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	<title>Ambiente Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Ambiente Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Ecologia Oggi: raccolti 4.500 chili di rifiuti durante l’evento “Reggio Città d’aMare”</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123258/ecologia-oggi-raccolti-4-500-chili-di-rifiuti-durante-levento-reggio-citta-damare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 05:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia Oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecologia Oggi ha guidato la raccolta rifiuti sul lungomare Falcomatà insieme a Legambiente e Plastic Free durante l’iniziativa “Reggio Città &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="La storia di Ecologia Oggi" href="https://www.webbrand.it/Ecologia-Oggi/">Ecologia Oggi</a> ha guidato la raccolta rifiuti sul lungomare Falcomatà insieme a Legambiente e Plastic Free durante l’iniziativa “Reggio Città d’aMare” promossa dalla Direzione Marittima &#8211; Guardia Costiera di Reggio Calabria. L’azione congiunta di cittadini, istituzioni e associazioni ha permesso di rimuovere tonnellate di rifiuti, sottraendoli all’ecosistema marino e costiero.</strong></em></p>
<p><a title="Il profilo aziendale di Ecologia Oggi" href="https://www.webbrand.it/Ecologia-Oggi/"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.webbrand.it/images/comprofiler/0_69de4556b39a2.jpg" alt="Ecologia Oggi, azienda attiva nel settore ambientale" width="200" height="133" /></a></p>
<h5>Ecologia Oggi, Legambiente e Plastic Free insieme a 600 volontari per l’iniziativa di pulizia del litorale reggino</h5>
<p>Sono accorsi in tantissimi per l’evento “Reggio Città d’aMare”, che si è tenuto lo scorso 12 aprile sul lungomare Falcomatà, la passeggiata che si estende lungo la fascia costiera reggina. L’iniziativa di pulizia del litorale, promossa dalla direzione marittima della Guardia costiera di Reggio Calabria, è stata realizzata sotto il coordinamento tecnico di <strong>Ecologia Oggi</strong>, Legambiente e Plastic Free, in occasione della Giornata del mare e della cultura marinara.</p>
<p>Grazie all’impegno di circa 600 volontari sono stati rimossi 4.500 chili di rifiuti, che avrebbero finito per inquinare l’ecosistema marino e costiero. La riuscita dell’evento si deve alla straordinaria sinergia tra le forze dello stato, le associazioni e gli enti locali, in particolare all’amministrazione comunale di Reggio Calabria e all’assessorato all’ambiente che hanno fornito supporto logistico.</p>
<p>Tra i partecipanti anche 200 allievi della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria, che hanno lavorato al fianco di cittadini volontari e militari della guardia costiera.</p>
<h5>I numeri della raccolta condivisi da Ecologia Oggi</h5>
<p>A giornata conclusa, <a title="Ecologia Oggi, dal 1987 attiva nel settore ambientale" href="https://www.webbrand.it/Ecologia-Oggi/"><strong>Ecologia Oggi</strong></a> ha condiviso quali materiali sono stati trovati sul litorale: 2.740 chili di legno, 800 chili di sfalci verdi, 420 chili di ferro, 360 chili di plastica, 150 chili di multimateriale e 50 chili di vetro. Nell’ambito del progetto “Spiagge e Fondali Puliti”, Legambiente ha invece condotto un monitoraggio scientifico con focus sul censimento dei mozziconi di sigaretta, allo scopo di analizzare l’incidenza di tale scarto sulla costa reggina.</p>
<p>“<em>Questa giornata rappresenta il culmine di un lavoro sinergico tra amministrazioni e associazioni</em>”, ha dichiarato Antonio Lo Giudice, vice comandante della Guardia Costiera reggina, il quale ha ribadito quanto sia importante promuovere la cultura del mare non solo attraverso il controllo, ma pure dando l’esempio. <strong>Ecologia Oggi</strong> è un’azienda che opera nel settore dei servizi ambientali integrati in Calabria, distinguendosi per gli elevati standard di differenziata e per le campagne di comunicazione sulla corretta gestione dei rifiuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Intermediazione dei rifiuti, la visione strategica di Marco Nicola Domizio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122096/intermediazione-dei-rifiuti-la-visione-strategica-di-marco-nicola-domizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Nicola Domizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo dell’intermediazione dei rifiuti, operare in modo efficace significa muoversi all’interno di un sistema articolato in cui normativa, tecnologia &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Nel mondo dell’intermediazione dei rifiuti, operare in modo efficace significa muoversi all’interno di un sistema articolato in cui normativa, tecnologia e relazioni industriali si intrecciano costantemente. Per <a title="Il profilo di Marco Domizio su Crunchbase" href="https://www.crunchbase.com/person/marco-domizio">Marco Nicola Domizio</a>, fondatore di Ares Ambiente, il successo in questo settore dipende anche dalla capacità di evolvere insieme al mercato e alle sue regole.</strong></em></p>
<p><a title="La biografia professionale di Marco Domizio" href="https://www.crunchbase.com/person/marco-domizio"><em><strong><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.economiaoggi.it/wp-content/uploads/2022/10/marco_domizio-894x425.jpg.webp" alt="Marco Domizio" width="316" height="150" /></strong></em></a></p>
<h5>Normativa, competenza tecnica e relazioni</h5>
<p>Secondo <strong>Marco Nicola Domizio</strong>, uno dei fattori decisivi è l’approccio proattivo alla regolamentazione ambientale. Le norme che disciplinano gestione, trasporto e recupero dei rifiuti sono soggette a continui aggiornamenti: saperle interpretare in chiave strategica consente quindi di garantire la conformità, prevenire criticità e offrire quindi soluzioni più solide ai clienti.</p>
<p>L’intermediario moderno, in quest’ottica, diventa un consulente capace di orientare le aziende in un contesto legislativo in costante ridefinizione. Un secondo elemento centrale è la competenza tecnica trasversale. L’intermediazione non è un semplice passaggio burocratico tra produttore e impianto, ma un’attività che richiede la comprensione delle caratteristiche dei rifiuti, delle tecnologie di trattamento disponibili e delle opportunità di recupero. Conoscere processi, classificazioni e potenzialità degli impianti significa facilitare scelte più efficienti e sostenibili, riducendo costi e impatti ambientali.</p>
<p>Accanto alla dimensione tecnica, Marco Nicola Domizio sottolinea l’importanza del capitale relazionale. In un settore in cui affidabilità e reputazione incidono quanto le autorizzazioni formali, costruire rapporti solidi con impianti, trasportatori e produttori rappresenta un vantaggio competitivo determinante.</p>
<h5>Intermediazione tra digitale, ESG ed economia circolare</h5>
<p>La trasformazione digitale rappresenta un ulteriore tassello di questa evoluzione. Sistemi di tracciabilità, piattaforme per la gestione documentale e strumenti di monitoraggio consentono oggi maggiore trasparenza e controllo lungo tutta la filiera. Integrare queste soluzioni nei processi aziendali significa ottimizzare i flussi e, al contempo, creare valore attraverso dati affidabili e verificabili. Per <a title="Le principali esperienze professionali di Marco Nicola Domizio" href="https://www.crunchbase.com/person/marco-domizio">Marco Domizio</a> l’intermediazione dei rifiuti non può più essere considerata un’attività meramente operativa.</p>
<p>Si inserisce infatti in una prospettiva più ampia legata ai principi ESG e alla transizione ecologica. Ogni scelta, dalla selezione degli impianti alle strategie di recupero, contribuisce a delineare un modello di economia circolare in cui responsabilità ambientale e competitività procedono insieme. L’intermediario diventa quindi un nodo strategico della filiera ambientale: non soltanto gestore di flussi, ma attore consapevole del cambiamento.</p>
<p>È proprio nell’equilibrio tra competenza tecnica, aggiornamento normativo, innovazione digitale e sensibilità sostenibile che, secondo Marco Nicola Domizio, si costruisce la solidità di un’impresa capace di affrontare le sfide future del settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>All&#8217;Aeroporto di Bologna il primo bosco certificato FSC® per la gestione forestale responsabile: 40 ettari di natura per la cattura del carbonio e la protezione della biodiversità</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121929/allaeroporto-di-bologna-il-primo-bosco-certificato-fsc-per-la-gestione-forestale-responsabile-40-ettari-di-natura-per-la-cattura-del-carbonio-e-la-protezione-della-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FSC Italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Forest Stewardship Council]]></category>
		<category><![CDATA[FSC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Aeroporto Marconi è il primo scalo nel mondo ad ottenere questa certificazione, che riguarda la fascia boscata realizzata a nord &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Aeroporto Marconi è il primo scalo nel mondo ad ottenere questa certificazione, che riguarda la fascia boscata realizzata a nord della pista di volo e i servizi ecosistemici erogati dal bosco sul territorio, rappresentando un modello di sostenibilità innovativo per il settore.</p>
<p>Bologna, 05/03/2026 &#8211; C&#8217;è un nuovo bosco ad appena 10 km da Piazza Maggiore: quaranta ettari che da oggi portano il marchio di certificazione di buona gestione forestale del Forest Stewardship Council® (FSC®) e che forniranno importanti servizi ecosistemici come l’assorbimento di CO2, la conservazione del suolo e della biodiversità.</p>
<p>A realizzare il progetto è l&#8217;Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, lo scalo che ogni anno muove oltre 11 milioni di passeggeri e che ha scelto di declinare la propria strategia di sostenibilità anche attraverso la tutela attiva del patrimonio naturalistico e paesaggistico. <strong>Il Marconi è il primo aeroporto al mondo ad ottenere la certificazione FSC® (FSC-C214976) di gestione forestale responsabile di uno spazio verde</strong>.</p>
<p>La nuova fascia boscata è stata realizzata nei comuni di Calderara di Reno e di Bologna per scopi conservativo-naturalistici. Si tratta di un polmone verde di circa 40 ettari, pari a 56 campi da calcio, con funzione di assorbimento dell’anidride carbonica e di preservazione paesaggistica. Di questi, circa 36 ettari sono destinati a bosco ed altri 4 composti da radure prative seminate con un mix di piante per favorire gli insetti impollinatori. <strong>L’area è stata piantumata con 28.670 piante</strong>, intervento che permetterà di aumentare lo stock di carbonio di circa 6 volte dopo 5 anni.</p>
<p>Tra le oltre 50 specie messe a dimora, 30 specie arboree e 21 specie arbustive come quercia, salice, olmo, pioppo, frassino. Si tratta di una scelta effettuata anche per minimizzare l’impatto dell’avifauna sulle operazioni aeroportuali e al contempo per preservare la biodiversità. <strong>L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 6,6 milioni di euro</strong>.</p>
<p>A completare il progetto la certificazione FSC®, lo standard internazionale più rigoroso per la gestione forestale responsabile: assicura che un bosco sia gestito nel rispetto della biodiversità, dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali. Nell’ambito della certificazione, il progetto ha previsto una verifica approfondita dei servizi ecosistemici offerti dalla foresta: si tratta del sequestro e stoccaggio di carbonio, conservazione della biodiversità, regolazione idrica, conservazione del suolo e servizi ricreativi.</p>
<p>A condurre l&#8217;audit e a rilasciare la certificazione FSC® è stata CSI S.p.A., società del Gruppo IMQ, ente di certificazione accreditato e tra i principali enti di terza parte operanti in Italia nel settore forestale.</p>
<p>“Con la realizzazione della fascia boscata a nord della pista di volo &#8211; ha spiegato <strong>Nazareno Ventola, Amministratore Delegato di Aeroporto di Bologna</strong> &#8211; abbiamo trasformato un impegno in una opportunità perché, rispetto agli accordi presi con gli Enti territoriali per attuare azioni di mitigazione degli impatti derivanti dallo sviluppo aeroportuale, abbiamo fatto molto di più e di decisamente innovativo. La certificazione FSC®, infatti, riconosce che AdB ha osservato gli standard più rigorosi in fatto di gestione attiva e responsabile delle aree forestali e garantisce che questo impegno verrà mantenuto nel tempo. Per Aeroporto di Bologna è un grande orgoglio ed una grande responsabilità essere il primo aeroporto al mondo ad avere intrapreso questo percorso ed avere raggiunto la certificazione di gestione forestale responsabile. Ringraziamo anche gli Enti territoriali con i quali nel tempo, fin dall’ideazione dell’iniziativa, abbiamo costruito questo percorso di cui oggi cogliamo i frutti”.</p>
<p>&#8220;Ogni bosco è una risposta concreta alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità. Vedere un&#8217;infrastruttura come un aeroporto scegliere di investire nella gestione forestale responsabile è un esempio di transizione che serve al Paese: non solo assorbire CO2, ma tutelare e valorizzare attivamente il capitale naturale. E il settore privato può fare la sua parte con serietà e metodo&#8221; è il commento di <strong>Giuseppe Bonanno, Direttore di FSC® Italia</strong>.</p>
<p>“Come Organismo di certificazione possiamo solo confermare, attraverso il nostro ruolo e l’attività di audit svolta, l’importante obiettivo raggiunto consapevoli dell’impegno e delle risorse necessarie per l’implementazione dei requisiti richiesti dallo Standard FSC® di gestione forestale; il processo di certificazione non ha visto coinvolto esclusivamente il soggetto titolare ossia l’Aeroporto ma tutti gli Stakeholder e questo rappresenta un importante valore aggiunto nell’interesse della collettività ed anche delle future generazioni” è il commento di <strong>Flavio Pomelli, Accreditation Program Manager di CSI S.p.A</strong>..</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121343/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NewsEPR]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Earth4All]]></category>
		<category><![CDATA[RSE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=121343</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 6 febbraio a Milano, RSE organizza un convegno per analizzare la decarbonizzazione dal punto di vista dell&#8217;utente finale, unendo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121343/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/">Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 6 febbraio a Milano, RSE organizza un convegno per analizzare la decarbonizzazione dal punto di vista dell&#8217;utente finale, unendo ricerca internazionale e politiche locali</em></p>
<p>È partito ufficialmente il conto alla rovescia per il convegno <strong>“Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”</strong>, l’evento organizzato da <strong>RSE</strong> (Ricerca sul Sistema Energetico) che si terrà il prossimo <strong>6 febbraio a Milano</strong>, presso l’Aula Morandi del centro congressi FAST.</p>
<p>L’incontro nasce dalla necessità di tradurre le grandi sfide macroeconomiche in soluzioni concrete per la quotidianità. Al centro del dibattito ci saranno le evidenze del report <strong>Earth4All del Club di Roma</strong>, analizzate attraverso la lente del contesto europeo e nazionale per comprendere come la transizione energetica impatti direttamente sul consumatore finale.</p>
<p>Il cuore della discussione riguarderà il superamento del semplice calcolo delle emissioni basato sulla produzione. La nuova strategia di decarbonizzazione proposta punta su una prospettiva basata sulla <strong>domanda finale</strong>, riconoscendo il ruolo attivo di cittadini e imprese. L’obiettivo è garantire che il cambiamento sia socialmente ed economicamente sostenibile, rispondendo alle crescenti preoccupazioni sugli effetti economici delle nuove politiche green.</p>
<p><strong>Un ponte tra ricerca internazionale e policy locali</strong></p>
<p>Il convegno fungerà da raccordo tra le raccomandazioni globali e l&#8217;elaborazione di politiche locali condivise. Esperti del Club di Roma, ricercatori RSE, accademici e decisori politici di <strong>Regione Lombardia</strong> e del network <strong>C40 Cities</strong> si confronteranno su temi critici quali:</p>
<ul>
<li>Il costo sociale della decarbonizzazione;</li>
<li>L&#8217;impatto economico sui consumatori;</li>
<li>I fabbisogni di ricerca per mettere territori e imprese al centro del cambiamento.</li>
</ul>
<p><strong>Verso una transizione equa</strong></p>
<p>Un confronto aperto tra esperti, politici e stakeholder sulle strategie europee e sui fabbisogni di ricerca necessari per mettere cittadini, imprese e territori al centro del cambiamento, affrontando nodi critici come il costo sociale della decarbonizzazione e l’impatto economico sui consumatori finali. Attraverso il dialogo tra esperti del Club di Roma, ricercatori di RSE, rappresentanti accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities, la conferenza mira a definire politiche pubbliche capaci di coniugare la tutela del clima con la sostenibilità economica. L’obiettivo è costruire un ponte operativo tra la ricerca d’avanguardia e le necessità quotidiane dei territori, garantendo che la transizione energetica diventi un’opportunità di benessere condiviso e fornisca un’importante occasione di approfondimento e dibattito per contribuire alla definizione di politiche energetiche coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e giustizia sociale.</p>
<p>Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente <a href="https://www.rse-web.it/registrazione-convegno-le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/"><strong>link</strong></a></p>
<p>Il programma completo è consultabile <a href="https://www.rinnovabili.it/eventi/trategie-energetiche-di-decarbonizzazione-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/"><strong>qui</strong></a></p>
<p><strong>Link: </strong>https://www.rinnovabili.it/energia/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Verniciatura a polvere e sostenibilità: come la tecnologia riduce consumi ed emissioni negli impianti industriali</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121291/verniciatura-a-polvere-e-sostenibilita-come-la-tecnologia-riduce-consumi-ed-emissioni-negli-impianti-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[buzlab]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 17:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni in atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[industria green]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[verniciatura a polvere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=121291</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel settore della verniciatura industriale, parlare di verniciatura a polvere e sostenibilità significa puntare su scelte tecnologiche mirate: gestione delle &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settore della verniciatura industriale, parlare di <strong data-start="660" data-end="702">verniciatura a polvere e sostenibilità</strong> significa puntare su scelte tecnologiche mirate: gestione delle acque, controllo dei fumi, riduzione dei consumi energetici. La verniciatura a polvere, molto diffusa per la protezione di componenti metallici, è un ambito in cui questi aspetti possono incidere in modo significativo sull’impatto complessivo di uno stabilimento.</p>
<p>Un esempio concreto arriva da <strong><a href="https://www.brever.it/chi_siamo_brever_ambiente.php" target="_blank" rel="noopener">Brever Srl, azienda di verniciatura a polvere con sede a Calcinato (Brescia)</a></strong>, attiva nella verniciatura a polvere conto terzi. Negli ultimi anni lo stabilimento ha introdotto un impianto di <strong>osmosi</strong> per il trattamento e il riciclo delle acque utilizzate nei tunnel di lavaggio delle linee di verniciatura, con l’obiettivo di ridurre il prelievo di acqua fresca e la quantità di scarichi da avviare ai trattamenti.</p>
<p>Sul fronte delle emissioni in atmosfera, i fumi generati dalle fasi di lavaggio e di polimerizzazione vengono convogliati e sottoposti a <strong>controlli periodici</strong>, in coerenza con le autorizzazioni ambientali previste dalla normativa. Il monitoraggio continuativo consente di verificare nel tempo il rispetto dei limiti e l’efficacia delle soluzioni adottate.</p>
<p>Anche l’<strong>illuminazione</strong> degli impianti incide sui bilanci energetici. In uno stabilimento di medie dimensioni, una conversione completa a sistemi LED può portare a una riduzione dei consumi elettrici per la luce fino al 50%. Considerando un fattore medio di emissione di 0,3 kg di CO₂ per kWh, questo si traduce in un dato stimato in oltre 7,5 tonnellate di CO₂ l&#8217;anno. Un ordine di grandezza che rende tangibile l’effetto delle scelte tecnologiche nei contesti produttivi.</p>
<p>Nel caso di Brever, la sostituzione delle sorgenti tradizionali con illuminazione LED ha interessato reparti produttivi, aree esterne e uffici, inserendosi in un percorso più ampio di attenzione ai consumi, alla gestione delle risorse e al rispetto del territorio.</p>
<p>L’esperienza di realtà come quella bresciana mostra come interventi su acqua, energia e controllo delle emissioni possano essere integrati nei cicli di verniciatura a polvere, rafforzando il legame tra <strong data-start="1461" data-end="1503">verniciatura a polvere e sostenibilità</strong> e offrendo indicazioni utili ad altre aziende che intendono ridurre l’impatto ambientale dei propri impianti.</p>
<hr />
<p><strong>Visita il sito di</strong> <a href="https://www.brever.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brever</strong></a><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Lunga vita all’associazionismo forestale in Italia!</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865120640/lunga-vita-allassociazionismo-forestale-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FSC Italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 05:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premiate le associazioni forestali vincitrici del “Forest Association Contest”, promosso da FSC® Italia e Regione Lombardia all’interno del progetto LIFE &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Premiate le associazioni forestali vincitrici del “Forest Association Contest”, promosso da FSC® Italia e Regione Lombardia all’interno del progetto LIFE ClimatePositive.</p>
<p>Il Forest Association Contest è stato lanciato il 15 Luglio scorso con l’obiettivo di prevenire l’abbandono dei boschi italiani, valorizzare i servizi ecosistemici e migliorare la gestione forestale italiana favorendo la creazione e lo sviluppo di associazioni su scala regionale e nazionale.</p>
<p>Articolato su due bandi (uno su scale regionale, l’altro su scala nazionale), ha una dotazione finanziaria complessiva di 100.000 € a sostegno di progetti innovativi che includono l’accesso alla gestione forestale responsabile certificata e alla verifica dei servizi ecosistemici.</p>
<p>I sei vincitori del concorso sono stati annunciati e premiati durante un evento dedicato al mondo dell’associazionismo in campo forestale, che si è tenuto il 3 Dicembre presso il palazzo di Regione Lombardia a Milano: si tratta del Consorzio Forestale &#8220;Alte Valli Vicentine &#8211; Lessinia Orientale&#8221; (VI), del Consorzio Forestale Valle Averara (BG), della Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone &#8211; Comune di Farnese (VT), del Parco Adda Nord (MI), dell&#8217;Associazione Fondiaria Valle del Lanza (CM) e dell&#8217; ASFO San Quirico (VA), che avranno ora l&#8217;opportunità esclusiva di accedere a un percorso di crescita e supporto intensivo con giornate di formazione specialistiche organizzate direttamente dai partner del progetto LIFE ClimatePositive.</p>
<p>“In Italia, la frammentazione fondiaria forestale è un ostacolo alla gestione responsabile ed efficiente dei nostri boschi. Quando le proprietà sono troppo piccole, inaccessibili o non coordinate, si scoraggiano gli interventi selvicolturali attivi, aumentano i costi e si impedisce ai piccoli proprietari di accedere a contributi e bandi pubblici” ha commentato Giuseppe Bonanno al termine della cerimonia di premiazione “Questo contest è una grande opportunità di crescita e sostenibilità per il patrimonio forestale italiano”.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul <a href="https://www.lifeclimatepositive.it/" target="_blank" rel="noopener">progetto LIFE ClimatePositive</a> e sul <a href="https://it.fsc.org/it-it/life-climatepositive/forest-association-contest" target="_blank" rel="noopener">Forest Association Contest</a>, è possibile visitare le relative pagine di progetto.</p>
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		<item>
		<title>Puglia e Patto Europeo per il Clima: incontro in Regione tra l’assessora Serena Triggiani e l’ambasciatore Domenico Pecere</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118900/puglia-e-patto-europeo-per-il-clima-incontro-in-regione-tra-lassessora-serena-triggiani-e-lambasciatore-domenico-pecere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[anarde88]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 11:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al centro del confronto: scuola, enti locali e partecipazione civica per attuare il Patto dei Sindaci, rafforzare l’impegno della Regione &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Al centro del confronto: scuola, enti locali e partecipazione civica per attuare il Patto dei Sindaci, rafforzare l’impegno della Regione nella transizione ecologica e consolidare il ruolo della Puglia come modello nazionale di governance climatica territoriale.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Si è svolto nella <strong>mattinata del 5 agosto 2025</strong>, presso l’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, un incontro istituzionale tra l’assessora <strong>Serena Triggiani</strong> e <strong>Domenico Pecere</strong>, ambasciatore italiano del <strong>Patto Europeo per il Clima</strong>, iniziativa della <strong>Commissione Europea</strong> nell’ambito del <strong>Green Deal</strong>, e membro e consigliere del CD di EuCliPa.IT APS, l’associazione italiana che riunisce ambasciatori e cittadini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante il confronto sono stati approfonditi i temi legati alla <strong>transizione ecologica</strong>, alla <strong>partecipazione attiva dei cittadini</strong>, e all’adozione delle <strong>buone pratiche europee</strong> nella governance ambientale regionale. L’ambasciatore Pecere ha illustrato le ultime evoluzioni del Patto e presentato alcune proposte di collaborazione, con l’obiettivo di <strong>rafforzare l’azione climatica a livello locale</strong>, valorizzando il ruolo delle scuole nel percorso partecipato dei <strong>PAESC</strong> (<strong>Piani di Azione dell&#8217;Energia Sostenibile del Clima</strong>) che i comuni sono invitati ad adottare.</p>
<p style="font-weight: 400;">In particolare, l’ambasciatore ha proposto l’avvio di un progetto formativo rivolto ai docenti delle scuole secondarie, denominato <strong>PAESC Summer School</strong>, progetto realizzato da <strong>EuCliPa.IT</strong> con <strong>INDIRE</strong> e il <strong>CMCC</strong>, che prevede un corso di formazione gratuito finalizzato a fornire agli insegnanti strumenti utili per comprendere, leggere e spiegare i PAESC. L’obiettivo è quello di <strong>coinvolgere attivamente il mondo della scuola e dei giovani nella promozione della cultura della sostenibilità</strong>, favorendo anche la partecipazione consapevole delle comunità locali nei processi decisionali promossi dai comuni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’ulteriore proposta avanzata da Pecere riguarda la possibilità di <strong>prorogare la scadenza del 30 settembre 2025</strong> per l’approvazione e l’adozione dei PAESC, al fine di <strong>concedere più tempo ai comuni aderenti al patto dei sindaci,</strong> che, pur avendo manifestato interesse, si trovano in difficoltà con le tempistiche previste per la <strong>convocazione e l’approvazione in consiglio comunale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’assessora <strong>Triggiani</strong> ha confermato l’impegno della <strong>Regione Puglia</strong> nel perseguire una <strong>strategia ambientale integrata e inclusiva</strong>, evidenziando l’importanza della cooperazione con la rete degli <strong>Ambasciatori del Patto Europeo per il Clima</strong> e si è resa disponibile a sostenere iniziative e progetti che abbiano come obiettivo <strong>un maggiore coinvolgimento dei cittadini e degli studenti</strong> sul tema.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>Regione</strong>, nel suo ruolo di <strong>coordinatore territoriale del Patto dei Sindaci</strong>, infatti, svolge un&#8217;importante funzione di <strong>supporto tecnico, finanziario e di accompagnamento</strong> ai comuni pugliesi nel percorso di pianificazione energetica e climatica, <strong>promuovendo l’adozione dei PAESC</strong> e favorendo l’attuazione delle <strong>strategie locali di mitigazione e adattamento</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">A conclusione dell’incontro, l’assessora <strong>Serena Triggiani</strong> ha espresso un sentito ringraziamento all’ambasciatore <strong>Domenico Pecere</strong> e a <strong>EuCliPa.it,</strong> coordinatore nazionale del Patto Europeo per il Clima con nomina dalla <strong>Commissione Europea</strong>, per l’alto valore del confronto.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di <strong>attivare, al più presto, sinergie concrete</strong> per promuovere la <strong>cultura della sostenibilità</strong> e dell’<strong>adattamento climatico</strong> nei territori pugliesi e per <strong>incentivare le azioni previste dal Patto dei Sindaci</strong>.</p>
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		<item>
		<title>L’impegno di Flavio Raimondo per il riciclo sostenibile con Haiki+</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118341/limpegno-di-flavio-raimondo-per-il-riciclo-sostenibile-con-haiki/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 08:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Raimondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=118341</guid>

					<description><![CDATA[<p>Flavio Raimondo, Vicepresidente di Haiki+, ha inaugurato lo scorso anno l’impianto di gestione di rifiuti di Lazzate che punta alla &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Flavio Raimondo: focus sull'impianto di Haiki+ per l’economia circolare" href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/la-lavatrice-dellimmondizia-montagne-di-rifiuti-recuperati-nellimpianto-da-5-milioni-di-euro-e9df8d48">Flavio Raimondo</a>, Vicepresidente di Haiki+, ha inaugurato lo scorso anno l’impianto di gestione di rifiuti di Lazzate che punta alla sostenibilità e all’economia circolare, tramite il recupero dei materiali e la riduzione di quelli destinati a discariche e termovalorizzatori.</strong></em></p>
<p><a title="Flavio Raimondo presenta i servizi offerti nell’impianto di Lazzate" href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/la-lavatrice-dellimmondizia-montagne-di-rifiuti-recuperati-nellimpianto-da-5-milioni-di-euro-e9df8d48"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://h2biz.net/images/Plats/crop_min_13262-i-raimondo_waste.jpg" alt="Flavio Raimondo" width="200" height="200" /></a></p>
<h5>Flavio Raimondo: l’economia circolare dell’impianto di Haiki+</h5>
<p>Dallo scorso anno è entrato in funzione l’impianto di gestione di rifiuti di Haiki+, guidata da <strong><a title="Flavio Raimondo: Haiki+ per l’economia circolare" href="https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/la-lavatrice-dellimmondizia-montagne-di-rifiuti-recuperati-nellimpianto-da-5-milioni-di-euro-e9df8d48">Flavio Raimondo</a></strong>, a Lazzate. L’obiettivo è quello di riciclare 50.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi all’anno, in maniera del tutto sostenibile.</p>
<p>Infatti, i rifiuti che vengono gestiti dallo stabilimento vengono recuperati, dopo un processo di divisione che permette di separare materiali di carta, plastica, legno e metalli. Soltanto una piccolissima parte di essi è smaltita attraverso discariche e termovalorizzatori e non può essere recuperata.</p>
<p>Con un costo di 5 milioni di euro, <em>“questo nuovo impianto rafforza il nostro impegno nel contribuire alla riduzione dei rifiuti destinati alle discariche e termovalorizzazione</em> — ha dichiarato Flavio Raimondo — <em>nella creazione di nuovi posti di lavoro per la comunità locale e rappresenta un passo importante verso la nostra missione di perseguire concretamente l’economia circolare”.</em></p>
<h5>L&#8217;impianto di Lazzate</h5>
<p>I rifiuti, una volta arrivati all’impianto in appositi container, vengono separati e selezionati. Il processo dell’azienda, guidata da <strong>Flavio Raimondo</strong>, è gestito in maniera minuziosa e include interventi sia meccanici che manuali, per consentire una divisione precisa, come ad esempio: quella tra i rifiuti in carta da quelli in plastica, o dei film plastici trasparenti da quelli colorati, includendo l’utilizzo di un magnete rotante per estrapolare le parti ferrose.</p>
<p>Lo stabilimento di Lazzate è fornito con: una pressa orizzontale per l’imballaggio dei rifiuti, con una capienza di 40 tonnellate all’ora, un trituratore per la riduzione volumetrica con una capacità produttiva di 50 tonnellate per ora, una cabina di cernita per la separazione manuale delle componenti valorizzabili dai rifiuti, tra cui carta, cartone, legno e plastica.</p>
<p>In aggiunta, sono in dotazione sistemi di aspirazione e antincendio automatizzato, collegato a un grande bacino d’acqua artificiale. Tra i servizi offerti da Haiki+ è compreso il ritiro dei <em>“rifiuti da aziende, e magazzini della grande distribuzione, nel raggio di 100 chilometri dalla sede dell’impianto&#8221;</em>, ha specificato Flavio Raimondo, grazie alla flotta di autisti e mezzi a disposizione, come carelli elevatori e ragni mobili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Rifiuti organici? Convertiti in nutrienti per il suolo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865116810/rifiuti-organici-convertiti-in-nutrienti-per-il-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 05:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ares Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=116810</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ares Ambiente ha realizzato un impianto di compostaggio a Piedimonte San Germano, con una capacità di 40.000 tonnellate annue, per trasformare rifiuti organici in compost per l’agricoltura.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Il profilo aziendale di Ares Ambiente" href="https://www.webbrand.it/Ares-Ambiente/">Ares Ambiente</a> rafforza il suo impegno nella sostenibilità con l’impianto innovativo di Piedimonte San Germano, che valorizza i rifiuti organici, trasformandoli in materie per i terreni agricoli, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo il riutilizzo delle risorse, attraverso un’economia circolare che coinvolge anche la comunità locale.</strong></em></p>
<p><a title="Focus su Ares Ambiente" href="https://www.webbrand.it/Ares-Ambiente/"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.webbrand.it/images/comprofiler/0_61cdee72c149d.png" alt="Ares Ambiente" width="200" height="200" /></a></p>
<h5>Ares Ambiente punta sull’economia circolare con l’impianto di compostaggio di Piedimonte San Germano</h5>
<p>Emblema dell’impegno di <strong>Ares Ambiente</strong> verso l’economia circolare e la sostenibilità ambientale è l’impianto di compostaggio costruito a Piedimonte San Germano. Un utilizzo minimizzato di risorse, una cultura fondata sul riutilizzo, sul riciclo dei materiali e sul contenimento degli sprechi sono i valori fondanti dell’economia circolare, a cui l’azienda fondata da Marco Domizio contribuisce grazie allo stabilimento nella provincia di Frosinone.</p>
<p>L’impianto di compostaggio possiede una capacità di trattamento di 40.000 tonnellate annuali, recuperando i rifiuti prodotti e trasformandoli in risorse per l’ambiente. Il nuovo sito di <a title="I servizi offerti da Ares Ambiente" href="https://www.webbrand.it/Ares-Ambiente/">Ares Ambiente</a> ha la possibilità di accogliere una grande mole di rifiuti organici prodotti dagli stabilimenti di recupero e convertirla in compost di elevata qualità per i terreni agricoli, che può essere utilizzato come ammendante per il suolo e le coltivazioni. Il fine è quello di diminuire gli scarti destinati a discariche e smaltimento.</p>
<h5>Trasformare i rifiuti in nutrienti per i suoli agricoli</h5>
<p>L’iniziativa di Ares Ambiente è un modello di economia circolare, il cui progetto ha necessitato numerose risorse per lo sviluppo e ha coinvolto anche la comunità del territorio, avviando una raccolta differenziata dei rifiuti. Così facendo, non solo si favorisce un’efficace gestione dei rifiuti organici e si aumenta la sostenibilità ambientale, ma è possibile restituire le materie organiche ricche di nutrienti ai terreni agricoli.</p>
<p>La trasformazione degli scarti e residui avviene tramite un processo che simula la decomposizione naturale e la degradazione controllata della sostanza organica, riproducendo, in modo controllato e accelerato, le fasi che in natura rendono nutritiva la terra. Attraverso l’innovativo impianto di compostaggio, Ares Ambiente vuole imporsi come leader nella gestione dei rifiuti, in grado di affrontare le sfide ambientali della contemporaneità e del futuro, attraverso una visione sostenibile, fondata su un’economia circolare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sfida sostenibilità : smaltimento dei rifiuti etico e innovativo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865116527/sfida-sostenibilita-smaltimento-dei-rifiuti-etico-e-innovativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 17:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ares Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=116527</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ares Ambiente, leader nella gestione dei rifiuti, offre soluzioni sicure e conformi alle normative, garantendo tracciabilità, sostenibilità e servizi personalizzati per le aziende italiane.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Grazie alla sua alta specializzazione nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti pericolosi e non, <a title="L'esportazione dei rifiuti in Ares Ambiente tra innovazione e sostenibilità" href="https://webpressvalue.com/2024/06/18/ares-ambiente-innovazione-e-sostenibilita-nellesportazione-di-rifiuti/">Ares Ambiente</a> si è affermata come leader del settore, offrendo soluzioni personalizzate per ogni realtà aziendale e garantendo la sicurezza e il rispetto dell’ambiente tramite un servizio di tracciabilità.</strong></em></p>
<p><a title="Ares Ambiente: innovazione e sostenibilità nell'esportazione dei rifiuti" href="https://webpressvalue.com/2024/06/18/ares-ambiente-innovazione-e-sostenibilita-nellesportazione-di-rifiuti/"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.h2biz.net/images/Plats/crop_min_20211203102317.jpg" alt="Ares Ambiente" width="200" height="200" /></a></p>
<h5>Servizi affidabili per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti</h5>
<p>La questione della sostenibilità ambientale è diventata oggi di cruciale importanza sia per i cittadini, che per Governi e aziende. <a title="Ares Ambiente: la gestione innovativa e sostenibile dell'esportazione di rifiuti" href="https://webpressvalue.com/2024/06/18/ares-ambiente-innovazione-e-sostenibilita-nellesportazione-di-rifiuti/"><strong>Ares Ambiente</strong></a> è riuscita ad imporsi come una delle principali realtà nella gestione e nell’esportazione dei rifiuti, anche di quelli pericolosi, fornendo servizi sicuri e affidabili nel rispetto dell’ambiente, in conformità con il Regolamento Europeo (CE) n. 1013/2006 e la Convenzione di Basilea.</p>
<p>L’azienda vanta un’alta specializzazione in materia di gestione ed esportazione dei rifiuti e, attraverso la sua esperienza, assicura ogni fase dell’organizzazione della spedizione, nel rispetto delle norme vigenti. <strong>Ares Ambiente</strong>, inoltre, tramite la sua rete di collaborazioni con impianti di smaltimento esteri, è in grado di offrire soluzioni personalizzate in base alle necessità di smaltimento delle varie imprese italiane. L’azienda è costantemente impegnata a superare le sfide della sostenibilità ambientale grazie a un servizio di totale tracciabilità dei rifiuti, volto a garantire la sicurezza di ogni processo della catena.</p>
<h2>La mission</h2>
<p><strong>Ares Ambiente</strong> rispetta in maniera intransigente le pratiche e gli standard internazionali e le normative in vigore per gestire lo smaltimento dei rifiuti. L’azienda, infatti, è diventata un modello per le imprese su come contribuire alla salvaguardia dell’ambiente: un servizio di smaltimento dei rifiuti innovativo, capace di sostenere pratiche ambientali, etiche e sostenibili, a dimostrazione del fatto che è possibile combinare produttività ed ecologia. <strong>Ares Ambiente</strong> ha adottato un approccio all’avanguardia e sempre rivolto al futuro e, infatti, sviluppa costantemente soluzioni innovative nel settore della gestione dei rifiuti, per ottimizzare e migliorare le pratiche di smaltimento.</p>
<p>L’obiettivo dell’azienda è quello di rendere più sostenibile il futuro per le nuove generazioni, attraverso un servizio di qualità e che abbia cura dell’ambiente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fotovoltaico: Società Energia Italia lancia la guida completa per il consumatore</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865116450/fotovoltaico-societa-energia-italia-lancia-la-guida-completa-per-il-consumatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiolollobrigida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 05:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[società energia italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=116450</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalle basi del funzionamento ai benefici economici e ambientali: il vademecum per chi sta valutando di installare un impianto fotovoltaico. &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalle basi del funzionamento ai benefici economici e ambientali: il vademecum per chi sta valutando di installare un impianto fotovoltaico.</em></p>
<p><em>Andria, 11 marzo 2025</em></p>
<p>Negli ultimi anni, il fotovoltaico ha conosciuto una crescita senza precedenti, diventando una delle soluzioni più adottate per la produzione di energia rinnovabile. Basti pensare che, <strong>nel 2024, in Italia sono stati installati oltre 265.000 nuovi impianti</strong>, portando la capacità complessiva a <strong>+6.108 MW rispetto all’anno precedente</strong>.</p>
<p>Tuttavia, per molti consumatori, scegliere di investire in un impianto fotovoltaico può risultare complesso. Quali sono i reali benefici in termini di risparmio? Quali incentivi sono disponibili? E soprattutto, come funziona esattamente questa tecnologia?</p>
<p>Per rispondere a queste domande, <strong>Società Energia Italia</strong> &#8211; azienda di vendita di energia elettrica e gas naturale con sede ad Andria &#8211; ha realizzato la guida <em>&#8220;<strong>Fotovoltaico per la tua casa: guida pratica per risparmiare e vivere green</strong>&#8220;</em>, un vademecum pensato per chi vuole approfondire il tema e prendere decisioni consapevoli.</p>
<h5><strong>Come funziona il fotovoltaico e quali vantaggi offre</strong></h5>
<p>Una conoscenza esaustiva del fotovoltaico deve necessariamente partire dalle basi, vale a dire il principio cardine della produzione di energia solare. <strong>Il fotovoltaico sfrutta infatti l’effetto fisico che si verifica quando la luce colpisce le celle solari in silicio, generando elettricità</strong>.</p>
<p>Questa energia viene poi <strong>convertita da un inverter in corrente alternata, rendendola utilizzabile per alimentare edifici, aziende e infrastrutture.</strong> Un impianto fotovoltaico può quindi essere installato su tetti, terreni o superfici galleggianti e, se abbinato a un sistema di accumulo, permette di <strong>conservare l’energia prodotta durante il giorno per utilizzarla anche nelle ore serali</strong> o in condizioni di scarso irraggiamento solare.</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti del fotovoltaico è poi il suo impatto sul bilancio familiare. Grazie all’autoconsumo, <strong>l’energia prodotta dai pannelli viene immediatamente utilizzata, riducendo il prelievo dalla rete e abbassando significativamente i costi in bolletta</strong>. Secondo le stime riportate nella guida, un impianto ben dimensionato consente di coprire fino al <strong>70% del fabbisogno energetico di una famiglia</strong>, con un risparmio annuo considerevole e un ritorno sull’investimento che si raggiunge in circa <strong>otto anni</strong>.</p>
<p>Ma il vantaggio economico non è l’unico fattore a rendere il fotovoltaico una scelta sempre più diffusa. Un altro tema centrale è sicuramente quello relativo all’ambiente. L’energia solare è infatti <strong>una delle fonti più sostenibili a disposizione e un impianto fotovoltaico contribuisce direttamente alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica</strong>. Ogni kWh prodotto evita l’immissione in atmosfera di circa <strong>0,5 kg di CO₂</strong>, favorendo la transizione verso un modello energetico più pulito.</p>
<h5><strong>Incentivi e agevolazioni per chi investe nel fotovoltaico</strong></h5>
<p>Ma non è tutto. Per incentivare la diffusione di questa tecnologia, esistono diverse agevolazioni economiche che permettono di abbattere i costi di installazione. <strong>La guida approfondisce le principali misure disponibili, tra cui la</strong> <strong>detrazione fiscale del 50</strong><strong>%</strong>, che consente di recuperare metà della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione dell’impianto.</p>
<p>Per chi integra il fotovoltaico con sistemi di riscaldamento efficienti, il <strong>Conto Termico</strong> offre inoltre ulteriori contributi economici.</p>
<p>Il vademecum chiarisce poi alcuni aspetti pratici relativi alla <strong>scelta della tecnologia</strong>. Non tutti i pannelli fotovoltaici, infatti, sono uguali: esistono <strong>moduli monocristallini, policristallini e a film sottile</strong>, ciascuno con caratteristiche di efficienza e costi differenti. Anche il tipo di inverter e la presenza di batterie di accumulo possono fare la differenza nella gestione dell’energia prodotta.</p>
<h5><strong>Una guida per fare scelte consapevoli</strong></h5>
<p>Il fotovoltaico rappresenta oggi un’opportunità concreta per chi desidera ridurre i costi energetici, contribuire alla sostenibilità ambientale e aumentare l’indipendenza dalla rete elettrica tradizionale. Tuttavia, è fondamentale disporre delle informazioni corrette per valutare al meglio questa scelta.</p>
<p><strong><em>&#8220;Fotovoltaico per la tua casa: guida pratica per risparmiare e vivere green&#8221;</em></strong><strong> è disponibile gratuitamente sul sito di Società Energia Italia</strong> e fornisce un quadro chiaro e dettagliato su tutti gli aspetti da considerare prima di investire in un impianto.</p>
<p>Per scaricare la guida completa, è possibile visitare il sito al seguente link: <a href="https://www.societaenergiaitalia.com/il-fotovoltaico-a-misura-di-casa/">https://www.societaenergiaitalia.com/il-fotovoltaico-a-misura-di-casa/</a>.</p>
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		<title>Vino e clima: come l&#8217;aumento delle temperature sta cambiando il gusto degli italiani secondo Vino.com</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114942/vino-e-clima-come-laumento-delle-temperature-sta-cambiando-il-gusto-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andreabattaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio al Dettaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=114942</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le estati sempre più calde stanno cambiando anche il nostro modo di vivere e gustare il vino. Vino.com, migliore enoteca &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le estati sempre più calde stanno cambiando anche il nostro modo di vivere e gustare il vino. <a href="https://www.vino.com">Vino.com</a>, migliore enoteca online d&#8217;italia 2021-2024 secondo Statista in collaborazione con il Corriere della Sera, presenta lo studio &#8220;<strong>L&#8217;impatto del cambiamento climatico sulle vendite di vino: come cambiano le preferenze di consumo degli italiani?</strong>&#8220;, che mostra come l’aumento delle temperature estive stia trasformando le scelte dei consumatori.</p>
<p>Con l’aumentare delle temperature, la preferenza per vini più freschi, meno strutturati e corposi — come bianchi, rosé e spumanti — è in rapida ascesa, mentre i rossi più strutturati perdono terreno, messi alla prova da estati che non fanno sconti a nessuno.</p>
<h4>Il caldo orienta i consumatori verso nuovi gusti</h4>
<p>In un’estate con temperature record, lo studio di Vino.com conferma un trend nelle abitudini di consumo: i vini bianchi, rosati e spumanti registrano un boom nelle vendite, mentre i vini rossi più strutturati vengono messi da parte fino ai mesi meno caldi.</p>
<blockquote><p>&#8220;Non è solo una moda stagionale, ma un adattamento culturale al clima che cambia,&#8221; afferma Christian George Guiggiani, CSO di Vino.com. &#8220;I consumatori stanno riscrivendo le loro preferenze, cercando vini freschi e di facile beva, caratteristiche che rendono il consumo di vino molto più piacevole anche nei mesi estivi.&#8221;</p></blockquote>
<h4>Highlights dello studio di Vino.com:</h4>
<ul>
<li>Cresce l’amore per i vini leggeri: L’aumento delle temperature sta trasformando le abitudini dei consumatori italiani, che nei mesi estivi si orientano sempre più verso vini freschi e leggeri come rosati e bianchi. Questi cambiamenti riflettono un’evoluzione delle preferenze, con un’attenzione crescente verso vini adatti alle alte temperature e alle occasioni conviviali estive.</li>
<li>Italia vs Europa: Con l&#8217;aumento delle temperature, i consumatori italiani modificano significativamente le proprie abitudini di consumo, orientandosi verso vini meno strutturati, bianchi e rosati, mentre i mercati esteri evidenziano una stagionalità meno marcata nelle loro preferenze di consumo.</li>
<li>Preferenza per vini a minore gradazione alcolica: Con l’aumento delle temperature è prevedibile che i consumatori si orientino verso vini a minore gradazione alcolica, poiché un alto contenuto di alcol tende ad accentuare la percezione del calore.</li>
<li>Proiezioni future: Secondo lo studio, è probabile che i vini bianchi, rosati e spumanti continuino a predominare nei consumi durante i mesi più caldi, mentre i rossi più corposi potrebbero subire un calo costante nei periodi estivi.</li>
</ul>
<h4>Il “cambio di stagione” arriva anche in cantina</h4>
<p>I produttori saranno chiamati a rispondere ai nuovi trend di consumo, orientandosi verso vini più leggeri, sempre più richiesti nei mesi più caldi. Le preferenze dei consumatori, infatti, non influenzano solo i consumi, ma spingono l&#8217;intero settore vitivinicolo a rivedere strategie e offerte per adattarsi alle nuove sfide imposte dal cambiamento climatico.</p>
<p>Per il report completo visita il sito web: <a href="https://www.vino.com/wine-and-climate">https://www.vino.com/wine-and-climate</a></p>
<h4>Per ulteriori informazioni o per interviste, contatta:</h4>
<p>Rosangela Tuso<br />
r.tuso@vino.com</p>
<h3>Informazioni su Vino.com</h3>
<p>Vino.com, migliore enoteca online d&#8217;Italia 2021-2024 secondo Statista in collaborazione con il Corriere della Sera, è stata fondata nel 2014 in Toscana. Vino.com vanta un catalogo con più di 8000 etichette di vini rossi, bianchi, rosé, Champagne, Spumanti e distillati delle aziende più importanti e di tante realtà emergenti.</p>
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		<title>Report di impatto di Aton, la tecnologia riduce gli sprechi di cibo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113023/report-di-impatto-di-aton-la-tecnologia-riduce-gli-sprechi-di-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ComunicazioneLive]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 13:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=113023</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le soluzioni tech permettono di ottimizzare i flussi di movimentazione dei prodotti nei supermercati: si stima la riduzione del 5% &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Le soluzioni tech permettono di ottimizzare i flussi di movimentazione dei prodotti nei supermercati: si stima la riduzione del 5% della merce scartata e un aumento del 10% nella qualità del lavoro degli operatori di negozio. Presentato il report della benefit corporation trevigiana Aton. Il CEO Giorgio De Nardi: “Impatto positivo su aziende e persone, abbiamo investito 1,5 milioni in ricerca e sviluppo”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tecnologia del gruppo Aton migliora l’impatto sulle persone, sulla qualità del lavoro e sull’ambiente. Perché ottimizzando i flussi delle merci e limitando il consumo di carta e di energia per la rete informatica è possibile ridurre l’impatto sull’ecosistema che circonda l’azienda e i suoi clienti. È questo in sintesi il report di valutazione d’impatto del gruppo Aton, B Corp con sede nel Trevigiano specializzata nella trasformazione digitale delle vendite omnichannel e nella tracciabilità, nei settori industriali alimentare, beni di largo consumo, fashion e in particolare nella GDO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’azienda ha presentato il 12 luglio a Montebelluna il proprio report di impatto, dal titolo “.People”, incentrato sulla filosofia aziendale del “we take care” che si traduce in costante impegno e sensibilità verso collaboratori, partner e comunità, evidenziando come la tecnologia possa aumentare la qualità della vita e del lavoro delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2023 l’investimento in R&amp;D è aumentato del 19% rispetto al 2022, passando da 1.250.000 euro a 1.492.000 euro e si assesta attorno al 7% del fatturato annuale. In particolare, Aton ha lavorato sullo sviluppo della piattaforma software “.one”, il nuovo hub digitale che integra i processi di business con l’obiettivo di abbattere i silo informativi che rendono difficile la collaborazione tra team, riducendo sprechi e inefficienze e diminuendo i tempi richiesti per l’inserimento dati. </span></p>
<hr />
<p><span style="font-weight: 400;">L’azienda trevigiana ha sviluppato i principali indicatori di impatto sociale e ambientale in progetti</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">realizzati con i clienti e li ha diffusi con dei video case study: </span><a href="https://aton.com/teatro-italia-aton-e-aspiag-raccontano-un-nuovo-modo-di-fare-impresa/"><span style="font-weight: 400;">Aspiag</span></a><span style="font-weight: 400;">,</span><a href="https://aton.com/case-studies/gruppo-poli/"> <span style="font-weight: 400;">Gruppo Poli</span></a><span style="font-weight: 400;">,</span><a href="https://aton.com/case-studies/unicomm/"> <span style="font-weight: 400;">Gruppo</span></a></p>
<p><a href="https://aton.com/case-studies/unicomm/"><span style="font-weight: 400;">Unicomm</span></a><span style="font-weight: 400;"> e</span><a href="https://aton.com/case-studies/caffe-vergnano/"> <span style="font-weight: 400;">Caffè Vergnano</span></a><span style="font-weight: 400;">. Va detto che in questo periodo storico la sensibilità delle persone è sempre più alta attorno ai temi della sostenibilità e della riduzione degli sprechi, l’enorme diffusione di App come “Too good to go” ne è l’emblema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Negli ultimi anni abbiamo coinvolto direttamente i nostri clienti nella valutazione dell’impatto delle nostre soluzioni e dei nostri servizi”, spiega Giorgio De Nardi, CEO di Aton. “Un grande player della GDO ha dimostrato che efficientando i processi con le nostre soluzioni ha diminuito lo spreco di prodotti alimentari del 5%. Su un fatturato di 2,7 miliardi di euro equivale a evitare la distruzione di cibo per un valore pari a 135 milioni. Non solo: ha ridotto del 10% il tempo sprecato nelle percorrenze all’interno dei punti vendita da parte del personale di negozio. Inoltre, evitando le stampe, sono state risparmiate 60 tonnellate di carta. Sono numeri enormi, se consideriamo 600 negozi in tutta Italia, che gestiscono 2,5 milioni di ordini all’anno. Stiamo parlando di un impatto positivo che potrebbe essere ottenuto da tutte le aziende del comparto e della filiera alimentare, e non solo, se ci fosse una maggiore e migliore consapevolezza”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">In concreto, l’investimento in ricerca e sviluppo del gruppo Aton è orientato soprattutto a creare un unico data model accessibile e fruibile dai diversi attori della filiera. Si è lavorato anche sull’architettura centralizzata in cloud per diminuire la capacità computazionale richiesta dalle app per le vendite e la supply chain: tutto questo ha portato alla riduzione del 50% del consumo dei dati in cloud, con un impatto significativo in termini di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento digitale. Inoltre, è stato progettato un design system facilmente fruibile per gli utenti per semplificare il lavoro e rendere più veloce e meno dispendiosa la formazione digitale di nuove persone.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Progettare e sviluppare soluzioni e servizi che contribuiscono alla razionalizzazione dell’impatto ambientale delle aziende clienti eliminando gli sprechi e le inefficienze è uno dei nostri obiettivi”, conclude Tania Zanatta, CFO e responsabile di impatto di Aton. “Riteniamo necessario diffondere soluzioni smart di innovazione digitale, facendo leva sulla loro convenienza economica (ROI) per incrementare l’impatto positivo sul bilancio sociale e ambientale e avviare un ciclo virtuoso che si rinnova e si alimenta con l’avanzamento tecnologico”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>IL REPORT DI VALUTAZIONE DI IMPATTO 2023 DI ATON</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Entrando nel dettaglio del “Report di valutazione di impatto 2023”, Aton ha adottato un nuovo approccio, partendo dai propri stakeholder e dalle aree di impatto in cui operano, e ha associato, a ciascuna di queste aree, uno dei benefici comuni inseriti nello statuto aziendale, oltre ai sei obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu in cui ha scelto di impegnarsi. Nel 2021 l’azienda si è trasformata in società benefit, integrando nel proprio statuto alcuni obiettivi (i benefici comuni n.d.r.) legati alla dimensione sociale (people) e ambientale (planet), affiancandoli a quelli economici (prosperity). Nel 2023, dopo un rigoroso processo di misurazione e analisi del profilo di sostenibilità, Aton ha ottenuto la certificazione “B Corp”.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In quest’ottica la presentazione del report di impatto segue la bussola valoriale della sostenibilità sociale ed ambientale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cuore del report, “we take care”, analizza come Aton si mette in relazione con l’ecosistema che la circonda, partendo dagli obiettivi che si è data nelle diverse aree e misurando, a livello qualitativo e quantitativo, i risultati delle proprie azioni:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">         </span><b>Crescita delle persone</b><span style="font-weight: 400;">. +25% di “atonpeople” coinvolti in progetti di formazione rispetto al 2022, +5% corsi di formazione, +25% premi e incentivi individuali e di team legati al raggiungimento degli obiettivi; 90 mila euro investiti in formazione (docenza) e 580 mila euro in formazione interna per un totale di 14.600 ore. Aton si conferma Great Place To Work per il 5° anno consecutivo</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">         </span><b>Modello a rete di auto-organizzazione</b><span style="font-weight: 400;">: gli obiettivi aziendali sono stati definiti secondo la metodologia OKR (n.d.r. Objective and Key Results) partendo dalle proposte dei singoli team: 80% è la media di raggiungimento degli OKR di team</span></p>
<p><b>&#8211; </b> <b>Un ecosistema di servizi per la qualità del lavoro</b><span style="font-weight: 400;">. Oltre metà degli atonpeople è impegnata nei servizi di assistenza per garantire ai clienti la continuità dei processi di business. Nel corso dell’anno  i volumi del business sono aumentati del 27% rispetto al 2022 con la gestione 24 ore al giorno su 5 fusi orari diversi, per un totale di circa 300.000 richieste di supporto con il 90% di tasso di successo al primo contatto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">          </span><b>Economia circolare.</b><span style="font-weight: 400;"> Nell’ottica dell’economia circolare e dell’utilizzo responsabile delle risorse, è stata lanciata un’asta online rivolta a tutti gli “atonpeople” per dare nuova vita ad alcuni dispositivi non più adatti alle esigenze iper professionali di una tech company, ma ancora funzionanti per uso personale.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il ricavato è andato ai progetti dell’associazione Informatici Senza Frontiere.                                   Grazie ai servizi di manutenzione e gestione del parco hardware dei clienti nel corso dell’anno è stata allungata la vita a 422 dispositivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">          </span><b>Processi amministrativi paperless.</b><span style="font-weight: 400;"> Nel 2023 è stata avviata la digitalizzazione integrale dei processi amministrativi contabili attivi e passivi e delle note spese registrando la riduzione di 8.000 stampe rispetto al 2022</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">          </span><b>Cultura di innovazione digitale</b><span style="font-weight: 400;"> condivisa nel territorio. 21 eventi con 400 partecipanti incontrati e il lancio di un nuovo format, .atonAcademy, con 750 certificazioni rilasciate in 3 settimane e 3 assunzioni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Report si chiude con uno sguardo al futuro: nell’ottica del miglioramento continuo anche gli obiettivi per il triennio 2024-26 sono stati declinati nelle diverse aree di impatto analizzate nel 2023.</span></p>
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		<title>ViridiVITA : trasformare tetti e facciate in giardini</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111851/viridivita-trasformare-tetti-e-facciate-in-giardini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NewsEPR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 10:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ViridiVita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=111851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentata in anteprima alla Design Week una “schiuma poliuretanica” innovativa che sostituisce il terreno e permette la crescita delle piante &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentata in anteprima alla Design Week una “schiuma poliuretanica” innovativa che sostituisce il terreno e permette la crescita delle piante utilizzando l’acqua piovana isolando dal caldo e dal freddo gli edifici</p>
<p>Un cappotto “green” per gli edifici fatto di piante. Arriva in Italia il materiale che trasforma in modo semplice e veloce tetti e pareti in giardini utilizzando l’acqua piovana, isolandoli termicamente e assorbendo CO2..</p>
<p>I tetti e le pareti green non sono una novità, ma l’utilizzo delle lastre di poliuretano espanso flessibile a ritenzione idrica che attraverso additivi speciali nella formulazione consentono la vita delle piante, rende questo rivestimento davvero unico.  Le speciali lastre poliuretaniche VIRIdiVITA sono leggere, di facile montaggio, e hanno una durata maggiore rispetto ai tradizionali sistemi di tetto verde. Inoltre grazie allo strato protettivo meccanico integrato, garantiscono una maggiore durata del tetto, in particolare dello strato impermeabilizzante, riducendo così anche i costi di manutenzione rispetto ad altre tipologie di installazione vegetale.</p>
<p>VIRIdiVITA è l’unico sistema che utilizza il ciclo naturale dell’acqua piovana trattenendola, all’interno di un poliuretano espanso flessibile a ritenzione idrica, e rilasciandola gradualmente nell&#8217;ambiente rendendola disponibile alle radici delle piante. Grazie a questa capacità di accumulo diminuisce la necessità di irrigazione delle superfici verdi permettendo un notevole risparmio di acqua</p>
<p>In Italia VIRIdiVITA è stato presentato alla Design Week  dal 15 al 21 aprile all’interno dello spazio Poliuretano-è nel Padiglione Materially al SuperstudioPiu’ in via Tortona 27.</p>
<p>VIRIdiVITA  è un brevetto svizzero e rappresenta un importante contributo al contenimento del cambiamento climatico delle nostre città.</p>
<p>Ad oggi sono già stati installati circa 35&#8217;000 mq di coperture verdi in diverse città delle Svizzera: Zurigo, Ginevra, Losanna, Lucerna.</p>
<p>Questo progetto è frutto della collaborazione tra VIRIdiVITA e il reparto di ricerca e sviluppo di Toscana Gomma azienda del Gruppo Olmo, tra i maggiori produttori di poliuretano espanso flessibile in Italia nel mondo del comfort. Toscana Gomma, invece è specializzata nella produzione di applicazioni tecniche speciali e prodotti innovativi in poliuretano.</p>
<p>Grazie all’utilizzo di additivi brevettati e una tecnica produttiva appositamente studiata esclusiva si è riusciti a generare un materiale a forte ritenzione idrica, che contemporaneamente contiene al suo interno anche le sostanze che permettono alle piante di vivere. Il nutrimento iniziale presente nel materiale, una volta esaurito, viene integrato attraverso la semplice concimazione del ciclo dell’acqua.</p>
<p>“L’eccesso di cementificazione porta al surriscaldamento delle nostre città – dichiara Urs Sutter Fondatore di VIRIdiVITA &#8211; L’acqua piovana viene scaricata troppo rapidamente dai tetti e defluisce solo attraverso il sistema fognario che, a causa dell’aumento dei fenomeni dovuti al cambiamento climatico, spesso si sovraccarica con facilità. I tetti non devono proteggere solo dalla pioggia, ma possono portare benefici sociali, economici e ambientali. Le coperture e le pareti verdi oltre a valorizzare il decoro degli spazi urbani rappresentano un modo naturale per la mitigazione del microclima delle aree urbane, migliorano la velocità di deflusso delle acque meteoriche e contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento atmosferico trasformando la Co2 in ossigeno”</p>
<p>“Grazie al nostro reparto ricerca e sviluppo siamo riusciti a mettere in produzione una schiuma poliuretanica in grado di soddisfare le richieste tecniche del progetto VIRIdiVITA – sottolinea Filippo De Ruvo CEO di Toscana Gomma – Non è stato facile ottenere un prodotto leggero con proprietà fisco meccaniche adeguate e una  forte ritenzione idrica, ma con una struttura cellulare che permettesse la ramificazione delle radici e che contenesse direttamente all’interno della miscelazione il concime disponibile per alimentare le piante. Siamo molto contenti di collaborare a questo progetto che ancora una volta evidenzia la capacità del poliuretano di adeguarsi a tante applicazione impensabili fino a poco tempo fa”</p>
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		<item>
		<title>L’alimentazione degli italiani tra salute e ambiente</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111044/lalimentazione-degli-italiani-tra-salute-e-ambiente-gianni-prandi-lo-studio-di-vidierre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gpwebrelease]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 19:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Prandi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=111044</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante un aumento dell’attenzione verso un’alimentazione salutare, ha precisato Gianni Prandi, molti italiani mostrano resistenza nel cambiare le proprie abitudini alimentari per motivi ambientali.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>In un’epoca in cui l’alimentazione gioca un ruolo centrale nel dibattito su salute e sostenibilità ambientale, uno studio condotto da Vidierre, società di Assist Group, ha messo in luce le percezioni e le abitudini alimentari degli italiani. Il fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione <a title="Gianni Prandi condivide i risultati di un'analisi condotta da Vidierre sulle abitudini alimentari" href="https://www.arte-cultura.eu/2024/02/21/gianni-prandi-dieta-e-abitudini-alimentari-lanalisi-di-vidierre-sulla- percezione-degli-italiani/">Gianni Prandi</a> ha condiviso risultati interessanti che rispecchiano una società in bilico tra la ricerca del benessere personale e la consapevolezza ecologica.</em></strong></p>
<p><a title="Vidierre di Gianni Prandi conduce un'analisi sulle abitudini alimentari" href="https://www.arte-cultura.eu/2024/02/21/gianni-prandi-dieta-e-abitudini-alimentari-lanalisi-di-vidierre-sulla-percezione-degli-italiani/"><strong><em><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.riflettorisu.it/wp-content/uploads/2023/12/gianni-prandi.png" alt="Gianni Prandi" width="300" height="199" /></em></strong></a></p>
<h5>Un cambiamento nella consapevolezza, ma non nelle abitudini</h5>
<p>Negli ultimi anni, l’attenzione verso un’alimentazione salutare è decisamente aumentata tra gli italiani, una tendenza confermata dall’analisi di Vidierre, che ha rivelato un crescente interesse per diete bilanciate e scelte alimentari consapevoli. Tuttavia, ha ricordato <a title="Gianni Prandi: i risultati dell'analisi condotta da Vidierre sulle abitudini alimentari" href="https://www.arte-cultura.eu/2024/02/21/gianni-prandi-dieta-e-abitudini-alimentari-lanalisi-di-vidierre-sulla-percezione-degli-italiani/"><strong>Gianni Prandi</strong></a>, nonostante una maggiore attenzione verso la propria salute, molti italiani sembrano contrari a modificare le proprie abitudini alimentari per motivi ambientali.</p>
<p>Secondo lo studio, ben il 56% degli intervistati si mostra infatti scettico o negativo all’idea di cambiare dieta per proteggere l’ecosistema. Lo studio condotto da Vidierre si distingue per l’utilizzo di WOSM©, un sistema avanzato di Media Intelligence che consente di monitorare ed elaborare dati provenienti da oltre 25 milioni di fonti, nazionali e internazionali.</p>
<p>Si tratta di una piattaforma innovativa che ha consentito di ottenere una panoramica dettagliata e accurata sulle tendenze alimentari e sulla percezione pubblica riguardo alla dieta e alla sostenibilità.</p>
<h5>Il cammino verso un’alimentazione sostenibile</h5>
<p>I risultati dello studio sollevano questioni importanti sul futuro dell’alimentazione e sul ruolo che ciascuno può giocare nella tutela dell’ambiente. Mentre gli italiani dimostrano di essere sempre più informati e consapevoli delle implicazioni della propria dieta sulla salute personale, ha aggiunto <strong>Gianni Prandi</strong>, resta il nodo della sostenibilità ambientale.</p>
<p>La resistenza a cambiare abitudini alimentari per motivi ecologici sottolinea la necessità di un dialogo aperto e di iniziative che possano conciliare benessere individuale e collettivo.</p>
<p>L’analisi di Vidierre offre uno spaccato significativo sulle tendenze alimentari in Italia, mettendo in luce progressi e contraddizioni. Il cammino verso un’alimentazione che sia al tempo stesso salutare per le persone e rispettosa dell’ambiente appare ancora lungo e ricco di sfide.</p>
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		<title>Terna presenta il report sulle rinnovabili nel 2023: “Solare ed eolico in impennata”</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110725/terna-presenta-il-report-sulle-rinnovabili-nel-2023-solare-ed-eolico-in-impennata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pressreleaself]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 07:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Terna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report annuale di Terna descrive un quadro di fortissima espansione per le fonti rinnovabili, nonostante il calo del 3% &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865110725/terna-presenta-il-report-sulle-rinnovabili-nel-2023-solare-ed-eolico-in-impennata/">Terna presenta il report sulle rinnovabili nel 2023: “Solare ed eolico in impennata”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Il report annuale di <a title="La voce &quot;Terna&quot; su Treccani,it" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-terna-2/">Terna</a> descrive un quadro di fortissima espansione per le fonti rinnovabili, nonostante il calo del 3% nella produzione di energia: ora, l’energia pulita è in grado di soddisfare il 36,7% dei consumi nazionali, con notevoli progressi rispetto al 2022.</strong></em></p>
<p><a title="La storia e le attività di Terna" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-terna-2/"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://images.treccani.it/ext-tool/intra/thumbs_medium/2/23/Terna2.png" alt="Terna" width="484" height="150" /></a></p>
<h5>Terna, il 2023 italiano annata positiva per le fonti rinnovabili</h5>
<p>Le rinnovabili trainano la crescita del settore energetico italiano: questo è il quadro descritto dall’ultimo report di <a title="Terna, attività e competenze dell'operatore italiano" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-terna-2/"><strong>Terna</strong></a>, società specializzata nella gestione di reti per la trasmissione di energia elettrica. Nonostante la produzione di energia abbia subito un leggero calo (3%), attribuibile in gran parte alle difficoltà nel mercato seguite alla crisi energetica, sono proprio le fonti rinnovabili a dare i più forti segni di crescita.</p>
<p>In particolare, nell’ultimo trimestre, il settore energetico ha dato forti segni di ripresa con aumenti record della domanda. L’83% dell’energia viene prodotto in Italia, mentre il 16,7% da fonti estere.</p>
<p>Un dato estremamente significativo riguarda appunto le rinnovabili, che coprono ora il 36,7% dei consumi nazionali: nel 2022, il fabbisogno coperto era solamente del 31%.</p>
<h5>“Eolico, idroelettrico e solare sono il futuro dell’energia in Italia”</h5>
<p>Secondo <strong>Terna</strong>, l’espansione delle rinnovabili ha costituito certamente l’aspetto più significativo dell’anno 2023 per il settore energetico. Notevole, in particolare, l’apporto delle fonti idriche, che crescono fino al 36%, mentre eolico e solare si attestano rispettivamente a un solido tasso di crescita del 15% e 10,6%.</p>
<p>Nel 2023, sono stati costruiti impianti solari ed eolici per circa 5,8 gigawatt, aumento significativo rispetto al 2,7 gigawatt del 2022 e a 1 gigawatt del 2021. Tra le rinnovabili, il settore geotermico appare come quello più in difficoltà (con un calo del 17%), mentre una buona notizia è costituita dal crollo del carbone, che scende del 41%.</p>
<p>Un ulteriore dato significativo evidenziato da Terna è costituito dalla crescita nella domanda di energia verde, che ha toccato, verso novembre 2023, il picco del 40%. Nel complesso, le fonti energetiche green sembrano un sostituto sempre più realistico e convincente agli inquinanti carburanti fossili, e costituiscono un settore in grado di attrarre massicci investimenti, nella direzione di un futuro sempre più sostenibile.</p>
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		<title>Marco Domizio: sensibilizzare sul cambiamento climatico attraverso la musica</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108218/marco-domizio-sensibilizzare-sul-cambiamento-climatico-attraverso-la-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 06:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Domizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ares Ambiente, fondata da Marco Domizio, e il cantautore Omar Pedrini hanno unito le forze in una collaborazione che ha &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865108218/marco-domizio-sensibilizzare-sul-cambiamento-climatico-attraverso-la-musica/">Marco Domizio: sensibilizzare sul cambiamento climatico attraverso la musica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ares Ambiente, fondata da <a title="Il percorso professionale di Marco Domizio" href="https://www.h2biz.net/Manager/marco-domizio-12215">Marco Domizio</a>, e il cantautore Omar Pedrini hanno unito le forze in una collaborazione che ha dato vita al video musicale “Diluvio Universale”. Girato nella discarica Gedit, il video mira a sensibilizzare sui cambiamenti climatici.</strong></em></p>
<p><em><strong><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.h2biz.net/images/Plats/crop_min_20220323094859.jpg" alt="Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente" width="150" height="150" /></strong></em></p>
<h5>Marco Nicola Domizio: l’impegno di Ares Ambiente e Omar Pedrini nella lotta al cambiamento climatico</h5>
<p>Ares Ambiente, fondata da <a title="Le principali tappe della carriera di Marco Domizio" href="https://www.h2biz.net/Manager/marco-domizio-12215"><strong>Marco Nicola Domizio</strong></a> nel 2008, ha sempre dimostrato un profondo impegno nella salvaguardia dell’ambiente, ponendo questa causa al centro delle sue attività.</p>
<p>Tale dedizione è stata evidenziata attraverso una collaborazione significativa con il cantautore e chitarrista bresciano Omar Pedrini, noto per la sua musica e la sua attenzione all’ambiente. La loro sinergia ha dato vita al video musicale “Diluvio Universale”, in cui la discarica Gedit ha fatto da cornice.</p>
<p>Questo video rappresenta una denuncia potente contro i cambiamenti ambientali che minacciano il nostro Pianeta, sottolineando l’importanza di sensibilizzare soprattutto i giovani sull’urgente necessità di combattere il cambiamento climatico. “<em>La scelta di utilizzare la nostra discarica come location per il video vuole far emergere l’importanza di gestire in modo responsabile e sostenibile i rifiuti di realtà produttive e domestiche</em>”, si legge in una nota.</p>
<h4>Impegno per un futuro sostenibile</h4>
<p>“<em>Ci impegniamo costantemente nella ricerca di soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali, mettendo in atto pratiche virtuose di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti</em>”, si legge ancora.</p>
<p>La collaborazione tra Ares Ambiente e Omar Pedrini mira a trasmette un messaggio chiaro e urgente: è necessario agire immediatamente per preservare il nostro Pianeta per le generazioni future. Solo attraverso uno sforzo collettivo e una maggiore consapevolezza sarà possibile invertire la rotta del cambiamento climatico e costruire un futuro migliore per tutti.</p>
<p>Il fondatore <strong>Marco Domizio</strong> e tutto il team di Ares Ambiente continuano a lavorare instancabilmente per proteggere l’ambiente e promuovere iniziative di sensibilizzazione, credendo fermamente che ogni individuo possa fare la differenza nella salvaguardia della Terra. L’impegno quotidiano di Ares Ambiente dimostra la forza, la tenacia e la professionalità con cui il Gruppo affronta le sfide attuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Eni: la strategia di decarbonizzazione per il settore marittimo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108009/eni-la-strategia-di-decarbonizzazione-per-il-settore-marittimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[NewsEPR]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 06:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione trasporto marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disegnata la rotta verso il “net zero” a partire dall’analisi dell’evoluzione tecnologica dei motori e dalla disponibilità di vettori energetici &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Disegnata la rotta verso il “net zero” a partire dall’analisi dell’evoluzione tecnologica dei motori e dalla disponibilità di vettori energetici low carbon e delle relative infrastrutture</em></p>
<p>Per immaginare una strategia realistica, efficiente e sostenibile di <strong>decarbonizzazione del trasporto marittimo</strong> non basta fissare il punto d’arrivo. E’ necessario mettere a sistema le competenze di tutti gli stakeholder per disegnare il percorso tappa dopo tappa. E’ quello che ha fatto <strong>Eni</strong> lo scorso 11 luglio a Roma portando allo stesso tavolo armatori, aziende produttrici di motori navali, certificatori, rappresentanti della logistica energetica, associazioni di settore e Amministrazione Pubblica. L’appuntamento è stato l’occasione per presentare la roadmap per la decarbonizzazione del settore marino, frutto del lavoro multidisciplinare di oltre <strong>40 esperti </strong>del comparto. Tre intensi mesi di lavoro che sono serviti a disegnare la rotta verso le zero emissioni, analizzando il contesto normativo, il mercato navale, l’evoluzione tecnologica dei motori e la disponibilità, anche in termini infrastrutturale, di vettori energetici a ridotta intensità carbonica.</p>
<p>Il risultato è un lavoro multidimensionale e multidisciplinare, necessario all’industria ma anche a chi nella pratica dovrà definire le norme e i regolamenti. Lo studio ha preso in considerazione la flotta navale attuale e futura, le tecnologie propulsive, i vettori energetici disponibili, il loro prezzo e le loro prestazioni, ma anche le relative esigenze infrastrutturali e il costo delle emissioni.</p>
<p>Sulla carta le opzioni sono molteplici. Come ricordato dagli autori dell’analisi, oggi esiste una lunga lista di prodotti con interessanti potenzialità ai fini della decarbonizzazione del settore marittimo. Dai biocarburanti come l’HVO e il FAME alle versioni bio del GPL e del GNL, dall’ammoniaca al metanolo, dai carburanti sintetici (e-fuel) all’idrogeno. Ma non tutti potranno giocare un ruolo rilevante da subito, sia per una questione prettamente di maturità tecnologica che per via del necessario sviluppo infrastrutturale e di filiera. La transizione energetica marittima per dimensioni e caratteristiche avrà bisogno di evolversi strada facendo per tenere assieme sostenibilità, competitività e sicurezza.</p>
<p>Nel breve termine (2030-2035) l’opzione più verde, accessibile, economica e flessibile è rappresentata dai<strong> biocarburanti liquidi e gassosi già presenti sul mercato</strong>, e in particolare l’<strong>HVO</strong>, acronimo di <em>Hydrotreated Vegetable Oil</em>. I suoi punti di forza? E’ ottenuto dalla lavorazione di lipidi di scarto rinnovabili, può essere utilizzato già oggi nei motori in miscela al 50% con carburanti tradizionali senza modifiche tecnologiche, ma si presta anche all’uso in purezza nei nuovi motori. Ma soprattutto permette di raggiungere riduzioni nelle emissioni di CO2eq tali da rispettare gli obblighi normativi immediati così come quelli a medio e lungo termine. A titolo di confronto il suo impiego permette di abbattere tra il 60 e il 90% delle emissioni di carbonio (in funzione della tipologia di carica biogenica) rispetto al carburante tradizionale sull’intero ciclo di vita. E a differenza di vettori energetici come l’ammoniaca o l’idrogeno, non richiede modifiche infrastrutturali o logistiche.</p>
<p>Discorso non troppo dissimile per il biocarburante <strong>FAME</strong>, prodotto attraverso la transesterificazione di oli vegetali. Quest’ultimo, tuttavia, a fronte di una decisa economicità offre però prestazioni più scadenti in quanto si tratta di un prodotto meno stabilizzato, che richiede particolari operazioni di movimentazione all’interno delle navi.</p>
<p>Sempre sul breve termine un ruolo potenziale lo ha anche il <strong>GNL</strong>. In questo caso le sfide si focalizzano più che altro sulla domanda, le infrastrutture e ovviamente le emissioni, sebbene più basse di quelle carburanti navali tradizionali. E in futuro sistemi di cattura della CO2 a bordo delle navi potrebbero dare un’ulteriore mano. Il bio GNL alleggerirebbe sicuramente l’impronta di carbonio ma andrebbe incrementata l’offerta e abbassati i costi.</p>
<p>Lo studio annovera tra le opzioni per il <strong>medio termine</strong> il <strong>metanolo</strong> – interessante soprattutto se prodotto da rifiuti – ma oggi ancora troppo costoso ed energeticamente impegnativo.</p>
<p>Sono considerate opzioni per il <strong>lungo periodo</strong> invece l’<strong>ammoniaca</strong> e l’<strong>idrogeno </strong>ma con tutte le sfide del caso: dall’abbattimento dei costi tecnologici a questioni prettamente ambientali e di sicurezza. Su tempi lunghi si muovono anche gli e-fuels, per i quali tuttavia si prevede invece uno sviluppo per lo più legato al trasporto terrestre, che lascerà ben poco spazio alle imbarcazioni.</p>
<p>Dall’analisi, dunque, l’HVO emerge come il vettore favorito. Un risultato che non sorprende dal momento che l’olio vegetale idrogenato rappresenta una soluzione già rodata e disponibile. Un prodotto in grado di accelerare la transizione energetica marittima senza dover aspettare nuovi motori o infrastrutture. In questo campo Eni ha da tempo costruito un solido know-how. La società produce già il biocombustibile nelle sue <strong>bioraffinerie di Venezia e Gela</strong> attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e ha da poco siglato un accordo con <strong>RINA </strong>per svilupparne assieme l’impegno nel trasporto navale. Un’intesa di ampio respiro che guarda all’immediato ma anche al futuro. L’accordo prevede infatti di sviluppare altri vettori energetici sostenibili, come ad esempio l’idrogeno e l’ammoniaca nella versione verde o blu. E la realizzazione di iniziative che coinvolgano la loro intera catena logistica così come l’adozione di metodologie certificate per il computo “tassonometrico” dei benefici emissivi lungo tutta la value chain.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Link:</strong> <a href="https://www.rinnovabili.it/mobilita/navigazione-sostenibile/decarbonizzare-il-trasporto-marittimo-strategia">https://www.rinnovabili.it/mobilita/navigazione-sostenibile/decarbonizzare-il-trasporto-marittimo-strategia</a></p>
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		<item>
		<title>Alcune riflessioni sulla presentazione del prototipo del primo veicolo interamente marocchino ad idrogeno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106498/__trashed-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Baratto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 11:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sua Maestà il Re Mohammed VI , ha presenziato alla cerimonia di presentazione del modello dell&#8217;auto del primo produttore marocchino &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv9696154196default-style">Sua Maestà il Re Mohammed VI , ha presenziato alla cerimonia di presentazione del modello dell&#8217;auto del primo produttore marocchino e del prototipo di un veicolo a idrogeno sviluppato da un marocchino, due progetti innovativi che rafforzeranno la promozione del marchio &#8220;Made In Morocco&#8221; e consolideranno il ruolo del Regno come una piattaforma competitiva per la produzione automobilistica.</p>
<p class="yiv9696154196default-style">La presentazione a SM il Re dell&#8217;auto della &#8220;Neo Motors&#8221;, società di capitale marocchino, e del prototipo di veicolo a idrogeno della società NamX, denominato HUV (Hydrogen Utility Vehicle), sottolinea la volontà del Sovrano di incoraggiare e promuovere le iniziative imprenditoriali nazionali pionieristiche e le capacità creative, in particolare dei giovani marocchini, che questi progetti incarnano. Il veicolo si è affidato al celebre studio &#8220;Pininfarina&#8221; per quanto riguarda la carrozzeria mentre, gli interni sono interamente marocchini.</p>
<p class="yiv9696154196default-style">Il Marocco non è nuovo nel settore automobilistico. Il Sultano Mulay Hassan, fu il primo monarca nei paesi del mediterraneo, ha possedere un veicolo a Benzina. Nel 1959 nasce la Società Marocchina per la Costruzione di Automobili, detenuta per gran parte del capitale sociale (fino al 2003) dal Governo.</p>
<p class="yiv9696154196default-style">Una lunga storia, che oggi, nel solco di quella da me chiamato &#8220;cambiamento nella continuità&#8221; ovvero, nella scelta di innovazione senza stravolgere la compontente sociale ma con l&#8217;obbiettivo di elevarla sempre di più, continua con questo modello.</p>
<p class="yiv9696154196default-style">Una vettura interamente marocchina , sviluppata e realizzata in Marocco. Questo fa pensare sulla scelta che dobbiamo compiere. Ovvero, scegliere una Nazione solida, che guarda al futuro , con un potenziale tecnico di alta qualità. Molte Nazioni si stanno muovendo verso accordi strategici con il Marocco. Mi riferisco al Regno Unito, alla Spagna, alla Serbia ed all&#8217;Ungheria che guardano con fiducia a questa Nazione.</p>
<p class="yiv9696154196default-style">La domanda che pongo al Ministo degli Affari Esteri Italiano ed al Presidente del Consiglio è quando avremo una loro missione in Marocco? quando anche il nostro sistema paese sarà protagonista di un accordo strategico con il Marocco? . Mi auguro quanto prima</p>
<p class="yiv9696154196default-style">Marco Baratto</p>
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		<item>
		<title>Personio Foundation sostiene sette nuove organizzazioni  attive nel Climate Change e nell’Education</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105970/personio-foundation-sostiene-sette-nuove-organizzazioni-attive-nel-climate-change-e-nelleducation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Engauge]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 05:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[no profit]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=105970</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fondazione annuncia i nomi delle realtà non profit che vanno ad aggiungersi al suo Impact Portfolio per contrastare i &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fondazione annuncia i nomi delle realtà non profit che vanno ad aggiungersi al suo Impact Portfolio per contrastare i cambiamenti climatici e supportare il settore Education a livello globale.</p>
<p>Monaco di Baviera, 13 aprile 2023 – <a href="https://www.personio.foundation/">Personio Foundation</a> ha annunciato i nomi di sette nuove organizzazioni entrate a far parte del suo Impact Portfolio 2023, il cui obiettivo è fornire sostegno finanziario e strategico a organizzazioni non profit che operano nell’ambito del Climate Change e dell&#8217;Education. Queste organizzazioni sono state selezionate attraverso un accurato processo di due diligence in tre fasi, in seguito a una <a href="https://www.personio.com/about-personio/press/personio-foundation-global-call-for-applications/">call for proposals</a> lanciata nell’agosto 2022 che ha visto la presentazione di oltre mille candidature a livello globale.</p>
<p>Le nuove organizzazioni coinvolte sono: <a href="http://www.fundibots.org/">Fundi Bots</a> (Uganda), <a href="http://www.maliasili.org/">Maliasili</a> (Kenya), <a href="http://www.pemimpingsl.org/">Pemimpin</a> (Malesia), <a href="http://www.projectsoar.org/">Project Soar</a>(Marocco), <a href="http://www.stepscommunity.com/">Steps</a> (Thailandia), <a href="http://www.chancerylaneproject.org/">Chancery Lane Project</a>  (Regno Unito) e <a href="http://www.climatepolicyradar.org/">Climate Policy Radar</a> (Regno Unito). Si tratta di realtà dalle soluzioni innovative e scalabili, dalla forte leadership e con l&#8217;ambizione di vedere, in futuro, ampliato l&#8217;impatto del proprio lavoro. Queste ONG si aggiungono alle otto che Personio Foundation aveva selezionato nel 2021, portando a quindici il totale dei soggetti sostenuti.</p>
<p><strong>Maryam Montague</strong>, Executive Director e fondatrice di <a href="http://www.projectsoar.org/">Project Soar</a>, organizzazione impegnata nell&#8217;emancipazione delle adolescenti in Marocco, sintetizza l&#8217;importanza del supporto offerto dalla Fondazione Personio al proprio lavoro: &#8220;<em>Il sostegno della Fondazione Personio è stato fondamentale. Grazie ad esso, siamo in grado di investire nelle persone, aggiornare i team delle risorse umane, condurre team building e organizzare il confronto tra i vari gruppi sui contenuti di formazione. Abbiamo molto apprezzato l&#8217;impegno di Personio per l&#8217;equità di genere e la diversity e siamo orgogliosi di far parte del loro Impact Portfolio</em>&#8220;.</p>
<p><em> </em><a href="https://www.personio.com/about-personio/press/personio-launches-foundation-to-back-frontline-organisations-tackling-climate-action-and-education/">Dal suo lancio nel 2021</a><u> fino a oggi</u>, Personio Foundation aveva già provveduto a sostenere otto ONG attraverso il suo <a href="https://www.personio.foundation/impact-portfolio/">Impact Portfolio</a> tramite finanziamenti pluriennali non vincolati, la cui erogazione rafforza la struttura delle organizzazioni e rende più efficienti le operazioni, consolidando il percorso di crescita sostenibile. Dimostrazione, questa, di quanto Personio Foundation creda nell’ownership e della sua fiducia nei confronti delle organizzazioni selezionate.</p>
<p><strong>Philipp Richter</strong>, recentemente nominato Managing Director di Personio Foundation, si è espresso sull&#8217;importanza della fondazione: <em>“Lo scopo di Personio Foundation è potenziare le opportunità per coloro che propongono soluzioni innovative e scalabili ad alcune delle sfide più rilevanti del nostro tempo. Crediamo nel valore delle organizzazioni e offriamo </em><em>finanziamenti pluriennali non vincolati</em><em> alle aziende presenti nel nostro portfolio, consentendo loro di avere un sostegno nelle aree in cui occorre maggiormente. Siamo entusiasti di collaborare con altre sette organizzazioni che eccellono nell’affrontare alcune delle questioni più urgenti in ambito Climate Change ed Education&#8221;.</em></p>
<p><em> </em><strong><em>Simon Schillebeeckx</em></strong><em>, co-fondatore e direttore di </em><a href="https://globalmangrove.org/"><strong>Global Mangrove Trust</strong></a><em>, entrato a far parte del portfolio nel 2022, ha così commentato i risultati che l’azienda è stata in grado di ottenere finora: &#8220;Il sostegno non vincolato della Fondazione Personio è stato molto prezioso per la nostra missione, volta a mettere a punto un programma di servitù di conservazione per le mangrovie in tutto il mondo. Siamo stati in grado di assumere nuovo personale, abbiamo ottimizzato il nostro software e gli strumenti HR tesi a migliorare la nostra efficienza. Abbiamo, inoltre, avviato una collaborazione con le organizzazioni impegnate nella protezione delle mangrovie per ampliare la nostra offerta di servizi e stiamo sviluppando un prodotto che speriamo possa rivoluzionare l&#8217;accesso ai finanziamenti per le comunità costiere”.</em></p>
<p><em> </em><strong>Informazioni su Personio Foundation</strong>:</p>
<p>Personio Foundation è stata creata nel dicembre 2021 da <a href="https://www.personio.com/"><em>Personio</em></a>, leader europeo del software HR per piccole e medie imprese. La Foundation nasce da un impegno preso dai fondatori di Personio di destinare l’1% dell’equity aziendale a cause meritevoli. Questo 1% ha, al momento, un valore pari a 85 milioni di dollari.</p>
<p>Sin dal <a href="https://www.personio.com/about-personio/press/personio-launches-foundation-to-back-frontline-organisations-tackling-climate-action-and-education/">suo</a> lancio, Personio Foundation ha sostenuto le ONG attraverso il suo <a href="https://www.personio.foundation/impact-portfolio/">Impact Portfolio</a><strong>,</strong> che ha erogato finanziamenti pluriennali non vincolati<strong>,</strong> mentre il suo <a href="https://www.personio.foundation/impact-accelerator/">HR Accelerator</a> offrirà supporto strategico per aiutare le organizzazioni non profit a migliorare le competenze nei processi di gestione delle persone, incluse le strategie mirate a favorire il cambiamento culturale e organizzativo, ad acquisire e trattenere i talenti e a mettere in atto operazioni efficienti e scalabili.</p>
<p>Per ulteriori informazioni <a href="http://www.personio.it/">www.personio.it</a></p>
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