per il loro invecchiamento sono degni di appellarsi tra i migliori vini italiani.</p>
<p>Le Aziende vinicole, <em>associate alla Strada dei Vini Etrusco Romana di Orvieto</em>, insignite dei <strong>Tre bicchieri 2025</strong> sono: <strong>Argillae (</strong><em>Orvieto Cl. Sup. Panata Annata 2022), </em><strong>Castello della Sala – Antinori</strong> (<em>Orvieto Cl. Sup. San Giovanni della Sala Annata 2023</em>) e <strong>Decugnano dei Barbi </strong><em>(Orvieto Cl. Sup. V.T. Mare Antico Annata 2022).</em></p>
<p>La degustazione dei vini si è svolta con grande successo di pubblico presso il <strong>Palazzo delle</strong> <strong>Esposizioni di Roma,</strong> che per una volta non si è vestito d’arte, ma si è dedicato ad un evento che gode un gran seguito dagli enoappassionati, per far conoscere le migliori etichette di vino italiane. 498 i vini selezionati e premiati con i Tre Bicchieri e 52 cantine premiate per la prima volta, con un riconoscimento molto ambito a livello nazionale.</p>
<p>Per ulteriori informazioni consultare il sito www.gamberorosso.it</p>
<p><strong><u>Chi sono le Aziende premiate della Strada dei vini etrusco romana di Orvieto:</u></strong></p>
<p><strong>“Argillae<em>”:</em></strong><em> L&#8217;azienda agricola si estende su dolci colline tra Allerona e Ficulle a nord-ovest di Orvieto su di una superficie di circa 220 ettari che si snodano lungo il percorso dell&#8217;autostrada del Sole A1 (uscite di Fabro ed Orvieto). Il territorio delimitato ad est dal Rio Torto, affluente del fiume Paglia, che solca longitudinalmente L’azienda, è costituita dalla presenza di terreni argillosi- sabbiosi, caratterizzati dalla presenza di particolari formazioni geologiche dette &#8220;calanchi&#8221;. Questi si presentano come ampie e profonde spaccature del terreno, frutto dell’erosione creata dagli agenti atmosferici, in particolare lungo le valli pluviali, circa 2 milioni di anni fa. In questi tagli, operati dalla natura sui fianchi delle colline, a causa della continua attività erosiva, non cresce nulla, ma il territorio assume una connotazione particolare che fa della zona un’area di grandissimo valore paesaggistico. Numerosi sono i reperti fossili (conchiglie, molluschi&#8230;etc), risalenti ad epoche plioceniche in cui le acque occupavano tutto questa area fino a lambire Citta&#8217; della Pieve</em>.</p>
<p><strong>Vitigni e Vini</strong>: <em>L’azienda agricola vanta una superficie vitata di 38 ettari, con una esposizione est-ovest su pendici di ridenti ed assolate colline. La particolare costituzione del terreno (calcareo argillosa), l’attitudine degli impianti, che oscilla tra i 350 ed i 500 metri sul livello del mare, l’ottima esposizione, il particolare microclima nonché l’attenta scelta dei vitigni (merlot, cabernet sauvignon, chardonnay e sauvignon blanc) con particolare attenzione alle varietà più tipiche della zona (grechetto, verdetto, drupeggio, procanico e</em> <em>montepulciano),</em> <em>ne fanno un terroir irripetibile vocato a produzioni di eccellente qualità. Le operazioni di potatura secca, verde e la vendemmia sono svolte rigorosamente a mano. I vigneti sono gestiti in modo da salvaguardare il territorio e l’ecosistema che Io circonda. L’azienda dispone di</em> <em>una cantina dotata delle più moderne tecnologie. Oltre alla produzione vitivinicola, fiore alI’occhiello dell’azienda, si estende l’uliveto su una superficie di circa 11 ettari con una produzione di circa 1.500 litri di olio.</em></p>
<p><strong><em>Castello della Sala – Antinori</em></strong>: Il Castello della Sala, eretto nel 1350 da Angelo Monaldeschi della Vipera, si trova a nord ovest di Orvieto, quasi al confine tra Umbria e Toscana. La tenuta fu acquistata dal marchese Niccolò Antinori, con annessi le 29 fattorie e 483 ettari di campi e boschi. Il centro aziendale si trova all’esterno della bella fortezza medievale sorta a 400 metri di quota a guardia del sottostante fiume Paglia. Proprio in questi versanti argillosi e fossiliferi il marchese Piero Antinori ha condotto per anni numerosi esperimenti enologici e di viticoltura, per selezionare i migliori cloni e le migliori varietà. L’obiettivo raggiunto è stato quello di produrre vini innovativi, da varietà di uve tradizionali e non per l’Umbria, e realizzare, accanto ai grandi rossi, vini bianchi di straordinaria qualità e interesse che hanno ricevuto, come è il caso del Cervaro della Sala, riconoscimenti nazionali ed internazionali. Oggi su una superficie totale della tenuta di 550 ettari, 160 ettari sono a vigna, piantati tra i 200 e i 400 metri di quota.</p>
<p><strong>Vitigni e Vini: </strong>Alle piantate di vitigni tradizionali dell’Orvieto, tra i quali in evidenza il Grechetto, Antinori ha affiancato tra i primi in assoluto nell’area lo Chardonnay (50 ha), il Sauvignon blanc (35 ha) e il Pinot Nero (7 ha). Se la prima cantina di vinificazione in loco risale al 1977, oggi la tenuta è luogo di costante innovazione tecnologica e di creazione di brevetti. La gamma dei vini del Castello della Sala comprende: l’ Orvieto Classico Superiore D.O.C., lo Chardonnay IGT dell’Umbria, il Pinot Nero in purezza, invecchiato 8 mesi in botti di rovere e affinato in bottiglia, il Conte della Vipera uno speciale uvaggio di Sauvignon blanc e Chardonnay, il Muffato prodotto con uve botritizzate. Caso d’eccellenza è il blasonatissimo Cervaro della Sala, “tre bicchieri” del Gambero Rosso/Slow Food, in assoluto uno dei vini italiani più conosciuti e apprezzati al mondo. E’ composto da uve Chardonnay all’80% e Grechetto al 20%. La fermentazione e l’invecchiamento si svolgono in carati di rovere da 225 l, conservati nelle cantine medievali del castello.</p>
<p><em> </em><strong><em>“Decugnano dei Barbi</em></strong><em>”: è situata in località Fossatello di Corbara, su una collina ad altitudine di 320 metri, nell’antica zona di produzione del vino Orvieto Classico. La coltivazione della vite in questa azienda ha origini antichissime. Il vino </em><strong>“Decugnano dei Barbi<em>”</em></strong><em> è oggetto di contratto già in documenti del 1200, allorché l’azienda era di proprietà della Chiesa. Reperti archeologici etruschi, però, testimoniano la coltivazione di queste terre da data anteriore. I Barbi, vignaioli da due generazioni, ne divennero i proprietari nell’anno 1973. La acquistarono per il vino eccezionalmente buono che vi si producevano, tanto buono da essere indicato come una fra le migliori produzioni dell’Orvietano. Vigneti sperimentali permettono all’azienda, attraverso continue prove e di interpretare una filosofia di produzione orientata esclusivamente verso la qualità.</em></p>
<p><strong>Vitigni e Vini</strong><em>: Oltre a tutti i vitigni a bacca bianca tradizionali dell’Orvieto utili alla produzione dell’Orvieto Classico Superiore, Il Bianco Decugnano, a Decugnano dei Barbi si trovano impianti di Chardonnay, Sauvignon Blanc, Semillon e Vermentino. In relazione ai vitigni a bacca rossa il Syrah è al centro dell’Umbria Rosso IGT, IL Rosso Decugnano, ma si coltivano anche Sangiovese, Montepulciano, Merlot, Cabernet Sauvignon e Merlot. Tra i vini più significativi dell’azienda oltre ai due già menzionati vanno ricordati il Metodo Classico Decugnano (Brut e Dosaggio Zero), prima bollicina dell’Umbria, e il “muffato” Pourriture Noble, prima muffa nobile d’Italia.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il percorso di crescita di Amica Chips dal 1990 a oggi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114020/il-percorso-di-crescita-di-amica-chips-dal-1990-a-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amichiwebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 07:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Amica Chips]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=114020</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fondata il 22 maggio 1990 a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, Amica Chips nasce dall’iniziativa di Alfredo Moratti. &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114020/il-percorso-di-crescita-di-amica-chips-dal-1990-a-oggi/">Il percorso di crescita di Amica Chips dal 1990 a oggi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Fondata il 22 maggio 1990 a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, <a title="Amica Chips, esempio di successo italiano che unisce eccellenza e attenzione alla sostenibilità" href="https://www.professionistieaziende.it/amica_chips/amica_chips.php" target="_blank" rel="noopener">Amica Chips</a> nasce dall’iniziativa di Alfredo Moratti. Partita come una piccola realtà nel settore delle patatine, l’azienda ha rapidamente conquistato il mercato grazie alla sua meticolosa attenzione alla qualità. L’ingresso nella grande distribuzione, avvenuto già nel 1991, ha segnato un punto di svolta cruciale, segnando l’inizio di una rapida espansione.</strong></em></p>
<h5>Amica Chips: espansione e acquisizioni</h5>
<p><strong>Amica Chips</strong> ha avviato negli anni ’90 una serie di acquisizioni strategiche per ampliare la propria offerta e consolidare la posizione sul mercato. È il 1996 quando rileva DORITA, una piccola impresa mantovana specializzata in patatine e snack.</p>
<p>A questa segue, nel 1998, l’acquisizione di Pandal, un’azienda milanese con una produzione variegata di chips, crostini e corn flakes, trasferendo poi la produzione a Castiglione delle Stiviere. L’azienda rafforza ulteriormente la sua leadership nel settore acquisendo nel 2004 il marchio MIA, un brand rinomato nel Triveneto.</p>
<h5>Amica Chips, leader del settore tra crescita e sostenibilità ambientale</h5>
<p><a title="Amica Chips: dalla nascita nel 1990 al successo consolidato oggi" href="https://www.professionistieaziende.it/amica_chips/amica_chips.php" target="_blank" rel="noopener">Amica Chips</a> è oggi uno dei principali attori nel settore alimentare, con una struttura di oltre 70.000 mq e più di 350 dipendenti. L’azienda ha raggiunto un fatturato che supera i 140 milioni di euro e i suoi prodotti sono esportati in oltre 22 Paesi, dimostrando così una solida presenza anche a livello internazionale. L’azienda non si distingue solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per il suo impegno verso l’ambiente.</p>
<p>Tra le iniziative recenti rientrano l’introduzione della nuova linea di confezioni &#8220;AMICA&#8221;, realizzata con plastica contenente il 30% di risorse riciclate, contribuendo così all’economia circolare; la creazione di una foresta di 500 alberi di pawlonia in Italia, in collaborazione con la start-up Treebu, per favorire la riforestazione e l’assorbimento di CO2; l’assegnazione di una parte dei ricavi della linea “Eldorada” alla piantumazione di nuovi alberi per la riduzione di CO2 e, infine, il filtraggio e la depurazione dei fumi e delle acque utilizzate, con restituzione alla natura in condizioni ottimali.</p>
<p>Presieduta da <strong>Alfredo Moratti</strong>, <strong>Amica Chips</strong> continua a essere un punto di riferimento nel suo settore, combinando qualità e sostenibilità per un futuro sempre più green.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114020/il-percorso-di-crescita-di-amica-chips-dal-1990-a-oggi/">Il percorso di crescita di Amica Chips dal 1990 a oggi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cucina coreana: showcooking a Milano con ricette street food veloci e facili</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114113/cucina-coreana-showcooking-a-milano-con-ricette-street-food-veloci-e-facili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NewsEPR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 05:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[aT Center Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Italiana Professional e Personal Chef]]></category>
		<category><![CDATA[K-Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cucina coreana continua a conquistare i palati italiani e ora si propone di entrare sulle nostre tavole con delle &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>cucina coreana</strong> continua a conquistare i palati italiani e ora si propone di entrare sulle nostre tavole con delle ricette molto veloci che possono sorprendere ospiti e famigliari per un pranzo o una cena dai gusti tipici dello <strong>street food</strong> di Seul.</p>
<p>A questo proposito sono state ideate alcune ricette, i cui ingredienti si possono reperire in tutte le città italiane o nel web, che sono state realizzate e raccontate in uno showcooking con degustazione a <strong>Signature Kitchen Suite</strong> di Milano.   L’evento è stato organizzato da <strong>aT Center Paris</strong>, <strong>agenzia governativa del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica di Corea</strong>, che ha coinvolto la <strong>Federazione Italiana Professional e Personal Chef</strong>, <strong>FIPPC</strong> con il presidente Giorgio Trovato e lo chef coreano <strong>Kim Minseok</strong> rinomato per la sua maestria nell&#8217;utilizzo di ingredienti della cucina tradizionale in chiave moderna<strong>.</strong></p>
<p>La lezione di cucina ha proposto un menu con un riso saltato e <strong>kimchi, zuppa di pollo samgyetang</strong>,  mandu, ovvero i tipici ravioli coreani, e <strong>ramyun, tutto arricchito da ingredienti italiani e verdure di stagione </strong>(ricette in calce)<strong>. </strong></p>
<p><em>“Facili da trovare, semplici da fare e creative</em> &#8211; ha spiegato lo chef <strong>Kim Minseok</strong> &#8211; <em>con questi concept ho ideato le ricette che tutti possono realizzare. Molti di questi prodotti sono già pronti per essere ravvivati in pentola, ma se combinati con ingredienti locali come salse, spezie e verdure li possono trasformare in piatti molto interessanti dal gusto unico”. </em></p>
<p><strong>La collaborazione tra aT Center Paris</strong> <strong>e la Federazione Italiana Professional e Personal Chef</strong> è un punto di svolta nella promozione del <strong>K-Food in Italia</strong> perché mira a coinvolgere professionisti italiani del settore food, stimolando l’interesse verso gli ingredienti coreani.</p>
<p>“<em>Il successo dell’evento conferma la volontà del Ministero dell’Agricoltura di consolidare e far crescere ulteriormente la presenza del K-Food nei menù italiani”, </em>ha commentato <strong>Nam Sanghui </strong><strong>Direttrice di aT Center Paris</strong>. “<em>La combinazione di tradizioni culinarie con tecniche di cottura diverse e prodotti semipronti e veloci da cucinare non solo amplia le opzioni gastronomiche disponibili, ma promuove anche un dialogo culturale attraverso il cibo”.</em></p>
<p>“<em>La collaborazione con At Center Paris rispecchia i principi della nostra Federazione che è sempre alla ricerca di innovazioni culinarie anche per contaminare la cucina italiana. Poter contare su ingredienti sani e sapori nuovi ci permette di pensare a piatti creativi dal gusto internazionale per una cucina che sia anche un luogo di incontro e dialogo tra tradizioni diverse. La collaborazione è anche l’occasione di portare questa esperienza alla nostra Accademia dove formiamo i nostri chef</em>”, ha dichiarato <strong>Giorgio Trovato, Chef executive di FIPPC.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza alimentare e sistema HACCP: come formare il personale?</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113570/sicurezza-alimentare-e-sistema-haccp-come-formare-il-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[TizUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 07:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento 852/2004]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema HACCP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un corso in videoconferenza il 25 e 26 novembre e il 2 e 3 dicembre 2024 per fornire adeguate conoscenze &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Un corso in videoconferenza il 25</em></strong><strong><em> e 26 novembre e il 2 e 3 dicembre 2024 per fornire adeguate conoscenze sulla normativa in materia di sicurezza alimentare, sulla stesura di un manuale di autocontrollo e sull’organizzazione e docenza di un corso HACCP.</em></strong></p>
<p>Garantire la <strong>sicurezza lungo l&#8217;intera filiera alimentare</strong> è di cruciale importanza poiché ogni fase, dalla produzione alla distribuzione, può rappresentare un potenziale punto critico in cui possono insorgere rischi per la salute. Ed è necessario proteggere con idonee <strong>misure</strong> sia i lavoratori coinvolti nella filiera, sia i consumatori finali, prevenendo possibili contaminazioni che potrebbero avere gravi conseguenze.</p>
<p>Al centro di queste misure si trova il <strong>sistema HACCP</strong> (<strong><em>Hazard Analysis and Critical Control Points</em></strong> &#8211; Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici), un insieme strutturato di procedure per monitorare i punti cruciali del processo produttivo dove possono emergere rischi di contaminazione.</p>
<p>Se l&#8217;efficacia nella prevenzione di questi rischi risiede nella rigorosa applicazione di un adeguato sistema, il vero fondamento di una prevenzione efficace risiede, tuttavia, nella <strong>formazione del personale</strong> che opera nella filiera alimentare. E non a caso la <strong>normativa comunitaria</strong> offre precisi riferimenti normativi europei in materia di igiene alimentare per la formazione obbligatoria per tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti, in relazione all’attività svolta.</p>
<p><strong>Il corso in videoconferenza su formazione e sistema HACCP</strong></p>
<p>Proprio per promuovere adeguate attività di formazione e favorire la idonea applicazione del sistema HACCP, l’<strong>Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro</strong> (AiFOS) organizza per il <strong>25 e 26 novembre </strong>e il<strong> 2 e 3 dicembre 2024 </strong>un corso di 16 ore in videoconferenza dal titolo “<strong>Il formatore HACCP</strong>”.</p>
<p>Il nuovo percorso formativo in materia HACCP ha l’<strong>obiettivo</strong> di:</p>
<ul>
<li>fornire le conoscenze di base per la redazione di un manuale di autocontrollo e la formazione in materia di HACCP;</li>
<li>trasmettere le conoscenze relative alla normativa comunitaria e regionale italiana sulla sicurezza alimentare e sulla formazione in ambito HACCP;</li>
<li>potenziare le capacità di gestire un controllo da parte degli Organismi di Vigilanza.</li>
</ul>
<p>A questo proposito è importante ricordare che, per quanto riguarda il <strong>sistema HACCP</strong>, in ogni regione italiana esiste una diversa normativa che stabilisce, oltre alle caratteristiche dei corsi, i requisiti che deve avere un professionista del settore per poter operare come formatore.</p>
<p>I <strong>docenti</strong> del corso:</p>
<ul>
<li><strong>Matteo Fadenti</strong>: tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, formatore e consulente esperto in materia di igiene alimentare;</li>
<li><strong>Tiziana Mogavero</strong>: tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Ufficiale di Polizia Giudiziaria nell’ambito della vigilanza degli alimenti.</li>
</ul>
<p><strong>Il sistema HACCP e i punti critici di controllo</strong></p>
<p>Nella normativa comunitaria al <strong>sistema HACCP </strong>si fa esplicito riferimento nell’articolo 5 del <strong>Regolamento 852/2004</strong> dove si indica che gli operatori del settore alimentare devono predisporre, attuare e mantenere una o più procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP.</p>
<p>Ricordiamo che nel sistema HACCP i <strong>punti critici di controllo </strong>(<em>Critical Control Points</em> &#8211; CCP), sono fasi particolarmente importanti, all&#8217;interno del processo produttivo alimentare, dove è essenziale intervenire per eliminare o ridurre a un livello accettabile i rischi per la salute associati alla sicurezza degli alimenti. Rappresentano, dunque, dei veri e propri snodi strategici del sistema per prevenire la contaminazione e garantire che i prodotti alimentari siano sicuri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare, per ogni CCP è importante stabilire i <strong>limiti critici</strong> che possano essere costantemente monitorati, le <strong>azioni preventive</strong> e correttive da intraprendere nel caso in cui i valori limite vengano superati e le <strong>attività di monitoraggio</strong> per garantire che il sistema funzioni correttamente e che i limiti critici siano rispettati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi</strong></p>
<p>Il corso di 16 ore “<strong>Il formatore HACCP”,</strong> organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà in videoconferenza nelle seguenti giornate:</p>
<ul>
<li><strong>25 novembre 2024</strong> (modulo 1 &#8211; ore 9:00 &#8211; 13:00)</li>
<li><strong>26 novembre 2024</strong> (modulo 2 &#8211; ore 9:00 &#8211; 13:00)</li>
<li><strong>2 dicembre 2024</strong> (modulo 3 &#8211; ore 9:00 &#8211; 13:00)</li>
<li><strong>3 dicembre 2024</strong> (modulo 4 &#8211; ore 9:00 &#8211; 13:00)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste i principali <strong>contenuti</strong> e attività dei quattro moduli:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Modulo 1</strong> &#8211; <strong>Normativa e vigilanza</strong>:</p>
<ul>
<li>Introduzione</li>
<li>Storia della normativa HACCP</li>
<li>Riferimenti normativi attuali (con esempi pratici)</li>
<li>Focus sulle norme regionali: esempi, differenze, domande frequenti</li>
<li>Definizioni</li>
<li>Strumenti e differenze</li>
<li>Vigilanza e controllo</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Modulo 2</strong> &#8211; <strong>Rischi e misure preventive</strong>:</p>
<ul>
<li>Le contaminazioni</li>
<li>Rischio fisico</li>
<li>Rischio chimico</li>
<li>Rischio biologico</li>
<li>Rischio allergeni</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Modulo 3 &#8211; Il Manuale HACCP</strong>:</p>
<ul>
<li>I 7 principi HACCP</li>
<li>Dai 7 principi alle 12/15 fasi operative</li>
<li>Le novità del metodo HACCP (nuove indicazioni Codex Alimentarius)</li>
<li>La stesura del manuale HACCP e la visione dell’ente di controllo</li>
<li>Prove pratiche (realizzazione analisi cp e ccp di alcune fasi)</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Modulo 4</strong> &#8211; <strong>Formazione HACCP</strong>:</p>
<ul>
<li>Il test di apprendimento scritto</li>
<li>La presentazione dei project work dei discenti sulla progettazione di un corso HACCP</li>
<li>La formazione HACCP, le differenze regionali ed europee</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La partecipazione al corso vale come 16 ore di <strong>aggiornamento</strong> per RSPP, ASPP, Formatori qualificati (8 ore prima area tematica e 8 ore seconda area tematica), Consulenti AiFOS (ambito HACCP).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: <a href="https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il_formatore_haccp">https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il_formatore_haccp</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p><strong>Sede nazionale AiFOS</strong> &#8211; via Branze, 45 &#8211; 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia &#8211; tel. 030.6595035 &#8211; fax 030.6595040 &#8211; <a href="mailto:formarsi@aifos.it">formarsi@aifos.it</a> &#8211;  <a href="mailto:videoconferenze@aifos.it">videoconferenze@aifos.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>05 settembre 2024</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ufficio Stampa di AiFOS</p>
<p><a href="mailto:ufficiostampa@aifos.it">ufficiostampa@aifos.it</a></p>
<p><a href="http://www.aifos.it/">http://www.aifos.it/</a></p>
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		<item>
		<title>l Fascino dell&#8217;Asado: Un Simbolo della Tradizione Argentina</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113190/l-fascino-dellasado-un-simbolo-della-tradizione-argentina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 11:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Asado]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=113190</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Asado è molto più di un semplice metodo di cottura della carne: rappresenta un vero e proprio rito sociale e &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Asado</strong> è molto più di un semplice metodo di cottura della carne: rappresenta un vero e proprio rito sociale e culturale in Argentina. Le sue origini risalgono all&#8217;epoca dei gauchos, i cowboys sudamericani, che nelle vaste pampas argentine cuocevano la carne su fuochi all&#8217;aperto.</p>
<p>Questo metodo rustico e conviviale di preparare il cibo è diventato, nel corso dei secoli, una parte integrante dell&#8217;identità nazionale argentina.</p>
<p>Tradizionalmente l&#8217;Asado viene preparato utilizzando grandi pezzi di carne bovina, tra cui costine, salsicce (chorizos), e altre specialità locali come la morcilla (sanguinaccio) e il chinchulín (intestino).</p>
<p>La carne viene cotta lentamente su una griglia chiamata parrilla o su uno spiedo posto sopra brace di legno, solitamente di quebracho, un legno duro che garantisce una combustione lenta e costante. Questo metodo permette alla carne di cuocere uniformemente, mantenendo i succhi e i sapori intatti.</p>
<p>Il momento dell&#8217;Asado è un&#8217;occasione di ritrovo e celebrazione. Famiglie e amici si riuniscono per condividere non solo il cibo, ma anche momenti di conversazione e risate. L&#8217;Asador, colui che si occupa della cottura, è spesso visto come il protagonista della giornata, una figura rispettata per la sua abilità nel gestire il fuoco e la carne. La preparazione dell&#8217;Asado richiede tempo e pazienza, elementi che contribuiscono a creare un&#8217;atmosfera rilassata e conviviale.</p>
<p><strong>Varianti Regionali e Modernità</strong></p>
<p>L&#8217;Asado non è un monolite culinario, ma presenta una vasta gamma di varianti regionali che riflettono la diversità culturale dell&#8217;Argentina. Nelle regioni del nord, per esempio, è comune trovare l&#8217;Asado accompagnato da salse piccanti e spezie, mentre nella zona di Buenos Aires si predilige una preparazione più semplice e tradizionale. Ogni regione ha le sue peculiarità, e queste differenze arricchiscono ulteriormente l&#8217;esperienza dell&#8217;Asado.</p>
<p>Negli ultimi anni, l&#8217;Asado ha visto una rinascita anche in contesti urbani e moderni. I ristoranti di tutto il mondo hanno iniziato a offrire versioni contemporanee di questo piatto tradizionale, spesso sperimentando con nuovi tagli di carne, tecniche di marinatura, e accompagnamenti innovativi. Anche in Argentina, giovani chef stanno reinterpretando l&#8217;Asado, introducendo elementi gourmet pur mantenendo il rispetto per la tradizione.</p>
<p>Uno degli aspetti che rendono l&#8217;Asado così speciale è la sua capacità di adattarsi e rinnovarsi senza perdere la sua essenza. Che si tratti di un Asado tradizionale nelle pampas o di una versione moderna in un ristorante di Buenos Aires, il cuore dell&#8217;Asado rimane lo stesso: la celebrazione della comunità, del buon cibo, e del piacere di stare insieme.</p>
<p>L&#8217;Asado è dunque molto più di una tecnica di cottura; è una parte fondamentale della cultura argentina, un rito che unisce generazioni e che continua a evolversi nel tempo. Questo piatto incarna l&#8217;anima di un popolo, la passione per la carne e il fuoco, e l&#8217;importanza dei legami sociali. Ogni <a href="https://marchesestore.it/products/asado-de-tira-genisse">Asado</a> racconta una storia, fatta di tradizione, innovazione, e soprattutto di condivisione.</p>
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		<item>
		<title>Antonella Amodio : &#8220;Calici&#038;Spicchi cento ed un modo per abbinare bene i vini alle pizze&#8221;</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111660/antonella-amodio-calicispicchi-cento-ed-un-modo-per-abbinare-bene-i-vini-alle-pizze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 15:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Amodio]]></category>
		<category><![CDATA[Carmine Pellone]]></category>
		<category><![CDATA[Fonderì]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Rocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=111660</guid>

					<description><![CDATA[<p>Calici&#38;Spicchi racconta una storia d’amore fra il vino e la pizza</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em>Calici&amp;Spicchi racconta una storia d’amore fra il vino e la pizza</em></strong></p></blockquote>
<p>Questa è una storia di separati in casa: il Vino era stato relegato in una buia e polverosa cantina con la scusa che così “<em>diventava più buono</em> <em>!</em>” mentre la padrona di casa, la Pizza dal cuore rosso fuoco del pomodoro, faceva faville nella sala con i suoi colori sgargianti e cambiando di continuo abito.</p>
<p>Capirete che in una tale situazione il tradimento con la bionda e affascinante Birra dall’animo freddo e dal gusto nordico era inevitabile! cosa doveva fare la Pizza, si mise  in coppia e il resto è storia dei nostri giorni.</p>
<p>I giovani, orrore solo a dirsi, preferirono poi far accoppiare la Pizza alla Coca Cola per una moda che ci giunge dagli States. Fortunatamente per noi è arrivata la giornalista e scrittrice <strong>Antonella Amodio</strong> che, a seguito di una lunga e dettagliata ricerca, ha messo le cose a posto.</p>
<p>Antonella ha trovato gli abbinamenti giusti per i due coniugi, per troppo tempo separati. «<em>Dal mio libro si può sperimentare l’abbinamento vino-pizza conoscendo le regole fondamentali del matrimonio e diffondere la cultura degli abbinamenti</em> &#8211; commenta Antonella &#8211; <em>il vino storicamente è sempre stato associato alla pizza fin dall’antichità. A Pompei recentemente è stato ritrovato un affresco che raffigura un vassoio con una coppa di vino e una focaccia, l’antesignana della nostra pizza. Già nel 1975 fu fatto un esperimento di abbinamento con la pizza attraverso un vino della cantina Perrazzo di Ischia raffigurante sull’etichetta la maschera Pulcinella</em>».</p>
<p>Antonella Amodio  è nata e vive a Caserta, giornalista, sommelier e appassionata di cucina con un’esperienza trentennale nel settore enogastronomico. Per lungo tempo si è trasferita a Montalcino per collaborare come manager con Franco Biondi Santi.</p>
<p>Ha curato varie guide specializzate di vino e food e cura una rubrica per Wine&amp;Food Blog di Luciano Pignataro. Come abbiamo visto l’amante della Pizza è la Birra, per sfatare questo falso mito nei giorni scorsi è stato presentato il libro di Antonella  Amodio <strong><em>Calici&amp;Spicchi  </em></strong>edito da Malvarosa presso il ristorante napoletano <strong>Fonderì Pizza Glamour</strong> di Via Caravaggio.</p>
<p>L’evento è stato organizzato da La Buona Tavola Magazine, un giornale che sa e parla di buono diretto da <strong>Renato Rocco</strong> il quale, nel presentare il volume, ha evidenziato come la nostra produzione campana di vini sia stata sacrificata a vantaggio dei vini italici del nord.</p>
<p>« <em>Antonella Amodio ha lavorato nel settore dei vini per molti anni, chi meglio di lei poteva scrivere questo libro che coglie degli aspetti inediti citando 101 pizzaioli, la vera carica dei centouno» </em>ha evidenziato il giornalista Rocco<em>.</em>  Antonella ha poi dichiarato che non è stato facile mettere insieme tante ricette, fra i vari modi di proporre gli  abbinamenti suggerisce quello cromatico, come usava fare la mamma: con una pizza rossa andrà servito un vino rosso, un metodo veloce ed efficace. Il libro è dedicato ai vini campani per smentire che il vino della nostra regione non è all’altezza di quelli delle altre regioni del nord Italia, occorre pertanto valorizzare la nostra produzione vinicola.</p>
<p>Per Antonella l’abbinamento più difficile è stato individuare il vino adatto alla pizza con i carciofi, mentre l’abbinamento della pizza con la Nutella con i vini dolci è stato quello più divertente. Conclude Antonella «S<em>ono cresciuta in un mondo contadino dove i miei nonni avevano a tavola sempre un bicchiere colmo di vino</em>». Alla pizza la “La Mia Marinara” di Carmine Pellone è stato abbinato la Falanghina del Sannio Taburno della cantina <strong>La Fortezza</strong> dal profumo di cedro, albicocca e frutti della passione, che trova corrispondenza al gusto, nelle note saline e di retrogusto di agrumi. Equilibrata, ampia nell’espressione del vitigno e con un ottimo corpo.</p>
<p>Aggiunge <strong>Valeria Avara</strong>, la sommelier dell&#8217;AIS Napoli di Fonderì Gourmet: «<em>Questo vino si abbina perfettamente alla pizza di Pellone “La Mia Marinara”  poiché accompagna l’acidità del pomodorino giallo e la dolcezza di quello rosso creando un perfetto equilibrio, esaltando la sapidità e allungando la persistenza</em>».</p>
<p>La Scuola Medica Salernitana  citava &#8220;<em>Vina bibant homines, animantia cetera fontes</em>&#8221; in risposta alla domanda &#8220;se il vino faccia bene o male&#8221;, troppo scontata in una località come il Taburno, terra del vino il quale ha sempre accompagnato la storia umana dagli albori della coltivazione, l’uomo si è sempre posto tale domanda,  il vino, se preso con moderazione  non nuoce di certo apportando benefici  sul nostro organismo, in particolar modo al cuore e al cervello.</p>
<p>Il libro “Calici&amp;Spicchi” di Antonella Amodio, con la prefazione di Luciano Pignataro, verrà presentato in varie location campane, nonché al Vinitaly di Verona presso il Padiglione Campania, durante gli incontri sarà possibile ritirare una copia del volume e partecipare a degustazioni di vino e pizza, un’occasione imperdibile per sperimentare l’abbinamento. Il locale Fonderì Gourmet, aperto nel 2021, non è la solita pizzeria, ci tiene a sottolineare <strong>Maria  Rosaria Cocozza</strong>, responsabile di sala: « <em>Già dal primo impatto si può vedere che le luci e i colori degli arredi  tendono ad un abbinamento alle portate con topping altrettanto colorati  come anche gli impasti delle farine. La tipologia del locale è quella di proporre alla nostra clientela accostamenti di sapori che possono rivelarsi “esperienze” e sorprendere quelle che sono le aspettative dando la possibilità di provare varie consistenze di impasti di pizze. Il menù è stato elaborato su questa linea &#8211; </em>continua la Cocozza<em> &#8211;  avendo avuto anche la collaborazione di chef esterni stellati con i quali abbiamo anche realizzato delle serate a quattro mani. Prossimamente apriremo a Mergellina un nuovo locale che si chiamerà Fonderì Experience per soddisfare i clienti che chiedono di provare più sapori con impasti diversi</em>». E&#8217; seguito poi un percorso degustativo di pizze con diverse tipologie di impasto, ognuna abbinata ad una diversa tipologia di vino. Questo il menù degustazione della serata. Starter con una frittatina di pasta impanata alla gricia, con crema di pecorino e guanciale, un entrée sormontato da una tartare di gamberi. L’Antipasto è stato accompagnato da un Soave classico di Pieropan del 2023, 85% di Garganica e 15% di Trebbiano di Soave.</p>
<p>La prima pizza, presente nel libro di Antonella, è “La Mia Marinara” di <strong>Carmine Pellone</strong>,<strong>  </strong>maestro lievitista e pizzaiolo del locale, che così ha  presentato la sua creazione: « <em>La pizza è una marinara rivisitata dove l’unico ingrediente che associa la classica marinara è l’origano di montagna, per il resto si tratta di una fusion che vede i pomodorini gialli e rossi, conservati al naturale in acqua di mare, che danno il gusto marittimo, all’uscita dal forno aggiungo alla pizza piccoli spicchi di aringa affumicata e alici di Cetara condendo con maionese di alici e olio EVO, in questo modo la dolcezza dei pomodorini va a compensare il salato dell’aringa e delle alici</em>».</p>
<p>La seconda  pizza è in pala, la “Pomodoro Bruciato”: pomodoro bruciato, bufala fresca, riduzione di basilico e pomodori secchi. Accompagnata stavolta da un rosso, un Piedirosso dei Campi Flegrei del 2023 Sette vulcani di Salvatore Martusciello.</p>
<p>La terza pizza è una classica napoletana, la “Giallo al salame”: salame di cinghiale, vellutata di datterini gialli, provola affumicata, pepe couvée, basilico e olio EVO. Ad accompagnarla un Teroldego, vino delle Dolomiti, cantine Toradori, annata 2022. Sono seguiti i mini bun ai multi cereali “Mortadella rivisitata”, con mortadella Favola, zeste di lime, fonduta di provola affumicata, pesto di pistacchio di Bronte e polvere di cioccolato fondente, è stato abbinato il vino Levis della cantina veneta Bellenda, 100% vitigno Glera.</p>
<p>Per dessert il cornetto di pasta sfoglia con ricotta di cestino e scaglie di cioccolato fondente accompagnato da un passito El Aziz della cantina Fina Terre Siciliane, da uve grillo. Potremmo dire che la pizza tradizionale, come noi la conosciamo, andrà sempre di più ad affiancarsi alle nuove creazioni con impasti e topping diversi.</p>
<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>L&#8217;entrecôte: Un Classico della Cucina Francese che Incanta i Palati</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111550/lentrecote-un-classico-della-cucina-francese-che-incanta-i-palati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 05:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;entrecôte, una parola che risuona con un&#8217;eco di raffinatezza e promesse di delizie culinarie, è molto più che un semplice &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;entrecôte, una parola che risuona con un&#8217;eco di raffinatezza e promesse di delizie culinarie, è molto più che un semplice taglio di carne: rappresenta una tradizione, un&#8217;arte, e per molti, una vera e propria passione. Originario della Francia, questo pezzo pregiato ha conquistato i tavoli di tutto il mondo, divenendo simbolo di convivialità e piacere gourmet. In questo articolo, ci immergeremo nel mondo dell&#8217;entrecôte, scoprendo la sua storia, le sue caratteristiche, come cucinarlo al meglio e alcune curiosità che lo rendono un piatto tanto amato.</p>
<h5>Storia e Origini dell&#8217;Entrecôte</h5>
<p>L&#8217;entrecôte ha origini francesi, precisamente si può localizzare la sua nascita nella regione della Borgogna, notoria per la sua eccellenza nella produzione di carne bovina. Il termine &#8220;entrecôte&#8221; letteralmente significa &#8220;tra le costole&#8221;, indicando la posizione del taglio nel bovino, situato tra le costole lombari e le ultime costole toraciche.</p>
<p>La sua storia è intimamente legata a quella della gastronomia francese, che dalla fine del XVIII secolo ha iniziato a catalogare e valorizzare i diversi tagli di carne, riconoscendo nell&#8217;entrecôte un prodotto di qualità superiore.</p>
<h5>Caratteristiche e Qualità</h5>
<p>L&#8217;entrecôte è il ricavato dalla parte alta del costato del bovino, ed è apprezzato per la sua morbidezza e per la sua marbling, ossia la distribuzione di grasso intramuscolare che lo percorre, garantendo alla carne succulenza e sapore.</p>
<p>La qualità dell&#8217;entrecôte dipende da vari fattori, inclusi la razza del bovino, l&#8217;alimentazione, l&#8217;età al momento del macello e le tecniche di maturazione della carne. Tra le razze più rinomate per la produzione di entrecôte di alta qualità troviamo la Charolaise, la Limousine e la Blonde d&#8217;Aquitaine.</p>
<h4>Come Cucinare l&#8217;Entrecôte</h4>
<p>La preparazione dell&#8217;entrecôte è un rito che richiede attenzione e rispetto per la materia prima. La cottura ideale è al sangue o al massimo media, per preservare la tenerezza e il sapore caratteristico.</p>
<p>La griglia o la padella devono essere portate ad alta temperatura per consentire una sigillatura rapida dei succhi interni. Un pizzico di sale grosso e una macinata di pepe nero sono spesso gli unici condimenti necessari per esaltare il gusto naturale della carne.</p>
<p>Prima di cuocerla, è importante lasciare l&#8217;entrecôte a temperatura ambiente per circa un&#8217;ora, evitando così uno shock termico che potrebbe renderla dura.</p>
<p>Una volta cotta, è essenziale lasciarla riposare per alcuni minuti prima di affettarla; questo permette ai succhi di redistribuirsi, garantendo un risultato finale più succulento.</p>
<h5>Curiosità e Varianti Internazionali</h5>
<p>L&#8217;entrecôte ha viaggiato oltre i confini francesi, trovando interpretazioni e variazioni in diverse cucine. In Argentina e Uruguay, paesi noti per la loro cultura della carne, l&#8217;entrecôte è conosciuto come &#8220;bife de chorizo&#8221; ed è spesso servito nei tradizionali asados.</p>
<p>Negli Stati Uniti, il taglio corrispondente è il ribeye, particolarmente apprezzato per il suo sapore intenso e la sua tenerezza.</p>
<h5>La Celebrazione dell&#8217;Entrecôte</h5>
<p>In Francia, interi ristoranti sono dedicati alla celebrazione dell&#8221;entrecôte, conosciuti come &#8220;steakhouse&#8221; o &#8220;brasserie&#8221;, dove il piatto viene servito in maniera quasi rituale. Uno dei più famosi è il &#8220;Le Relais de l&#8217;Entrecôte&#8221;, una catena con sedi a Parigi e in altre città, che offre un menu unico: entrecôte con patate fritte e la sua segreta salsa verde.</p>
<p>La popolarità di questi ristoranti testimonia il posto speciale che l&#8217;entrecôte occupa nel cuore dei buongustai.</p>
<h4>Nutrizione e Salute</h4>
<p>Dal punto di vista nutrizionale, l&#8217;entrecôte è una fonte ricca di proteine e di importanti micronutrienti come il ferro e la vitamina B12, essenziali per la salute del sangue e per il mantenimento di una funzione neurologica ottimale. Tuttavia, è anche ricco di grassi saturi, quindi un consumo moderato è consigliato per mantenere un equilibrio nella dieta.</p>
<h5>La Maturazione della Carne</h5>
<p>Un aspetto interessante dell&#8217;entrecôte è la pratica della maturazione a secco (dry-aged), che intensifica il sapore e la tenerezza della carne. Questo processo prevede l&#8217;appassimento della carne in ambienti controllati per un periodo che può variare da poche settimane a diversi mesi.</p>
<p>Durante la maturazione, gli enzimi naturalmente presenti nella carne degradano le fibre muscolari, rendendo l&#8217;entrecôte ancora più morbido e saporito.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://marchesestore.it/products/entrecote-intera-el-macho">entrecôte</a> non è solo un piatto, ma un simbolo di cultura gastronomica, un rito sociale che va oltre la semplice alimentazione. Con la sua storia ricca, il suo sapore profondo e la sua versatilità in cucina, ha guadagnato un posto d&#8217;onore nelle tavole raffinate e nei cuori degli amanti della carne.</p>
<p>Che sia preparato secondo la tradizione o reinterpretato con creatività, l&#8217;entrecôte rimane una scelta di gusto che continua a incantare e soddisfare i palati più esigenti.</p>
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		<title>Picanha: il taglio di carne brasiliano che conquista i palati di tutto il mondo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111000/picanha-il-taglio-di-carne-brasiliano-che-conquista-i-palati-di-tutto-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 19:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[picanha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La picanha è un taglio di carne bovina particolarmente apprezzato in Brasile e sta gradualmente guadagnando popolarità anche in altre &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La picanha è un taglio di carne bovina particolarmente apprezzato in Brasile e sta gradualmente guadagnando popolarità anche in altre parti del mondo. Questo taglio proviene dalla parte superiore della coscia del bovino e si contraddistingue per il suo intenso sapore e la tenerezza della carne. La picanha è caratterizzata da uno strato generoso di grasso che avvolge la parte esterna, il che contribuisce a renderla succulenta e gustosa durante la cottura.</p>
<p>La preparazione tradizionale della picanha prevede il taglio della carne a forma triangolare e la cottura alla griglia. In Brasile, è comune trovare la picanha servita in churrascherie, dove viene cotta lentamente su grandi spiedi rotanti e poi affettata al momento per essere gustata insieme a contorni come riso, fagioli neri e farofa.</p>
<p>Per cucinare la picanha in casa, è importante mantenere intatto lo strato di grasso esterno durante la cottura per garantire che la carne rimanga succulenta e piena di sapore. Prima di metterla sulla griglia, è consigliabile praticare dei tagli superficiali a forma di rombi sulla parte grassa per evitare che si ritiri durante la cottura.Grazie alla sua versatilità e al suo sapore unico, la picanha si presta a molteplici preparazioni culinarie. Può essere marinata con spezie e erbe aromatiche prima di essere grigliata, oppure cotta lentamente in forno per ottenere una consistenza morbida e succulenta. In ogni caso, la picanha è una scelta eccellente per chi ama gustare tagli di carne di alta qualità e desidera sperimentare sapori nuovi e avvolgenti.</p>
<h2>Picanha: consigli per la scelta, la preparazione e la degustazione di questo prelibato taglio di carne</h2>
<p>Quando si sceglie la picanha, è importante prestare attenzione alla qualità della carne e alla presenza di uno strato uniforme di grasso sulla parte esterna. Optate per tagli freschi e ben marmorizzati, in modo da assicurarvi una carne tenera e gustosa una volta cucinata. Se possibile, chiedete al vostro macellaio di preparare la picanha rimuovendo eventuali nervi o pellicine in eccesso.</p>
<p>Per preparare la picanha in modo ottimale, assicuratevi di lasciarla raggiungere la temperatura ambiente prima di cuocerla e di condirla generosamente con sale grosso, preferibilmente di tipo grosso e integrale, per esaltarne il sapore naturale. Durante la cottura, evitate di bucare lo strato di grasso esterno, in quanto questo aiuta a mantenere la carne succulenta e gustosa. La picanha è ideale per la cottura alla griglia, ma può essere preparata anche al forno o in padella, a seconda delle vostre preferenze culinarie.</p>
<p>Durante la cottura, è consigliabile monitorare attentamente il grado di cottura della picanha per evitare di cuocerla troppo o troppo poco. Per una cottura al sangue, cuocete la carne per circa 5-6 minuti per lato; per una cottura media, prolungate il tempo di cottura a circa 7-8 minuti per lato; per una cottura ben cotta, cuocete la picanha per circa 9-10 minuti per lato. Una volta pronta, lasciate riposare la picanha per alcuni minuti prima di affettarla, in modo che i succhi interni si redistribuiscano uniformemente e la carne risulti ancora più succulenta al momento di servirla.</p>
<p>Potete accompagnare la picanha con contorni come patate arrosto, insalata mista o verdure grigliate per un pasto completo e gustoso. La picanha è un taglio di carne che offre un&#8217;esperienza culinaria unica, grazie al suo sapore intenso e alla sua versatilità in cucina. Sperimentate con marinature, condimenti e metodi di cottura diversi per scoprire la vostra versione preferita di questo prelibato taglio di carne brasiliano. Che siate appassionati di barbecue o semplicemente amanti della buona cucina, la picanha saprà conquistarvi con il suo gusto avvolgente e la sua consistenza morbida e succulenta. Buon appetito!</p>
<hr />
<p>Scopri tutti i nostri tagli di <a href="https://marchesestore.it/collections/picanha?gad_source=1&amp;gclid=EAIaIQobChMI3p-xrdjchAMVfoRoCR1ubgGSEAAYASAAEgLKQfD_BwE">Picanha.</a></p>
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		<title>Esplorando il mondo del burger di manzo: dalla ricetta classica alle varianti gourmet</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110658/esplorando-il-mondo-del-burger-di-manzo-dalla-ricetta-classica-alle-varianti-gourmet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 07:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il burger di manzo è un classico intramontabile della cucina americana, amato da milioni di persone in tutto il mondo. &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il burger di manzo è un classico intramontabile della cucina americana, amato da milioni di persone in tutto il mondo. Realizzato con carne macinata di manzo di alta qualità e condito con una varietà di ingredienti, il burger di manzo è un piatto che soddisfa i palati di giovani e meno giovani.</p>
<p>La preparazione di un ottimo burger di manzo inizia con la scelta della carne. È importante optare per carne macinata fresca e di qualità, con un giusto equilibrio di grasso per garantire un sapore succulento e una consistenza morbida. Una volta selezionata la carne, si possono aggiungere condimenti come sale, pepe, cipolla in polvere e altri aromi a piacere per conferire al burger un sapore ricco e appagante.</p>
<p>La forma del burger è un altro aspetto cruciale. Si può modellare la carne macinata in dischi uniformi e compatti, ideali per la cottura su griglia o in padella. La scelta del pane è altrettanto importante: molti amanti dei burger preferiscono il classico panino al sesamo, ma è possibile sperimentare con varianti come il pane ai cereali o ai semi di papavero per aggiungere un tocco di originalità.</p>
<p>Quando il burger di manzo è pronto per la cottura, è fondamentale cuocerlo correttamente per garantire una consistenza succosa e gustosa. La cottura alla griglia è una delle opzioni più popolari, poiché conferisce al burger un sapore affumicato e un&#8217;aspetto irresistibile. Tuttavia, è altrettanto possibile cuocerlo in padella o al forno a seconda delle preferenze personali.</p>
<p>Infine, per completare il burger di manzo, si possono aggiungere una vasta gamma di condimenti e accompagnamenti. Tra i classici troviamo formaggio fuso, lattuga croccante, pomodoro fresco, cipolla, cetrioli sottaceto e salse come ketchup, maionese e senape. Gli amanti dei sapori intensi potrebbero optare per ingredienti più audaci, come bacon affumicato, avocado o peperoncini piccanti.</p>
<p>In definitiva, il burger di manzo è un piatto versatile e apprezzato da tutti, che si presta a infinite interpretazioni e personalizzazioni. Che si tratti di una ricetta classica o di una variante gourmet, il burger di manzo continua a essere un&#8217;icona culinaria amata da generazioni. Per un tocco extra di gusto e originalità, molti chef e appassionati di cucina amano sperimentare con combinazioni di ingredienti uniche per creare burger di manzo gourmet. Ad esempio, è possibile aggiungere formaggi pregiati come il gorgonzola o il brie, oppure arricchire il burger con cipolle caramellate, funghi trifolati o una salsa barbecue fatta in casa.</p>
<p>Per coloro che cercano alternative più leggere, esistono anche varianti di burger di manzo con carni magre o a base vegetale. Le alternative a base di lenticchie, fagioli o quinoa offrono un&#8217;opzione salutare e sostenibile per chi desidera ridurre il consumo di carne senza rinunciare al gusto e alla soddisfazione di un buon burger.</p>
<p>Inoltre, con l&#8217;attenzione crescente verso la sostenibilità ambientale, sempre più ristoranti e chef stanno esplorando l&#8217;uso di carne proveniente da fonti sostenibili e coltivate in modo responsabile per preparare deliziosi burger di manzo. Questa tendenza riflette la crescente consapevolezza riguardo all&#8217;impatto ambientale dell&#8217;industria della carne e l&#8217;interesse per opzioni alimentari più etiche e sostenibili.</p>
<p>Infine, il burger di manzo è spesso accompagnato da contorni gustosi, come patatine fritte croccanti, insalate fresche o condimenti come il ketchup e la maionese. Un buon bicchiere di birra artigianale o una bibita fresca sono l&#8217;abbinamento perfetto per completare questo pasto appagante.</p>
<p>In conclusione, il burger di manzo rappresenta molto più di un semplice piatto veloce: è un&#8217;icona culinaria che si presta a infinite interpretazioni e che continua a evolversi con il passare del tempo. Sia che si opti per la semplicità di un burger classico o per la creatività di una variante gourmet, il burger di manzo rimane un elemento fondamentale della cucina contemporanea, in grado di soddisfare i palati di tutti.</p>
<p>Scopri il meglio dei <a href="https://marchesestore.it/collections/burger">Burger.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Alimentazione a base di insetti, Gianni Prandi: i dati forniti da Vidierre</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110337/alimentazione-a-base-di-insetti-gianni-prandi-i-dati-forniti-da-vidierre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gpwebrelease]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 07:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Prandi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=110337</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vidierre rivela che il 72% degli italiani è favorevole a introdurre insetti nella dieta quotidiana. Gianni Prandi sottolinea il potenziale sostenibile di questa scelta.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865110337/alimentazione-a-base-di-insetti-gianni-prandi-i-dati-forniti-da-vidierre/">Alimentazione a base di insetti, Gianni Prandi: i dati forniti da Vidierre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recentemente, in Italia, si è diffusa la prospettiva di introdurre gli insetti nella routine alimentare, nonostante le resistenze governative. L’analisi di Vidierre e il commento di <a title="Insetti a tavola, Gianni Prandi: nuovo panorama alimentare?" href="https://www.riflettorisu.it/societa/professionisti/insetti-a-tavola-gianni-prandi-nuovo-panorama-alimentare-in-italia">Gianni Prandi</a>.</strong></em></p>
<p><a title="L'analisi di Gianni Prandi sulle novità alimentari italiane" href="https://www.riflettorisu.it/societa/professionisti/insetti-a-tavola-gianni-prandi-nuovo-panorama-alimentare-in- italia"><em><strong><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.riflettorisu.it/wp-content/uploads/2023/12/gianni-prandi-550x364.png" alt="Gianni Prandi" width="302" height="200" /></strong></em></a></p>
<h5>Insetti a tavola, Gianni Prandi: l’analisi di Vidierre</h5>
<p>Mentre la discussione sulla sostenibilità di questo approccio continua, sempre più italiani sembrano aprirsi all’idea di includere gli insetti nella loro dieta quotidiana.</p>
<p>Le statistiche fornite da Vidierre, società appartenente ad Assist Group specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media, indicano che il 72% della popolazione italiana accoglie favorevolmente l’idea di abbracciare un regime alimentare che includa gli insetti.</p>
<p>“<em>I dati mostrano come la maggioranza delle persone sia ben disposta a integrare la propria alimentazione con gli insetti, cibo sostenibile per il Pianeta e la cui introduzione potrebbe aiutare a combattere la fame nel mondo</em>”, ha sottolineato <a title="Il punto di Gianni Prandi su insetti e alimentazione" href="https://www.riflettorisu.it/societa/professionisti/insetti-a-tavola-gianni-prandi-nuovo-panorama-alimentare-in-italia"><strong>Gianni Prandi</strong></a>. Al momento, sono oltre due miliardi le persone in tutto il globo che regolarmente integrano insetti nella loro dieta, una prassi già radicata in diverse culture su scala mondiale.</p>
<h5>Gianni Prandi: il cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani</h5>
<p>“<em>Tuttavia</em> – ha aggiunto <strong>Gianni Prandi</strong> – <em>la maggioranza dei cittadini ritiene necessario ottenere informazioni approfondite su questo tipo di alimentazione e condurre ricerche specifiche per escludere potenziali effetti nocivi. C’è dunque un’apertura positiva verso l’alimentazione a base di insetti, ma con un approccio prudente</em>”.</p>
<p>Il 75% degli intervistati ha infatti enfatizzato l’importanza di condurre studi approfonditi per escludere possibili effetti nocivi prima di introdurre sul mercato prodotti a base di insetti. Il 69% degli intervistati ritiene inoltre fondamentale informare i consumatori riguardo all’allevamento e alla nutrizione a base di insetti, considerate attività semplici, sostenibili e sicure.</p>
<p>Nonostante la sfida di cambiare le percezioni e le abitudini alimentari, sembra che l’idea di consumare insetti stia guadagnando terreno come una possibile soluzione sostenibile per il futuro della nutrizione in Italia.</p>
<p>La visione di Gianni Prandi sull’introduzione degli insetti nella dieta quotidiana sembra riflettere un cambiamento graduale, ma significativo, nelle abitudini alimentari italiane, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865110337/alimentazione-a-base-di-insetti-gianni-prandi-i-dati-forniti-da-vidierre/">Alimentazione a base di insetti, Gianni Prandi: i dati forniti da Vidierre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le Future sfide della ristorazione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108072/le-future-sfide-della-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 02:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Serenissima Ristorazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Putin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=108072</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tommaso Putin: dare maggiore impulso alle aziende attive nel settore della ristorazione e allargarne la base associativa. Questi gli obiettivi &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865108072/le-future-sfide-della-ristorazione/">Le Future sfide della ristorazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Ristorazione: Tommaso Putin sulle sfide future" href="https://www.youtube.com/watch?v=w4Z3TeT_g2o">Tommaso Putin</a>: dare maggiore impulso alle aziende attive nel settore della ristorazione e allargarne la base associativa. Questi gli obiettivi di ANIR (Associazione Nazionale delle Imprese della Ristorazione Collettiva) presentati dal Vicepresidente in una recente intervista.</strong></em></p>
<p><strong> <a title="Intervista al Vicepresidente ANIR Tommaso Putin" href="https://www.youtube.com/watch?v=w4Z3TeT_g2o"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.executivemanager.it/images/comprofiler/0_6454dba172843.jpg" alt="Tommaso Putin, Vicepresidente ANIR" width="150" height="222" /></a></strong></p>
<h5>ANIR: intervista al Vicepresidente Tommaso Putin</h5>
<p>ANIR, Associazione Nazionale delle Imprese della Ristorazione Collettiva, nasce con lo scopo di <em>“promuovere, rappresentare e tutelare gli interessi legittimi e di carattere generale delle imprese del settore ed associate”</em>. Per <a title="Ristorazione: la vision di Tommaso Putin, Vicepresidente ANIR" href="https://www.youtube.com/watch?v=w4Z3TeT_g2o"><strong>Tommaso Putin</strong></a>, Vicepresidente di <strong>Serenissima Ristorazione</strong> confermato di recente anche alla Vicepresidenza di ANIR, è un obiettivo di rilievo perseguito nel contesto di <em>“anni particolarmente intensi da quando è nata ANIR anche perché l’associazione è stata costituita proprio nel bel mezzo della pandemia”</em>.</p>
<p>Ricordando le numerose iniziative portate a compimento, <strong>Tommaso Putin</strong> ne ha rimarcato la <em>“particolare importanza per questo settore, uno dei più danneggiati dalla pandemia: basti pensare al fondo di più di 100 milioni di euro che si è riusciti a ottenere per dare ristoro alle imprese della ristorazione collettiva”</em>.</p>
<h5>Maggiore rappresentatività per il comparto: la vision di Tommaso Putin</h5>
<p>Diversi anche gli elementi di criticità attraversati nel corso degli ultimi anni: tra tutti, <em>“la guerra e l’impennata inflazionistica”</em>, ha sottolineato <strong>Tommaso Putin</strong>. In ottica di sviluppo e rilancio è necessario guardare al futuro della ristorazione con anni <em>“densi di sfide molto importanti: basti pensare al nuovo contratto collettivo, la problematica legata al nuovo codice degli appalti e il fatto di dare maggior riconoscimento al settore, che oggi conta più di 110.000 lavoratori”</em>.</p>
<p>In prospettiva è quindi fondamentale allargare la base associativa: a tal proposito, <strong>Tommaso Putin</strong> ha osservato come <em>“in passato il settore abbia avuto scarsa rappresentatività: con la nuova Presidenza di Piacenti e anche dei nuovi Vicepresidenti, il nostro obiettivo è proprio quello di dare maggiore impulso e di allargare anche la base associativa al maggior numero di imprese”</em>.</p>
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		<title>Vino e Passione: L’Albana DOCG di Tenuta La Viola di Bertinoro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106406/vino-e-passione-lalbana-docg-di-tenuta-la-viola-di-bertinoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[raimondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 06:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Emilia Romagna è terra di passione, convivialità e vino: tra i vitigni autoctoni, oltre al Sangiovese spicca sicuramente l’Albana, varietà &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">L’Emilia Romagna è terra di passione, convivialità e vino: tra i vitigni autoctoni, oltre al Sangiovese spicca sicuramente l’Albana, varietà a bacca bianca molto diffusa nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna (oltre a Bologna), che ha ricevuto la denominazione più alta, la Docg.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’uva di grande struttura, generosità e molto versatile visto che il Disciplinare della Docg prevede la produzione nelle tipologie <a href="https://www.quattrocalici.it/tipologie-vino/romagna-albana-secco-docg/"><strong>secco</strong></a>, <a href="https://www.quattrocalici.it/tipologie-vino/romagna-albana-amabile-docg/"><strong>amabile</strong></a>, <a href="https://www.quattrocalici.it/tipologie-vino/romagna-albana-dolce-docg/"><strong>dolce</strong></a>, <a href="https://www.quattrocalici.it/tipologie-vino/romagna-albana-passito-docg/"><strong>passito</strong> </a>e <a href="https://www.quattrocalici.it/tipologie-vino/romagna-albana-passito-riserva-docg/"><strong>passito</strong></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Borghi d’Europa si è soffermata sulla tipologia secca, degustando le due etichette di Albana Romagna Docg di Tenuta La Viola, cantina situata nel borgo collinare di Bertinoro (Forlì-Cesena) e gestita dal 1962 con competenza dalla Famiglia Gabellini, che sin da subito si è dedicata alla produzione di qualità delle uve autoctone locali, convertendosi in biologico nel 1999 e iniziando nel 2018 le pratiche di agricoltura biodinamica.</p>
<p style="font-weight: 400;">La degustazione:</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211;        Romagna Albana Secco Docg InTerra 2021: il punto forte di questo vino sta nel fatto che fa una macerazione sulle bucce per 6 mesi in anfore georgiane prima dell’affinamento in vetro per 3 mesi, possiede un naso molto ricco , con note di albicocca e pesca disidratata, mineralità e sentori erbacei che ricordano il fieno e il timo, al palato ha un’ottima struttura, è caldo e avvolgente. Borghi d’Europa lo ha provato con una zuppa di pesce mista (con gamberetti e seppioline), ma può sposarsi benissimo anche con carni bianche.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8211;        Romagna Albana Secco Docg Frangipane 2022: un’Albana caratterizata da una grande beva, freschezza e sapidità, infatti Borghi d’Europa lo ha provato con due formaggi freschi come lo Squacquerone di Romagna Dop e la Casatella di Romagna, abbinamento davvero azzeccato!</p>
<p style="font-weight: 400;">Il terroir di Bertinoro dove sorge Tenuta La Viola (calcareo-argilloso, col tipico Spungone, roccia calcarea arenaria) è pertanto rispettato e tutelato e naturalmente si riflette nei calici; Borghi d’Europa continuerà a comunicare questa realtà vinicola nel Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Evviva!</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Pancake facili e veloci? Scopri come prepararli in due minuti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105121/preparazione-pancake/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucader]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 05:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pancake sono un classico della colazione e una pietanza versatile che può essere personalizzata con una vasta gamma di &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>pancake</strong> sono un classico della <strong>colazione</strong> e una pietanza versatile che può essere personalizzata con una vasta gamma di ingredienti. La loro <strong>preparazione è semplice</strong> e richiede <strong>solo pochi ingredienti</strong> di base. Ecco come preparare i pancake in pochi semplici passaggi.</p>
<p>Ingredienti:</p>
<ul>
<li>200g di farina</li>
<li>2 cucchiaini di lievito in polvere</li>
<li>2 cucchiai di zucchero</li>
<li>1/4 cucchiaino di sale</li>
<li>1 uovo</li>
<li>250ml di latte</li>
<li>2 cucchiai di burro fuso</li>
</ul>
<p>Istruzioni:</p>
<ol>
<li>In una ciotola, mescolare la farina, il lievito, lo zucchero e il sale.</li>
<li>In un&#8217;altra ciotola, sbattere l&#8217;uovo e poi aggiungere il latte e il burro fuso.</li>
<li>Aggiungere il composto liquido alla ciotola con gli ingredienti secchi e mescolare fino a ottenere un composto liscio.</li>
<li>Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio-alto.</li>
<li>Versare circa 1/4 di tazza del composto sulla padella per ogni pancake. Cuocere fino a quando la superficie inizia a formare delle bolle, poi girare e cuocere l&#8217;altro lato fino a doratura.</li>
<li>Continuare a cuocere i pancake fino a quando il composto è terminato. Aggiungere del burro sulla padella tra un pancake e l&#8217;altro per evitare che si attacchino.</li>
<li>Servire i pancake caldi con sciroppo d&#8217;acero, frutta fresca, burro o qualsiasi altro condimento a piacere.</li>
</ol>
<p>Ecco alcuni consigli per ottenere <strong>pancake perfetti</strong>:</p>
<ul>
<li>Utilizzare una padella antiaderente per evitare che i pancake si attacchino alla padella durante la cottura.</li>
<li>Non mescolare troppo il composto: un po&#8217; di grumi sono accettabili e daranno ai pancake una consistenza più soffice.</li>
<li>Assicurarsi di cuocere i pancake a fuoco medio-alto per evitare che brucino o cuociano troppo velocemente.</li>
<li>Non appiattire i pancake durante la cottura: le bolle sulla superficie sono ciò che li rende soffici e leggeri.</li>
<li>Se si desidera aggiungere ingredienti come frutta o cioccolato al composto, farlo dopo aver miscelato gli ingredienti secchi e liquidi, ma prima di mescolare i due composti insieme.</li>
</ul>
<p>In conclusione, la <a href="https://zazzaretta.it/preparato-per-pancake/"><strong>preparazione dei pancake è semplice e veloce</strong></a>. Questa ricetta di base può essere personalizzata con una vasta gamma di ingredienti per creare pancake unici e deliziosi. Seguendo i consigli sopra riportati, i pancake saranno sicuramente un successo a colazione o in qualsiasi momento della giornata.</p>
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		<item>
		<title>Ricette delle feste: le migliori pietanze</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104134/ricette-delle-feste-le-migliori-pietanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BarbaraPal]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di na]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=104134</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le festività natalizie sono il momento perfetto per riunirsi con la famiglia e gustare deliziose pietanze. La tradizione culinaria italiana &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le festività natalizie sono il momento perfetto per riunirsi con la famiglia e gustare deliziose pietanze. La tradizione culinaria italiana offre una vasta gamma di opzioni per il <strong>menu di Natale</strong>, sia per il pranzo che per la cena della vigilia. Dagli antipasti ai dolci, ci sono tantissime scelte possibili per ogni gusto e occasione. Ecco alcune delle <a href="https://www.agrodolce.it/speciali/ricette-di-natale/">ricette di Natale</a> più popolari e classiche.</p>
<h5>Antipasti di Natale</h5>
<p>Gli antipasti di Natale sono un modo perfetto per aprire il pasto e stuzzicare l&#8217;appetito dei commensali. Tra le opzioni più classiche troviamo il prosciutto crudo, il salame, il baccalà mantecato e le olive ascolane. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle bruschette con la confettura di pere e gorgonzola o delle polpette di bollito farcite con salsa tonnata.</p>
<h5>Primi piatti di Natale</h5>
<p>I primi piatti di Natale sono spesso i piatti forti della festa, e in Italia ci sono molte opzioni da scegliere. Tra i più classici troviamo il risotto allo zafferano, il cous cous con verdure e frutti di mare, i tortellini in brodo e i cappelletti in brodo. Per un tocco più creativo, si possono preparare anche delle lasagne con la carne di cappone o dei ravioli di zucca e amaretti.</p>
<h4>Secondi piatti di Natale</h4>
<p>I secondi piatti di Natale sono spesso i piatti più attesi della festa, e in Italia ci sono moltissime opzioni tra cui scegliere. Tra i più classici troviamo il cappone arrosto, il tacchino ripieno, il lombo di maiale al forno e il filetto di manzo al pepe verde. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle costolette di agnello alle erbe aromatiche o delle quaglie ripiene al tartufo.</p>
<h4>Contorni di Natale</h4>
<p>I contorni di Natale sono un modo perfetto per completare il pasto e offrire ai commensali delle opzioni diverse. Tra i più classici troviamo il purè di patate, il roast beef, il cotechino con lenticchie e il panettone gastronomico. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle carote al miele e cannella o delle zucchine grigliate con menta e feta.</p>
<h4>Dolci di Natale</h4>
<p>I dolci di Natale sono il modo perfetto per chiudere in bellezza il pasto e offrire ai commensali una dolce sorpresa.</p>
<h4>Buon appetito!</h4>
<p>Le <strong>ricette di Natale</strong> sono un modo perfetto per celebrare le festività in compagnia dei propri cari. Scegli tra le nostre opzioni classiche o sperimenta qualcosa di nuovo e creativo. Qualunque cosa tu decida di preparare, siamo sicuri che i tuoi commensali apprezzeranno il tuo menu natalizio.</p>
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		<item>
		<title>Eurovinum: Undicesima edizione a Piacenza</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103851/eurovinum-undicesima-edizione-a-piacenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[raimondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 17:08:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=103851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Borghi d’Europa non poteva mancare al Mercato dei Vini Fivi a Piacenza Expo, rassegna giunta quest’anno all’undicesima edizione. Un momento &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Borghi d’Europa non poteva mancare al Mercato dei Vini Fivi a Piacenza Expo, rassegna giunta quest’anno all’undicesima edizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un momento imperdibile per wine lovers e operatori del settore (circa 24000 visite in 3 giorni di manifestazione!), pronti ad assaggiare etichette di tutto il Belpaese, a confrontarsi coi produttori e ad acquistare i vini a proprio piacimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa undicesima edizione del Mercato dei Vini Fivi ha visto presenti sul campo ben 870 Cantine (+ 30% in più del 2021!), distribuite saggiamente per la prima volta su tutti e tre i padiglioni di Piacenza Expo: numeri record che testimoniano il grande lavoro svolto dai Vignaioli Indipendenti e una cultura del vino sana e giusta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche la convivialità resta un fattore determinante per Fivi: saper interfacciarsi ed ascoltare i racconti dei produttori di territori più e meno noti aiuta poi a comprendere quello che c’è nei calici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Borghi d’Europa a Piacenza ha assaggiato diverse tipologie di Vini del Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana e delle Marche con l’obiettivo di comunicarle anche successivamente all’interno del Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il  giro di degustazioni mirate è iniziato in Veneto, nelle colline trevigiane coi Glera Col Fondo Agricolo di Ceotto Vini di Colfosco di Susegana,  di Moro Sergio di Farra di Soligo e di Terre Boscaratto di Susegana: frizzanti di tradizione, dall’ampia beva generosa, grazie alla rifermentazione in bottiglia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Restando nell’uva Glera, interessanti anche i Prosecchi Frizzante Doc e Frizzante “Profumato” (con tappo spago e tappo a corona) di Col Miotin di Pieve di Soligo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i Metodo Classico invece, molto apprezzati il Pinot Nero Pas Dosè Docg dell’Oltrepò Pavese “Casto” di Bosco Longhino di Santa Maria della Versa, poi due Franciacorta Docg di Castelveder di Monticelli Brusati (Bs), l’Extrabrut e il Pas Dosè ambedue 100% Chardonnay), davvero molto fini.</p>
<p style="font-weight: 400;">In Piemonte è stato trovato molto sapido ed equilibrato l’Altalanga Brut Millesimato Docg di Deltetto, azienda certificata biologica dal 2017 di Canale, nel cuore del Roero (Cn).</p>
<p style="font-weight: 400;">Passando ai bianchi fermi, molto graditi il Pinot Grigio Igt delle Venezie di Bellese di Ormelle (Tv), vino bello rotondo e piacevole e il Lugana Doc di Corte Anna di Sirmione sul Lago di Garda, minerale, fruttato e piacevole.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scendendo in Centro Italia, Borghi d’Europa ha approfondito i territori di Jesi e di Offida: intensi, strutturati e dalla grande capacità evolutiva i due Verdicchio Castelli di Jesi Superiore Doc “Prologo” e Giostra” di Colle Onorato, mentre dell’Azienda Vitivinicola Biologica La Valle del Sole sono stati trovati molto minerali, agrumati e sapidi l’Offida Pecorino Docg e l’Offida Passerina Docg.</p>
<p style="font-weight: 400;">Capitolo rossi: il primo ad essere degustato è stato il Rosso Piceno Doc “Il Cortese” ( 40% Montepulciano, 40% Sangiovese, 10% Lacrima di Morro d’Alba e 10% Merlot), affinato in solo acciaio e di buona struttura e sapidità, poi in Toscana, nella zona di Montalcino sono stati provati il Rosso di Montalcino Doc 2019 di San Guglielmo, vino di grande equilibrio e buona beva e, della stessa giovane azienda vinicola guidata da Ilaria Martini il Brunello di Montalcino Docg 2016, dotato di grande carattere e longevità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine, nell’Alto Piemonte particolarmente apprezzati i rossi dell’Albugnano Doc dell’Azienda Agricola Alle Tre Colline: l’Albugnano Doc Superiore 549 Va’Anait, da uva Nebbiolo in purezza, intenso, speziato e potente, l’Albarossa Doc (incrocio tra Barbera e Nebbiolo) che si è rivelato persistente e con un alto potenziale evolutivo e la Barbera d’Asti Docg Monsu, una bella scoperta, caldo, morbido e armonico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un giro completo in varie regioni dell’Italia del vino quello fatto da Borghi d’Europa al Mercato dei Vini Fivi 2022 e di grande qualità: così va bene!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865103851/eurovinum-undicesima-edizione-a-piacenza/">Eurovinum: Undicesima edizione a Piacenza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gorgonzola Dop a Natale: Il regalo più gustoso da scartare sotto l’albero</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103766/gorgonzola-dop-a-natale-il-regalo-piu-gustoso-da-scartare-sotto-lalbero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[manuelfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 06:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[cucinaitaliana]]></category>
		<category><![CDATA[gorgonzola]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=103766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sei ricette semplici, ma originali, per portare a tavola tutta la bontà del Gorgonzola Dop anche a Natale. Si parte &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865103766/gorgonzola-dop-a-natale-il-regalo-piu-gustoso-da-scartare-sotto-lalbero/">Gorgonzola Dop a Natale: Il regalo più gustoso da scartare sotto l’albero</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei ricette semplici, ma originali, per portare a tavola tutta la bontà del <strong>Gorgonzola Dop</strong> anche a Natale.</p>
<p>Si parte con un antipasto, leggero e gustoso, a base di pane di segale e marmellata di arance accompagnato da un cocktail analcolico e seguito da tutta la dolcezza di una mousse al Gorgonzola guarnita con frutti di bosco. Come primo un piatto gustoso e di sicuro effetto: Tagliatelle di riso con crema di cavolo verza, Gorgonzola DOP e lamelle di mandorle.</p>
<p>Il Gorgonzola Dop stupisce anche a fine pasto grazie alla golosa crema che può essere proposta in abbinamento al pandoro e valorizzata con un buon passito. La stessa crema, allungata con il passito, è perfetta per guarnire la classica frutta secca tipicamente natalizia, da Nord a Sud dello stivale.</p>
<p><strong><em>Le ricette proposte sono tutte per 4 persone. Di alcune sono disponibili le videoricette sul sito del Consorzio, <a href="https://www.gorgonzola.com/le-ricette-del-consorzio/">Gorgonzola.com</a></em></strong></p>
<h5><strong>Pane di segale, Gongorzola DOP, Marmellata di arance e timo, con Cocktail analcolico in abbinamento.</strong></h5>
<p>Videoricetta: <a href="https://www.gorgonzola.com/ricette/antipasti/pane-di-segale-gorgonzola-dop-marmellata-di-arance-e-timo-con-cocktail-analcolico-in-abbinamento/">https://www.gorgonzola.com/ricette/antipasti/pane-di-segale-gorgonzola-dop-marmellata-di-arance-e-timo-con-cocktail-analcolico-in-abbinamento/</a></p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>200gr di Gorgonzola DOP</li>
<li>4fette di Pane di segale</li>
<li>2cucchiai di Marmellata di arance</li>
<li>Timo</li>
</ul>
<p>Per il cocktail:</p>
<ul>
<li>1bitter rosso</li>
<li>Ghiaccio</li>
<li>5cl di Succo di mandarino</li>
<li>2fette di Zenzero</li>
<li>1/2cucchiaino di Zucchero</li>
<li>Scorza di mandarino per guarnire</li>
</ul>
<p>Preparazione</p>
<p>Iniziate con la preparazione delle bruschette. Fate abbrustolire il pane di segale da entrambe le parti e poi tagliatelo a metà. Guarnite ogni fetta con il Gorgonzola DOP, un cucchiaino di marmellata di arance e guarnite con un rametto di timo. Adagiateli su un piatto da portata e teneteli da parte. Per il cocktail pestate sul fondo di un bicchiere le fette di zenzero col il succo di mandarino e lo zucchero con l’aiuto di un pestello. Unite il ghiaccio, il bitter rosso e mescolate bene. Guarnite con della scorza di mandarino. Servite i crostini abbinati al cocktail.</p>
<h3><strong>Mousse al gorgonzola dop con croccante caramellato alle noci e frutti rossi.</strong></h3>
<p>Videoricetta: <a href="https://www.gorgonzola.com/ricette/dessert/mousse-al-gorgonzola-dop-con-croccante-caramellato-alle-noci-e-frutti-rossi/">https://www.gorgonzola.com/ricette/dessert/mousse-al-gorgonzola-dop-con-croccante-caramellato-alle-noci-e-frutti-rossi/</a></p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>300g di Gorgonzola Dop</li>
<li>150g di Mascarpone</li>
<li>1cucchiaino di Miele</li>
<li>100g di Ramponi</li>
<li>100g di Ribes</li>
<li>50g di Gherigli di noce</li>
<li>5cucchiai di Zucchero semolato</li>
</ul>
<p>Preparazione</p>
<p>Iniziate con la realizzazione del croccante di noci. Fate sciogliere lo zucchero in una padella antiaderente, una volta raggiunto un colore ambrato, unite le noci. Mescolate bene fino a ricoprire tutte le noci e poi trasferite il composto su un foglio di carta forno. Una volta raffreddato tritatelo grossolanamente con un coltello. In una ciotola lavorate con l’aiuto di una frusta il Gorgonzola Dop con il mascarpone ed il miele fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferite il composto in un bicchiere dai bordi bassi e guarnitelo con le noci caramellate ed i frutti rossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tagliatelle di riso con crema di cavolo verza, Gorgonzola dop e lamelle di mandorle.</strong></h3>
<p>Videoricetta: <a href="https://www.gorgonzola.com/ricette/primi-piatti/tagliatelle-di-riso-con-crema-di-cavolo-verza-gorgonzola-dop-e-lamelle-di-mandorle/">https://www.gorgonzola.com/ricette/primi-piatti/tagliatelle-di-riso-con-crema-di-cavolo-verza-gorgonzola-dop-e-lamelle-di-mandorle/</a></p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>120g di Gorgonzola Dop</li>
<li>240g di Tagliatelle di riso</li>
<li>1/2Cavolo verza</li>
<li>1Cipolla rossa</li>
<li>1noce di Burro</li>
<li>1/2bicchiere d&#8217;Acqua</li>
<li>Sale</li>
<li>Pepe</li>
<li>50g di Lamelle di mandorle</li>
</ul>
<p>Preparazione</p>
<p>Mondate la verza e tagliatela grossolanamente. In una padella unite una noce di burro e la cipolla tritata, fate soffriggere per qualche minuto e poi unite la verza tagliata. Mescolate, aggiustate di sale e pepe ed unite mezzo bicchiere d’acqua. Fate cuocere per mezz’ora. Una volta cotte le verze unite il Gorgonzola DOP e mescolate bene finche non si sarà sciolto. Nel frattempo tostate le lamelle di mandorla in una padella antiaderente e tenetele da parte. Unite le tagliatelle fatte cuocere precedentemente in acqua bollente salata e fatele insaporire nella salsa. Servite le tagliatelle calde guarnendole con le mandorle tostate.</p>
<h3><strong>Gorgonzola sul pandoro: per un dolce diverso</strong></h3>
<p>DOSI PER 4 PERSONE</p>
<ul>
<li>Gorgonzola dolce DOP 300 g</li>
<li>Latte 0,25 l</li>
<li>Pandoro 1 kg</li>
<li>Zucchero 75 g</li>
<li>Cannella quanto basta</li>
</ul>
<p>DIFFICOLTÁ: FACILE</p>
<p>PREPARAZIONE 15 min</p>
<p>Tagliate un pandoro a fette e distribuitele su un piatto da dessert. Lavorate a crema 300 g di Gorgonzola dolce DOP con un quarto di litro di latte, 75 g di zucchero e un pizzico di cannella. Per finire spalmate la salsa sul pandoro o servitela a parte in una ciotola. Avrete così un dolce insolito da servire in un’occasione speciale.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Vino consigliato: Passito di Pantelleria</span></p>
<h3>Cheesecake di gorgonzola DOP</h3>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>250g di Formaggio morbido tipo mascarpone</li>
<li>120g di Gorgonzola DOP dolce</li>
<li>100g di Yogurt</li>
<li>70ml di Panna fresca</li>
<li>50g di Zucchero</li>
<li>3fogli di Gelatina</li>
<li>40ml di Latte</li>
<li>250g di Biscotti</li>
<li>175g di Burro</li>
<li>Fruttafresca a piacere</li>
<li>Fogliedi Menta</li>
</ul>
<p>Preparazione: 4 ore</p>
<p>Cottura: <span style="font-size: 1rem;">20 minuti</span></p>
<p>Preparazione</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Disporre l’impasto ottenuto in un coppa pasta a creare la base della nostra Cheesecake e riporre in frigorifero. </span><span style="font-size: 1rem;">Frantumare in una ciotola i biscotti, aggiungere il burro ammorbidito e amalgamare il tutto. </span><span style="font-size: 1rem;">Ammorbidire in acqua la colla di pesce. Frullare il Gorgonzola, lo yogurt, il formaggio morbido e lo zucchero in modo che risulti una crema. In un pentolino scaldare la panna e il latte, quando risulta bollente, aggiungere la gelatina, precedentemente strizzata e unire la crema di Gorgonzola. </span><span style="font-size: 1rem;">Togliere dal frigo la base e versare nel cilindro la crema, lasciare riposare nel frigo per almeno 2-3 ore. </span><span style="font-size: 1rem;">Togliere la torta dal frigo, estrarre il coppa pasta e decorare con frutta e menta.</span></p>
<p>Vino abbinato: Vin Santo</p>
<h3>Frutta al passito.</h3>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>16Frutti essiccati misti (fichi, datteri, albicocche, prugne snocciolate)</li>
<li>100g di Gorgonzola DOP</li>
<li>Panna fresca</li>
<li>Vino Passitoo Marsala</li>
<li>Cannellain polvere</li>
</ul>
<p>Preparazione: 30 minuti</p>
<p>Cottura: 10 minuti</p>
<p>Preparazione</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Mescolate energicamente il gorgonzola con la frusta aggiungendo un cucchiaio di panna e cucchiaino di vino. </span><span style="font-size: 1rem;">Incidete la frutta e farcitela con il composto. </span><span style="font-size: 1rem;">Servitela una leggera spolverizzata di cannella in polvere</span></p>
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		<item>
		<title>Formaggi italiani i più amati all’estero. Ecco come abbinarli per la tendenza dell’autunno: i taglieri</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103215/formaggi-italiani-i-piu-amati-allestero-ecco-come-abbinarli-per-la-tendenza-dellautunno-i-taglieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il formaggio, protagonista delle charcuterie board che spopolano nel mondo, trionfa nella stagione dell’autunno. Banco Fresco: ecco i consigli per &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Il formaggio, protagonista delle charcuterie board che spopolano nel mondo, trionfa nella stagione dell’autunno. Banco Fresco: ecco i consigli per gli abbinamenti più sani per inserirli nella propria dieta, secondo i suggerimenti della nutrizionista Sara Zuvaldelli</em></h5>
<p><em>Volpiano (TO), 27 ottobre 2022</em> – Se esiste un antipasto che mette tutti d’accordo sicuramente sono i taglieri di formaggi e salumi, le famose <em>charcuterie board</em>, finger food sofisticati e iconici che negli ultimi tempi hanno conquistato anche le fasce d’età più giovani – anche nella variante <em>butter board</em> – grazie anche a social come TikTok che lo hanno reso<strong> un vero e proprio trend culinario</strong>.</p>
<p>Sono in tanti a cimentarsi in taglieri creativi e golosi: dai più caserecci a quelli più <em>haute cuisine</em>, nessuno resiste al fascino dell’abbondanza di ingredienti da gustare in ogni abbinamento.</p>
<p>Ciò che differenzia una <em>charcuterie board</em> coi fiocchi è la diversità dei formaggi, che più sono e meglio è, così da poter fare una vera e propria degustazione.</p>
<p>In Italia sono presenti ben <strong>487 varietà di formaggi</strong>, quali scegliere dunque per i nostri taglieri?</p>
<p><strong>Banco</strong> <strong>Fresco</strong>, la catena retail specializzata nei freschissimi presente in Piemonte e Lombardia con un format che ricorda il “mercato coperto” in chiave moderna, da sempre offre una selezione variegata di formaggi, dai più comuni ai più ricercati.</p>
<p>Tra i <strong>più popolari sulle tavole degli italiani ci sono </strong><strong>i prodotti legati alla tradizione di provenienza locale, di denominazione d’origine protetta</strong> e con <strong>latte 100% italiano, ovvero i formaggi DOP: il </strong>Grana Padano DOP, il Parmigiano Reggiano DOP, la Mozzarella di Bufala Campana DOP , il Pecorino Romano DOP, l’Asiago DOP, il Provolone Valpadana DOP e il Gorgonzola DOP. Formaggi amati in tutto il mondo, come dimostrano gli ultimi <strong>dati sull’export</strong>, che registrano un andamento crescente sia a volume (+14,1%) sia a valore (+21,7). <strong>L’Unione Europea</strong> acquisisce il 70% delle quote di mercato, con la <strong>Francia</strong> primo importatore<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Riscuotono successo anche oltreoceano, <strong>a luglio 2022 l’Italia è stato il principale fornitore di formaggi negli Stati Uniti</strong>, dove il trend dei taglieri è esploso negli ultimi anni, con una quota più del doppio di quella della <strong>Francia</strong>, principale competitor<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>Ricchi di <strong>proteine ad alto valore biologico </strong>(20-30% di media)<strong>,</strong> <strong>fonte di acqua,</strong> <strong>vitamina B2, B12 e vitamina A, </strong>latticini e formaggi sono indispensabili per la costruzione e il mantenimento di organi e tessuti dell&#8217;organismo. I latticini sono anche fondamentali per la <strong>salute del cervello</strong> e per prevenire la neuro degenerazione legata all’età. Essendo un alimento fermentato, il formaggio aiuta a rafforzare i batteri intestinali sani.</p>
<p>“<em>Secondo le linee guida per una Sana Alimentazione Italiana<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><strong>[3]</strong></a> i formaggi si dividono in 2 categorie: quelli che contengono fino al 25% di grassi, i cosiddetti formaggi magri, e quelli che contengono più del 25% di grassi, solitamente a media o lunga stagionatura. Nella dieta di un adulto la porzione indicativa per i latticini freschi è di 100 g, per quelli più stagionati è ridotta a 50 g. L’ideale sarebbe <strong>consumarli tre volte a settimana</strong> e utilizzarli <strong>come se fossero un secondo piatto</strong> da abbinare a cereali come pasta, pane, cereali in chicco, preferibilmente integrali, e a ortaggi e frutta sia fresca che a guscio. In questo modo i grassi saturi contenuti nei latticini vengono <strong>assorbiti in modo ottimale</strong> dall’organismo sfruttando al meglio le loro proprietà nutritive ed esaltandone il gusto</em>”, commenta la <strong>nutrizionista Sara Zuvadelli</strong>.</p>
<p><strong><u>I CONSIGLI DI BANCO FRESCO PER UN TAGLIERE D’AUTUNNO</u></strong></p>
<p>In aggiunta agli insostituibili formaggi DOP della tradizione italiana, Banco Fresco offre selezioni di formaggi di qualità e propone deliziosi abbinamenti per comporre un perfetto tagliere d’autunno.</p>
<p>Tutti i formaggi vanno serviti a <strong>temperatura ambiente</strong>, tirandoli fuori dal frigo una o due ore prima.</p>
<p>Nel posizionare i formaggi sul tagliere, preferibilmente in legno, è buona norma partire da quelli a pasta molle, e a seguire i semi stagionati, finendo con quelli a pasta dura stagionati. Per incontrare il gusto di tutti, bisognerebbe servire <strong>almeno cinque tipi di formaggio</strong>: uno morbido, due semiduri e due duri. Ogni tagliere deve essere servito con un cestino del pane, di tipologie e forme diverse, tagliato a fette sottili o in piccoli panini. Anche i formaggi richiedono tagli diversi in base alla tipologia: i formaggi tipo Fontina vanno tagliati in pezzi triangolati, il Parmigiano Reggiano a scaglie e quelli di pecora e capra si affettano. Vanno scelti poi accuratamente gli abbinamenti per creare diversità ed equilibrio sulla <em>charcuterie board. </em><strong>Ecco le proposte di Banco Fresco:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Miele d&#8217;Acacia </strong>è uno degli abbinamenti più gettonati per i formaggi, e si sposa al meglio con formaggi a media aromaticità. Banco Fresco propone il gustoso <strong>Sbirro</strong>, il particolare formaggio semiduro aromatizzato alla birra Menabrea, dal sapore delicato ma con un carattere spiccato. Questi due ingredienti insieme creeranno un gusto sorprendente e unico.</p>
<p>Formaggi come il <strong>Provolone Valpadana Dolce DOP</strong> si abbinano meglio con pane, miele e confetture. Alcune idee sono la mostarda di Cremona, vinaigrette di olio d’olive o <strong>le nocciole in miele di Langa, </strong>ottime anche con formaggi di capra come il <strong>Tomino di Capra</strong>, perfetto anche con la frutta fresca di stagione.</p>
<p>Per un tagliere healthy ma non per questo meno goloso, gli abbinamenti con <strong>sedano</strong> e le <strong>noci Chandler</strong> sono ottimi sostituti per salse e confetture, e si accompagnano a formaggi erborinati come il <strong>Paglietin alle viole</strong>, delicato formaggio a pasta molle con viole essiccate, o tome dal gusto intenso ma bilanciato come la <strong>Toma Campagna.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Analisi di mercato Clal, primo semestre 2022</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Analisi Nomisma, primo semestre 2022</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> https://www.crea.gov.it/documents/59764/0/LINEE-GUIDA+DEFINITIVO.pdf/28670db4-154c-0ecc-d187-1ee9db3b1c65?t=1576850671654</p>
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		<title>10 curiosità sulle ricette italiane che amerai</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865101509/10-curiosita-sulle-ricette-italiane-che-amerai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BarbaraPal]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2022 11:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo è una parte enorme della cultura italiana e noi italiani lo prendiamo molto sul serio. Così seriamente in &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865101509/10-curiosita-sulle-ricette-italiane-che-amerai/">10 curiosità sulle ricette italiane che amerai</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo è una parte enorme della cultura italiana e noi italiani lo prendiamo molto sul serio.</p>
<p>Così seriamente in effetti, che alcuni abbinamenti di cibo, se richiesti in un ristorante, possono farti guadagnare sguardi strani o addirittura alzare gli occhi!</p>
<p>In questo articolo troverai alcuni fatti divertenti e interessanti sul cibo italiano e alcune tradizioni al riguardo che possono essere divertenti da imparare e aiutarti a goderti ancora di più le <a href="https://www.foodblog.it/ricette-veloci-stupire-ospiti/">ricette</a> della tradizione e a infrangere le regole consapevolmente, se lo desideri!</p>
<h2>La pizza Margherita è la regina di tutte le pizze</h2>
<p>La Pizza Margherita è la regina di tutte le pizze e non solo per la sua popolarità ma anche per le sue origini.</p>
<p>La pizza Margherita deve il suo nome a una vera regina, la regina Margherita di Savoia, per la quale questa pizza fu preparata per la prima volta.</p>
<p>La storia racconta che lo chef napoletano Raffaele Esposito un giorno decise di creare un piatto degno di una regina e creò una pizza che avesse i colori della bandiera italiana: rossa (sugo di pomodoro), bianca (mozzarella) e basilico (verde) – un tricolore commestibile!</p>
<h5>La pizza napoletana è patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO</h5>
<p>La pizza è disponibile in diverse varianti ma la pizza che si mangia a Napoli, fatta secondo tradizione, è così speciale che l&#8217;UNESCO ha dichiarato l&#8217;arte di renderla patrimonio immateriale!</p>
<p>In effetti, non c&#8217;è niente di simile e se sei abbastanza fortunato da assaggiare la vera pizza napoletana, è difficile tornare indietro e goderti qualcos&#8217;altro!</p>
<h4>Ci sono oltre 300 formati di pasta in Italia</h4>
<p>La pasta è l&#8217;alimento principale della dieta italiana e arriva in tavola, letteralmente, in tutte le forme e dimensioni.</p>
<p>Ad oggi puoi acquistare oltre 300 tipi di pasta fresca e quella secca. L&#8217;Italia produce oltre 3 tonnellate di pasta ogni anno.</p>
<h5>In Italia, il tipo di pasta lunga più diffuso</h5>
<p>I formati di pasta lunga più diffusi in Italia sono gli spaghetti, mentre quelli corti più diffusi penne, rigatoni, fusilli e farfalle.</p>
<p>Alcune paste sono disponibili in due formati &#8216;rigato&#8217; (con piccole scanalature) e &#8216;liscio&#8217;: scegli sempre &#8216;rigato&#8217; perché assorbe meglio il sugo!</p>
<h5>Il pane toscano non ha sale per ragioni storiche</h5>
<p>Se avete mai assaggiato il pane toscano, avrete notato che è fatto senza sale, caratteristica che lo rende sorprendentemente delizioso!</p>
<p>Il motivo della mancanza di sale è storico: pare che Pisa avesse il controllo sul commercio del sale e, nel 1100, impose una tassa sul sale.</p>
<p>Firenze ha deciso di resistere, si è rifiutata di pagare e ha creato il pane senza di esso, rendendolo così buono da diventare uno dei cibi più famosi della regione!</p>
<h5>La cucina siciliana è fortemente influenzata dai sapori arabi</h5>
<p>La cucina siciliana è diversa da quella di molte altre regioni e ha alcuni sapori sbalorditivi come il marzapane e il cuscus che la distinguono dagli altri nell&#8217;Italia continentale.</p>
<p>La ragione di questa differenza è l&#8217;influenza della meravigliosa cucina araba che arrivò in Sicilia durante il periodo della civiltà araba e anche per la vicinanza all&#8217;Africa settentrionale.</p>
<h5>Il Prosciutto di Parma non è solo prosciutto crudo</h5>
<p>Il prosciutto di Parma è spesso chiamato &#8220;prosciutto crudo&#8221; in italiano, tuttavia, non tutto il prosciutto è prosciutto di Parma!</p>
<p>Il prosciutto di Parma è una denominazione alimentare specifica di un prodotto originario della regione di Parma e noto per una tradizione e tecnica di preparazione particolarmente importanti.</p>
<p>Il vero prosciutto di Parma è tutelato dalla normativa comunitaria ed è ora DOP, quindi solo il vero prosciutto può essere commercializzato con questo prestigioso nome</p>
<h5>Il Parmigiano Reggiano risale al medioevo</h5>
<p>Il Parmigiano Reggiano, altro alimento made in Italy ormai conosciuto in tutto il mondo, esiste da oltre 9 secoli!</p>
<p>La storia racconta che fu creato per la prima volta dai monaci benedettini in Emilia, la regione ancora famosa per la sua produzione.</p>
<h5>I pomodori non sono originari dell&#8217;Italia</h5>
<p>Il pomodoro, considerato uno degli alimenti base della dieta mediterranea, è arrivato in Italia dall&#8217;America.</p>
<p>Sono entrati nella dieta mediterranea solo a metà del XVI secolo ma hanno preso così bene che ora sono coltivati ​​in diverse parti del paese e ampiamente utilizzati in cucina.</p>
<h5>Nessuno sa dove sia nato il tiramisù</h5>
<p>Non è del tutto chiaro dove sia nato il Tiramisù ma si racconta che sia nato a Treviso, che è la città con le maggiori pretese sulla sua paternità.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi è così diffuso in Italia che lo trovi ovunque tu sia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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