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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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		<title>Le Catacombe di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studioalfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 05:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La voce di una comunità al centro di un processo di rigenerazione: il primo docu-MOOC Upside Production dà alla luce Le Catacombe &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>La voce di una comunità al centro di un processo di rigenerazione: il primo docu-MOOC</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://alfaprom.com/wp-content/uploads/2021/04/catacombelargo--1024x390.jpeg" alt="" /></figure>



<p><strong>Upside Production</strong> dà alla luce <strong>Le Catacombe di Napoli</strong> per la regia di <strong>Andrea De Rosa</strong> il primo prodotto audiovisivo scritto e pensato sul doppio binario di un corso di alta formazione e di un documentario. <strong>Il progetto nasce dalla collaborazione fra Fondazione di Comunità San Gennaro, Sky Arte e Federica Web Learning</strong> (federica.eu), il Centro di Ateneo per la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell’Università di Napoli Federico II. Le Catacombe di San Gennaro, di San Gaudioso e di San Severo, le più grandi del Sud d’Europa, spalancano così le proprie porte per raccontare un percorso alla scoperta di un modello di gestione dal basso dei beni storici artistici del nostro paese che diventa poi restituzione al grande pubblico della nostra storia, da una parte, e materia prima per un percorso gratuito di alta formazione, dall’altra, strutturato su cinque grandi temi/materie: <strong>Archeologia, Storia, Architettura, Economia e Filosofia</strong>.</p>



<p>Il 19 aprile alle 20:15 il Documentario andrà in onda su <strong>Sky</strong> <strong>Arte</strong> (canali 120 e 400 di Sky) e in streaming su <strong>NOW</strong>. Invece, le iscrizioni al corso – totalmente gratuito – apriranno nella stessa data su federica.eu, piattaforma leader in Europa per la didattica multimediale open access, e nella top ten mondiale per produzione di MOOC. Tra i protagonisti del percorso: <strong>Luca Arcari, Nicola Flora, Giovanni Multari, Gioconda Cafiero, Alessandro Cavalli, Alfredo Buccaro,Susi Galeone, Enzo Porzio e Don Antonio Loffredo.</strong></p>



<figure class="wp-block-image"></figure>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“Avevamo un patrimonio potente e prezioso come quello delle Catacombe – ci spiega Don Antonio Loffredo parroco visionario che dodici anni fa ha innescato questo meccanismo magico e virtuoso – e abbiamo deciso di recuperarlo affidando il restauro e la messa a norma ai ragazzi del luogo che avevano bisogno di un lavoro per uscire da percorsi difficili. Riportata alla luce questo splendore le alternative potevano essere due: affidare la gestione di questo patrimonio a qualche struttura esterna, calata dall’altro; oppure restituire questa bellezza alla gente del posto, ai giovani, perché ne facessero un lavoro.”</p>
</blockquote>



<p>Questi contenuti convergono in un percorso didattico innovativo MOOC (Massive Open Online Course), in chiave documentaristica, messo in campo da Federica Web Learning, il Centro di Ateneo per la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell’Università di Napoli Federico II su federica.eu ad oggi una delle principali piattaforme italiane e internazionali per l’alta formazione: un Docu-MOOC. La colonna sonora del documentario è di <strong>Damiano Davide</strong> ed è edita da<br /><strong>Apogeo Records.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Come bene ci spiega il regista Andrea De Rosa: “Partendo dal ventre della<br />terra, passando per l’architettura delle più grandi catacombe del sud Europa fino a riemergere nel tessuto urbano, le catacombe sono modello di gestione dal basso che ha ridato vita ad un quartiere. Valorizzare il territorio per ridare vita all’economia attraverso la cura della bellezza. La forza delle catacombe di Napoli è la stratificazione. Chi visita il sito scopre come la vita oggi riutilizza lo spazio di ieri.”</p>
</blockquote>



<p>Il documentario fa il paio con <strong>Il Sistema Sanità,</strong> firmato da Andrea De Rosa in questo caso in collaborazione con Mario Pistolese, il docufilm che ha raccontato al mondo – in maniera più emozionale – la magia e il potere di una rete di Associazioni che, proprio partendo dall’operazione delle Catacombe dodici anni fa, hanno fatto del lavoro sul potere generativo della bellezza e della cultura, del dialogo fattivo fra di loro, il germe per un nuovo <strong>umanesimo</strong>.</p>



<h4>Il doppio binario del documentario e del percorso didattico</h4>



<p><strong>Il luogo dove restauro archeologico, rinascita sociale, alta formazione si incontrano nella magia di un sistema di gestione dal basso dei beni storici del nostro Paese e si fanno Alta Formazione: libera e gratuita.</strong></p>



<p><strong>Le Catacombe di Napoli, </strong>come si diceva, è scritto e pensato sul doppio binario del corso di alta formazione a libero accesso (il MOOC: Massive Open Online Course), da una parte, e di scrittura documentaristica vera e propria, dall’altra. Per cui, mentre all’interno del documentario i vari contributi di ogni singolo docente sono assorbiti nel flusso delle parole e delle immagini e prendono la forma di un lavoro documentaristico e narrativo. Nel momento in cui ciascun contributo approda isolato sulla piattaforma didattica federica.eu, si trasforma in una vera e propria lezione supportata, in un primo step di approfondimento, da alcune slide che visivamente strutturano concettualmente la lezione.</p>
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		<item>
		<title>La Santa piccola al primo ciak</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86588048/la-santa-piccola-al-primo-ciak/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studioalfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 12:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Lido di Venezia al Rione Sanità di Napoli: primo ciak alla Sanità per&#160;La Santa piccola&#160;di Silvia Brunelli. Realizzato col &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal Lido di Venezia al Rione Sanità di Napoli: primo ciak alla Sanità per&nbsp;<strong>La Santa piccola</strong>&nbsp;di Silvia Brunelli. Realizzato col grant di 150.000€ di&nbsp;<strong>Biennale College Cinema</strong>, il laboratorio di alta formazione della&nbsp;<strong>Biennale di Venezia</strong>, che sostiene dal 2012 la produzione di opere prime e seconde, il film racconta la storia di amicizia e di scoperta di sé di Lino e Mario all’interno del palcoscenico a tratti surreale delle credenze e superstizioni popolari di una Napoli colorata della sua voglia di vivere e sopravvivere.</p>



<p>“Questa è una storia che racconta di tenerezza e di crudeltà – ci spiega la regista – di bisogno di credere che qualcosa di buono e di superiore possa accadere, di speranza che qualcosa ci salverà dalla quotidianità e dalla sua<br>monotonia.” I produttori raccontano di aver scelto assieme alla regista di ambientare il film alla Sanità di Napoli perché “sembrava la cornice ideale per raccontare un territorio in cui si mescolano con creatività sacro e profano.”</p>



<p>Per il casting è centrale la collaborazione con il&nbsp;<strong>Nuovo Teatro Sanità</strong>&nbsp;che, proprio al Rione, trova la sua sede e la propria linfa vitale. Il cast vede come protagonisti giovani attori come&nbsp;<strong>Vincenzo Antonucci, Francesco Pellegrino, Alessandra Mantice</strong>&nbsp;e l’esordiente&nbsp;<strong>Sophia Guastaferro,&nbsp;</strong>affiancati da interpreti di grande esperienza quali&nbsp;<strong>Pina Di Gennaro e Gianfelice Imparato.</strong>&nbsp;Il film di&nbsp;<strong>Raindogs</strong>&nbsp;vede l’aiuto sul territorio di&nbsp;<strong>Mosaicon Film, Antracine, Nuovo Teatro Sanità e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.</strong>&nbsp;Distribuzione internazionale TVCO e Minerva Pictures Group. </p>
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		<item>
		<title>Da L&#8217;Eredità alla musica: Claudio Rocker Sorrentino</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587357/da-leredita-alla-musica-claudio-rocker-sorrentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studioalfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 08:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sogni che prendono vita nella realtà e si disegnano sulla pelle. Dopo l’approdo su&#160;Repubblica.it, esce anche su&#160;Youtube&#160;Su questa pelle mia, &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Sogni che prendono vita nella realtà e si disegnano sulla pelle.</h4>



<p>Dopo l’approdo su&nbsp;<a href="https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/claudio-sorrentino/378035/378644?ref=search" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica.it</a>, esce anche su&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Po_vG7XqSPc&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Youtube</a>&nbsp;Su questa pelle mia, il videoclip del singolo&nbsp;<strong>Claudio Rocker Sorrentino</strong>&nbsp;prodotto da&nbsp;<strong>Artis Records</strong>&nbsp;che segna il lancio discografico di questo artista, scoperto dagli schermi televisivi Rai nel programma L’Eredità, ed ora approdato finalmente sul palcoscenico della musica a lui tanto cara. Due i singoli di questo primo lancio, che prelude l’album in programma per l’autunno: lato B di Su questa pelle mia, infatti, è&nbsp;<strong>Senza disturbare</strong>. Entrambe le tracce si avvalgono della direzione artistica e della batteria e percussioni di&nbsp;<strong>Tony Esposito</strong>&nbsp;che ha curato anche gli arrangiamenti con&nbsp;<strong>Sasà Flauto</strong>. Una particolarità: domani Claudio sarà nuovamente a L’Eredità per una serie di puntate straordinarie di beneficenza per la Comunità di Sant’Egidio.</p>



<p><strong>Claudio Rocker Sorrentino</strong>, all’anagrafe Claudio Sorrentino: la grande passione per la musica che lo tiene vivo da sempre e poi lo strabiliante successo a L’Eredità che lo ha reso famoso al grande pubblico. Da qui l’incontro con&nbsp;<strong>Alfredo Tisocco</strong>, musicista e fondatore con Donella Del Monaco di Opus Avantra, imprenditore musicale visionario oggi alla guida di Artis Records.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://alfaprom.com/wp-content/uploads/2021/03/sorrentino-1-1.jpeg" alt=""/><figcaption>Claudio Rocker Sorrentino</figcaption></figure>



<p>Cinquant’anni alle porte, una vita complicata, anzi complicatissima alle spalle, una solida famiglia a scaldare il suo presente: <strong>Claudio Sorrentino</strong>, per gli amici Claudio Rock Sorrentino, è un’anima di poeta con il battito cardiaco di un rockman cresciuto a musica, rock e blues, tanti libri, film e una passione particolare per le parole e per i quiz. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Claudio Rocker Sorrentino | Su questa pelle mia" width="735" height="413" src="https://www.youtube.com/embed/Po_vG7XqSPc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Dopo una vita spesa con passione nel lavoro – dividendosi fra edilizia e musica, seppur a tempo perso – approda a Natale 2020 a <strong>L’Eredità</strong> quasi per scherzo. Ed è grande successo: 30 puntate, 7 volte campione, 6 Ghigliottine, 3 vinte. E’ lì che il mondo lo scopre anche come musicista e arriva il primo contratto discografico.</p>



<p>La sua musica è intrisa dei suoi ascolti, che vanno dai padri del rock (Elvis, Jerry Lee Lewis), a quelli del grande blues, quello di BB King o John Lee Hooker. Il suo impianto ritmico si è nutrito del rock energico degli AC Dc, di Bon Jovi, dei Guns &amp; Roses, dei Metallica. Senza mai dimenticare il Boss e quel rock più alternativo e di ricerca dei mitici Pink Floyd o di Bowie. Ma anche gli U2, Nirvana, Pearl Jam. I suoi testi si sono inevitabilmente nutriti dei versi della grande canzone d’autore italiana, primo fra tutti De Gregori. Senza dimenticare il rock italiano: i Nomadi, i Tazenda, Piero Pelù, Vasco….</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il sistema sanità: le pietre scartate</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587153/il-sistema-sanita-le-pietre-scartate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studioalfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=87153</guid>

					<description><![CDATA[<p>Storia di un quartiere ma soprattutto di una felice scommessa sull’economia circolare. Il sistema sanità: le pietre scartate. Il 20 &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86587153/il-sistema-sanita-le-pietre-scartate/">Il sistema sanità: le pietre scartate</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5><strong>Storia di un quartiere ma soprattutto di una felice scommessa sull’economia circolare.</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://alfaprom.com/wp-content/uploads/2021/03/ilsistemasanita_cover_22.07.2020-630x300.png" alt=""/></figure>



<p><strong>Il sistema sanità: le pietre scartate. </strong>Il 20 marzo arriva nelle case degli italiani su <strong>Sky Arte</strong>alle 22:15, <strong>Il Sistema Sanità &#8211; Le pietre scartate</strong>, il docufilm di&nbsp;<strong>Andrea De Rosa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Mario Pistolese</strong>&nbsp;&#8211; prodotto da&nbsp;<strong>Fondazione CON IL SUD</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Fondazione Apulia Film Commission</strong> nell’ambito del Social Film Fund Con il Sud. Il documentario racconta il miracolo del riscatto del&nbsp;<em><strong>Rione Sanità&nbsp;</strong></em>a Napoli, grazie all’intuizione di&nbsp;<strong>Don Antonio Loffredo,&nbsp;</strong>responsabile di aver stimolato la nascita e la crescita di un vero e proprio sistema circolare e corale per fare dell’umanità, della cultura e&nbsp; della bellezza artistica le leve di un riscatto economico e sociale.</p>



<p>Il film è già distribuito sui canali digitali delle Sale della Comunità per le Scuole, ma soprattutto, a breve tutti questi contenuti approderanno in un corso MOOC (massive open on line course) in collaborazione con <strong>Federica web learning</strong>, il Centro di Ateneo per l&#8217;innovazione, la sperimentazione e la diffusione multimediale dell’<strong>Università di Napoli Federico II</strong>.</p>



<p>Il docufilm narra del sogno di riscatto di uomini e di donne, tanti giovani senza prospettiva e molti protagonisti di storie al margine, che hanno scelto di restare e di costruire un’alternativa alla fuga fatta di lavoro, cultura e bellezza. Fra le particolarità di questo racconto, una fotografia spesso pittorica ed una colonna sonora fatta di artisti prodotti da uno dei progetti culturali nati nel Rione, sempre attenta a star fuori dai cliché di una retorica tossica e nociva per gli stessi progetti come quello narrato nel film.</p>



<h4>Il rione:</h4>



<p>Rione Sanità. Un fazzoletto di terra nel cuore del centro antico noto solo per l’altissimo tasso di delinquenza, disoccupazione e per le faide di camorra. Dai primi anni del 2000 è in atto un processo di rigenerazione e riappropriazione, il quale passa anche attraverso personaggi come&nbsp;<strong>Don Antonio Loffredo,&nbsp;</strong>che partendo dagli ultimi ha generato un sistema di lavoro e cooperazione tutto nuovo, che parte dagli ultimi per dare vita ad un dedalo di cooperative ed enti che lavorando costantemente con e per il territorio hanno trasformato il volto e il cuore del rione.</p>



<p>Il documentario analizza quello che ormai è stato definito da molti come un vero e proprio “sistema” di sviluppo, soffermandosi attraverso le voci e le esperienze dei suoi protagonisti sulla possibilità di replicarlo in altri contesti.</p>
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