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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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	<item>
		<title>PIO IX : l&#8217;arte della scrittura e del pensiero</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104057/pio-ix-larte-della-scrittura-e-del-pensiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MacinaMagazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 06:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[concorso letterario]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pio IX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un Istituto scolastico a cui affidare i propri figli si misura non solo per la qualità dell’insegnamento di alto profilo, &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un Istituto scolastico a cui affidare i propri figli si misura non solo per la qualità dell’insegnamento di alto profilo, delle attività sociali e sportive che si affiancano alla didattica ma anche da iniziative culturali che gratificano gli alunni e li aiutano ad affacciarsi al mondo che li accoglierà nell’immediato futuro.</p>
<p>Un mondo caratterizzato da valori sempre più labili ma dove, comunque, prevarrà quanto acquisito nel corso degli studi e delle esperienze raccolte.</p>
<p>Ed è proprio questo l’alto valore aggiunto che è racchiuso nel Concorso Letterario</p>
<h5><strong>“IL PIO IX , L’ARTE DELLA SCRITTURA E DEL PENSIERO”</strong></h5>
<p>E’ una iniziativa inusuale per il sistema scolastico, innovativa, che rafforza la coesione tra gli alunni e, cosa più importante, accresce la fiducia nelle proprie capacità ponendoli in un contesto di moderata ed equilibrata competizione.</p>
<p>La classe 5° Primaria della Maestra Martina Maggio è l’apripista del Concorso ideato e condotto dalla stessa maestra che svolge il ruolo di Presidente alla quale si affianca la qualificata Commissione di valutazione degli elaborati costituita da:</p>
<ul>
<li><strong>Prof. Maggio</strong>;</li>
<li><strong>Prof. Cerrato</strong>;</li>
<li><strong>Prof. Cruciani</strong>;</li>
<li><strong>Prof. Saccares</strong>;</li>
<li><strong>Prof. Bortone</strong></li>
</ul>
<p>Gli argomenti assegnati sono attuali, importanti e segnano la vita quotidiana di tutti noi:</p>
<p><em>Bullismo</em>: Storie di quotidiano bullismo;</p>
<p><em>Inquinamento</em>: Il pianeta non è nostro, è solo in prestito;</p>
<p><em>Natura</em>: Per fare l’albero…ci vuole il seme</p>
<p>Buon lavoro ragazze e ragazzi.</p>
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		<item>
		<title>Willy, il coraggio del&#8230; &#8220;nuovo&#8221;</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86586372/willy-il-coraggio-del-nuovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MacinaMagazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 16:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[La Macina Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Servidio]]></category>
		<category><![CDATA[Willy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>WILLY, IL CORAGGIO DEL…“NUOVO” By Martina Servidio Quando sono stata incaricata dal direttore del giornale di scrivere un articolo riguardante &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>WILLY, IL CORAGGIO DEL…“NUOVO”</p>



<p>By Martina Servidio</p>



<p>Quando sono stata incaricata dal direttore del giornale di scrivere un articolo riguardante l’inaugurazione di una nuova attività commerciale ho subito pensato: “bene, me la cavo con un semplice Comunicato Stampa”</p>



<p><strong><em>No</em></strong>, non è stato così banale perché, così come <em>deve</em> procedere un giornalista, ci si <em>deve</em> prima informare sul personaggio di riferimento di cui parlare, delle sue esperienze professionali e delle sue motivazioni.</p>



<p><strong><em>Willy</em></strong>, una vita trascorsa in compagnia della musica ma non solo; moda, pubbliche relazioni, eventi e talent scout di giovani promesse che hanno poi consolidato la loro vita artistica.</p>



<p>Il nostro giornale ha già intervistato Willy e realizzato il servizio giornalistico:</p>



<p><a href="https://www.lamacinamagazine.it/willy-la-nostra-intervista/">https://www.lamacinamagazine.it/willy-la-nostra-intervista/</a> che ho letto con interesse e che mi ha dato l’opportunità di conoscerlo meglio.</p>



<p>Sono ben note le sue fattive collaborazioni con importanti agenzie pubblicitarie e di casting ma ora…tutto il settore è ormai fermo da 1 anno.</p>



<p>Arrendersi? Vivere di speranze? Tentare di organizzare eventi on line?</p>



<p><strong><em>No</em></strong>, questa specifica area artistica e culturale esige lo svolgimento “in presenza”; qualunque altra artificiosa esecuzione snatura il reale valore dell’impegno organizzativo ed impedisce – nella realtà – di rendere un servizio professionale.</p>



<p>Ciò in aggiunta alle disposizioni governative anti Covid.</p>



<p>WILLY, IL CORAGGIO DEL…“NUOVO” &#8211; L&#8217;imprenditore non si arrende, si rigenera.</p>



<p>Pur mantenendo sempre vivo il rapporto con il suo mondo che lo ha visto figura apprezzata e di successo, ed in attesa di ritornare a “calcare le scene”, <strong><em>Willy</em></strong> si è riproposto in una nuova attività e senza dubbio mostrando coraggio sia come uomo che come imprenditore.</p>



<p><strong><em>Si</em></strong>, coraggio, lo stesso coraggio che mostra uno scrittore – anche se ben conosciuto – quando pubblica un nuovo libro; in quel momento egli si sottopone nuovamente alla critica del pubblico.</p>



<p>E <strong><em>Willy</em></strong> è pronto ad affrontare questo nuovo capitolo del libro della sua vita.</p>



<p>Lunedi 15 febbraio 2021, infatti, è stata inaugurata a <em>Montalto di Castro</em> la nuova attività “<em>Punto Gelo</em>” creata da<strong><em> Willy.</em></strong></p>



<p><strong><em>Willy</em></strong>, cosa ti ha spinto a rivolgerti a questa nuovo progetto che appare ben lontano dalla tradizione artistica che ha costellato la tua vita?</p>



<p><em>“Beh, devo dire che ne abbiamo parlato a lungo con un mio amico la cui impresa ha subito rallentamenti dalle imposizioni del Covid 19; abbiamo però voluto porre la massima attenzione per <strong>non</strong> creare turbative commerciali nella nostra comunità. E nata così l’idea di aprire questa attività, che forse mancava, e specializzata in prodotti surgelati, ed aggiungo di qualità e “non banali”; è inoltre arricchita di prodotti tipici ed anche di una buona enoteca. Abbiamo anche predisposto il servizio a domicilio”.</em></p>



<p>Ciò significa che hai abbandonato l’universo che ti ha dato tante soddisfazioni ed altrettante ne ha date ai tuoi fans?</p>



<p><em>“Non abbandonerò mai e poi mai il mondo dello spettacolo perché è tutto ciò in cui credo e a cui ho dedicato tutta la mia vita. Mi hanno regalato emozioni, soddisfazioni e commozione le tante persone che hanno sempre creduto in me e io non le abbandonerò mai&#8230; Attendiamo solo che questo momento passi e poi si riparte con tanta energia, volontà e metteremo in campo le tantissime novità che ho già in preparazione”</em></p>



<p>Ringraziamo <strong><em>Willy</em></strong> per averci dato l’opportunità di conversare insieme e, nell’augurargli <em>in bocca al lupo, </em>vi invitiamo il 15 febbraio all’inaugurazione di “<em>Punto Gelo</em>”, la sua nuova coraggiosa iniziativa.</p>



<p>A presto <strong><em>Willy</em></strong>, grazie.</p>



<p>Martina</p>



<p>PUNTO GELO Via Latina, 9 &#8211; Montalto di Castro (VT)</p>



<p>Mobile 347 2162600</p>
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		<item>
		<title>L’Arte della Parola e dell’Arte Coreutica</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577921/larte-della-parola-e-dellarte-coreutica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MacinaMagazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 18:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli Giornalistici]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Corti Teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concorso Letterario&#160;e non solo: oltre alle tradizionali Sezioni previste per la&#160;Poesia,&#160;i&#160;Racconti, i&#160;Corti teatrali&#160;è presente la Sezione dedicata agli&#160;Articoli giornalistici&#160;e, novità &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Concorso Letterario</strong>&nbsp;e non solo: oltre alle tradizionali Sezioni previste per la&nbsp;<strong>Poesia,&nbsp;</strong>i&nbsp;<strong>Racconti</strong>, i&nbsp;<strong>Corti teatrali</strong>&nbsp;è presente la Sezione dedicata agli&nbsp;<strong>Articoli giornalistici</strong>&nbsp;e, novità assoluta, la specifica Sezione dedicata all’<strong>Arte Coreutica</strong>.</p>



<p>Molti scrittori, poeti, già si cimentano nella scrittura sul tema della&nbsp;<strong>Danza</strong>&nbsp;e – altrettanto – molti danzatori amano scrivere composizioni; da questa considerazione è scaturita la decisione di inserire la nuova&nbsp;<strong>Sezione Danza</strong>.</p>



<p>Gli scrittori “<strong><em>puri</em></strong>” saranno valutati solo in funzione delle qualità letterarie dell’opera mentre per i danzatori che&nbsp;svolgono attività di Danza&nbsp;verrà considerata sia la rispondenza dello scritto rispetto al tema che la qualità coreutica espressa nel&nbsp;<em><strong>breve</strong></em>&nbsp;video che viene richiesto.</p>



<p>Più in particolare al vincitore/vincitrice della Sezione Danza che svolge attività verrà attribuito un riconoscimento consegnato da un membro ufficiale del CID.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2018/05/Logo-Ufficiale-CID-2018.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2018/05/Logo-Ufficiale-CID-2018-300x295.jpg" alt="L’Arte della Parola e dell’Arte Coreutica" class="wp-image-5143"/></a></figure></div>



<p>La&nbsp;<strong>Giuria</strong>&nbsp;sarà composta da scrittori, giornalisti, coreografi e docenti di danza per fornire una valutazione organica e complessiva delle opere.</p>



<p>Gli&nbsp;<strong>sponsor</strong>&nbsp;sono di pregevole profilo:</p>



<ul><li>Il Teatro&nbsp;<strong>Barnum Gianicolense</strong>;</li><li>La&nbsp;<strong>Banca BCC Roma;</strong></li><li><strong>Concorsiletterari.net;</strong></li><li><strong>Accademia delle Arti</strong></li></ul>



<p>ai quali esprimiamo il nostro ringraziamento.</p>



<p>Nel ringraziare i concorrenti che ci seguiranno nel nostro Concorso Letterario edizione 2020 vi invitiamo a leggere il&nbsp;<strong>Regolamento</strong>&nbsp;comprensivo dell’allegato al seguente link:  <a href="https://www.lamacinamagazine.it/larte-della-parola-e-dellarte-coreutica/">https://www.lamacinamagazine.it/larte-della-parola-e-dellarte-coreutica/</a> </p>



<p>Grazie</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577919/la-direttrice-enrica-palmieri-e-laccademia-nazionale-di-danza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MacinaMagazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 08:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Nazuinale di Danza]]></category>
		<category><![CDATA[AND]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=77919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervista condotta da Catia Di Gaetano Incontriamo, con grande piacere, la Dott.ssa&#160;Enrica Palmieri&#160;recentemente confermata nel ruolo di&#160;Direttrice&#160;dell’Accademia Nazionale di Danza&#160;per &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Intervista condotta da Catia Di Gaetano</p>



<p>Incontriamo, con grande piacere, la Dott.ssa&nbsp;<strong>Enrica Palmieri</strong>&nbsp;recentemente confermata nel ruolo di&nbsp;<strong>Direttrice</strong>&nbsp;dell’<strong>Accademia Nazionale di Danza</strong>&nbsp;per il triennio 2020/2022</p>



<p>E’ nostro desiderio sottolineare il rigoroso profilo professionale della Dott.ssa Palmieri che ci ha concesso l’intervista solo dopo l’esito delle votazioni proprio per evitare una possibile sovraesposizione mediatica.</p>



<p>Buongiorno Direttrice e le porgiamo le nostre congratulazioni.</p>



<p>Tracciamo un breve profilo artistico della Dott.ssa&nbsp;<strong>Maria Enrica Palmieri</strong>:</p>



<p>danzatrice, coreografa, docente, coordinatrice della scuola di coreografia dell’<strong>Accademia Nazionale di Danza&nbsp;</strong>e, da gennaio 2017, Direttrice dell’<strong>AND</strong></p>



<p>La Dott.ssa Palmieri è anche membro componente del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.</p>



<p>Ha partecipato a numerosi Festival e tourneè in Italia e all’estero per poi trasferirsi negli USA a New York City, a Portland (Oregon), a S. Francisco (California) rientrando in Italia per dedicarsi alla creazione di coreografie che sono rappresentate in quasi tutti i paesi europei ed anche in Iraq, Mali e Capo Verde.</p>



<p>E’ la rappresentante italiana alla XII edizione dell’International Course for Professional Choreographers &amp; Composers a Guilford (GB).</p>



<p>Curatrice di numerose manifestazioni artistiche pone in evidenza il connubio della danza con le arti visive multimediali ed attua un percorso di integrazione delle tradizioni coreutiche delle Isole di Capoverde in un processo creativo di più ampio respiro e non racchiuso in una ristretta ottica di unica centralità nazionale.</p>



<p>Direttrice, questa rinnovata fiducia manifesta l’apprezzamento del lavoro da lei svolto nel precedente triennio e delle indicazioni contenute nel suo documento programmatico delle attività per il triennio 2020/2022; ci può dare un suo pensiero?</p>



<p><em>Ricordo che nel mio passato ho vissuto esperienze professionali e di vita anche in zone di guerra dove ho partecipato intensamente con azioni umanitarie, ho attraversato pericoli di ogni genere che mi hanno formato e fortificato nell’affrontare la realtà e le responsabilità, ritengo quindi di poter gestire anche l’<strong>Accademia Nazionale di Danza</strong>.</em></p>



<p><em>Le difficoltà indubbiamente ci sono però esiste sempre una soluzione che deve essere cercata, analizzata ed attuata per la migliore prosecuzione ed affermazione dell’<strong>AND</strong>; il tempo aiuta a derimere le nubi all’orizzonte e far cessare le azioni o gli atteggiamenti che ostacolano lo sviluppo che essa merita.</em></p>



<p>Direttrice, questo suo pensiero evidenzia una forza di carattere non comune perché superare questi momenti di riflessione con le proprie forze significa avere un carattere combattivo e che non si arrende; è certamente un atteggiamento positivo.</p>



<p><em>Spesso sono testarda e determinata, mi sono trovata in momenti molto difficili della vita, momenti che anche di notte non mi hanno consentito di dormire ed anche in questa realtà –&nbsp;<strong>inizialmente</strong>&nbsp;– ho percepito un senso di solitudine, non ho percepito la felicità e la condivisione dei programmi e del pericolo che incombeva sullo sviluppo futuro dell’Accademia; in tempo di guerra ci si unisce, ci si aggrega, qui ho invece avvertito la divisione. Per fare un paragone è come se avessi aperto la scatola di&nbsp;<strong>Aladino</strong>&nbsp;ma non è apparso il genio che ha aiutato a risolvere situazioni, anche stratificate nel tempo, le ha soltanto messe in luce.</em></p>



<p><em>E’ stato un allenamento emotivo e razionale, un alternarsi di paura e razionalità che induce quindi al ragionamento, che permette di creare i vari collegamenti tra fatti e situazioni, di capire dinamiche, di aver chiari alcuni contesti, di scoprire i vari perché, i quali non sono mai casuali; posso ben dire che si è trattato di un intenso allenamento.</em></p>



<p><em>Il primo anno è stato molto pesante poi l’ho colto come una ulteriore&nbsp;<strong>opportunità</strong>&nbsp;di crescita personale e collettiva. C’è una parola ricorrente nel mio programma di lavoro e che ho enfatizzato durante il mio discorso di presentazione quando ho parlato di&nbsp;<strong>Navigazione.</strong></em></p>



<p><em>Durante un percorso si possono trovare dei porti, degli approdi ai quali si arriva perché spinti dalla tempesta, dal vento o da altri fenomeni ma proprio questi, che possono apparire situazioni negative, si tramutano in nuove opportunità, in nuove soluzioni.</em></p>



<p><strong><em>L’Odissea, la Navigazione</em></strong><em>&nbsp;è un percorso non un arrivo.</em></p>



<p><em>Su questo ho riflettuto, non bisogna pensare solo in termini negativi alle difficoltà e agli incidenti di percorso poiché esistono anche le soluzioni; se io nel mio ruolo creo un approdo io creo – conseguentemente –&nbsp;<strong>nuove opportunità</strong>. Le difficoltà apparentemente rallentano il percorso ma questi “incidenti” consentono di accrescere e migliorare noi stessi e l’<strong>AND</strong>&nbsp; &nbsp;</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Panoramica-Interno-3.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Panoramica-Interno-3-300x200.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6379"/></a></figure>



<p><em>Sono pronta ad affrontare anche queste situazioni inaspettate; tutta la mia direzione è stata una riflessione per elaborare un piano di&nbsp;<strong>interventi</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>programmi</strong>&nbsp;che ci portano lontano, mi sono interfacciata con tanti personaggi ed istituzioni con cui mi sono trovata a lavorare e questi incontri e opportunità si possono replicare all’infinito.</em></p>



<p><em>Il nostro pianeta è meraviglioso ed in costante mutamento e leggendo tutti i punti contenuti nel programma si potrebbe erroneamente concludere che sia impossibile attuarli e che io desideri “apparire”. Io sono al&nbsp;<strong>servizio</strong>&nbsp;dei colleghi e degli studenti, non ho alcun atteggiamento agonistico, il mio ruolo è quello di creare nuove opportunità attraverso la realizzazione di progetti</em></p>



<p><strong><em>NO</em></strong><em>, ogni indicazione o decisione è frutto di approfondita riflessione e non vale l’antico concetto che… un progetto vale l’altro.</em></p>



<p><em>Ogni progetto ha un significato ed un obiettivo ben preciso, il numero dei progetti non&nbsp;<strong>mi</strong>&nbsp;deve spaventare&nbsp;<strong>nè</strong>&nbsp;<strong>ci</strong>&nbsp;deve spaventare perché ogni progetto racchiude in se un seme che deve germogliare e far realizzare una nuova&nbsp;<strong>opportunità</strong>.</em></p>



<p><em>Questo ragionamento lo faccio anche nei miei confronti perché mi gratifica così come gratifica l’<strong>AND</strong>, il corpo docente e gli studenti che hanno sempre vissuto nell’ambiente familiare un po’ serviti e riveriti però poi, quando è il momento di prendere iniziative autonome, potrebbero cadere se non avessi creato per loro un&nbsp;<strong>percorso di crescita</strong>.</em></p>



<p><em>Non li devo far cadere, non è questa la mia funzione; io&nbsp;<strong>li devo sostenere&nbsp;</strong>e quindi il mio ruolo consiste nel&nbsp;<strong>creargli opportunità</strong>&nbsp;che possono realizzarsi in Italia o all’estero, su tutto il territorio, con i teatri, con i municipi con tutte le realtà. &nbsp;</em></p>



<p><em>La danza si può ben declinare all’interno di ogni realtà culturale. E’ chiaro che sarà loro compito proseguire e perseguire i loro obiettivi ma io non posso abbandonarli a se stessi.</em></p>



<p><em>Loro sono sostenuti nella formazione che comprende non solo la tecnica ma anche la conoscenza più in generale del mondo esterno all’<strong>Accademia Nazionale di Danza</strong>. Si troveranno ad affrontare tante battaglie ma questo è insito nella evoluzione del processo educativo. I progetti sono come il percorso formativo con i crediti. I progetti sono affini cioè sono una parte del percorso formativo educativo con i relativi crediti che sono necessari per la completa formazione del futuro&nbsp;<strong>Professionista</strong>.</em></p>



<p><em>Se vogliamo continuare su questo futuro la&nbsp;<strong>Danza</strong>&nbsp;è ora chiamata a fornire risposte di altro genere non solo quelle di abbellire esteticamente i vari programmi TV oppure di creare un prodotto fruibile in teatro se poi non contribuisce a risolvere problemi o tensioni sociali.</em></p>



<p><em>Abbiamo visto che con la danza si uniscono le persone, con la danza si possono scegliere tra i diversi linguaggio del corpo e, rispetto al linguaggio orale, benchè più universale e riconoscibile, è più facile con la danza creare solidarietà.</em></p>



<p><em>Quantunque il governo non abbia varato una politica di interventi strutturali per il settore danza io invece ho ricavato uno spazio ed un programma di opportunità da poter cogliere. Consideriamo, per esempio, che la&nbsp;<strong>danza</strong>&nbsp;è ecologica, non crea inquinamento, abbiamo in mano un’<strong>arte</strong>&nbsp;capace di&nbsp;<strong>adattarsi</strong>. La danza ha una sua missione che si adegua ai tempi che si stanno evolvendo, si plasma ai movimenti è in continuo divenire.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Direttrice-interno-1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Direttrice-interno-1-300x200.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6377"/></a></figure>



<p><strong><em>La danza ha la sua funzione.</em></strong></p>



<p><em>A che scopo vivere, a che serve il tempo e le opportunità che la vita ci concede? Il trascorrere del tempo è un’opportunità perché ci permette di vedere cose che prima non si vedevano, l’arte della danza è stata sempre percepita come una professione di nicchia. L’arte è parte della cultura, l’arte è un prodotto umano, è un prodotto della cultura.</em></p>



<p><em>L’uomo ha bisogno della cultura per sopravvivere, in natura l’uomo è debole rispetto agli altri animali, la cultura e l’arte rappresentano invece la forza, sono la vita che necessita all’uomo.</em></p>



<p><em>La cultura nasce prima ancora della nascita della norma, del diritto; l’arte è la prima forma della cultura, è il primo atto creativo. Si può concettualmente assimilare alla cornice del famoso quadrato che se viene posizionato perpendicolarmente diventa una parete, se lo sposto in alto diventa un tetto, in pratica realizza una delimitazione del territorio.</em></p>



<p><strong><em>L’arte è la vita.</em></strong></p>



<p><em>L’essere umano deve essere abituato e facilitato ad apprendere l’arte e senza l’arte l’uomo non può vivere. &nbsp;L’uomo dovrebbe sempre avere la possibilità di coltivarla anche se poi si inserisce in un percorso lavorativo dove l’arte è esclusa ma dovrebbe sempre conservarne il&nbsp;<strong>Segreto</strong>.</em></p>



<p><strong><em>L’arte è universale.</em></strong></p>



<p>Direttrice, nel suo programma elettorale o di lavoro che aveva proposto al mondo dell’<strong>AND</strong>&nbsp;vi è il concetto della democrazia che coinvolge l’intera struttura e, in modo particolare, il concetto dell’<strong>internazionalizzazione</strong>. Ci può dare maggiori indicazioni?</p>



<p><em>Io la democrazia la intendo come concetto di&nbsp;<strong>RESPONSABILITA’</strong>.&nbsp;</em><em>La democrazia potrebbe essere facilmente confusa con il concetto di populismo o anche per la capacità di saper creare un consenso. Voglio che le scuole, le strutture didattiche siano responsabili del&nbsp;<strong>progetto</strong>&nbsp;che deve legarsi alle finalità dell’Accademia, esse devono muoversi in direzione univoca e conforme alla funzione che esplicano. Nel mio caso il concetto di Responsabilità implica anche risvolti di tipo legale e penale connesse al mio ruolo.</em></p>



<p><em>Nel caso dei docenti la considero una responsabilità individuale, il ruolo del&nbsp;<strong>docente</strong>&nbsp;necessita di una forte&nbsp;<strong>deontologia professionale</strong>. Mi piace la&nbsp;<strong>trasparenza&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>lealtà</strong>, mi piace vedere che gli studenti sanno, per esempio, orientarsi mediante indicazioni chiare senza che debbano vagare a chiedere e cercare. Allora che cosa significa comunicazione chiara? Questa chiarezza, anche nelle indicazioni, consente di trovare agevolmente ciò che è di personale interesse anche se si è un neofita; ci si rende conto che si è all’interno di un sistema, di conoscerlo, si sa dove andare, come muoversi e quindi&nbsp;<strong>non si rimane escluso</strong>. &nbsp;Se esiste un sistema verticale e centralizzato che non è user friendly, è difficoltosa la sua consultazione; il sito deve essere chiaro, trasparente e fornire ogni indicazione. Ogni struttura didattica ha corsi particolari con diverse finalità e non si può seguire tutto, bisogna saper scegliere. Quell’atto di scegliere è quello che ci contraddistingue, si deve effettuare una scelta consapevole, si deve portare avanti il proprio obiettivo con&nbsp;<strong>consapevolezza</strong>.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Saggio-AND.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Saggio-AND-300x200.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6381"/></a></figure>



<p>Direi che il suo programma di lavoro è stato compreso e sono state messe in atto le sue indicazioni.</p>



<p><em>Io non ho fatto promesse particolari a nessuno, tutti si sono responsabilizzati e tutti hanno afferrato le indicazioni fornite malgrado – inizialmente – ci siano state anche difficoltà di comunicazione tra me ed i colleghi i quali si sono trovati investiti di molte responsabilità. In alcuni momenti c’è stato anche qualche attrito su cui ho meditato.</em></p>



<p><em>&nbsp;Se i miei programmi, le mie azioni sono rapidi e dinamici non posso pretendere che siano seguiti da tutti però è anche vero che è meglio rischiare un attrito interno piuttosto che tornare a situazioni precedenti dove nessuno sceglieva, dove nessuno si responsabilizzava. Ci sono stati anche momenti dove mi sono sentita esclusa in quanto, nel mio ruolo di Direttore, dovevo fermare un piano artistico che magari non avevo avuto modo di condividere nella discussione con gli altri. Tuttavia ho preferito correre questo rischio piuttosto che tornare a “prima” dove c’era imposizione oppure consuetudine perché la consuetudine genera vizi; preferisco invece che ogni attività, ogni pratica sia&nbsp;<strong>ragionata</strong>, sia&nbsp;<strong>condivisa</strong>&nbsp;e ci sia la convinzione che quella pratica non è una semplice&nbsp;<strong>formalità</strong>&nbsp;ma è&nbsp;<strong>sostanza&nbsp;</strong>dell’azione.</em></p>



<p><em>&nbsp;La nostra fondatrice è stata una&nbsp;<strong>innovatrice</strong>, ha praticamente creato l’Accademia dal nulla, l’<strong>AND</strong>&nbsp;è nata come una costola della Regia Scuola di Arte Drammatica, ha fatto molto bene in quel periodo storico ma quella eredità non dobbiamo, non possiamo mantenerla immutata sino ai giorni nostri. Non possiamo soltanto continuare a gestire un’eredità e sopravvivere di rendita. Oggi dobbiamo ampliare il nostro sguardo oltre un corto raggio ma non esporsi a rischi finanziari, dobbiamo investire con cautela e lungimiranza.</em></p>



<p>Direttrice, in un suo punto del programma di lavoro lei accennava a un percorso più legato alle istituzioni, può ampliare questo punto?</p>



<p><strong><em>Assolutamente SI</em></strong><em>, noi siamo unici ma non possiamo rimanere nella nostra unicità o solitudine La solitudine è una condanna a rimanere soli, noi dobbiamo invece interagire con istituzioni a noi affini e mi riferisco a&nbsp;<strong>Campobasso</strong>,&nbsp;<strong>Benevento</strong>,&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;parlando di&nbsp;<strong>Conservatori&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Ravenna</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Torino</strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>Accademie</strong>. &nbsp;Li ho inclusi nei miei progetti di collaborazione e devo dire che i colleghi delle altre istituzioni mi hanno supportato, ci siamo supportati, c’è stata una condivisione di progetti.</em></p>



<p><em>La&nbsp;<strong>Danza</strong>&nbsp;potrebbe rappresentare una&nbsp;<strong>Istituzione&nbsp;</strong>all’estero dove ho lavorato lungamente con molti compositori. Posso affermare che le creazioni più belle che hanno realizzato questi compositori&nbsp;<strong>per la danza</strong>&nbsp;le hanno realizzate&nbsp;<strong>grazie alla danza</strong>&nbsp;che gli ha creato una logica e soprattutto gli ha fatto scoprire delle tematiche a loro prima estranee; la danza gli ha permesso di fare ricerca e quelli che&nbsp;<strong>non</strong>&nbsp;si sono legati alla danza non ne hanno tratto vantaggio perché non si sono abbandonati alla danza, non sono stati contaminati dalla danza… sono rimasti “sospesi”.</em></p>



<p>Direttrice, l’internazionalizzazione è un concetto a cui lei tiene in modo particolare, questa internazionalizzazione può essere legata anche al supporto che fornisce la&nbsp;<strong>Cuomo Foundation</strong>?</p>



<p><em>Assolutamente&nbsp;<strong>SI</strong></em></p>



<p><em>La<strong>&nbsp;Cuomo Foundation</strong>&nbsp;ha come slogan “<strong>L’arte dell’educazione è l’educazione del cuore</strong>”.&nbsp; E’ un assioma chiaro che non lascia dubbi circa la&nbsp;<strong>Mission&nbsp;</strong>che si è data. Ho avuto anche altri contatti con altre fondazioni private di grandissimo livello ma ho verificato che questa&nbsp;<strong>Fondazione&nbsp;</strong>sa fare le cose con stile, con qualità ed amore. Madame&nbsp;<strong>Cuomo</strong>&nbsp;mi assomiglia, è pragmatica ed anche lei lotta per raggiungere gli obiettivi. Ha il senso del bello e dell’arte, la capacità di perseguire i sogni come me e, come me, non intende far rimanere i sogni nel cassetto. Ho avuto l’opportunità di visitare il loro centro cardio pediatrico a&nbsp;<strong>Dakar</strong>&nbsp;mentre ero impegnata in un altro progetto che non vedeva la presenza della&nbsp;<strong>Cuomo Foundation</strong>&nbsp;e questo centro cardio pediatrico è stato realizzato a misura di bambino e a misura di mamma. Quando sono arrivata era in corso una sessione di musicoterapia per i bambini piccoli, per i più grandi e con le mamme. Possiede macchinari ad altissima tecnologia, un centro di ricerca all’avanguardia. La&nbsp;<strong>Cuomo Foundation</strong>&nbsp;è una organizzazione privata che fa investimenti, è attenta alla propria visibilità ma la sua missione è anche rivolta all’Arte. Madame&nbsp;<strong>Cuomo</strong>&nbsp;è sensibile alla crescita dei giovani ed infatti i suoi collaboratori sono prevalentemente giovani professionisti di grande qualità.&nbsp;</em><em>Altrettanta sensibilità la rivolge alla crescita dei giovani artisti.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/manifesto-AND-2020.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/manifesto-AND-2020-220x300.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6378"/></a></figure>



<p><em>Si è interessata ai miei programmi di sviluppo dei giovani artisti per i quali&nbsp;<strong>voglio</strong>&nbsp;creare alleanze, creare opportunità. Al&nbsp;<strong>Premio Roma</strong>&nbsp;la giuria è costituita da&nbsp;<strong>coreografi</strong>,&nbsp;<strong>critici</strong>, da&nbsp;<strong>organizzatori di festival</strong>, proprio con l’intento non finalizzato solo a corrispondere premi in denaro ma – principalmente – offrire connessioni, legami che possano generare contatti e accordi ed avere una continuità futura.</em></p>



<p><em>Madame&nbsp;<strong>Cuomo</strong>&nbsp;ha sposato pienamente le finalità del progetto per far emergere le qualità dei giovani ma non necessariamente emergere significa essere “il primo in assoluto” però consente di cambiare la propria esistenza. Certamente un artista senza un pubblico a cui parlare rimane racchiuso in se stesso, non riesce ad esprimersi quindi il fatto di vivere il&nbsp;<strong>Premio Roma</strong>&nbsp;consente di trasmettere le proprie sensazioni; tutto ciò rientra nella&nbsp;<strong>Mission</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Cuomo Foundation</strong>.&nbsp;</em><em>Diciamo che Dio mi ha mandato le persone giuste al momento giusto. Anche Madame&nbsp;<strong>Cuomo</strong>&nbsp;ama le cose belle che racchiudono anche un valore filantropico e senso di umanità. Ci piace pensare all’umanità, abbiamo sogni che si devono realizzare, non siamo missionari quindi tutto quello che attiene i nostri specifici credo, ai nostri valori religiosi, sono messi da parte.</em></p>



<p><em>Madame&nbsp;<strong>Cuomo&nbsp;</strong>ha perfettamente compreso che la sua&nbsp;<strong>sponsorizzazione&nbsp;</strong>del&nbsp;<strong>Premio Roma,</strong>&nbsp;come possibilità offerta ai giovani, costituisce la realizzazione di alleanze e connessioni di&nbsp;<strong>alto profilo artistico</strong>.</em></p>



<p><em>Aggiungo che la&nbsp;<strong>Cuomo Foundation</strong>&nbsp;sarà con me al&nbsp;<strong>Padiglione Italia</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Dubai</strong>&nbsp;perché il Padiglione Italia che presenterà il&nbsp;<strong>Premio Roma</strong>&nbsp;sarà incentrato sulla&nbsp;<strong>bellezza</strong>.&nbsp;</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Dubai-2020.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Dubai-2020-300x157.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6375"/></a></figure>



<p>Direttrice è evidente che questa sua impostazione riguardo al futuro dell’Accademia naturalmente necessità di un corpo docenti e di una struttura alle spalle che condivida pienamente i programmi. Concorda su questa affermazione?</p>



<p><em>Ritengo sia assolutamente opportuno che non vengano creati ostacoli alla visione del futuro dell’<strong>AND</strong>, che non ci si opponga a questo tipo di esperienze.&nbsp;</em><em>Indubbiamente non è semplice e ci sono detrattori, non tutti sono dalla mia parte.</em></p>



<p><em>Si può anche ignorare il consenso rispetto a questo tipo di difficoltà ma i programmi non sono una novità, sono una&nbsp;<strong>continuazione</strong>&nbsp;di quanto già programmato e svolto. Mi si può anche contrastare ma si deve prendere atto che l’Accademia vuole andare in questa direzione così come espresso dalla maggioranza la quale potrebbe eccepire il mio mancato rispetto dei programmi stabiliti; ho anche una responsabilità nei confronti della maggioranza.</em></p>



<p><em>Io sono tenuta a rispondere del mio programma elettorale, l’ho sempre seguito e ogni volta verificavo se mi stavo muovendo verso quella direzione stabilita.</em></p>



<p>Direttrice il suo programma di lavoro elettorale per il prossimo triennio va a confermare o integrare i famosi 7 punti contenuti nel precedente programma?</p>



<p><strong><em>Migliorare</em></strong><em>&nbsp;<strong>SI</strong>: &nbsp;la comunicazione, l’ascolto ed ampliare il processo di internazionalizzazione&nbsp;</em><em>Quest’anno abbiamo accordi con&nbsp;<strong>quattro</strong>&nbsp;paesi extraeuropei su cui dobbiamo lavorare per tre anni, adesso mi accingo a realizzare un altro progetto con altri tre partner europei. Se questi progetti saranno approvati avremo ben&nbsp;<strong>sette&nbsp;</strong>opportunità per l’<strong>Accademia Nazionale di Danza</strong>.</em></p>



<p><em>Ci sono tanti altri progetti con l’obiettivo “<strong>Europa</strong>” per i quali l’<strong>AND</strong>&nbsp;corre veloce nella internazionalizzazione. Sottolineo, come già detto, che è una prosecuzione di quanto già posto in essere, nessuna novità.&nbsp;</em></p>



<p>Direttrice, non c’è stato nulla di quei 7 punti che ha incontrato maggiori ostacoli al suo conseguimento?</p>



<p><em>Nessuno per me era sbagliato ma una cosa non sono riuscita ancora a concludere ma non perché non l’abbia voluta realizzare. Ci ho lavorato due anni e mezzo e molto probabilmente riusciamo a farcela; mi riferisco al&nbsp;<strong>decentramento</strong>&nbsp;dell’Accademia.</em></p>



<p><em>Pur lavorandoci intensamente mi è apparso poi chiaro che il&nbsp;<strong>MIUR</strong>&nbsp;non mi avrebbe concesso i necessari finanziamenti e quindi,&nbsp;<strong>non volendo agire sulla leva economica riguardante la retta degli studenti</strong>, ho condotto un altro tipo di politica e cioè sono stata inclusa all’interno di un vasto ed articolato progetto che – se riceve le approvazioni – è il preludio del decentramento. Con ciò intendo costituire corsi esterni all’Accademia, in altri qualificati siti; l’Accademia è unica e prestigiosa e noi dobbiamo rispondere alle aspettative e richieste di iscrizione che sono molto numerose. Vivere a Roma e frequentare l’<strong>AND</strong>&nbsp;impone un esborso economico a dir poco significativo.&nbsp;</em><em>Per ottenere il decentramento perseguo una politica di&nbsp;<strong>alleanze&nbsp;</strong>e non di aggressività.</em></p>



<p><em>Ovviamente non è realizzabile in tempi brevi ma con il decentramento creiamo servizi e proposte per il territorio, mostriamo così di avere una visione lungimirante, l’<strong>Accademia Nazionale di Danza&nbsp;</strong>si apre verso l’esterno anziché rimanere confinata nella sua unicità.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Sede_AND.jpg"><img decoding="async" src="https://www.lamacinamagazine.it/wp-content/uploads/2020/03/Sede_AND-300x225.jpg" alt="La Direttrice Enrica Palmieri e l’Accademia Nazionale di Danza" class="wp-image-6382"/></a></figure>



<p><em>Direttrice le vorremmo proporre una riflessione forse “politica” circa la mancanza di offerta formativa coreutica nelle scuole, quale è il suo pensiero?</em></p>



<p><strong><em>L’Arte</em></strong><em>&nbsp;<strong>coreutica</strong>&nbsp;non è stata mai inserita nel processo culturale. Se io vado a leggere la storia dell’Italia è pur vero che la danza nasce in Italia ma non è stata mai inserita nel processo di&nbsp;<strong>crescita culturale</strong>; la cultura italiana – di fatto – non è</em>&nbsp;<em>legata alla danza. È una semplice questione numerica. Mi spiego: quanti danzatori hanno contato nel mondo del lavoro? Ben pochi. Nelle scuole si conducono processi di acculturazione, di identità. Se dovessi pensare a personaggi famosi penso a Verdi a Michelangelo a Leonardo, dico quindi che&nbsp;<strong>necessita sviluppare un processo culturale sin dalle elementari</strong>, che la danza possa essere inclusa ma non a scapito della matematica, dell’italiano o di altre attività utili proprio per diventare “persona”. La danza deve affiancarsi e con le stesse attenzioni che vengono rivolte ad altri tipi di attività. Lo sport è utile, lo sport crea spirito comune cosa invece che la danza non crea, lo può creare se utilizzata in un certo modo ma è molto individualistica, crea un lavoro sull’ individuo, sul proprio corpo. Il calcio, dove ognuno ha un ruolo definito, rappresenta il gioco di squadra. Quando si mette in scena un balletto abbiamo il primo ballerino e il corpo di ballo e si crea così la squadra dove il gruppo rappresenta la cornice ed il primo ballerino esegue la prestazione artistica eccellente. La danza non è soltanto una esplosione di energie, che comunque avviene, ma è una esaltazione dell’anima, da una lezione di danza si esce sfinite ma contente, la danza è un sentimento molto personale.</em></p>



<p><em>Tornando alla sua precedente domanda relativa alla offerta formativa coreutica nelle scuole aggiungo che la nostra cultura si fonda sullo scritto, non c’è nulla che non passi attraverso uno scritto che esso stesso è un linguaggio; la musica è scritta, tutto è codificato. Da ciò è facile intuire il perché in Africa la danza rappresenta la storia dell’uomo, della tribù. La storia della tribù è tramandata attraverso la danza, che non è fondata sullo scritto. Ci sono danze che vengono rappresentate ogni 70 anni e i danzatori indossano dei copricapo alti 4 mt. con i quali eseguono movimenti molto difficili. I movimenti dei danzatori esprimono valori spirituali o legami tra le comunità: matrimoni, accordi tra le tribù ecc. e dai movimenti ed intrecci dei danzatori ne scaturisce un presagio.</em></p>



<p><em>Nulla è scritto, la storia è tramandata per via orale, la danza è l’unico strumento, è un linguaggio comune, crea identità culturale.</em></p>



<p>Direttrice lei è chiamata ad altri impegni, cosa può dire a tutti coloro che “fanno danza”?</p>



<p><em>Di non dimenticare la propria&nbsp;<strong>libertà</strong>; la danza deve istruire alla libertà che non è una cosa dovuta. E’ la libertà di scelta ma con consapevolezza. Il messaggio più importante che io lancio è utilizzare pienamente questa libertà, farla divenire una sorta di guida quotidiana. Deve venire “da dentro”, la danza non è una finalità ma uno strumento che rende capace di affrontare le avversità&nbsp;</em><em>con lealtà con rigore e con chiarezza.</em></p>



<p>Grazie Direttrice.</p>



<p>PH Federica Maria Bianchi tratte dal sito AND per finalità divulgative e non commerciali</p>
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